I 10 libri più “vulcanici” del 2020

I 10 libri più “vulcanici” del 2020

Anche questo lunghissimo 2020 sta per concludersi e la redazione di Vulcano Statale ha preparato una lista dei 10 libri più “vulcanici” del 2020!

A cura di Leti­zia Bonet­ti e Lau­ra Cec­chet­to.


Dicem­bre, mese di tran­si­zio­ne, di feste, di affet­ti e soprat­tut­to di rega­li. Anche quest’anno la Reda­zio­ne di Vul­ca­no Sta­ta­le ha pre­pa­ra­to per voi una lista dei tito­li che più han­no riscos­so l’interesse dei let­to­ri in que­sto tur­bo­len­to 2020. Buo­na lettura! 

DISCLAIMER: i tito­li non sono in ordi­ne di pre­fe­ren­za o dispo­sti come se que­sto fos­se una vera e pro­pria classifica.


Dante (Alessandro Barbero, Laterza) 

Dante (Alessandro Barbero, Laterza)

Figu­ra cen­tra­le dell’opera è Dan­te Ali­ghie­ri, gran­dis­si­mo intel­let­tua­le inqua­dra­to non solo come auto­re di un’opera fon­da­men­ta­le del­la let­te­ra­tu­ra ita­lia­na qua­le La Divi­na Com­me­dia, ma soprat­tut­to come uomo del suo tem­po, del qua­le ven­go­no ritrat­ti la vita, i pen­sie­ri e i valo­ri, non­ché difet­ti e con­trad­di­zio­ni, con­te­stua­liz­za­ti nel­la scop­piet­tan­te atmo­sfe­ra socio-cul­tu­ra­le ita­lia­na del Trecento. 

Que­sta bio­gra­fia dan­te­sca, che si con­cen­tra prin­ci­pal­men­te sul Dan­te-uomo e meno sul Dan­te-poe­ta, ponen­do l’accento sia sul­le que­stio­ni let­te­ra­rie che quel­le poli­ti­co-socia­li che lo por­te­ran­no a vent’anni di esi­lio, è redat­ta con uno sti­le accat­ti­van­te, sem­pli­ce e diret­to, ope­ra aper­ta che lascia spa­zio alle inter­pre­ta­zio­ni del lettore. 

Gra­zie ad atten­te ricer­che docu­men­ta­rie e agli scrit­ti del­lo stes­so Dan­te, si ha una visua­le d’insieme anche del­la socie­tà fio­ren­ti­na in cui egli era nato, cre­sciu­to e si era affer­ma­to, i lega­mi poli­ti­ci ed eco­no­mi­ci tra la sua fami­glia, quel­la dei Dona­ti, e dei Por­ti­na­ri, del­la qua­le fa par­te Bea­tri­ce, resa immor­ta­le pro­prio gra­zie alle ope­re del poeta.


Riccardino (Andrea Camilleri, Sellerio) 

Riccardino (Andrea Camilleri, Sellerio)

Que­sta è l’ultima inda­gi­ne del com­mis­sa­rio Mon­tal­ba­no, scrit­ta tra il 2004 e il 2005, siste­ma­ta lin­gui­sti­ca­men­te nel 2016 ed edi­ta postu­ma nel 2020 secon­do le volon­tà dell’autore, il qua­le ave­va il desi­de­rio di con­clu­de­re di suo pugno le vicen­de di Mon­tal­ba­no pri­ma di mori­re. Vi sono due edi­zio­ni in com­mer­cio, quel­la del 2005 e quel­la del 2016. 

La stra­te­gia nar­ra­ti­va di Camil­le­ri è com­ples­sa, dal momen­to che il Com­mis­sa­rio dia­lo­ga sia con l’autore sia con “l’altro Mon­tal­ba­no” , quel­lo tele­vi­si­vo. È un’indagine dif­fi­ci­le, ingar­bu­glia­ta, che il pro­ta­go­ni­sta, ormai stan­co di inda­ga­re, sem­bra con­clu­de­re a fati­ca. Tut­to ruo­ta attor­no all’omicidio del diret­to­re del­la Ban­ca Regio­na­le, Ric­car­di­no, avve­nu­to in pre­sen­za di tre ami­ci che con la vit­ti­ma han­no con­di­vi­so tut­to nel­la vita. Ini­zial­men­te sem­bra un caso di faci­le riso­lu­zio­ne, ma nul­la è quel­lo che sem­bra. Un secon­do omi­ci­dio mesco­la le car­te in tavo­la, com­pli­can­do la situazione. 

Sarà pro­prio il dia­lo­go tra Camil­le­ri, Mon­tal­ba­no-let­te­ra­rio e Mon­tal­ba­no-tele­vi­si­vo a ter­mi­na­re, per l’ultima vol­ta, le inda­gi­ni di Viga­ta. Si chiu­de così un cer­chio ini­zia­to nel 1994 con La for­ma dell’acqua, che ha riscos­so un gran­dis­si­mo suc­ces­so tan­to let­te­ra­rio quan­to tele­vi­si­vo, gra­zie alla par­te­ci­pa­zio­ne dell’apprezzatissimo Luca Zingaretti. 


L’appello (Alessandro D’Avenia, Mondadori) 

L’appello (Alessandro D’Avenia, Mondadori)

Ome­ro, pro­fes­so­re di scien­ze cie­co, ottie­ne la cat­te­dra in una quin­ta liceo pro­ble­ma­ti­ca. Esse­re pri­vo del­la vista ha acui­to in lui gli altri sen­si, aiu­tan­do­lo a com­pren­de­re gli stu­den­ti che ha davan­ti a sé in modo più accu­ra­to di quan­to con­sen­ta una sem­pli­ce occhia­ta. Lui non è in pro­fes­so­re tra­di­zio­na­le e non lo è nean­che il suo meto­do di inse­gna­men­to: dona impor­tan­za cen­tra­le all’appello, dove ogni gior­no l’alunno pro­nun­cia il pro­prio nome davan­ti alla clas­se e rac­con­ta di sé. Un mero elen­co di nomi diven­ta un modo per vive­re e viver­si, dichia­ran­do­si pre­sen­ti in clas­se come nel­la vita. 

La scuo­la non deve esse­re un luo­go dove lo stu­den­te vie­ne infar­ci­to di nozio­ni solo per pren­de­re un voto che gli per­met­te­rà di pas­sa­re l’anno, ben­sì mae­stra di vita che istrui­sce i ragaz­zi non solo nell’ambito acca­de­mi­co, ma soprat­tut­to a cono­sce­re sé stes­si per poter com­pren­de­re il mon­do che li cir­con­da. Non è il voto che crea e defi­ni­sce lo stu­den­te, ma la sua capa­ci­tà di uti­liz­za­re nel­la vita con­cre­ta la lezio­ne impa­ra­ta in aula. Per que­sto diven­ta fon­da­men­ta­le il lega­me che si instau­ra tra Ome­ro e i suoi alun­ni, inse­gnan­do loro a vede­re il mon­do in modo nuovo. 


Fu sera e fu mattina (Ken Follett, Mondadori) 

Fu sera e fu mattina (Ken Follett, Mondadori)

Pre­quel de I pila­stri del­la Ter­ra, fa par­te del­la tetra­lo­gia gra­vi­tan­te attor­no alla cit­tà anglo­sas­so­ne di King­sbrid­ge. In que­sto capi­to­lo, si riper­cor­ro­no le vicen­de dall’anno 997 al 1006 che por­ta­ro­no alla fon­da­zio­ne del­la sopra­ci­ta­ta cit­ta­di­na. L’opera gra­vi­ta attor­no ai pun­ti di vista di quat­tro per­so­nag­gi: il gio­va­ne costrut­to­re di navi Edgar, che si tro­va a dover lascia­re la pro­pria ter­ra, distrut­ta da un’incursione vichin­ga, tra­sfe­ren­do­si in Inghil­ter­ra per diven­ta­re con­ta­di­no nel­le ter­re del vesco­vo di Shi­ring; Ragna, spo­sa nor­man­na del fra­tel­lo del vesco­vo di Shi­ring; Aldred, gio­va­ne mona­co aman­te del­le let­te­re e infi­ne Wyn­stan, mal­va­gio vesco­vo di Shiring. 

Rela­zio­ni amo­ro­se si intrec­cia­no con intri­ghi di pote­re lai­co e reli­gio­so, desi­de­rio di rival­sa e di affer­ma­zio­ne, dove uomi­ni del popo­lo e don­ne for­ti e com­bat­ti­ve scon­tra­no le loro esi­sten­ze, con­tor­na­te dal­la sacra­li­tà dei mona­ste­ri e dal­le fit­te miste­rio­se neb­bie ingle­si, in un rit­mo incal­zan­te e coin­vol­gen­te che acco­mu­na tut­ti i libri del­la saga di Kingsbridge.


Nella casa dei tuoi sogni (Carmen Maria Machado, Codice)

Nella casa dei tuoi sogni (Carmen Maria Machado, Codice)

Non lascia­te­vi ingan­na­re dal tito­lo per­ché que­sto sor­pren­den­te memoir non descri­ve esat­ta­men­te una casa dei sogni ma un’esperienza di abu­so psi­co­lo­gi­co. Il libro è mol­to inte­res­san­te e attua­le, sia per il tema dell’abuso che per la rela­zio­ne descrit­ta, che non è quel­la tipi­ca tra un uomo e una don­na ma omo­ses­sua­le tra due don­ne. Car­men Maria Macha­do usa la sua ope­ra per far veni­re a gal­la un tema nasco­sto e la coper­ti­na illu­stra per­fet­ta­men­te la dif­fi­col­tà di usci­re da que­ste situa­zio­ni di dipen­den­za, in cui si è com­ple­ta­men­te suc­cu­bi di un’altra per­so­na. La strut­tu­ra del libro è ori­gi­na­le, com­po­sto da capi­to­li bre­vi e poche paro­le essen­zia­li ma poten­tis­si­me. La sco­per­ta di un talen­to.


Una terra promessa (Barack Obama, Garzanti)

Una terra promessa (Barack Obama, Garzanti)

Il nuo­vo libro dell’ex pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti non pote­va non rien­tra­re in que­sta clas­si­fi­ca, un po’ per le emo­zio­ni che le ulti­me ele­zio­ni ame­ri­ca­ne ci han­no rega­la­to, un po’ per­ché Oba­ma è pur sem­pre Oba­ma e l’influenza che con­ti­nua a eser­ci­ta­re sul pia­no inter­na­zio­na­le è inne­ga­bi­le. Il New York Times ha dichia­ra­to che A Pro­mi­sed Land si pre­an­nun­cia come una del­le memo­rie poli­ti­che più ven­du­te di tut­ti i tem­pi, tan­to che i librai fati­ca­no a far fron­te alla doman­da dei let­to­ri ame­ri­ca­ni. Oba­ma rac­con­ta in pri­ma per­so­na i momen­ti più signi­fi­ca­ti­vi del­la sua pre­si­den­za, i dub­bi, le vit­to­rie e le spe­ran­ze per il futu­ro gli Sta­ti Uni­ti, che si riflet­to­no nel titolo.


Helgoland (Carlo Rovelli, Adelphi) 

Helgoland (Carlo Rovelli, Adelphi)

Non sape­te nul­la su chi o che cosa sia­no Hel­go­land, la teo­ria dei quan­ti, o Hei­sen­berg? Nes­sun pro­ble­ma, per­ché il fisi­co teo­ri­co Car­lo Rovel­li con il suo lin­guag­gio sem­pli­ce e affa­sci­nan­te vi spie­ghe­rà tut­to, susci­tan­do inte­res­se e stu­po­re anche in colo­ro che alle supe­rio­ri in fisi­ca era­no abbo­na­ti al 5.5. Il libro ini­zia con un ven­ti­treen­ne Hei­sen­berg (che no, non è il pro­ta­go­ni­sta di Brea­king Bad) che si reca sull’isola di Hel­go­land: pro­prio qui avrà un’in­tui­zio­ne che cam­bie­rà la sto­ria del­la fisi­ca. Rovel­li si adden­tra nel­la teo­ria dei quan­ti spie­gan­do le altre ipo­te­si che ne sono deri­va­te, in par­ti­co­la­re quel­la dell’interpretazione rela­zio­na­le. Si trat­ta di que­stio­ni anco­ra tut­te da sco­pri­re, tan­to che lo stes­so Rovel­li per il Cor­rie­re del­la Sera ha scrit­to «“Ho cer­ca­to di esse­re più chia­ro pos­si­bi­le, su una teo­ria che è al cen­tro dell’oscurità del­la scienza».


M. L’uomo della provvidenza (Antonio Scurati, Bompiani) 

M. L’uomo della provvidenza (Antonio Scurati, Bompiani)

Segui­to di M. Il figlio del seco­lo, nar­ra il secon­do atto del­la para­bo­la di Mus­so­li­ni, dal 1925 al 1932, fase nel­la qua­le si con­so­li­da il regi­me fasci­sta, arri­van­do a per­mea­re ogni ambi­to del­la socie­tà e del­lo Sta­to ita­lia­no, par­ten­do dal­la gra­vo­sa ulce­ra che afflis­se il Duce per un lun­go perio­do arri­van­do fino alla Mostra del­la Rivo­lu­zio­ne Fasci­sta e al sacra­rio dei mar­ti­ri fasci­sti. Sarà il pon­te­fi­ce Pio XI a indi­car­lo come «l’uomo che la Prov­vi­den­za ci ha fat­to incon­tra­re» in occa­sio­ne del Con­cor­da­to tra lo Sta­to Pon­ti­fi­cio e l’Italia, rico­no­scen­do­ne l’autorità.

L’intreccio si sno­da tra fat­ti sto­ri­ci e nar­ra­zio­ne, nel qua­le Scu­ra­ti descri­ve la Sto­ria in modo sem­pli­ce e acces­si­bi­le per tut­ti, in manie­ra ogget­ti­va e coin­vol­gen­te, tra atten­ta­ti, Pat­ti Later­na­nen­si, retro­sce­na di fami­glia pas­san­do dal fra­tel­lo Arnal­do e il lut­to per la mor­te del nipo­te, alla figlia Edda data in spo­sa a Galeaz­zo Cia­no. Meno ric­co d’azione del pre­ce­den­te per­ché prin­ci­pal­men­te foca­liz­za­to su fat­ti e figu­re poli­ti­che e legi­sla­ti­ve e su que­stio­ni diplo­ma­ti­che, offre nume­ro­si spa­zi di rifles­sio­ne sul ven­ten­nio e sui suoi protagonisti. 


Breve storia della letteratura rosa (Patrizia Violi, Graphe.it)

Breve storia della letteratura rosa (Patrizia Violi, Graphe.it)

Quel­lo del­la gior­na­li­sta Patri­zia Vio­li è un libro genia­le, inso­li­to, con­tro­cor­ren­te. La let­te­ra­tu­ra rosa è un gene­re costan­te­men­te bistrat­ta­to, con­si­de­ra­to come un insie­me di roman­zet­ti per don­ne anno­ia­te. La Vio­li inve­ce ana­liz­za con una cer­ta ver­ve que­sto gene­re, stu­dian­do­ne ori­gi­ni e suc­ces­so sen­za pre­con­cet­ti. Attra­ver­so le sue pagi­ne sco­pria­mo l’evoluzione del roman­zo rosa, com’è muta­to nel cor­so degli anni accom­pa­gnan­do le don­ne nel­la loro eman­ci­pa­zio­ne. L’autrice spie­ga come il suc­ces­so di que­sto gene­re stia nell’espressione di quel­la feli­ci­tà idil­lia­ca, sen­za pro­ble­mi e sen­za pen­sie­ri che sot­to sot­to cer­chia­mo un po’ tut­ti. D’altronde ci sarà un moti­vo die­tro il suc­ces­so degli Har­mo­ny e di Cin­quan­ta sfu­ma­tu­re di gri­gio, e la Vio­li pro­va a spiegarlo.


Scheletri (Zerocalcare, Bao Publishing) 

Scheletri (Zerocalcare, Bao Publishing)

Quan­do non par­te­ci­pa a Pro­pa­gan­da Live, Zero­cal­ca­re pub­bli­ca gra­phic novels. E la cosa gli rie­sce dan­na­ta­men­te bene. Sche­le­tri è la sua ulti­ma ope­ra e il gene­re è “segre­ti a lun­ghis­si­ma con­ser­va­zio­ne”. Sì, per­ché l’episodio ini­zia­le di Zero che tro­va un dito moz­za­to fuo­ri dal­la por­ta è rea­le, così come gli altri spun­ti con­te­nu­ti nel gra­phic novel: la com­ples­si­tà del­la peri­fe­ria di Roma degli anni 2000, il cri­mi­ne, lo spac­cio e i tor­men­ti di un ragaz­zo alle pre­se con le incer­tez­ze che accom­pa­gna­no ogni ven­ten­ne nei pri­mi pas­si ver­so la vita adul­ta. I fat­ti e i per­so­nag­gi sono fin­zio­ni amal­ga­ma­te col rea­le, accom­pa­gna­te dall’analisi iro­ni­ca e taglien­te tipi­ca dell’autore. La sto­ria di un ragaz­zo che inve­ce di anda­re all’università pas­sa cin­que ore sul­la metro­po­li­ta­na come vor­rem­mo fare noi quan­do ci sen­tia­mo per­si, non può che esse­re avvincente.

 Immagine di copertina realizzata da Valentina Testa. 
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Redazione
Letizia Bonetti
Sono Leti­zia e stu­dio giu­ri­spru­den­za a Mila­no, anche se dal­l’ac­cen­to ber­ga­ma­sco non si direb­be. Nel tem­po libe­ro mi pia­ce nuo­ta­re, man­gia­re gela­ti e scri­ve­re per Vul­ca­no Statale.
Laura Cecchetto
Sco­pro il mon­do e me stes­sa con il naso den­tro a un libro, riflet­to su ciò che mi cir­con­da e pren­do appun­ti. Nar­ro ciò che leg­go, e di con­se­guen­za ciò che pro­vo, per rela­zio­nar­mi con ciò che mi sta attor­no, pos­si­bil­men­te con una taz­za di tè sul­la scrivania.

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