Giornata mondiale per i diritti umani 2020, sotto lo stesso cielo

Giornata nazionale per i diritti umani, sotto lo stesso cielo

Il 10 dicem­bre vie­ne cele­bra­ta in tut­to il mon­do la gior­na­ta inter­na­zio­na­le dei dirit­ti uma­ni in ono­re del­la mes­sa in ope­ra da par­te dell’Assemblea gene­ra­le del­le Nazio­ni Uni­te del­la Dichia­ra­zio­ne uni­ver­sa­le dei dirit­ti uma­ni (UDR) del 1948.

Con le scuo­le bloc­ca­te in una demo­ti­van­te didat­ti­ca a distan­za, ospe­da­li sopraf­fol­la­ti, restri­zio­ni eco­no­mi­che e liber­tà for­te­men­te ridot­te abbia­mo spe­ri­men­ta­to sul­la nostra pel­le restri­zio­ni e pro­ble­mi che non cre­de­va­mo possibili. 

Ci siamo resi conto che le responsabilità vanno spartite e il peso sopportato da tutti noi, ogni scelta del singolo include gli altri.

Nel­la dichia­ra­zio­ne del­le Nazio­ni Uni­te si dichiara: 

Tut­ti gli esse­ri uma­ni nasco­no libe­ri e ugua­li in digni­tà e dirit­ti. Sono dota­ti di ragio­ne e coscien­za e devo­no agi­re gli uni ver­so gli altri in spi­ri­to di fratellanza. 

Ed è pro­prio in que­sta dire­zio­ne che dovrem­mo muoverci.

Que­sta gior­na­ta soli­ta­men­te è scan­di­ta da una serie di even­ti e tra que­sti la ceri­mo­nia di asse­gna­zio­ne del pre­mio Nobel per la pace: quest’anno però la loro rea­liz­za­zio­ne ver­rà ampia­men­te modi­fi­ca­ta a cau­sa dell’emergenza sani­ta­ria corrente.

Ogni Giornata internazionale dei diritti umani ha un tema preciso e quello di quest’anno verterà sul “Colmare il divario delle disuguaglianze per raggiungere la giustizia sociale”.


La relazione sui diritti umani

La Rela­zio­ne sui dirit­ti fon­da­men­ta­li 2020 dell’Agenzia dell’Unione euro­pea per i dirit­ti fon­da­men­ta­li (FRA) ha cir­co­scrit­to i prin­ci­pa­li svi­lup­pi in mate­ria, indi­vi­duan­do i risul­ta­ti otte­nu­ti e i set­to­ri che desta­no anco­ra pre­oc­cu­pa­zio­ne con i rela­ti­vi pare­ri del­la FRA sui prin­ci­pa­li sviluppi.

La rea­liz­za­zio­ne del­la diret­ti­va sul­la pari­tà di trat­ta­men­to non è avve­nu­ta nel 2019, ma dopo la nomi­na di un nuo­vo com­mis­sa­rio per l’Uguaglianza sono sta­te mes­se sul tavo­lo diret­ti­ve e pia­ni d’azione che mira­no a soste­ne­re la comu­ni­tà LGBT (Lesbi­che, Gay, Bises­sua­li e Tran­ses­sua­li) e a esten­de­re la pro­te­zio­ne non solo ver­so le discri­mi­na­zio­ni di gene­re e ori­gi­ne etni­ca, ma anche ver­so quel­le lega­te alla reli­gio­ne e alle disabilità. 

Le disuguaglianze continuano a persistere e ciò emerge proprio dalle indagini svolte dalla FRA le quali dimostrano che raramente le persone colpite denunciano tali soprusi alle autorità. 

Una buo­na pro­po­sta che è emer­sa pre­ve­de l’aumen­to del­le inda­gini e del­la rac­col­ta dei dati: que­sto pro­prio per otte­ne­re un qua­dro più com­ple­to del pro­ble­ma e con­se­guen­te­men­te risolverlo. 


Razzismo, xenofobia e intolleranza a essi associata

Alcu­ni Sta­ti mem­bri han­no adot­ta­to poli­ti­che per affron­ta­re meglio il raz­zi­smo e inco­rag­gia­re le per­so­ne a denun­cia­re i rea­ti gene­ra­ti dall’odio.

A livel­lo UE, sono sta­ti regi­stra­ti alcu­ni svi­lup­pi del­la poli­ti­ca in mate­ria di anti­se­mi­ti­smo nel 2019, tut­ta­via il raz­zi­smo e la xeno­fo­bia sono sta­ti inte­res­sa­ti da pochis­si­mi svi­lup­pi.

Ricer­che con­dot­te in diver­si Sta­ti mem­bri mostra­no il per­si­ste­re di epi­so­di di discri­mi­na­zio­ne in mate­ria di pro­fi­la­zio­ne etni­ca da par­te del­la polizia. 

Ottime procedure da perseguire sarebbero: incoraggiare coloro che sono vittime dell’odio razziale a denunciare, introdurre sanzioni, garantire la parità d’accesso allo studio e al lavoro. 

Le misu­re potreb­be­ro inclu­de­re: l’introduzione di poli­ti­che di blind recruit­ment (assun­zio­ni con l’omissione dei nomi e di altre infor­ma­zio­ni sui can­di­da­ti), il moni­to­rag­gio del­le pra­ti­che discri­mi­na­to­rie, le atti­vi­tà di sen­si­bi­liz­za­zio­ne e for­ma­zio­ne su pre­giu­di­zi incon­sci, il soste­gno ai dato­ri di lavo­ro e alle par­ti socia­li nel­la lot­ta con­tro la discri­mi­na­zio­ne e gli osta­co­li alla par­te­ci­pa­zio­ne al mer­ca­to del lavo­ro, l’offerta di for­ma­zio­ne anti­di­scri­mi­na­zio­ne ai dato­ri di lavo­ro nel­le azien­de pri­va­te e nei ser­vi­zi pubblici.


Uguaglianza e inclusione dei rom

ll 2019 è sta­to il deci­mo anni­ver­sa­rio da quan­do il Con­si­glio dell’UE ha appli­ca­to le con­clu­sio­ni sull’inclusione dei rom, rea­liz­za­to in vir­tù del­la pri­ma riu­nio­ne del­la piat­ta­for­ma dell’UE per l’inclusione dei rom. Il docu­men­to con­te­ne­va die­ci prin­ci­pi di base comu­ni sull’inclusione dei rom.

Il prin­ci­pio n. 4 chie­de che tut­te le poli­ti­che di inclu­sio­ne dei rom «inse­ri­sca­no i rom nel­la socie­tà gene­ra­le (istru­zio­ne, lavo­ro e allog­gi non riser­va­ti)» e supe­ri­no «un’istruzione o allog­gi par­zial­men­te o inte­ra­men­te sepa­ra­ti», lad­do­ve esi­sta­no ancora. 

I cambiamenti sembrano ancora pochi e dunque la comunità rom si ritrova ancora nascosta nel buio delle abitazioni con il timore di essere diversi e sbagliati. 

Secon­di diver­si pare­ri del­la FRA biso­gne­reb­be eli­mi­na­re la segre­ga­zio­ne sco­la­sti­ca soste­nen­do gli alun­ni con azio­ni di inte­gra­zio­ne, crea­re solu­zio­ni abi­ta­ti­ve evi­tan­do la segre­ga­zio­ne abitativa.


Asilo, visti, migrazione, frontiere e integrazione

Voce che pre­sen­ta anco­ra mol­te cri­ti­ci­tà è quel­la riguar­dan­te le migra­zio­ni che cau­sa anco­ra diver­si dis­sen­si alta­men­te acce­si: nel frat­tem­po sono nume­ro­si i mor­ti in mare e gli aiu­ti non sem­bra­no basta­re mai. I mino­ri di diciot­to anni inol­tre han­no dirit­ti lacu­no­si e fragili. 

In un numero limitato di Stati membri, i richiedenti asilo hanno continuato ad affrontare il problema del sovraffollamento e dell’indisponibilità di alloggi. 

Gli Sta­ti mem­bri dovreb­be­ro anche inda­ga­re effi­ca­ce­men­te su tut­te le accu­se cre­di­bi­li di respin­gi­men­to (refou­le­ment) e vio­len­za da par­te del­le auto­ri­tà di con­tra­sto alle fron­tie­re, in par­ti­co­la­re quel­le fat­te dagli orga­ni­smi nazio­na­li sta­tu­ta­ri per i dirit­ti umani.

Inol­tre, la Com­mis­sio­ne euro­pea dovreb­be por­re mag­gio­re atten­zio­ne ai dirit­ti fon­da­men­ta­li. Si pen­sa a dare mag­gio­re atten­zio­ne alle vio­len­ze per­pe­tra­te da par­te del­le autorità.


Società dell’informazione, privacy e protezione dei dati 

Il 2019 è sta­to il pri­mo anno com­ple­to in cui è sta­to appli­ca­to il rego­la­men­to gene­ra­le sul­la pro­te­zio­ne dei dati (GDPR). Il mon­do in con­ti­nua evo­lu­zio­ne ha visto il pro­gre­dir­si di nuo­ve tec­no­lo­gie che a pari­tà di peso, sul­la bilan­cia del mon­do ha por­ta­to a mina­re i dirit­ti alla pri­va­cy e alla pro­te­zio­ne dei dati

Gli Sta­ti mem­bri dell’UE dovreb­be­ro garan­ti­re che le auto­ri­tà nazio­na­li di con­trol­lo del­la pro­te­zio­ne dei dati rice­va­no risor­se suf­fi­cien­ti per con­sen­ti­re loro di svol­ge­re effi­ca­ce­men­te il pro­prio mandato.


Diritti dei minori

La con­ven­zio­ne del­le Nazio­ni Uni­te sui dirit­ti del fan­ciul­lo è sta­ta adot­ta­ta cir­ca trent’anni fa e ha por­ta­to a dei miglio­ra­men­ti che pur­trop­po risul­ta­no anco­ra insuf­fi­cien­ti: la nuo­va com­mis­sio­ne euro­pea vor­reb­be isti­tui­re una garan­zia per l’infanzia dell’UE.

I minori maggiormente a rischio sono quelli che migrano nel territorio o i cui genitori hanno un livello inferiore di istruzione.

Diret­ti­ve uti­li da quan­to emer­ge sareb­be­ro quel­le di finan­zia­re la pro­te­zio­ne per l’infanzia tra­mi­te una tabel­la di mar­cia pre­de­fi­ni­ta. Inol­tre, si sug­ge­ri­sce un’espan­sio­ne media­ti­ca al fine di divul­ga­re mes­sag­gi posi­ti­vi e di soste­gno e puni­re seve­ra­men­te gli abu­si ses­sua­li pro­teg­gen­do la vit­ti­ma che ne è colpita.


Accesso alla giustizia

Duran­te l’anno pre­ce­den­te le isti­tu­zio­ni dell’UE ave­va­no un pro­get­to: per­met­te­re alle vit­ti­me risar­ci­men­ti e giu­sti­zia. Si cer­ca­va, quin­di, una nuo­va stra­te­gia per giun­ge­re a tale sco­po, in quan­to le lacu­ne in mate­ria era­no numerose. 

Pur­trop­po, nume­ro­si Sta­ti mem­bri si sono oppo­sti e ciò ha susci­ta­to un’aspra rispo­sta da par­te del Par­la­men­to europeo. 

Le minac­ce all’indipendenza degli orga­ni giu­di­zia­ri sono con­ti­nua­te e la Com­mis­sio­ne euro­pea ha pub­bli­ca­to un pia­no d’azione pro­po­nen­do il cosid­det­to “Ciclo del­lo Sta­to di dirit­to”. 

Qua­si la metà degli Sta­ti mem­bri dell’UE ha adot­ta­to o ha visto l’entrata in vigo­re del­la legi­sla­zio­ne per una miglio­re attua­zio­ne del­la diret­ti­va sui dirit­ti del­le vit­ti­me (2012/29/UE) nel 2019. 

Ancora molti sono i cambiamenti da perseguire in quanto non ci sono stati sviluppi rilevanti per quanto riguarda il diritto delle vittime a partecipare al procedimento. 

Mol­ti Sta­ti mem­bri han­no col­ma­to una gran­de lacu­na nel garan­ti­re i dirit­ti del­le vit­ti­me, for­nen­do per la pri­ma vol­ta ser­vi­zi di assi­sten­za a tut­te le cate­go­rie di vit­ti­me di rea­ti. Altri Sta­ti mem­bri han­no adot­ta­to misu­re per pro­teg­ger­le duran­te il pro­ce­di­men­to e pre­ve­ni­re la vit­ti­miz­za­zio­ne secon­da­ria. Secon­do il pare­re del­la FRA l’intero asset­to di coor­di­na­men­to andreb­be raf­for­za­to, mostran­do­si empa­ti­co anche nei con­fron­ti del­le don­ne vit­ti­me di vio­len­za domestica.


Sviluppi nell’attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità

Nel 2009 con il lavo­ro del Con­si­glio del­la con­ven­zio­ne del­le Nazio­ni Uni­te era­no sta­ti rag­giun­ti impor­tan­ti cam­bia­men­ti ine­ren­ti ai dirit­ti del­le per­so­ne con disa­bi­li­tà (CRPD). Era sta­to nomi­na­to il pri­mo Com­mis­sa­rio euro­peo per l’uguaglianza, crea­to un atto euro­peo sull’accessibilità

Le modifiche alle leggi elettorali nazionali hanno dato alle persone con disabilità molte più opportunità di partecipare alle elezioni europee, anche se l’accessibilità è rimasta un problema.

Più spe­ci­fi­ca­men­te, la stra­te­gia dell’UE sul­la disa­bi­li­tà post-2020 dovreb­be garan­ti­re quan­to segue: le dispo­si­zio­ni del­la CRPD sono inte­gra­te in tut­ti i set­to­ri per­ti­nen­ti del dirit­to, del­le poli­ti­che e dei pro­gram­mi dell’UE, com­pre­so l’uso del­le nuo­ve tec­no­lo­gie; le per­so­ne con disa­bi­li­tà, le loro orga­niz­za­zio­ni rap­pre­sen­ta­ti­ve e le orga­niz­za­zio­ni del­la socie­tà civi­le inte­res­sa­te sono ade­gua­ta­men­te impe­gna­te nell’attuazione e nel moni­to­rag­gio del­la nuo­va stra­te­gia; in tut­te le isti­tu­zio­ni, gli orga­ni­smi e le agen­zie dell’UE sono desi­gna­ti pun­ti foca­li per la disa­bi­li­tà ade­gua­ta­men­te coor­di­na­ti; i dati per­ti­nen­ti rac­col­ti dagli Sta­ti mem­bri sono disag­gre­ga­ti in modo da con­sen­ti­re il moni­to­rag­gio dell’attuazione del­la CRPD.

Quello che possiamo augurarci è che gli obiettivi vengano raggiunti e si possa finalmente tagliare il traguardo dei diritti umani applicando le proposte su cui si sta cercando di lavorare al riguardo.

Arti­co­lo di Gaia Iamun­do.

Fon­te: Rela­zio­ne sui dirit­ti fon­da­men­ta­li 2020

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