E allora il M5S?

Il Movi­men­to 5 Stel­le ha tra­di­to i suoi elet­to­ri o li ha final­men­te por­ta­ti, dopo anni di anti-poli­ti­ca, ver­so il ter­re­no demo­cra­ti­co, il cui nutrien­te fon­da­men­ta­le è il com­pro­mes­so?  Pro­ba­bil­men­te c’è del­la veri­tà in entram­be le con­sta­ta­zio­ni ed è pro­prio per que­sto che la for­ma­zio­ne del gover­no Dra­ghi ha pro­vo­ca­to una spac­ca­tu­ra tra i “ribel­li”, che con­cor­da­no di più con la pri­ma affer­ma­zio­ne, e i “gover­ni­sti” che, tol­to qual­che malu­mo­re, pro­pen­do­no per la secon­da opzione.

Quest’ultimi, capeg­gia­ti da un gran­de ritor­no del fon­da­to­re Bep­pe Gril­lo, han­no det­ta­to la linea nel­le con­sul­ta­zio­ni con Dra­ghi e, dopo aver vin­to il refe­ren­dum sul­la piat­ta­for­ma Rous­seau, che ha legit­ti­ma­to l’appog­gio al gover­no nascen­te, han­no espul­so i dis­si­den­ti, rei di aver vota­to con­tro la fidu­cia in Par­la­men­to. Nel­le file dei silu­ra­ti tro­via­mo nomi di pri­mo pia­no del Movi­men­to come Nico­la Mor­ra, pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re anti­ma­fia, e Bar­ba­ra Lez­zi, mini­stra del Sud nel gover­no Con­te I. 

Tut­ta­via la defe­zio­ne che ha desta­to più cla­mo­re è sta­ta quel­la di Ales­san­dro Di Bat­ti­sta, annun­cia­ta con una diret­ta Face­book dopo aver appre­so dei risul­ta­ti del que­si­to sul­la piat­ta­for­ma Rous­seau. Mem­bro del diret­to­rio dei 5 Stel­le fino al 2017 e par­la­men­ta­re fino al 2018, ha poi deci­so di fare un pas­so di lato e di non can­di­dar­li alle ele­zio­ni che avreb­be­ro poi por­ta­to il Movi­men­to 5 Stel­le a com­pie­re il pas­so per gover­na­re final­men­te il Paese. 

La sua usci­ta dal Movi­men­to non signi­fi­ca però aver rinun­cia­to a fare poli­ti­ca, anzi, sem­bra più atti­vo che mai. Sui suoi social affer­ma l’esigenza di costrui­re «una sana e robu­sta oppo­si­zio­ne» e qual­che com­men­ta­to­re ini­zia a pen­sa­re pos­sa for­ma­re un pro­prio movi­men­to poli­ti­co. Di Bat­ti­sta e i tren­ta­sei par­la­men­ta­ri espul­si dal Movi­men­to spes­so ven­go­no descrit­ti o si descri­vo­no come i “puri”: gril­li­ni che non han­no per­so lo spi­ri­to del­le ori­gi­ni e che in par­te si sono riu­ni­ti in una com­po­nen­te par­la­men­ta­re deno­mi­na­ta “Alter­na­ti­va c’è”. Tut­ta­via non occor­re un par­ti­co­la­re sfor­zo ana­li­ti­co per com­pren­de­re come que­sta purez­za poli­ti­ca del Movi­men­to sia sta­ta per­sa il giu­gno del 2018 con la for­ma­zio­ne del Con­te I. 

Evi­den­te­men­te per i fuo­riu­sci­ti esse­re gui­da­ti da un tec­ni­co è uno smac­co più pesan­te rispet­to a gover­na­re con i “par­ti­ti che han­no distrut­to l’Italia”, come veni­va­no defi­ni­ti Pd e Lega. 

In ogni caso le espulsioni dal Movimento sono solo uno dei sintomi della grave crisi in corso, che è sia ideologica che di leadership. 

Infat­ti, tra le cro­na­che poli­ti­che del­le scor­se set­ti­ma­ne, mono­po­liz­za­te, a ragio­ne, dall’inizio dei lavo­ri del gover­no Dra­ghi, ha avu­to poco risal­to un’altra vota­zio­ne sul­la piat­ta­for­ma Rousseau. 

Gli iscrit­ti, dopo que­sta con­sul­ta­zio­ne, han­no deci­so di modi­fi­ca­re lo Sta­tu­to isti­tuen­do un Comi­ta­to diret­ti­vo com­po­sto da cin­que per­so­ne in sosti­tu­zio­ne del­la figu­ra del capo poli­ti­co, tut­to­ra rico­per­ta dal­lo scial­bo Vito Cri­mi. Ma non baste­rà cer­to que­sto a pla­ca­re gli ani­mi ribol­len­ti e c’è chi, come Pao­la Taver­na, par­la di un movi­men­to da rifon­da­re, e chi met­te in dub­bio gli stru­men­ti di demo­cra­zia interna. 

L’unica solu­zio­ne a que­sta cri­si con­ti­nua sem­bra ave­re un nome e un cogno­me: Giu­sep­pe Con­te. Con­si­de­ra­to da com­men­ta­to­ri vici­no al Movi­men­to e dal­la mag­gio­ran­za dei par­la­men­ta­ri un deus ex machi­na per crea­re nuo­va­men­te l’unità. For­te del suo con­sen­so popo­la­re, “l’avvocato del popo­lo” potreb­be inter­rom­pe­re la para­bo­la discen­den­te dei gril­li­ni nei son­dag­gi e dar loro un nuo­vo slan­cio nell’ottica di un’alleanza sta­bi­le con il Par­ti­to Demo­cra­ti­co e Libe­ri e Uguali. 

Tut­ta­via arroc­car­si intor­no alla figu­ra di Con­te impli­ca altri pro­ble­mi; come det­to in pre­ce­den­za, con l’approvazione del­le modi­fi­che allo Sta­tu­to a bre­ve i gril­li­ni saran­no chia­ma­ti a vota­re un nuo­vo diret­to­rio.

L’eliminazione del­la figu­ra del capo poli­ti­co osta­co­le­reb­be l’assunzione di lea­der­ship del Movi­men­to da par­te di Con­te ed è per que­sto che in que­ste ore si sta par­lan­do di un inter­ven­to del Garan­te, Bep­pe Gril­lo, per crea­re una ruo­lo ad hoc per l’ex pre­si­den­te del Con­si­glio, che avreb­be il com­pi­to di rior­ga­niz­za­re il Movi­men­to 5 Stelle. 

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Luca D'Andrea
Clas­se 1995, stu­dio Sto­ria, mi piac­cio­no le cose sem­pli­ci e le sto­rie complesse.

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