La Scozia ha detto no alla “period poverty”. E l’Italia?

La Scozia dice no alla "period povery". E l'Italia?

La spe­sa men­si­le di una don­na com­pren­de, oltre a vive­ri e ad altri beni di pri­ma neces­si­tà, fino a cir­ca 5 euro in assor­ben­ti. A pri­ma vista può sem­bra­re poco, ma se mol­ti­pli­chia­mo que­sto nume­ro per ogni mese dell’anno, dal­le pri­me mestrua­zio­ni di una don­na fino all’inizio del­la meno­pau­sa, otte­nia­mo un risul­ta­to piut­to­sto consistente.

Daniel­le Row­ley, depu­ta­ta alla Came­ra dei Comu­ni Scoz­ze­se nel Col­le­gio di Mid­lo­thian fino al 2019, ha addi­rit­tu­ra asse­ri­to che nel Regno Uni­to le spe­se annua­li dovu­te alle mestrua­zio­ni sia­no di cir­ca 500£: un prez­zo trop­po alto per la gestio­ne di un fat­to natu­ra­le e neces­sa­ria­men­te pre­sen­te in ogni donna. 

Il dibat­ti­to sull’eccessivo costo dei pro­dot­ti igie­ni­co-sani­ta­ri fem­mi­ni­li si pro­trae da tem­po in tut­ta Euro­pa, in par­ti­co­la­re in Sco­zia, dove è final­men­te giun­to ad una conclusione. 

Martedì 24 novembre infatti il Parlamento scozzese ha approvato all’unanimità il “Period Product (Free Provision) Bill”, legge che introduce la gratuità degli assorbenti igienici.

La Sco­zia è sem­pre sta­ta un pas­so avan­ti su que­sto argo­men­to: da anni garan­ti­va già que­sto ser­vi­zio in scuo­le, col­le­ge ed uni­ver­si­tà, che ora è sta­to amplia­to fino a pre­ve­de­re la distri­bu­zio­ne gra­tui­ta di assor­ben­ti in ogni ente di ser­vi­zio pub­bli­co, tra i qua­li ad esem­pio cen­tri spor­ti­vi e asso­cia­zio­ni di bene­fi­cen­za, garan­ti­ta dal­le auto­ri­tà locali. 

La leg­ge era sta­ta pro­po­sta dal­la par­la­men­ta­re labu­ri­sta Moni­ca Len­non per con­tra­sta­re il dif­fon­der­si del­la “period pover­ty”, ossia l’impossibilità per le don­ne che si tro­va­no in dif­fi­ci­li con­di­zio­ni eco­no­mi­che di prov­ve­de­re all’acquisto di pro­dot­ti igie­ni­co-sani­ta­ri, feno­me­no che riguar­de­reb­be il 10% del­le ragaz­ze nel Regno Uni­to.

La par­la­men­ta­re Moni­ca Len­non e un grup­po di atti­vi­ste fuo­ri dal Par­la­men­to di Sco­zia.

Diver­si Sta­ti euro­pei, tra i qua­li la Fran­cia, il Bel­gio e la Ger­ma­nia, ave­va­no già prov­ve­du­to ad abbas­sa­re la tas­sa sugli assor­ben­ti, ridu­cen­do­la da una media del 20% ad una del 6%. Anche l’Ita­lia, con i suoi tem­pi, ha pre­so prov­ve­di­men­ti a riguar­do: il nostro Gover­no all’inizio del 2020 ha abbas­sa­to la tas­sa dal 22% al 5% per i pro­dot­ti igie­ni­co-sani­ta­ri fem­mi­ni­li, ma uni­ca­men­te per le cop­pet­te mestrua­li e gli assor­ben­ti lava­bi­li e com­po­sta­bi­li. Ciò ha pro­vo­ca­to nume­ro­se pro­te­ste, dato che que­sto tipo di assor­ben­ti è dif­fi­ci­le da repe­ri­re, più costo­so e rap­pre­sen­ta meno dell’1% del mer­ca­to totale. 

Non si tratta però di una decisione presa a caso. 

Il moti­vo di que­sto prov­ve­di­men­to infat­ti ha a che fare con la soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le: si è pen­sa­to che abbas­san­do la tas­sa uni­ca­men­te su que­sto gene­re di pro­dot­ti si potes­se incen­ti­va­re un loro mag­gio­re uso, che por­te­reb­be alla dimi­nu­zio­ne dell’inquinamento pro­vo­ca­to dagli assor­ben­ti smal­ti­ti ogni giorno. 

Ann Boro­w­ski, che ha por­ta­to avan­ti una ricer­ca sull’impatto eco­lo­gi­co dei pro­dot­ti sani­ta­ri, sti­ma un nume­ro altis­si­mo di que­sti rifiu­ti e del loro tem­po di smal­ti­men­to, che può arri­va­re fino a 500 anni. La que­stio­ne ambien­ta­le è diver­sa da quel­la del­la pari­tà dei ses­si o del­la neces­si­tà di gra­tui­tà per i pro­dot­ti sani­ta­ri indi­spen­sa­bi­li, invo­ca­ta inve­ce dagli altri pae­si euro­pei. Ogni Sta­to ha deci­so qua­le sia la pro­ble­ma­ti­ca più rile­van­te da affron­ta­re, e l’Italia ha pun­ta­to tut­to sul­la lot­ta per la sal­va­guar­dia dell’ambiente. Sem­pre con que­sto sco­po diver­si comu­ni ita­lia­ni han­no anche pro­mos­so l’utilizzo di pan­no­li­ni per bam­bi­ni lava­bi­li, tra­mi­te la con­ces­sio­ne di incen­ti­vi per il loro acqui­sto. Infat­ti anche i pan­no­li­ni usa e get­ta sono par­ti­co­lar­men­te dan­no­si per l’ambiente: secon­do un ban­do del­la regio­ne Lom­bar­dia «in Ita­lia ogni gior­no si uti­liz­za­no più di 6 milio­ni di pan­no­li­ni usa e get­ta (…) com­por­tan­do l’abbat­ti­men­to di oltre 12.000 albe­ri; alla distru­zio­ne di albe­ri si aggiun­go­no gli impat­ti deri­van­ti dall’impiego di acqua, ener­gia elet­tri­ca, l’utilizzo di pro­dot­ti chi­mi­ci e il con­su­mo di mate­rie pri­me. (…) il pro­ces­so di decom­po­si­zio­ne del­la pla­sti­ca dei pan­no­li­ni U&G impie­ga fino a 500 anni; (…) il clo­ro usa­to per pro­dur­re la cel­lu­lo­sa rila­scia sostan­ze tos­si­che per l’ambiente».

Che que­ste sia­no deci­sio­ni giu­ste non vie­ne mes­so in dub­bio, ma la que­stio­ne è: è abbastanza?

I provvedimenti per il progresso in materia di eco-sostenibilità devono necessariamente escludere quelli per il progresso sociale? 

Arti­co­lo di Sofia Car­ra.

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

1 Trackback & Pingback

  1. Assorbenti, le scelte di Nuova Zelanda e Città del Messico - Vulcano Statale

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.