San Siro: una questione ancora irrisolta

Fonte: https://www.fcinter1908.it/copertina/stadio-scelta-meazza/

A più di un anno dal­la pre­sen­ta­zio­ne dei pro­get­ti per la costru­zio­ne di un nuo­vo distret­to del­lo sport a San Siro, i mila­ne­si stan­no anco­ra aspet­tan­do di sape­re che cosa ne sarà del­lo sta­dio inti­to­la­to a Giu­sep­pe Meaz­za. Indi­pen­den­te­men­te dal fat­to che la scel­ta rica­da sul pro­get­to di Popu­lous La cat­te­dra­le o su quel­lo di Sportium/Manica Gli anel­li di Mila­no (ne ave­va­mo par­la­to qui), una cosa è cer­ta: in caso di via libe­ra, biso­gna pre­ten­de­re chia­rez­za sui tito­la­ri del­le socie­tà che, qua­lo­ra si deci­da di dire addio a uno dei sim­bo­li di Mila­no, met­te­reb­be­ro a dispo­si­zio­ne un capi­ta­le di oltre 1 miliar­do e 200 milio­ni di euro.

Un bre­ve rias­sun­to del­le pun­ta­te pre­ce­den­ti. 

In segui­to alla pri­ma pre­sen­ta­zio­ne dei pro­get­ti, la giun­ta Sala ave­va subor­di­na­to la deli­be­ra del pub­bli­co inte­res­se al rispet­to di sedi­ci con­di­zio­ni, di cui tre par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­ve. La pri­ma con­si­ste­va nel­la pre­te­sa di non demo­li­re lo sta­dio che, par­ti­ta dopo par­ti­ta, ha accol­to cen­ti­na­ia di miglia­ia di tifo­si; la secon­da riguar­da­va il rispet­to dell’indice volu­me­tri­co pre­vi­sto dal Pia­no di Gover­no del Ter­ri­to­rio del Comu­ne di Mila­no. La ter­za, inve­ce, impo­ne­va che si espli­ci­tas­se­ro i «tito­la­ri effet­ti­vi del­le socie­tà con­traen­ti la Con­ces­sio­ne comunale». 

Sul pri­mo pun­to, le squa­dre han­no accol­to la pre­te­sa avan­za­ta da palaz­zo Mari­no, poi­ché entram­bi gli ambi­zio­si pro­get­ti, ad oggi, pre­ve­do­no la rifun­zio­na­liz­za­zio­ne del­lo sta­dio, desti­na­to a diven­ta­re il cuo­re di un distret­to dedi­ca­to allo sport e all’intrattenimento atti­vo 365 gior­ni all’anno. Per quan­to riguar­da la secon­da que­stio­ne, inve­ce, è sta­to neces­sa­rio tro­va­re un pun­to di incon­tro tra l’indice volu­me­tri­co sta­bi­li­to dal PGT (0.35) e quel­lo richie­sto dai club (0.67). La media­zio­ne ha per­mes­so di arri­va­re a fis­sa­re un valo­re pari allo 0.51: una cifra non dop­pia, ma comun­que mol­to ele­va­ta rispet­to a quan­to pre­vi­sto dal pia­no del comu­ne di Mila­no. Sul ter­zo pun­to, inve­ce, il Comu­ne ha accet­ta­to che i tito­la­ri effet­ti­vi del­la con­ces­sio­ne ven­ga­no comu­ni­ca­ti in sede di gara.

Le cri­ti­ci­tà.

Sul tema dell’abbattimento del Meaz­za, le con­tro­ver­sie non man­ca­no. La Com­mis­sio­ne Regio­na­le per il Patri­mo­nio Cul­tu­ra­le, infat­ti, ha deci­so che lo sta­dio può esse­re demo­li­to per­ché non pre­sen­ta un inte­res­se cul­tu­ra­le da tute­la­re. Que­sto ver­det­to con­trad­di­ce il pare­re espres­so mesi pri­ma dal­la sovrin­ten­den­te ai beni cul­tu­ra­li Anto­nel­la Ranal­di, secon­do cui lo sta­dio va con­si­de­ra­to come un’icona, la «Sca­la del cal­cio» (in par­ti­co­la­re il secon­do anel­lo). Il pro­ble­ma lega­to all’alto valo­re dell’indice volu­me­tri­co rima­ne irri­sol­to, e ad esso si aggiun­ge il fat­to che, ad oggi, il comu­ne di Mila­no sta trat­tan­do con qual­cu­no di cui si igno­ra l’identità. A richia­ma­re l’attenzione sul tema sono sta­ti due epi­so­di: la pub­bli­ca­zio­ne di un pare­re del comi­ta­to anti­ma­fia e un’inchiesta di Report.

Per risol­ve­re il pro­ble­ma baste­reb­be ade­guar­si all’ulti­ma diret­ti­va anti­ri­ci­clag­gio euro­pea, secon­do cui gli Sta­ti mem­bri sono obbli­ga­ti ad isti­tui­re un regi­stro dei tito­la­ri effet­ti­vi del­le impre­se. La diret­ti­va risa­le al 24 luglio del 2019 e con­ce­de tem­po per la tra­spo­si­zio­ne fino al 10 gen­na­io 2020.

Siamo ben oltre il tempo massimo, ma l’Italia non ha ancora provveduto ad istituire un registro che sarebbe necessario (anche) per fare chiarezza sulla trattativa che riguarda il nuovo distretto di San Siro. 

Come rico­strui­to dal gior­na­li­sta Luca Chian­ca per Report, infat­ti, dopo la ven­di­ta del Milan da par­te di Sil­vio Ber­lu­sco­ni si sono sus­se­gui­te del­le ope­ra­zio­ni che, ad oggi, ren­do­no impos­si­bi­le l’identificazione del vero pro­prie­ta­rio del­la socie­tà cal­ci­sti­ca. Si trat­ta di un gio­co di sca­to­le cine­si e socie­tà off­sho­re che ha inso­spet­ti­to sia la com­mis­sio­ne anti­ma­fia pre­sie­du­ta da David Gen­ti­li, sia il comi­ta­to anti­ma­fia di Mila­no pre­sie­du­to da Car­men Man­fred­da, il cui pare­re sull’intervento urba­ni­sti­co che dovreb­be tra­sfor­ma­re il distret­to di San Siro è sta­to chia­ro fin da subi­to: no, se non si cono­sco­no i tito­la­ri effet­ti­vi degli enti con cui il comu­ne sta trat­tan­do. Una pre­sa di posi­zio­ne così net­ta da par­te di un comi­ta­to volu­to dal sin­da­co Sala in per­so­na dovreb­be quan­to­me­no far riflet­te­re, tan­to più che Mila­no ambi­sce a defi­nir­si «capi­ta­le nazio­na­le dell’Antimafia».

La pan­de­mia.

Il qua­dro fino­ra deli­nea­to appa­re anco­ra più cri­ti­co se lo si inse­ri­sce nel con­te­sto sto­ri­co che stia­mo viven­do: le orga­niz­za­zio­ni mafio­se han­no sem­pre dimo­stra­to di saper sfrut­ta­re le occa­sio­ni che la sto­ria met­te a loro dispo­si­zio­ne, dal­la rico­stru­zio­ne post ter­re­mo­to dell’Irpinia nel 1980 al crol­lo del muro di Ber­li­no. In un momen­to sto­ri­co così deli­ca­to, in cui la cri­si eco­no­mi­ca dovu­ta alla pan­de­mia rischia di avvan­tag­gia­re le orga­niz­za­zio­ni cri­mi­na­li, Mila­no non può per­met­ter­si di dare segna­li equi­vo­ci. Le mobi­li­ta­zio­ni sul tema sono mol­te, dal­la peti­zio­ne lan­cia­ta da Wiki­Ma­fia alla mani­fe­sta­zio­ne dei Ver­di, che fan­no nota­re come Mila­no non abbia «biso­gno di nuo­vo cemen­to, ma di valo­riz­za­re quel­lo che ha». 

È nato, inol­tre, il Comi­ta­to Coor­di­na­men­to San Siro, che a sua vol­ta ha lan­cia­to una peti­zio­ne in cui, anzi­ché costrui­re un nuo­vo sta­dio, pro­po­ne di ristrut­tu­ra­re quel­lo già esi­sten­te, e si oppo­ne alla con­se­gna del ter­re­no pub­bli­co «nel­le mani di speculatori». 

Mani­fe­sta­zio­ne pro­mos­sa dal Comi­ta­to Coor­di­na­men­to San Siro con­tro la demo­li­zio­ne del­lo sta­dio. Fon­te: CalcioMercato.com

È evidente, dunque, che i cittadini pronti a schierarsi dalla parte della legalità sono tanti, ma hanno anche bisogno di un incoraggiamento.

Que­sto dimo­stra­no le paro­le del­la dot­to­res­sa Ales­san­dra Dol­ci, capo del­la Dire­zio­ne Distret­tua­le Anti­ma­fia di Mila­no: è da feb­bra­io, infat­ti, che non si regi­stra­no denun­ce per usu­ra alla Dda, e pur­trop­po il moti­vo non è il dra­sti­co calo di inci­den­za del rea­to, ben­sì la reti­cen­za degli impren­di­to­ri. In un con­te­sto simi­le, è neces­sa­rio che le isti­tu­zio­ni dichia­ri­no chia­ra­men­te che la stra­da giu­sta è sem­pre quel­la del­la lega­li­tà, e che dimo­stri­no di voler­la percorrere. 

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Erica Ravarelli
Stu­dio scien­ze poli­ti­che a Mila­no ma ven­go da Anco­na. Mi pia­ce scri­ve­re e bere tisa­ne, non mi piac­cio­no le sem­pli­fi­ca­zio­ni e i pre­giu­di­zi. Ascol­to tut­ti i pare­ri ma poi fac­cio di testa mia.

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