Perché il caso GameStop fa riflettere

Perché il caso GameStop fa riflettere

Game­Stop, l’azienda texa­na che con­ta più di 5000 nego­zi spar­si in tut­to il mon­do dedi­ca­ti alla ven­di­ta di video­gio­chi, negli ulti­mi gior­ni l’ha fat­ta da padro­na nel­le pri­me pagi­ne dei gior­na­li, e non di quel­li spe­cia­liz­za­ti nel mon­do onli­ne, o dedi­ca­ti ai nuo­vi video­ga­mes del momen­to, ben­sì sul­le testa­te finan­zia­rie e la stam­pa inter­na­zio­na­le, in manie­ra del tut­to ina­spet­ta­ta. La dit­ta sem­bra­va infat­ti sul­la stra­da ver­so il fal­li­men­to, avvian­do­si ver­so un desti­no simi­le a quel­lo che subì Bloc­k­bu­ster: un model­lo di busi­ness supe­ra­to, basa­to sul­la ven­di­ta fisi­ca, quan­do ormai il com­mer­cio si sta spo­stan­do sull’online.

Ma pro­prio dall’online è arri­va­to il col­po di sce­na. Gra­zie a Red­dit, il social-forum che rac­co­glie discus­sio­ni riguar­do gli argo­men­ti più dispa­ra­ti, gli uten­ti del­la sezio­ne r/wallstreetbets, han­no acqui­sta­to in mas­sa le azio­ni dell’azienda, sabo­tan­do i gran­di inve­sti­to­ri che con­ta­va­no sui gua­da­gni di una ven­di­ta allo sco­per­to (o short sel­ling) nei con­fron­ti del marchio. 

Prima di discutere gli effetti che ha procurato, bisogna rispondere alla domanda che sicuramente ognuno si è posto ascoltando le notizie al riguardo: che cos’è una vendita allo scoperto? 

In poche paro­le una short sel­ling non è altro che una scom­mes­sa. Le azien­de han­no del­le azio­ni (dei “pez­zet­ti­ni” dell’azienda stes­sa) acqui­sta­bi­li da chiun­que riten­ga che quel­la par­ti­co­la­re azien­da del qua­le ha acqui­sta­to un pez­zet­to cre­sce­rà, gua­da­gnan­do­ci qual­co­sa in quan­to pro­prie­ta­rio di una o più azio­ni, in pra­ti­ca scom­met­te che avrà suc­ces­so e da que­sto ottie­ne gua­da­gno. La ven­di­ta allo sco­per­to fun­zio­na un po’ al con­tra­rio. Si pren­do­no infat­ti in pre­sti­to del­le azio­ni, e si scom­met­te che il loro valo­re dimi­nui­rà. Sem­bra un assur­do, giu­sto? Cosa ci si gua­da­gna da un’azienda il qua­le valo­re cala, quin­di non sta aven­do successo? 

In real­tà un gua­da­gno c’è, ma non deri­va dal pos­ses­so dell’azione, come nel caso pre­ce­den­te. Chi ha pre­so in pre­sti­to quel pez­zet­ti­no (ad esem­pio die­ci azio­ni) l’ha fat­to quan­do que­sto ave­va un valo­re x (ipo­tiz­zia­mo cin­que euro), rite­nen­do che il valo­re dimi­nui­rà, met­te in ven­di­ta le die­ci azio­ni a cin­que euro e così’ gua­da­gna cin­quan­ta euro. Se il nostro ipo­te­ti­co short sel­ler ha ragio­ne, il valo­re dimi­nui­sce da cin­que a quat­tro euro, e a que­sto pun­to ricom­pra le azio­ni che ave­va ven­du­to pagan­do­le qua­ran­ta euro e resti­tui­sce il pre­sti­to, aven­do così rea­liz­za­to un pro­fit­to di die­ci euro (i cin­quan­ta ai qua­li le ave­va ven­du­te meno i qua­ran­ta ai qua­li l’aveva ricom­pra­te). È un’ov­via con­se­guen­za a que­sto pun­to che se inve­ce lo short sel­ler si è sba­glia­to, e il valo­re dell’azione aumen­ta, per­de­rà del denaro.

Ecco, que­sto è il ragio­na­men­to com­piu­to da mol­ti esper­ti inve­sti­to­ri e che gli uten­ti di Red­dit han­no volu­to sabo­ta­re facen­do cre­sce­re il valo­re del­le azio­ni di Game­Stop (del qua­le si può segui­re l’andamento qui).

Al di là dell’aspetto finanziario, il fenomeno di Reddit fa riflettere sotto numerosi aspetti.

Innan­zi­tut­to sul­la per­va­si­vi­tà e sul pote­re dei social. Red­dit in fin dei con­ti è un forum, dove si discu­te degli argo­men­ti più dispa­ra­ti, dal­le serie tv ai video­gio­chi, eppu­re è riu­sci­to ad atti­ra­re l’attenzione di Wall Street e a pro­vo­ca­re degli effet­ti dei qua­li tut­ti i gior­na­li han­no par­la­to. La sezio­ne è riu­sci­ta a rac­co­glie­re infat­ti più di due milio­ni di uten­ti, che si sono mobi­li­ta­ti per con­tra­sta­re que­sta ope­ra­zio­ne del­la ven­di­ta allo sco­per­to, da mol­ti con­si­de­ra­ta poco etica. 

Non imma­gi­nia­mo­li però come una sor­ta di Quar­to Sta­to di Pel­liz­za da Vol­pe­do che bus­sa alle por­te del­la Bor­sa e rivo­lu­zio­na il mon­do del­la finan­za. Tra quei due milio­ni, infat­ti, non ci sono solo il vici­no di casa e qual­che gamer anno­ia­to, ma anche esper­ti di finan­za, per­so­ne che stu­dia­no i mer­ca­ti e il loro fun­zio­na­men­to da anni, che san­no bene, a dif­fe­ren­za di mol­ti, come fun­zio­na una ven­di­ta allo sco­per­to e i mez­zi per con­tra­star­la, quin­di non è sta­ta una sor­ta di rivo­lu­zio­ne popo­la­re. Resta impor­tan­te, tut­ta­via, il modo in cui ciò è avve­nu­to, non tra­mi­te tele­fo­na­te tra bro­ker incra­vat­ta­ti che si pas­sa­no infor­ma­zio­ni, come si vede nei film, ma su un social, in una con­ver­sa­zio­ne tra per­so­ne, maga­ri in pigia­ma sul divano. 

C’è poi un altro aspet­to por­ta­to alla luce dal caso Game­Stop. Quan­ti ave­va­no capi­to dal pri­mo arti­co­lo let­to cosa fos­se suc­ces­so esat­ta­men­te? Quan­ti gior­na­li­sti han­no spie­ga­to le dina­mi­che finan­zia­rie die­tro il feno­me­no, pri­ma di uti­liz­za­re paro­lo­ni spa­ven­to­si e incom­pren­si­bi­li? Il caso Game­Stop ha dimo­stra­to che la finan­za e l’economia non sono mate­rie che coin­vol­go­no solo pochi elet­ti e che tut­ti pos­so­no aver­ci a che fare.

Nono­stan­te que­sto, nell’indagine con­dot­ta dall’OCSE sui Pae­si del G20 l’Italia risul­ta penul­ti­ma alla voce «Finan­cial kno­w­led­ge, atti­tu­des and beha­viour», quin­di nell’alfabetizzazione finan­zia­ria. In un mon­do dove l’economia e la finan­za sono uno dei ful­cri del discor­so poli­ti­co, anche inter­na­zio­na­le, pro­ta­go­ni­ste di rifor­me e accor­di, que­sto dato signi­fi­ca che non se ne par­la abba­stan­za, non ven­go­no inse­gna­te e spie­ga­te ade­gua­ta­men­te, che le per­so­ne non ven­go­no dota­te degli stru­men­ti adat­ti per muo­ver­si e com­pren­de­re nel­la manie­ra giu­sta un aspet­to così impor­tan­te del­le loro vite, rele­gan­do le mate­rie eco­no­mi­che a discor­si qua­si eli­ta­ri, quan­do Red­dit ci ha dimo­stra­to che in real­tà sono alla por­ta­ta di tutti. 

Con­di­vi­di:
Martina Di Paolantonio
Dal 1999 fac­cio con­cor­ren­za all’a­gen­zia di pro­mo­zio­ne turi­sti­ca abruz­ze­se, nel tem­po libe­ro mi lamen­to per qual­sia­si cosa.

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