Pillole di economia. Il mercato a due parti

Le tematiche di carattere economico rientrano senza dubbio nel ventaglio di argomenti spesso difficili da comprendere a fondo per chi non ne ha mai approfondito lo studio. Abbiamo deciso di dare vita a questa rubrica nella quale cercheremo di sviscerare, con il linguaggio più semplice e accessibile possibile, vari temi economici legati all’attualità. A questo link trovate le scorse puntate.


Quest’anno il festi­val di San­re­mo si è svol­to in con­di­zio­ni ecce­zio­na­li,  ma nono­stan­te le dif­fi­col­tà i rica­vi pub­bli­ci­ta­ri sono aumen­ta­ti rispet­to l’edizione pre­ce­den­te, decre­tan­do un esi­to fina­le posi­ti­vo, alme­no da quel lato del mer­ca­to. La ker­mes­se, infat­ti, misu­ra il suo suc­ces­so non solo in base alla quan­ti­tà di per­so­ne che l’hanno segui­ta, ma anche rispet­to a quan­to gua­da­gna­to attra­ver­so la pub­bli­ci­tà. Que­sta dupli­ce misu­ra è dovu­ta al fat­to che nel­la tele­vi­sio­ne, così come in altri media, ven­go­no col­le­ga­ti due ver­san­ti, da un lato quel­lo del pub­bli­co, dall’altro quel­lo pub­bli­ci­ta­rio, ren­den­do così il medium un vero e pro­prio pun­to d’incontro. Il ruo­lo di piat­ta­for­ma di col­le­ga­men­to del­la tele­vi­sio­ne è attri­bui­bi­le al fat­to che si trat­ta di un mer­ca­to a due par­ti, un two-sided mar­ket.

Provare a dare una definizione univoca di mercato a due parti è complesso perché è una realtà che caratterizza molti ambienti differenti. 

In linea gene­ra­le si può dire che si trat­ta di un mer­ca­to dove è pre­sen­te un inter­me­dia­rio che met­te in col­le­ga­men­to due par­ti distin­te, che per suo tra­mi­te si influen­za­no vicen­de­vol­men­te. Pro­via­mo a veder­lo in pra­ti­ca nel caso televisivo.

Abbia­mo det­to che la tele­vi­sio­ne ope­ra tra due ver­san­ti: da un lato abbia­mo il pub­bli­co, dall’altro la pub­bli­ci­tà. Tra­smet­ten­do gli spot il lato del pub­bli­co vie­ne mes­so in con­tat­to con quel­lo pub­bli­ci­ta­rio attra­ver­so la piat­ta­for­ma tele­vi­si­va. Da un lato l’emittente deve quin­di offri­re un pro­gram­ma inte­res­san­te che atti­ri mol­to pub­bli­co, que­sto pub­bli­co farà cre­sce­re il valo­re del­lo spa­zio pub­bli­ci­ta­rio nel­le pau­se del pro­gram­ma per­ché ci saran­no mol­te per­so­ne a guar­dar­le, quin­di la nostra emit­ten­te ha van­tag­gio ad atti­ra­re mol­ti spet­ta­to­ri per­ché così potrà chie­de­re di più in ter­mi­ni di prez­zo. Dall’altro lato ci sono del­le agen­zie media o diret­ta­men­te del­le azien­de che voglio­no com­pra­re uno spa­zio pub­bli­ci­ta­rio per il pro­prio pro­dot­to, ver­reb­be natu­ra­le quin­di cer­ca­re di inse­ri­re più spa­zi pos­si­bi­li all’interno del pro­gram­ma così da mas­si­miz­za­re il pro­fit­to. Ognu­no di noi, però, nel vede­re trop­pi spot quan­do inve­ce vole­va vede­re un film o una serie tv, potreb­be deci­de­re di cam­bia­re cana­le, dimi­nuen­do il pub­bli­co e quin­di anche il prez­zo del­lo spa­zio pub­bli­ci­ta­rio, visto che rag­giun­ge meno persone. 

Chi gesti­sce la piat­ta­for­ma deve sta­re quin­di mol­to atten­to nel muo­ver­si tra i due ver­san­ti: le varia­zio­ni nel­la quan­ti­tà di pub­bli­co influen­za­no la doman­da pub­bli­ci­ta­ria e il prez­zo del­lo spa­zio, allo stes­so tem­po il sod­di­sfa­ci­men­to di que­sta doman­da com­por­ta una varia­zio­ne nel­la quan­ti­tà di pubblico. 

Lo stes­so feno­me­no è rav­vi­sa­bi­le in altre real­tà del pano­ra­ma media­ti­co. Anche i gior­na­li sono un mer­ca­to a due ver­san­ti che si muo­ve sull’offerta di infor­ma­zio­ne al let­to­re da un lato, e l’offerta di atten­zio­ne di que­sti sul lato del­la pub­bli­ci­tà, andan­do a sod­di­sfa­re due doman­de dif­fe­ren­ti. Anche in que­sto caso la testa­ta deve equi­li­bra­re gli spa­zi da dedi­ca­re alla pub­bli­ci­tà con la qua­li­tà del con­te­nu­to per atti­ra­re più pub­bli­co e poter asse­gna­re un valo­re mag­gio­re agli spa­zi. La com­bi­na­zio­ne tra i costi soste­nu­ti per la pro­du­zio­ne del gior­na­le e il prez­zo al qua­le vie­ne ven­du­to lo spa­zio pub­bli­ci­ta­rio influi­sce a sua vol­ta nel lato dei let­to­ri per­ché con­tri­bui­rà a sta­bi­li­re il prez­zo al qua­le com­pria­mo il giornale.

Ora che sappiamo cos’è un mercato a due parti è facile collocarlo se pensiamo ai media, ma non è l’unico ambito in cui lo troviamo.

Un mer­ca­to a due par­ti può infat­ti ave­re luo­go in diver­si con­te­sti, è per que­sto che cer­ca­re di defi­nir­lo in manie­ra defi­ni­ti­va sareb­be con­tro­pro­du­cen­te. Un ulte­rio­re caso può esse­re il mer­ca­to del­le car­te di cre­di­to, ad esem­pio. Da un lato, in manie­ra mol­to sem­pli­fi­ca­ta, c’è il con­su­ma­to­re che pos­sie­de una car­ta e dall’altro il com­mer­cian­te. Più com­mer­cian­ti accet­ta­no le car­te, più i con­su­ma­to­ri saran­no inte­res­sa­ti a pos­se­der­le, allo stes­so tem­po più clien­ti usa­no la car­ta, più il com­mer­cian­te riter­rà con­ve­nien­te accet­tar­la. I due ver­san­ti anco­ra una vol­ta si influen­za­no a vicen­da, crean­do quel­la che vie­ne defi­ni­ta un’«eco­no­mia di rete», un effet­to dei mer­ca­ti a due parti.

I two-sided mar­ket costi­tui­sco­no, quin­di, una real­tà mol­to dif­fu­sa, con la qua­le entria­mo in con­tat­to con­ti­nua­men­te, dall’acquisto di un gior­na­le alla visio­ne di una pub­bli­ci­tà tra i pro­gram­mi tele­vi­si­vi; per que­sto vale la pena sape­re che a rego­lar­li c’è un mec­ca­ni­smo più com­ples­so di quel che sembra.

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Martina Di Paolantonio
Dal 1999 fac­cio con­cor­ren­za all’a­gen­zia di pro­mo­zio­ne turi­sti­ca abruz­ze­se, nel tem­po libe­ro mi lamen­to per qual­sia­si cosa.

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