Berlusconi redivivo

Fino a qual­che set­ti­ma­na fa veden­do o sen­ten­do Sil­vio Ber­lu­sco­ni pote­va veni­re in men­te “El ban­do­le­ro stan­co”, una vec­chia e avvol­gen­te can­zo­ne di Rober­to Vec­chio­ni dove un anzia­no ban­di­to attra­ver­sa sco­rag­gia­to la pam­pa su un caval­lo bian­co, ormai al limi­te del­le sue for­ze, sen­za impre­se da com­pie­re o spe­ran­ze da rea­liz­za­re. Per lui riman­go­no solo ‹‹una ruga di riden­te nostal­gia›› e una vita ‹‹di tra­mon­ti e di cal­co­la­ti oblii, e di com­mo­ven­ti, ripe­tu­ti lun­ghi addii››.

Poi, d’improvviso, un sobbalzo ha riportato il leader di Forza Italia al centro del dibattito e ha consumato alcuni giorni di rapidi colpi di scena.

Acca­de quin­di che l’ex cava­lie­re si è mes­so in testa di tor­na­re a gio­stra­re le cose a suo pia­ci­men­to. Pri­ma, for­se irri­ta­to dal­le ini­zia­ti­ve par­la­men­ta­ri del­la Lega a disca­pi­to di Media­set, ha fat­to capi­re abba­stan­za espli­ci­ta­men­te di voler rac­co­glie­re l’appello all’unità di Mat­ta­rel­la, anche col­la­bo­ran­do con la mag­gio­ran­za. Ma For­za Ita­lia sta all’opposizione insie­me al cen­tro-destra: allo­ra Sal­vi­ni ha repli­ca­to allo sgar­bo acco­glien­do nel­la Lega tre par­la­men­ta­ri for­zi­sti e tra i due lea­der sono vola­te paro­le gros­se. A que­sto pun­to Ber­lu­sco­ni si è mos­so sul serio e ha scrit­to al Cor­rie­re dicen­do di esse­re dispo­ni­bi­le a scri­ve­re la leg­ge di bilan­cio con il gover­no e a tro­va­re sin­go­li e pun­tua­li accor­di per tute­la­re gli auto­no­mi e le par­ti­te Iva. Ecco­lo, il gri­mal­del­lo: Ber­lu­sco­ni ha issa­to la sua vec­chia ban­die­ra del­le par­ti­te Iva, arte­fi­ce di tan­te vit­to­rie elet­to­ra­li, e si è mes­so in attesa.

Nel frat­tem­po dal gover­no sono arri­va­ti segna­li con­tra­stan­ti. Nei Cin­que stel­le è sobil­la­to un cer­to mal­con­ten­to, anche se Di Maio è arri­va­to a par­la­re di For­za Ita­lia come di ‹‹un par­ti­to respon­sa­bi­le››. Il Pd è sem­bra­to più pos­si­bi­li­sta, e già sui gior­na­li si pro­po­ne­va­no dispa­ra­te alchi­mie per acco­glie­re For­za Ita­lia nel gover­no, sosti­tuen­do mini­stri e pro­met­ten­do con­tro­par­ti­te. La situa­zio­ne è sem­bra­ta in stal­lo. Nel­la not­te di mer­co­le­dì, dopo lun­ghe trat­ta­ti­ve,  Ber­lu­sco­ni ha con­vin­to Sal­vi­ni e Melo­ni a vota­re alla Came­ra lo sco­sta­men­to di bilan­cio da 8 miliar­di pro­po­sto dal gover­no. E così è sta­to. Tra gli elo­gi e le lodi del­la mag­gio­ran­za, si sono sen­ti­ti gli apprez­za­men­ti stiz­zi­ti di Melo­ni e Sal­vi­ni, che han­no denun­cia­to i ten­ta­ti­vi del Pd di rom­pe­re il centro-destra.

Non è chiaro però se Berlusconi avrà la forza di portare tutto il centro-destra sulla strada dell’unità nazionale che continua ad accarezzare. Sembra proprio di no.

È chia­ro inve­ce il ten­ta­ti­vo di Ber­lu­sco­ni di ritro­va­re cen­tra­li­tà e, for­se, appa­rec­chiar­si per una par­te­ci­pa­zio­ne al gover­no o all’elezione del nuo­vo Capo del­lo Sta­to nel 2022. Sui gior­na­li si sono let­te però anche le stra­te­gie dei suoi allea­ti, che appa­io­no dispo­sti, se doves­se tira­re trop­po la cor­da, a strap­pa­re con lui e abban­do­nar­lo al suo desti­no. Allo sco­po di dilui­re lo spi­ri­to auto­no­mi­sta di Ber­lu­sco­ni, Sal­vi­ni ha pro­po­sto grup­pi par­la­men­ta­ri uni­ci, Melo­ni una fede­ra­zio­ne dei tre partiti. 

Que­sto som­mo­vi­men­to appa­re come la più rile­van­te novi­tà poli­ti­ca degli ulti­mi mesi: la pro­spet­ti­va di un avvi­ci­na­men­to tra par­ti del­la destra e il gover­no potreb­be apri­re stra­de rima­ste ine­splo­ra­te. Ma non può pas­sa­re inos­ser­va­to il fat­to che quest’aria di novi­tà sca­tu­ri­sca dal­le ini­zia­ti­ve di Ber­lu­sco­ni, il più anzia­no e palu­da­to tra gli atto­ri poli­ti­ci. Dif­fi­cil­men­te l’ex cava­lie­re si è mos­so sen­za cer­ca­re con­tro­par­ti­te: cosa vuo­le sta­vol­ta in cam­bio? Pao­lo Mie­li ha sug­ge­ri­to la dif­fu­sa ipo­te­si di una nor­ma che favo­ri­sca Media­set. Altri par­la­no pro­prio del desi­de­rio di entra­re nei gio­chi pre­si­den­zia­li per l’elezione del 2022 e di una spin­ta per sfug­gi­re dall’isolamento in cui Sal­vi­ni sta cac­cian­do il cen­tro-destra. Non sono stra­de sem­pli­ci, per­ché la con­si­sten­za nume­ri­ca di For­za Ita­lia è mol­to ridot­ta e per­ché Melo­ni e Sal­vi­ni sem­bra­no dispo­sti a gio­ca­re in proprio.

Tut­te le lodi all’ex pre­mier pio­vu­te da sini­stra sono quan­to­me­no sin­go­la­ri. Per qual­che voto for­zi­sta il gover­no sem­bra dispo­sto a sten­de­re inu­ti­li tap­pe­ti ros­si. In real­tà non si com­pren­de qua­le fine pos­sa ave­re per la mag­gio­ran­za una tale mano­vra, se non quel­lo di pro­se­gui­re nell’opera di iso­la­men­to di Sal­vi­ni e dei sovra­ni­sti comin­cia­ta nell’estate del 2019.

In ogni caso que­sti acco­sta­men­ti al momen­to sem­bra­no riguar­da­re più le dina­mi­che inter­ne al cen­tro-destra che la volon­tà sin­ce­ra di col­la­bo­ra­re con il gover­no. A Ber­lu­sco­ni va il meri­to di pro­var­ci sem­pre: gra­zie a un toc­co di masca­ra in più, rie­sce a ren­de­re anco­ra più mio­pe quel che resta del­la sinistra.

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Michele Pinto
Stu­den­te di giu­ri­spru­den­za. Quan­do non leg­go, mi guar­do intor­no e mi fac­cio mol­te domande.

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