Mare e microplastiche: la soluzione di Matteo Brasili

Mare e microplastiche: la soluzione di Matteo Brasili

Pro­ta­go­ni­sti del nostro tem­po sono la cri­si cli­ma­ti­ca, l’aumento del­le tem­pe­ra­tu­re, lo scio­gli­men­to dei ghiac­ciai e mol­ti altri feno­me­ni cau­sa­ti dall’opera irre­spon­sa­bi­le dell’uomo: tut­te con­se­guen­ze dell’emer­gen­za ambien­ta­le attua­le. La solu­zio­ne defi­ni­ti­va a que­sti pro­ble­mi appa­re anco­ra lon­ta­na, ma cer­ta­men­te non man­ca­no ten­ta­ti­vi di suc­ces­so da par­te di per­so­ne che gra­zie a un duro lavo­ro rie­sco­no a far fron­te, sep­pur par­zial­men­te, alla que­stio­ne ambientale.

Tra que­sti a Mila­no si distin­gue Mat­teo Bra­si­li, ven­ti­cin­quen­ne mar­chi­gia­no, lau­rea­to pres­so la Nuo­va Acca­de­mia di Bel­le Arti (NABA).  È il vin­ci­to­re dell’edizione ita­lia­na del James Dyson Award 2020 gra­zie al suo pro­get­to Cloud of Sea. L’intervista che segue spie­ga il suo pro­get­to e l’esperienza del gio­va­ne vincitore. 

Come fun­zio­na il “Cloud of Sea”? 

“Cloud of Sea” è un aiu­to a tut­te quel­le per­so­ne inte­res­sa­te alla sal­va­guar­dia del mare e alla rac­col­ta del­le micro­pla­sti­che pre­sen­ti al suo inter­no. Il fun­zio­na­men­to di que­sto pro­dot­to è mol­to sem­pli­ce: si trat­ta di un cilin­dro all’in­ter­no del qua­le può scor­re­re l’ac­qua e median­te un fil­tro rotan­te, con fori rastre­ma­ti ver­so l’in­ter­no, per­met­te la cat­tu­ra del­le micro­pla­sti­che che lo attra­ver­sa­no, ma non la loro fuo­riu­sci­ta. Può esse­re uti­liz­za­to duran­te l’in­te­ro viag­gio in mare del mari­na­io che, una vol­ta rien­tra­to in por­to, può tirar­lo su e, nel caso in cui lo stru­men­to fos­se pie­no, svuo­tar­lo. Un modo per rac­co­glie­re le micro­pla­sti­che pre­sen­ti in mare sfrut­tan­do le abi­tu­di­ni del­l’es­se­re umano.

Pro­to­ti­po di fun­zio­na­men­to di “Cloud of Sea”. Fon­te: jamesdysonaward.org

Cosa ha signi­fi­ca­to per te vin­ce­re il James Dyson Award 2020?

Oltre a esse­re anco­ra incre­du­lo del­la noti­zia, la vit­to­ria di que­sta edi­zio­ne ita­lia­na del James Dyson Award è un rico­no­sci­men­to che mi ren­de dav­ve­ro orgo­glio­so del pro­get­to svi­lup­pa­to negli ulti­mi anni e che mi spin­ge ad accre­sce­re sem­pre di più i miei obiet­ti­vi. Esse­re sta­to scel­to da un’azienda così pre­sti­gio­sa e atten­ta alle inno­va­zio­ni e alle pro­ble­ma­ti­che con­tem­po­ra­nee rela­ti­ve all’ambiente, non può che esse­re moti­vo di sti­mo­lo per un gio­va­ne che come me desi­de­ra dare un con­tri­bu­to al nostro eco­si­ste­ma attra­ver­so un lavo­ro creativo.

Cre­di che il tuo pro­get­to pos­sa fare la dif­fe­ren­za nel pro­ble­ma dell’inquinamento idri­co di Milano?

“Cloud of Sea” è un pro­dot­to di faci­le uti­liz­zo e indi­pen­den­te da qual­sia­si fon­te di ener­gia, se non quel­la del flus­so d’ac­qua che lo attra­ver­sa, che avvie­ne tra­mi­te un mez­zo o se posi­zio­na­to in luo­ghi spe­ci­fi­ci. Que­sta sua carat­te­ri­sti­ca lo ren­de abba­stan­za ambi­va­len­te da esse­re uti­liz­za­to in diver­se situa­zio­ni, dai fiu­mi ai laghi, o più nel­lo spe­ci­fi­co nel mare gra­zie alle imbar­ca­zio­ni. Pos­so con­fer­ma­re, quin­di, che può con­tri­bui­re alla sal­va­guar­dia del­l’am­bien­te idri­co di Mila­no.

Il fat­to che “Cloud of Sea” abbia un riscon­tro così impor­tan­te sull’ambiente è un caso oppu­re que­sto è un tema par­ti­co­lar­men­te impor­tan­te per te?

Non è un caso per­ché è un tema asso­lu­ta­men­te rile­van­te per me, soprat­tut­to la sfe­ra mari­na: essen­do nato vici­no al mare, l’in­fluen­za del­l’ac­qua è un aspet­to dav­ve­ro signi­fi­ca­ti­vo nel­la mia vita. Riten­go che tut­ti i pro­get­ti­sti deb­ba­no ormai inse­ri­re all’in­ter­no del loro pen­sie­ro e pro­ces­so di svi­lup­po di idee il tema ambien­ta­le. Que­sto non deve però influi­re nel resto del­le crea­zio­ni, il desi­gn ambien­ta­le non va diver­si­fi­ca­to da ogni altra tipo­lo­gia di desi­gn, ma ha neces­si­tà di esse­re integrato.

E se non fosse troppo tardi? Tantissimi ragazzi si sono fatti avanti nella lotta per il clima, giovanissimi come l’ormai famosa Greta Thunberg; in Italia Matteo Brasili è un altro esempio di come si possa mettere le proprie capacità al servizio delle sorti di comuni.

Cre­do for­te­men­te che le nuo­ve gene­ra­zio­ni pren­da­no abba­stan­za seria­men­te il pro­ble­ma ambien­ta­le, per­ché nasco­no già con un’im­pron­ta ver­so esso più for­te. Mi aspet­to e mi augu­ro che in futu­ro, come già sta acca­den­do, si cree­rà e pen­se­rà con la men­te pro­iet­ta­ta sull’ambiente.

La tua vit­to­ria pro­ba­bil­men­te sarà sta­ta una sor­pre­sa anche per te. Cosa dire­sti a tut­ti quei ragaz­zi, lavo­ra­to­ri e stu­den­ti che come te, sogna­no di rea­liz­za­re i loro progetti?

Que­sta vit­to­ria è sta­ta dav­ve­ro una gran sor­pre­sa per me e ne sono dav­ve­ro entu­sia­sta. A tut­ti quei ragaz­zi che come me inten­do­no inse­gui­re i pro­pri sogni dico che, asso­lu­ta­men­te sì, devo­no segui­re le loro ambi­zio­ni e i loro obiet­ti­vi con la con­sa­pe­vo­lez­za di poter sba­glia­re e fal­li­re, ma sen­za arren­der­si e con la voglia di rial­zar­si e anda­re sem­pre avanti.

Imma­gi­ne di coper­ti­na: https://www.jamesdysonaward.org/

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Elisa Letizia
Sono Eli­sa, stu­dio lin­gue, appas­sio­na­ta d’ar­te, musi­ca e cine­ma. Nel tem­po libe­ro scri­vo del pre­sen­te e lavo­ro per costrui­re il mio futuro.
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Sono Elisa, studio lingue, appassionata d'arte, musica e cinema. Nel tempo libero scrivo del presente e lavoro per costruire il mio futuro.

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