Altri virus dopo la pandemia

Fonte: pixabay.com

Le masche­ri­ne fun­zio­na­no bene. Para­dos­sal­men­te, fin trop­po bene. 

Il loro uso mas­sic­cio e le misu­re di distan­zia­men­to socia­le mes­se in atto per con­tra­sta­re l’attuale pan­de­mia di Coro­na­vi­rus (carat­te­riz­za­te come inter­ven­ti non far­ma­ceu­ti­ci, o NPI) han­no infat­ti ridot­to la dif­fu­sio­ne non solo di SARS-Cov2, ma anche del virus dell’influenza e del virus respi­ra­to­rio sin­ci­zia­le uma­no (RSV), negli Sta­ti Uni­ti cau­sa prin­ci­pa­le di infe­zio­ni al trat­to infe­rio­re del­le vie respi­ra­to­rie duran­te la pri­ma infanzia. 

Que­sto, come mostra­to da uno stu­dio con­dot­to da Rachel Baker et al. dell’High Mea­do­ws Envi­ron­men­tal Insti­tu­te pres­so la Prin­ce­ton Uni­ver­si­ty (The impact of COVID-19 non­phar­ma­ceu­ti­cal inter­ven­tions on the futu­re dyna­mics of ende­mic infec­tions | PNAS), non è neces­sa­ria­men­te un bene. 

I ricer­ca­to­ri, basan­do­si su model­li epi­de­mio­lo­gi­ci ela­bo­ra­ti a loro vol­ta a par­ti­re da dati sto­ri­ci rela­ti­vi al virus respi­ra­to­rio sin­ci­zia­le negli USA e in Mes­si­co, sono infat­ti giun­ti alla con­clu­sio­ne che l’attuale ridot­ta cir­co­la­zio­ne di RSV potreb­be por­ta­re a una mag­gio­re suscet­ti­bi­li­tà nel­la popo­la­zio­ne rispet­to a que­sto virus e di con­se­guen­za a foco­lai epi­de­mi­ci una vol­ta che l’emergenza Covid sarà rientrata.

Il picco dei casi di questa nuova epidemia è previsto per l’inverno 2021–2022, sempre che per quella data le NPI abbiamo smesso di essere implementate. 

Per quan­to riguar­da il virus dell’influenza, il discor­so si fa più com­ples­so. Nono­stan­te i risul­ta­ti osser­va­ti dal­lo stu­dio indi­chi­no che RSV e influen­za sem­bra­no com­por­tar­si in modo qua­li­ta­ti­va­men­te simi­le, biso­gna infat­ti con­si­de­ra­re che l’andamento di quest’ultima pato­lo­gia è più dif­fi­ci­le da pre­di­re per via del­la faci­li­tà con cui il suo agen­te ezio­lo­gi­co muta. 

Per que­sto, come affer­ma­to da Baker, «L’impatto del­le NPI sull’influenza non è chia­ro, ben­ché poten­zial­men­te impor­tan­te». Inol­tre, la pre­sen­za di vac­ci­ni antin­fluen­za­li potreb­be rive­lar­si un fat­to­re deter­mi­nan­te nel defi­ni­re l’andamento di pos­si­bi­li epi­de­mie post-Covid. 

Ciò che in defi­ni­ti­va emer­ge da que­sto qua­dro, che gli stes­si auto­ri del­lo stu­dio ammet­to­no esse­re anco­ra alle pri­me pen­nel­la­te, è che l’attuale pan­de­mia avrà, oltre che stra­sci­chi eco­no­mi­ci e socia­li, anche riper­cus­sio­ni epi­de­mio­lo­gi­che impor­tan­ti su virus con­si­de­ra­ti ende­mi­ci, come del resto le ebbe l’Influenza Spa­gno­la del seco­lo scorso. 

Dopo l’imposizione di misure contenitive per contrastare la pandemia del 1918, a Londra si registrò infatti una importante variazione nell’andamento del morbillo: da cicli annuali ad outbreak biennali. 

Abbia­mo indos­sa­to la masche­ri­na per fer­ma­re il Covid, e le NPI rap­pre­sen­ta­no anco­ra lo stru­men­to prin­ci­pa­le per con­tra­sta­re una pan­de­mia che ad oggi ha mie­tu­to oltre un milio­ne e 420mila vittime. 

Non sape­va­mo però l’effetto che que­sta scel­ta avreb­be avu­to sul­la dif­fu­sio­ne di altri pato­ge­ni, effet­to che secon­do la co-autri­ce del­lo stu­dio Jes­si­ca Met­calf potreb­be esse­re meglio anti­ci­pa­to con lo svi­lup­po, ad esem­pio, di tec­ni­che ad hoc di stam­po sierologico. 

Così da non esse­re col­ti impre­pa­ra­ti quan­do, a emer­gen­za Coro­na­vi­rus fini­ta, le pato­lo­gie lascia­te fuo­ri dal­le pri­me pagi­ne e dai tele­gior­na­li si faran­no avan­ti per pre­sen­tar­ci il conto.

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Simone Santini
Nato nel 1999 e stu­den­te di Bio­tec­no­lo­gia, scri­vo rac­con­ti per entu­sia­sma­re e arti­co­li quan­do la scien­za è il rac­con­to più entusiasmante.

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