Covid: emergenza carceri

Fonte: https://www.ilriformista.it/dramma-carceri-in-meno-di-una-settimana-contagi-raddoppiati-173028/

Come era pre­ve­di­bi­le, il con­ta­gio da Covid-19 non ha rispar­mia­to nem­me­no le car­ce­ri ita­lia­ne. Secon­do l’ultimo moni­to­rag­gio set­ti­ma­na­le aggior­na­to al 14 dicem­bre e reso noto dal Mini­ste­ro del­la Giu­sti­zia, i posi­ti­vi negli isti­tu­ti peni­ten­zia­ri sono 1030 fra i 53.052 dete­nu­ti, 754 fra i 37.153 agen­ti di poli­zia peni­ten­zia­ri e 70 sui 4090 impie­ga­ti ammi­ni­stra­ti­vi. Se si con­fron­ta­no i dati appe­na illu­stra­ti con quel­li rela­ti­vi alla set­ti­ma­na pre­ce­den­te si nota che, in linea con l’andamento nazio­na­le, il nume­ro di con­ta­gia­ti è in disce­sa in rife­ri­men­to al per­so­na­le ammi­ni­stra­ti­vo e di poli­zia, men­tre è in con­tro­ten­den­za il dato rela­ti­vo ai dete­nu­ti, fra cui i posi­ti­vi sono aumen­ta­ti di 72 in set­te giorni.

Rima­nen­do anco­ra sul nume­ro di dete­nu­ti attual­men­te posi­ti­vi, si nota come l’incidenza sul tota­le sia supe­rio­re rispet­to a quel­la a livel­lo nazio­na­le, dove il dato peg­gio­re si regi­stra in Vene­to ed è di 992 posi­ti­vi ogni 100.000 abi­tan­ti. Sep­pur la situa­zio­ne all’interno del­le car­ce­ri sia peg­gio­re rispet­to all’esterno, il Mini­ste­ro del­la Giu­sti­zia ritie­ne sia per­fet­ta­men­te sot­to con­trol­lo. Di altra opi­nio­ne sono il sin­da­ca­to Uil­pa Poli­zia peni­ten­zia­ria e gli stes­si dete­nu­ti che nel­le ulti­me set­ti­ma­ne han­no mostra­to il loro disa­gio attra­ver­so scio­pe­ri del­la fame e con­ti­nui appel­li alle istituzioni. 

Facen­do eco alle paro­le del segre­ta­rio gene­ra­le di Uil­pa Gen­na­ri­no De Fazio, potrem­mo sin­te­tiz­za­re le richie­ste del mon­do car­ce­ra­rio in tre pun­ti:

deflazionamento sensibile della densità detentiva, rafforzamento e supporto efficace della Polizia penitenziaria e potenziamento incisivo dei servizi sanitari nelle carceri. 

Come si può nota­re, le richie­ste non fan­no altro che ripor­ta­re all’attenzione pro­ble­mi ben noti. Il sovraf­fol­la­men­to, la scar­si­tà di orga­ni­co e la fra­gi­li­tà del siste­ma sani­ta­rio sono cri­ti­ci­tà pre­sen­ti già da tem­po, solo acui­te dal­la pan­de­mia. Ad oggi il tas­so medio di sovraf­fol­la­men­to è pari al 110% e rag­giun­ge pic­chi anche del 200% in alcu­ni isti­tu­ti di pena, ren­den­do di fat­to impos­si­bi­le ogni for­ma di iso­la­men­to. A que­sto si aggiun­ge la dif­fi­col­tà nel­la cura di pazien­ti covid posi­ti­vi, feno­me­no ben cono­sciu­to già dal­la socie­tà civi­le e che si ampli­fi­ca ancor di più nel con­te­sto penitenziario. 

Come dimo­stra l’Hub Covid alle­sti­to nel car­ce­re di Bol­la­te e defi­ni­to dal­la testa­ta onli­ne Busi­nes­sin­si­der «laz­za­ret­to», gesti­re i pazien­ti all’interno del­le car­ce­ri è tutt’altro che sem­pli­ce ed effi­ca­ce. Nel caso in esa­me, sono sta­ti alle­sti­ti ben 198 posti letto:

per questi non è stato però previsto né un numero adeguato di operatori sanitari né un’opportuna formazione per gli agenti di polizia penitenziaria assegnati alla sorveglianza dei detenuti ricoverati. 

Per discu­te­re que­sti temi, il pros­si­mo 22 dicem­bre è sta­to indet­to un tavo­lo di con­fron­to fra il Pre­si­den­te del Con­si­glio Giu­sep­pe Con­te ed espo­nen­ti del­la socie­tà civi­le fra cui spic­ca la radi­ca­le Rita Ber­nar­di­ni, che per soli­da­rie­tà con i dete­nu­ti ha intra­pre­so dal 10 novem­bre lo scio­pe­ro del­la fame, che ha con­ti­nua­to inin­ter­rot­ta­men­te fino allo scor­so 16 dicem­bre, gior­no in cui è sta­to annun­cia­to l’incontro con il Pre­mier. In atte­sa dell’esito del pros­si­mo con­fron­to, c’è una doman­da che rie­cheg­gia nel­le car­ce­ri ita­lia­ne: per qua­le moti­vo il con­ta­gio nel­le car­ce­ri non desta cla­mo­re?

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Chiara Malinverno
Scri­vo arti­co­li dal pri­mo anno di liceo, ma non ho anco­ra capi­to se voglio far­ne un lavo­ro. In ogni caso avrò una lau­rea in giu­ri­spru­den­za su cui con­ta­re, forse.

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