Detective a confronto: Petra Delicato e Charlotte Ritter

Detective a confronto: Petra Delicado e Charlotte Ritter

Un nome ossi­mo­ri­co, che allo stes­so tem­po richia­ma l’aspetto più evi­den­te del per­so­nag­gio e al tem­po stes­so ne evo­ca la com­ples­si­tà, sen­za diven­ta­re un’etichetta. L’ispettrice Petra Deli­ca­to è la pro­ta­go­ni­sta dell’omonima mini­se­rie tar­ga­ta Sky Ori­gi­nal diret­ta da Maria­so­le Tognaz­zi e con­clu­sa­si da poco. 

Una figura femminile affascinante nella sua durezza e nel mistero attorno a lei, che si muove sullo sfondo di una Genova assimilabile a quella contemporanea per risolvere quattro casi diversi.

Inter­pre­ta­ta da Pao­la Cor­tel­le­si, attri­ce meglio nota al gran­de pub­bli­co per i suoi ruo­li comi­ci ma dota­ta di gran­de polie­dri­ci­tà come dimo­stra anche in que­sta espe­rien­za, fin dal­le pri­me sce­ne non nascon­de né un carat­te­re aspro e all’occorrenza taglien­te e spre­giu­di­ca­to, né un pas­sa­to poi così diver­so dal suo pre­sen­te nel­la capi­ta­le ligu­re dove cer­ca una nuo­va esi­sten­za pro­fes­sio­na­le e privata. 

Vive infat­ti da sola in una casa anco­ra dis­se­mi­na­ta di sca­to­lo­ni, che sem­bra qua­si non voler abi­ta­re dav­ve­ro, men­tre lavo­ra in Que­stu­ra come archi­vi­sta; dopo due matri­mo­ni fal­li­ti non cer­ca rela­zio­ni profonde. 

Una rou­ti­ne che vie­ne appe­na accen­na­ta e subi­to inter­rot­ta nel pri­mo epi­so­dio, dove è chia­ma­ta a occu­par­si di una serie di stu­pri cul­mi­na­ta in un omi­ci­dio assie­me al vice ispet­to­re Anto­nio Mon­te (Andrea Pen­nac­chi), agli anti­po­di rispet­to a lei come carat­te­re e approc­cio alle indagini. 

È forse proprio questa complementarità, tuttavia, a portarli a risolvere con successo i casi a loro assegnati, e a essere responsabile di un processo di evoluzione del personaggio di Petra gradevole nel complesso, che non snatura tratti caratteristici come la sua schiettezza ma la porta a rivedere alcune convinzioni.

La durez­za sem­bra esse­re del resto neces­sa­ria per muo­ver­si in un ambien­te in cui, si sug­ge­ri­sce, esse­re una don­na non sem­pre è pre­mia­to: non di rado nel­la serie sospet­ta­ti e infor­ma­to­ri si dimo­stra­no pro­vo­ca­to­ri o refrat­ta­ri a inte­ra­gi­re con lei, e i col­le­ghi ten­do­no a non affi­dar­le ope­ra­zio­ni da loro rite­nu­te trop­po peri­co­lo­se, atteg­gia­men­ti ai qua­li non esi­ta a oppor­si con determinazione. 

Una dote, quest’ultima, che non man­ca a un’altra don­na detec­ti­ve (o, meglio, assi­sten­te detec­ti­ve allo sta­to attua­le) pro­ta­go­ni­sta di un’al­tra serie tar­ga­ta Sky Ori­gi­nal Char­lot­te Rit­ter, inter­pre­ta­ta dall’attrice tede­sca Liv Lisa Fries (tra i suoi ulti­mi lavo­ri, le pel­li­co­le Lou Von Salo­mé Pré­lu­de e la serie tv ame­ri­ca­na Coun­ter­part) in Baby­lon Ber­lin, giun­ta quest’anno alla ter­za sta­gio­ne e attual­men­te in pro­gram­ma­zio­ne in Ger­ma­nia sul­la rete pub­bli­ca Das Erste, dopo il debut­to su Sky nei mesi scorsi.

Un per­so­nag­gio che si muo­ve su uno sfon­do dif­fe­ren­te, quel­lo del­la Ber­li­no degli anni Ven­ti – atmo­sfe­ra che rap­pre­sen­ta sicu­ra­men­te uno dei mag­gio­ri pun­ti di for­za del­la serie –, e si affac­cia alla pro­fes­sio­ne con una sto­ria per­so­na­le mol­to diversa.

Char­lot­te è una gio­va­ne don­na pro­ve­nien­te da una fami­glia mol­to pove­ra che con­du­ce una dop­pia vita, quel­la di ste­no­gra­fa e archi­vi­sta per la Poli­zia ber­li­ne­se di gior­no e quel­la di intrat­te­ni­tri­ce dei clien­ti del cele­bre loca­le Moka Efti di not­te, pre­fig­gen­do­si l’obiettivo di diven­ta­re la pri­ma don­na detec­ti­ve del­la que­stu­ra del­la sua città.

Un obiet­ti­vo non faci­le a cau­sa dei pre­giu­di­zi di mol­ti col­le­ghi e supe­rio­ri riguar­do al suo gene­re e al suo bas­so livel­lo di alfa­be­tiz­za­zio­ne, ma che lei è dispo­sta a rag­giun­ge­re – men­tre fa i con­ti con una vita per­so­na­le non meno impe­gna­ti­va –, con la volon­tà di supe­ra­re ogni osta­co­lo gra­zie alla sua deter­mi­na­zio­ne, alla sua atti­tu­di­ne al duro lavo­ro, al suo acu­me. Carat­te­ri­sti­che che il col­le­ga Gereon Rath (Vol­ker Bruch) rico­no­sce esse­re fon­da­men­ta­li nel­la riso­lu­zio­ne dei casi a loro asse­gna­ti, insie­me a una buo­na dose di spregiudicatezza. 

I due personaggi quindi, pur lontani nello spazio e nel tempo, presentano delle analogie profonde. 

Oltre a esse­re adat­ta­ti da del­le con­tro­par­ti let­te­ra­rie – Petra Deli­ca­do è pro­ta­go­ni­sta dei roman­zi poli­zie­schi di Ali­cia Gimé­nez Bar­tlett, Char­lot­te Rit­ter da quel­li di Vol­ker Kutscher – e a con­di­vi­de­re la stes­sa pro­fes­sio­ne e col­le­ghi estre­ma­men­te diver­si da loro, entram­be pos­sie­do­no una per­so­na­li­tà com­ples­sa e un carat­te­re for­te, sep­pu­re con sfu­ma­tu­re differenti. 

Due detec­ti­ve del pic­co­lo scher­mo che coin­vol­go­no lo spet­ta­to­re in casi e sfi­de quo­ti­dia­ne di don­ne con­tem­po­ra­nee e del pas­sa­to, tra ardui­tà e soddisfazione. 

Con­di­vi­di:
Carla Ludovica Parisi
Lau­rean­da in Let­te­re Moder­ne dagli oriz­zon­ti non solo uma­ni­sti­ci. Amo la com­ples­si­tà, le sfi­de e i pro­ble­mi da risolvere.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.