Discriminazione razziale, il caso Atlanta e gli asioamericani

Discriminazione razziale, il caso Atlanta e gli asioamericani

«Stop Asian Hate» han­no ripe­tu­to in coro cen­ti­na­ia di atti­vi­sti duran­te la mar­cia che si è svol­ta il 20 mar­zo ad Atlan­ta per con­dan­na­re le aggres­sio­ni e le vio­len­ze in con­ti­nuo aumen­to con­tro per­so­ne asia­ti­che. Pro­prio qual­che gior­no pri­ma, duran­te la sera del 16 mar­zo, un uomo bian­co di 21 anni ha ucci­so otto per­so­ne in tre cen­tri mas­sag­gi del­la capi­ta­le del­la Geor­gia. Del­le otto vit­ti­me, Daoy­ou Feng, Hyun Jung Grant, Sun­cha Kim, Paul Andre Michels, Soon Chung Park, Xiao­jie Tan, Delai­na Ashley Yaun, Yong Ae Yue, sei era­no don­ne di ori­gi­ne asia­ti­ca.

Da quan­do più di un anno fa è ini­zia­ta la pan­de­mia gli asioa­me­ri­ca­ni han­no subi­to for­me di vio­len­za raz­zi­sta a un tas­so mol­to più alto degli anni pre­ce­den­ti. Donald Trump ha con­ti­nua­to a par­la­re di «virus cine­se» rife­ren­do­si al Covid-19 por­tan­do così a un incre­men­to del­l’o­dio nei con­fron­ti del­la comu­ni­tà asia­ti­ca (che negli Sta­ti Uni­ti con­ta 21 milio­ni di per­so­ne), anche dopo che l’Organizzazione Mon­dia­le del­la Sani­tà ave­va avver­ti­to di non lega­re il nome di una malat­tia al Pae­se in cui è com­par­sa, per evi­ta­re qual­sia­si stig­ma­tiz­za­zio­ne. La richie­sta dell’OMS non era basta­ta; per que­sto moti­vo era­no nate cam­pa­gne social nel­le qua­li veni­va lan­cia­to il mes­sag­gio «Asians are not a virus, I’m not a virus».

Il nume­ro di cri­mi­ni anti-asia­ti­ci in Ame­ri­ca ha visto un incre­men­to spa­ven­to­so duran­te l’ultimo anno: del 150%. Sono sta­te 2.808 le segna­la­zio­ni di discri­mi­na­zio­ne anti-asia­ti­ca che Stop AAPI Hate (un data­ba­se di segna­la­zio­ne crea­to a ini­zio pan­de­mia come rispo­sta alla cre­sci­ta ver­ti­gi­no­sa di que­ste vio­len­ze – AAPI sta per Asian Ame­ri­can and Paci­fic Islan­der) ha rice­vu­to tra mar­zo e dicem­bre 2020. Per di più un’indagine con­dot­ta dai ricer­ca­to­ri del­la Boston Uni­ver­si­ty School of Public Health ha riscon­tra­to che lo scor­so anno il grup­po negli Sta­ti Uni­ti con il più gran­de aumen­to di depres­sio­ne (di cin­que vol­te rispet­to al 2019) era di etnia asia­ti­ca, e la psi­chia­tra Ruth Shim ha sug­ge­ri­to che l’au­men­to potreb­be riflet­te­re pro­prio l’im­pat­to del raz­zi­smo lega­to all’o­ri­gi­ne del­la pan­de­mia in Cina.

Già a fine gen­na­io il Pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti Joe Biden ave­va fir­ma­to un ordi­ne ese­cu­ti­vo in cui con­dan­na­va l’on­da­ta di raz­zi­smo con­tro la comu­ni­tà asia­ti­ca e dopo la stra­ge di Atlan­ta Biden ha esor­ta­to il Con­gres­so ad appro­va­re rapi­da­men­te il Covid-19 Hate Cri­mes Act, per velo­ciz­za­re la rispo­sta del gover­no fede­ra­le all’au­men­to dei cri­mi­ni di odio:

«I urge Con­gress to swif­tly pass the COVID-19 Hate Cri­mes Act, which would expe­di­te the fede­ral government’s respon­se to the rise of hate cri­mes exa­cer­ba­ted during the pan­de­mic, sup­port sta­te and local govern­men­ts to impro­ve hate cri­mes repor­ting, and ensu­re that hate cri­mes infor­ma­tion is more acces­si­ble to Asian Ame­ri­can communities.»

#StopAsianHate è l’hashtag che si sta diffondendo sui social per denunciare l’ondata di razzismo nei confronti delle persone asiatiche. 

Aman­da N. Nguyen, atti­vi­sta per i dirit­ti civi­li e nomi­na­ta per il Pre­mio Nobel per la Pace nel 2019 per il suo lavo­ro di dife­sa dei soprav­vis­su­ti alla vio­len­za ses­sua­le, ha espres­so il suo orro­re leg­gen­do le noti­zie del­le nume­ro­se aggres­sio­ni nei con­fron­ti di per­so­ne anzia­ne asia­ti­che-ame­ri­ca­ne. In un video-denun­cia pub­bli­ca­to sui social lo scor­so feb­bra­io chie­de­va che le sto­rie di que­ste per­so­ne e di tut­ta la sua comu­ni­tà venis­se­ro rac­con­ta­te dai gior­na­li, affer­man­do dura­men­te: «We mat­ter, and Raci­sm is kil­ling us». Un’altra atti­vi­sta, Joey Nogood, ha crea­to il sito https://www.stopasianhate.info/ in cui si pos­so­no tro­va­re tut­te le infor­ma­zio­ni in meri­to a ciò che le per­so­ne asia­ti­che stan­no suben­do e i link dei siti di rac­col­ta fon­di per sup­por­ta­re le comu­ni­tà asiatiche.

Duran­te il 2020 in Ame­ri­ca è sta­to nomi­na­to più vol­te il mito del­la “mino­ran­za model­lo” che si è rive­la­to sola­men­te dan­no­so in quan­to fat­to­re che ha con­tri­bui­to alla dif­fu­sio­ne del cli­ma d’odio attua­le. Si trat­ta del­lo ste­reo­ti­po secon­do il qua­le gli ame­ri­ca­ni di ori­gi­ni asia­ti­che abbia­no un pri­vi­le­gio di clas­se, un alto sta­tus socioe­co­no­mi­co e l’i­stru­zio­ne, e che di con­se­guen­za qual­sia­si discri­mi­na­zio­ne non avven­ga dav­ve­ro o se avvie­ne è giu­sti­fi­ca­ta, e inol­tre vie­ne sug­ge­ri­to che abbia­no più suc­ces­so di altre mino­ran­ze etni­che a cau­sa del duro lavo­ro, del­l’e­du­ca­zio­ne e del­la natu­ra intrin­se­ca­men­te rispet­to­sa del­la leg­ge. Anche in Ita­lia la comu­ni­tà cine­se è sta­ta defi­ni­ta da alcu­ni espo­nen­ti poli­ti­ci come “minoranza/immigrazione model­lo”; lo ste­reo­ti­po, anche in que­sto caso, non por­ta­va di cer­to a una for­ma di inclu­sio­ne. Epi­so­di di vio­len­za, fisi­ca e ver­ba­le, nei con­fron­ti di cit­ta­di­ni asia­ti­ci o ita­lia­ni di ori­gi­ne asia­ti­ca si sono riscon­tra­ti anche nel­la nostra peni­so­la duran­te quest’ultimo anno.

Il virus dell’odio e del raz­zi­smo deve esse­re con­dan­na­to e fer­ma­to per­ché non è nor­ma­le che cit­ta­di­ni asia­ti­ci non pos­sa­no nem­me­no più usci­re di casa per pau­ra di esse­re aggre­di­ti. Quan­do que­sta pau­ra diven­ta più for­te di quel­la di un virus pan­de­mi­co signi­fi­ca che la socie­tà è vera­men­te mala­ta, di un male che deve esse­re estir­pa­to alla base. Que­sto per­ché #asian­li­ve­smat­ter.

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Elena Gentina
Stu­den­tes­sa di let­te­re moder­ne. Amo la musi­ca, la let­te­ra­tu­ra e il cine­ma. Vivo tra le nuvo­le ma cer­co di capi­re quel­lo che sta a terra.

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