Tribes of Europa, una recensione senza stelle

Tribes of Europa, una recensione senza stelle

Un mon­do post-apo­ca­lit­ti­co, dove i super­sti­ti si sono divi­si in pic­co­le tri­bù che com­bat­to­no tra di loro per la soprav­vi­ven­za: è il set­ting di Tri­bes of Euro­pa, la nuo­va serie tede­sca di Net­flix, rila­scia­ta vener­dì 19 feb­bra­io. In poche paro­le, nien­te di trop­po nuo­vo o inno­va­ti­vo; eppu­re, le pun­ta­te sono sui nostri scher­mi, e la pri­ma sta­gio­ne ha sca­la­to abba­stan­za in fret­ta l’algoritmo del­la piat­ta­for­ma strea­ming, pren­den­do un posto tra di 10 tito­li più visti del momento.

Il meeting che ha portato alla produzione deve essere andato più o meno così.


Pit­cher (l’i­dea­to­re, anco­ra sco­no­sciu­to): Ho un’idea genia­le.
Net­flix: Sen­tia­mo.
P: L’apocalisse.
N: Scon­ta­to.
P: Sì, ma il mon­do post-apo­ca­lis­se.
N: Sem­pre scon­ta­to.
P: Non mi stai facen­do par­la­re.
N: Per­ché non sto sen­ten­do nien­te di genia­le.
P: Il mon­do post-apo­ca­lis­se con del­le tri­bù.
N: Sì, tipo Hun­ger Games.
P: Ma que­sti non han­no un gover­no cen­tra­le e sono in guer­ra tra loro.
N: Vab­bè, sem­pre tri­bù in con­te­sto post-apo­ca­lit­ti­co sono.
P: Sì, ma non ho anco­ra det­to la vera cosa genia­le.
N: E muo­vi­ti, allo­ra.
P: …
N: … ?
P: In Euro­pa.
N:
P:
N:
P: Allo­ra? Basta con que­sta apo­ca­lis­se solo in Ame­ri­ca, no? Voglio dire, se il mon­do fini­sce, fini­sce dap­per­tut­to! Non è che pos­sia­mo far fin­ta che poi la civil­tà tor­ni solo a Washing­ton DC.
N: Ci sto pen­san­do.
P: E che stai pen­san­do?
N: Sto pen­san­do che voglio chia­ma­re un amico.

Dopo­tut­to, spo­sta­re il focus sull’Europa non è una cat­ti­va idea. Il rap­pre­sen­tan­te di Net­flix lo sa, per­ché alcu­ni dei miglio­ri tito­li degli ulti­mi anni ven­go­no dal vec­chio con­ti­nen­te e rac­con­ta­no sto­rie euro­pee. Quin­di, pro­ba­bil­men­te, sem­pre lui deve aver tira­to fuo­ri il suo tele­fo­no e per com­por­re lo speed dial per i pro­dut­to­ri di Dark.

P: Dark?!
N: Eh cer­to, met­ti insie­me post-apo­ca­lis­se e Euro­pa, cosa ti vie­ne fuo­ri? Dark! Aspet­ta ora, silen­zio che mi stan­no rispond– caris­si­mo! Come andia­mo? Bene, dai, tiria­mo avan­ti. Sì, abbia­mo qual­co­sa in pro­du­zio­ne… sì, esat­to tipo Fate. Ma, no, secon­do me farà un paio di nume­ri. Poi c’è quell’altro film, di cui tu non ti fida­vi, Mal­colm & Marie, ti ricor­di? Sta a vede­re come farà par­la­re di sé, io cono­sco il mio lavo­ro… Sen­ti, ho una cosa da pro­por­ti. Se ti dico post-apo­ca­lis­se e Euro­pa? Sì, lo so che Dark è fini­ta, ma mica voglio far­ti rifa­re Dark.
P: Beh, a me ave­re Oli­ver Masuc­ci nel cast non fareb­be schi­fo, però.
N: Shh. No, non tu! Ascol­ta­mi, ascol­ta­mi… anzi, guar­da, ho qui que­sto gen­ti­luo­mo che mi sta pro­po­nen­do l’idea pro­prio ora. Ti met­to in viva­vo­ce, va bene? Dai, sì, non lamen­tar­ti.
Pro­dut­to­re di Dark: Ma ti dico che abbia­mo appe­na chiu­so Dark, per­ché voglia­mo dare un altro mon­do disto­pi­co alle per­so­ne? Poi pure in mez­zo a que­sta situa­zio­ne di pan­de­mia?
P: No, ma io mica la toc­co la pan­de­mia! Que­sti li fac­cia­mo esplo­de­re per un blac­kout tec­no­lo­gi­co, nien­te malat­tie.
D: Ah, quin­di men­tre tut­ti vivia­mo su Zoom tu vuoi dir­gli che la tec­no­lo­gia è brut­ta e cat­ti­va? E a te sem­bra una buo­na idea?
N: Non mi ave­vi det­to del­la tec­no­lo­gia.
P: Ma no, cioè, sì, blac­kout, ma è solo lo spun­to, cioè, ce ne pre­oc­cu­pe­re­mo dopo, le tri­bù sono il focus.
D: Le tri­bù?
N: Gli euro­pei rima­sti sono divi­si in tri­bù.
D: Tipo Hun­ger Games?
N: Sì.
P: No! Non c’è un gover­no cen­tra­le che con­trol­la gli altri.
D: E quin­di che fan­no que­ste tri­bù?
P: Com­bat­to­no per la soprav­vi­ven­za.
N: Quin­di tipo Hun­ger Games.
P: Anco­ra con Hun­ger Games, ti dico che non c’entra nien­te Hun­ger Games… Allo­ra, sta­te­mi a sen­ti­re. Io vedo i nostri palaz­zi e le nostre cit­tà che sono sta­te man­gia­te dal­la fore­sta. Vedo una tri­bù del­la fore­sta, dove ci sono i nostri tre pro­ta­go­ni­sti che voglio chia­ma­re Liv, Kia­noElja, che sono fra­tel­li e che giu­ra­no che reste­ran­no insie­me con­tro ogni dif­fi­col­tà. Però una tri­bù nemi­ca rie­sce a sepa­rar­li, e qui la sto­ria par­te: Elja tro­va un men­to­re che lo accom­pa­gna nel­la sua mis­sio­ne per con­to di una popo­la­zio­ne semi-mito­lo­gi­ca e pro­ba­bil­men­te lega­ta all’apocalisse; Liv tro­va un’altra tri­bù illu­mi­na­ta, il cui lea­der vuo­le uni­re tut­te le altre tri­bù rispet­tan­do le loro dif­fe­ren­ze e iden­ti­tà– e ci infi­le­rei anche una bel­la sot­to­tra­ma roman­ti­ca, che non ci fa mai male; Kia­no inve­ce lo spe­dia­mo in una fab­bri­ca e poi a fare lo schia­vo ses­sua­le di una spe­cie di Lord del­la guer­ra del­la tri­bù nemi­ca…
N: Hai det­to schia­vo ses­sua­le?
D: Non lo inter­rom­pe­re.
N: Schia­vo ses­sua­le?! Ma quan­ti anni ha?
D: Ma è un mon­do post-apo­ca­lit­ti­co, figu­ra­ti se ci inte­res­sa­no que­sti det­ta­gli. Vai avan­ti.
P: Poi vedo un mix lin­gui­sti­co; par­la­no tede­sco e par­la­no ingle­se. La colon­na sono­ra con anche can­zo­ni ita­lia­ne.
N: Gli ita­lia­ni fan­no bel­la musi­ca. Tipo Moran­di den­tro Para­si­te.
P: C’è un cubo che deve esse­re ripor­ta­to a un Arca. C’è un rover mez­zo abban­do­na­to. C’è una sce­na di quel­le clas­si­che dove la pro­ta­go­ni­sta si sve­glia all’improvviso e sbar­ra gli occhi e si tro­va da sola. Ci sono i guer­rie­ri con la war paint sugli occhi. Ci sono quel­li con i tatuag­gi in fac­cia. Ci sono le fos­se dei com­bat­ten­ti. A Liv dia­mo degli idea­li di fer­ro e a Kia­no il com­ples­so del mar­ti­re. Lui lo met­tia­mo in bili­co tra i suoi prin­ci­pi e la sua fami­glia e l’istinto di soprav­vi­ven­za. Elja inve­ce lo usia­mo come filo con­dut­to­re che uni­sce pas­sa­to-apo­ca­lis­se e futu­ro-da sco­pri­re e ci met­tia­mo una minac­cia che arri­va dall’estremo Est.
N: Que­sto mi sem­bra qua­si Il tro­no di spa­de.
D: Quel­la veni­va da Nord.
N: Muta­tis mutan­dis.
P: Fac­cia­mo tut­ta una sta­gio­ne sul­le tri­bù nord-euro­pee e poi fac­cia­mo com­pa­ri­re anche una tri­bù spa­gno­la per­ché noi non sia­mo sta­tu­ni­ten­si, se par­lia­mo di Euro­pa par­lia­mo del con­ti­nen­te inte­ro. Ah e met­tia­mo anche un mes­sag­gio euro­pei­sta, ve lo spie­go quan­do svi­lup­pia­mo la sto­ria nel det­ta­glio. Poi ci met­tia­mo den­tro qual­che sce­na vio­len­ta di bat­ta­glia, qual­che muti­la­zio­ne e qual­che ese­cu­zio­ne, maga­ri anche qual­che rave e il gio­co è fat­to. Che ne dite?

Il rap­pre­sen­tan­te di Net­flix e il pro­dut­to­re di Dark a quel pun­to devo­no esse­re rima­sti per un po’ in silen­zio, sop­pe­san­do la pro­po­sta. Cer­to, si può sem­pre spe­ri­men­ta­re con topoi tri­ti e ritri­ti; que­sto non vuol dire che sia sem­pre una buo­na idea far­lo dav­ve­ro. Tut­ta­via, devo­no aver detto,

D: Con gli sce­neg­gia­to­ri giu­sti potreb­be fun­zio­na­re.
N: Post-apo­ca­lis­se… tri­bù che si scon­tra­no… mix lin­gui­sti­co… tra­me d’azione e tra­me roman­ti­che… ho qual­co­sa nel cer­vel­lo che mi pru­de.
D: In che sen­so?
N: Non so… hai det­to war paint?
P: Sì. Tipo nera sugli occhi. Oppu­re ros­sa sul­la fron­te. Dai, la war paint, hai pre­sen­te.
N: Mi ricor­da qual­co­sa… 
D: San­gue?
P: Oh, cer­to.
N: In fac­cia?
P: Per­ché no.
D: E la musi­ca soft?
P: Beh, ovvio. Sot­to­tra­ma roman­ti­ca, ricor­di?

Il pro­dut­to­re di Dark, sen­ten­do la titu­ban­za del rap­pre­sen­tan­te di Net­flix, deve aver det­to:

D: A me pia­ce, in real­tà. C’è del poten­zia­le. Dai, ave­te mes­so fuo­ri di tut­to ulti­ma­men­te, vuoi vede­re che que­sto ades­so deve incap­pa­re nel veto?
N: Me lo vuoi pro­dur­re tu?
D: Per­ché no. Devo par­la­re anche con Qui­rin, ma secon­do me si può fare. E mi ser­ve qual­che dia­lo­go. Qual­che sce­na. Insom­ma, qual­co­sa.
N: Anche un’idea di casting, maga­ri.
P: Ho tut­to!

(Il pit­cher, ovvia­men­te, è al set­ti­mo cie­lo.)

P: Ho tut­to, non c’è pro­ble­ma! Vedo una Liv con i capel­li casta­ni e un ciuf­fo davan­ti agli occhi azzur­ri, che resta giù anche quan­do si fa una mez­za coda. E vedo Kia­no con la mascel­la squa­dra­ta e i capel­li scu­ri e ric­ci. Il clas­si­co gio­va­not­to tor­men­ta­to che deve met­te­re fuo­ri la coraz­za per pro­teg­ger­si dal mon­do.
D: Ma que­sti li vuoi fra­tel­li? Non voglia­mo fare una sot­to­tra­ma roman­ti­ca con loro?
N: Per cari­tà, lascia­mo l’incesto fuo­ri da que­sta sto­ria.
P: No, no, loro fra­tel­li. Mi ser­vo­no fra­tel­li. Per le tre sto­ry­li­nes.
D: Vab­bè, sen­ti­te, io ho un’altra cosa da fare ades­so. Man­da­te­mi mate­ria­le e vi fac­cio sape­re. D’accordo?
N: D’accordo. Sì, anche io sono impe­gna­to, quin­di tu… come hai det­to che ti chia­mi?
P: Phi­lip Koch.
N: Phi­lip. Man­da a me e a Max tut­to quel­lo che hai e ti fac­cia­mo sape­re.

Il rap­pre­sen­tan­te di Net­flix a quel pun­to deve aver mes­so giù la chia­ma­ta con Max Wie­de­mann e salu­ta­to Phi­lip Koch, che ha man­da­to una mail a lui, a Max e a Qui­rin Berg non appe­na la por­ta del suo stu­dio si è chiu­sa die­tro di lui.

Poi, pro­ba­bil­men­te, tem­po dopo, quan­do il pro­get­to è sta­to appro­va­to e Phi­lip è riu­sci­to anche ad ave­re Oli­ver Masuc­ci nel cast, a quel pun­to il rap­pre­sen­tan­te di Net­flix deve esse­re pas­sa­to per caso in sala quan­do i suoi figli sta­va­no guar­dan­do la tv. Qual­cu­no sta­va urlan­do qual­co­sa allo scher­mo, insul­tan­do in tut­ti i modi dei fan­to­ma­ti­ci sce­neg­gia­to­ri inca­pa­ci e man­dan­do male­di­zio­ni di ogni tipo a un cer­to Rot–qualcosa. Incu­rio­si­to da tan­ta pas­sio­ne, il rap­pre­sen­tan­te di Net­flix deve esser­si fer­ma­to davan­ti alla tv, chie­den­do infor­ma­zio­ni sul­la serie.

Figli: Ma come, papà, non ti ricor­di? Abbia­mo visto le pri­me tre sta­gio­ni insie­me! Hai det­to che la secon­da ti era pia­ciu­ta un sac­co!
N: Ricor­da­mi il tito­lo?

Ed ecco che la war paint, le tri­bù, il trio male­det­to con le tre sto­ry­li­ne diver­se, il rover, il grat­ta­cie­lo, il mix lin­gui­sti­co, il casting, i props, le loca­tion, i tro­pe e pure la tec­no­lo­gia incom­pren­si­bi­le devo­no magi­ca­men­te esser­si uni­ti per for­ma­re il puzz­le. Il rap­pre­sen­tan­te di Net­flix deve aver pre­so il tele­fo­no e ha digi­ta­to un mes­sag­gio per chi di dovere:

«Quando dovremo promuovere Tribes of Europa sui social, fategli scrivere questa cosa qui: Se vi manca The 100».

D’altra par­te, il suo cer­vel­lo glie­lo sta­va dicen­do che gli ricor­da­va qual­co­sa. E, in ogni caso, alla fine quel­lo che con­ta è il mes­sag­gio del­la sto­ria. La soli­ta cosa che l’amore vin­ce sull’odio e sul­la pau­ra, con den­tro i valo­ri del­la fami­glia– beh (deve aver pen­sa­to), for­se è scon­ta­to anche que­sto, però (si è ricor­da­to) noi abbia­mo anche la stoc­ca­ta all’Unione Euro­pea e que­sta è una cosa asso­lu­ta­men­te nuo­va, quin­di pos­sia­mo glis­sa­re sul fat­to che Moses e Elja con il loro rover ricor­di­no un po’ Doc e McFly, per­ché tan­to abbia­mo il twi­st ori­gi­na­le e poi abbia­mo anche la cit­tà miste­rio­sa da tro­va­re, tut­to som­ma­to abbia­mo diver­si spun­ti che sì, è vero, potreb­be­ro ricor­da­re altro, ma–

Poi il pove­ro rap­pre­sen­tan­te di Net­flix ha final­men­te deci­so di met­te­re da par­te que­sti dub­bi onto­lo­gi­ci che chia­ra­men­te non toc­ca­no a lui ma agli sce­neg­gia­to­ri e ha man­da­to il mes­sag­gio. Lui deve solo pren­de­re pub­bli­co.

(Che poi, se voglia­mo esse­re one­sti, anche Har­ry Pot­ter è ugua­le al Signo­re degli Anel­li.)

Ma tanto, se ci sono i produttori di Dark dietro, le persone lo guarderanno.

No?

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Valentina Testa
Guar­do serie tv, a vol­te anche qual­che bel film, leg­go libri, scri­vo. Da gran­de voglio diven­ta­re Vin­cen­zo Mollica.
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Guardo serie tv, a volte anche qualche bel film, leggo libri, scrivo. Da grande voglio diventare Vincenzo Mollica.

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