Il voto per posta: utopia o possibilità?

Il voto per posta: utopia o possibilità?

Joe Biden è uffi­cial­men­te il 46esimo Pre­si­den­te ame­ri­ca­no, gra­zie alla fidu­cia che gli è sta­ta con­ces­sa dagli elet­to­ri che si sono reca­ti alle urne nel gior­no del 4 novem­bre, ma anche da tut­ti colo­ro che han­no vota­to como­da­men­te dal­le pro­prie dimo­re, con­se­gnan­do il ver­det­to via posta.

Le ele­zio­ni del Pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti sono da sem­pre un momen­to tan­to atte­so quan­to temu­to: i cit­ta­di­ni ame­ri­ca­ni, media­ti dal siste­ma dei gran­di elet­to­ri, scel­go­no a chi affi­da­re il pote­re ese­cu­ti­vo del Pae­se più poten­te al mon­do. Per quan­to il siste­ma par­ti­ti­co sta­tu­ni­ten­se sia sem­pre sta­to for­te­men­te bipo­la­re, mai come que­st’an­no la ten­sio­ne e l’at­ten­zio­ne ver­so il risul­ta­to del­le urne sono sta­te alte.

I due can­di­da­ti, come a ogni ele­zio­ne, appar­te­ne­va­no infat­ti a schie­ra­men­ti mol­to diver­si ed han­no pre­sen­ta­to all’in­ter­no del loro pro­gram­ma elet­to­ra­le pro­po­ste spes­so incon­ci­lia­bi­li – basti pen­sa­re al tema del­l’am­bien­te, su cui si tro­va­no da sem­pre agli anti­po­di. A ciò si aggiun­ga che il mon­do inte­ro è assor­bi­to da una pan­de­mia, con­tro la qua­le il demo­cra­ti­co Biden e il repub­bli­ca­no Trump inten­do­no rispon­de­re in modo dia­me­tral­men­te opposto.

Proprio a causa della pandemia il voto per corrispondenza è stato uno strumento particolarmente utilizzato, tanto da riuscire a ribaltare il risultato delle urne fisiche in Stati chiave come il Michigan e Wisconsin. 

Già pri­ma del­la fine del­lo spo­glio, Trump denun­cia­va i bro­gli elet­to­ra­li, annun­cian­do che avreb­be intra­pre­so una bat­ta­glia lega­le fino alla Cor­te Supre­ma, per dimo­stra­re l’in­co­sti­tu­zio­na­li­tà del voto a distanza.

In Ita­lia, il tema del voto per cor­ri­spon­den­za si è ripre­sen­ta­to in occa­sio­ne degli elec­tion days del 20 e 21 set­tem­bre, quan­do il Pae­se si è espres­so sul taglio dei par­la­men­ta­ri e sul rin­no­vo del­le ammi­ni­stra­zio­ni regio­na­li in set­te regio­ni. Con­sen­ti­re di spe­di­re via posta il pro­prio voto sem­bra­va la miglio­re solu­zio­ne per impe­di­re gli assem­bra­men­ti ai seg­gi, evi­tan­do anche di met­te­re a rischio gli scru­ti­na­to­ri e per­met­ten­do inol­tre alle per­so­ne posi­ti­ve al coro­na­vi­rus di eser­ci­ta­re il pro­prio diritto.

Il voto per corrispondenza viene poi da sempre rivendicato da tanti lavoratori e studenti fuorisede, che sono spesso costretti a rinunciare al voto in quanto impossibilitati a fare rientro presso la propria residenza. Per gli italiani residenti all’estero, il voto per corrispondenza è stato introdotto soltanto nel 2001 dalla legge Tremaglia, mentre dal 2016 è permesso anche agli italiani che risiedano all’estero solo per periodi di tempo limitato. 

Insom­ma, nono­stan­te la pan­de­mia sem­bras­se il momen­to miglio­re per con­sen­ti­re l’in­tro­du­zio­ne di que­sta moda­li­tà di voto, la svol­ta è sta­ta anco­ra riman­da­ta. Sarà pro­prio per il timo­re dei bro­gli, che diven­ta­no anco­ra più sem­pli­ci da rea­liz­za­re sen­za il con­trol­lo capil­la­re che vie­ne svol­to ai seg­gi, o for­se per­ché l’I­ta­lia si posi­zio­na tra i fana­li­ni di coda nel­la clas­si­fi­ca euro­pea per la digi­ta­liz­za­zio­ne dei ser­vi­zi pubblici.

Il voto per cor­ri­spon­den­za è sta­to intro­dot­to in Fran­cia pro­prio nel mar­zo 2020, per con­sen­ti­re alle per­so­ne immu­no­de­pres­se, agli anzia­ni e ai mala­ti di eser­ci­ta­re il pro­prio voto sen­za espor­si al rischio di con­ta­gio. Anche in altri pae­si del con­ti­nen­te euro­peo, come Ger­ma­nia, Spa­gna o Regno Uni­to, il postal voting è con­ces­so a quel­le cate­go­rie di per­so­ne che si tro­va­no impos­si­bi­li­ta­te a recar­si fisi­ca­men­te alle urne (com­pre­si gli stu­den­ti fuo­ri­se­de). In Sviz­ze­ra, come nei 34 Sta­ti ame­ri­ca­ni in cui è pos­si­bi­le il voto per cor­ri­spon­den­za, ogni cit­ta­di­no può sce­glie­re libe­ra­men­te tra le alter­na­ti­ve mes­se a sua disposizione. 

Il dato di fat­to è che il voto per cor­ri­spon­den­za, insie­me ad altri stru­men­ti come il voto per dele­ga o il voto elet­tro­ni­co, potreb­be fre­na­re la cre­sci­ta del tas­so di asten­sio­ni­smo, secon­do l’I­stat in peri­co­lo­so aumen­to già da parec­chi anni. 

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Cristina delli Carri
Vege­ta­ria­na, gira­mon­do, stu­dio giu­ri­spru­den­za ma nien­te di serio. Se fos­si un ogget­to sarei una pen­na stilografica.

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