Academy Awards, storia della notte più attesa

Gli Aca­de­my Awards sono uno degli even­ti cine­ma­to­gra­fi­ci più atte­si dell’anno, se non il più atte­so fra tut­ti: il lea­der dei pre­mi cine­ma­to­gra­fi­ci, un vali­do con­cor­ren­te dei Baf­ta (Bri­tish Aca­de­my of Film and Tele­vi­sion Arts), del Festi­val di Can­nes, quel­lo di Vene­zia e di mol­ti altri. La pre­sti­gio­sa sta­tuet­ta d’oro vie­ne asse­gna­ta dall’Inter­na­tio­nal Aca­de­my of Motion Pic­tu­re Arts and Scien­ces (AMPAS), l’associazione sta­tu­ni­ten­se degli arti­sti del cine­ma, alle diver­se cate­go­rie che lavo­ra­no e col­la­bo­ra­no nel­la pro­du­zio­ne di una pel­li­co­la cinematografica.

Anche quest’anno miglia­ia di cine­fi­li atten­do­no la novan­ta­tree­si­ma not­te degli Oscar che andrà in onda in tut­to il mon­do il 25 apri­le dal cana­le sta­tu­ni­ten­se ABC. Nono­stan­te gli even­ti regres­si di un’emergenza sani­ta­ria non anco­ra pas­sa­ta, gli Oscar si ter­ran­no in pre­sen­za nel rispet­to del­le nor­me di sicu­rez­za e pro­ba­bil­men­te riu­sci­re­mo a vede­re anche il tra­di­zio­na­le red car­pet con le dovu­te sicu­rez­ze e distanze.

La locan­di­na

Ma come nasce la famosa statuetta degli Oscar?

L’idea nasce nel 1927 duran­te una cena nel­la casa di Louis B.Mayer, capo del­la più cele­bre casa cine­ma­to­gra­fi­ca hol­ly­woo­dia­na, la Metro Goldw­yn Mayer, con alcu­ni ospi­ti. Suc­ces­si­va­men­te 36 per­so­nag­gi appar­te­nen­ti a tut­ti i rami crea­ti­vi dell’industria cine­ma­to­gra­fi­ca discus­se­ro la pro­po­sta di fon­da­re l’Accademia Inter­na­zio­na­le del­le Arti e del­le Scien­ze cine­ma­to­gra­fi­che nell’Ambassador Hotel di Los Angeles.

La pri­ma ceri­mo­nia si ten­ne il 16 mag­gio 1929, quan­do furo­no asse­gna­te le pri­me sta­tuet­te duran­te una festa pri­va­ta pres­so il Roo­svelt Hotel di Hol­ly­wood. Quel­lo fu il pri­mo even­to Oscar di una serie di mol­ti altri, diven­tan­do l’appuntamento cine­ma­to­gra­fi­co inter­na­zio­na­le per eccel­len­za che pre­mia il miglior film, regi­sta e tut­te le figu­re che han­no par­te­ci­pa­to alla rea­liz­za­zio­ne di un film. Il nome “Oscar” ver­rà suc­ces­si­va­men­te intro­dot­to nel 1931, quan­do la biblio­te­ca­ria nel guar­da­re la sta­tuet­ta notò una somi­glian­za con suo “zio Oscar”.

Sono 93 anni che in una not­te gli Aca­de­my incan­ta­no il mon­do; la tra­di­zio­na­le sfi­la­ta del red car­pet con i gran­di arti­sti del cine­ma, ele­gan­te­men­te vesti­ti dai più gran­di sti­li­sti del mon­do, men­tre cen­ti­na­ia di papa­raz­zi inva­do­no il cam­po di flash e i fan cer­ca­no dispe­ra­ta­men­te di attrar­re l’attenzione dei loro benia­mi­ni. Tut­to ciò ha crea­to un’aura magi­ca intor­no agli Aca­de­my, tan­to da diven­ta­re la rino­ma­ta Not­te degli Oscar. Que­sta non rap­pre­sen­ta solo il miglior cine­ma inter­na­zio­na­le ma anche una testi­mo­nian­za del­la sto­ria e dei cam­bia­men­ti poli­ti­co-socia­li di cui del­la socie­tà. Nume­ro­si sono gli even­ti che han­no visto gli Aca­de­my come un “ambien­te spec­chio” che riflet­te gli even­ti socia­li che acca­do­no ordi­na­ria­men­te intor­no a noi. Tra que­sti, per esem­pio, abbia­mo per la pri­ma vol­ta il rico­no­sci­men­to acca­de­mi­co di un film stra­nie­ro: nel 1947 per la pri­ma vol­ta l’accademia asse­gnò il pri­mo pre­mio spe­cia­le come miglior film stra­nie­ro alla pel­li­co­la ita­lia­na “Shoe-Shi­ne” (Sciu­scià) di Vit­to­rio De Sica. Il pre­mio fu suc­ces­si­va­men­te intro­dot­to come cate­go­ria fis­sa nel 1956.

Il boom eco­no­mi­co degli anni ’50 ha per­mes­so l’introduzione degli elet­tro­do­me­sti­ci e anche del­le pri­me tele­vi­sio­ni nel­le case degli ame­ri­ca­ni e final­men­te nel 1953 per la pri­ma vol­ta gli Oscar sono segui­ti in diret­ta tele­vi­si­va da milio­ni di tele­spet­ta­to­ri negli Sta­ti Uni­ti e in Cana­da, e nel 1966 per la pri­ma vol­ta a colori.

Nel 2021 la cerimonia era prevista originariamente per l’28 febbraio e si tratta della quarta volta che la data viene posticipata. 

La pri­ma vol­ta fu a cau­sa di un’inondazione vio­len­ta a Los Ange­les; nel 1968 in segui­to all’assassinio di Mar­tin Luther King Jr. e il ten­ta­to assas­si­nio del pre­si­den­te Ronald Rea­gan nel 1981.

Il 29 feb­bra­io del 1940 Hat­tie McDa­niel fu la pri­ma attri­ce afroa­me­ri­ca­na a rice­ve­re un pre­mio Oscar nel­la cate­go­ria come miglior attri­ce non pro­ta­go­ni­sta per la sua inter­pre­ta­zio­ne di Mami, una came­rie­ra ex schia­va nel film Via col ven­to. Non gli sono sta­te rispar­mia­te però cri­ti­che da par­te del­la comu­ni­tà afroa­me­ri­ca­na per­ché nel suo ruo­lo par­la­va nostal­gi­ca­men­te del Vec­chio Sud. Anche duran­te la ceri­mo­nia dovet­te seder­si sepa­ra­ta­men­te rispet­to al resto dei mem­bri del cast. Solo nel 2002 vedia­mo il pri­mo pre­mio Oscar ad un’attrice afroa­me­ri­ca­na: Hal­le Berry. 

E que­sto non fu l’unico caso in cui vedia­mo il trion­fo di quel­le cate­go­rie appar­te­nen­ti alle mino­ran­ze etni­che: nel mar­zo 1973 Mar­lon Bran­do vin­se l’Oscar per Il padri­no ma sor­pren­den­te­men­te non fu lui a sali­re sul pal­co a riti­ra­re la sta­tuet­ta. Una gio­va­ne Apa­che salì al suo posto, era Sacheen Lit­tle­fea­ther, la pre­si­den­te del Natio­nal Nati­ve Ame­ri­can Affir­ma­ti­ve Ima­ge Com­mit­tee (comi­ta­to degli affa­ri degli India­ni d’America) e tra gli inco­rag­gian­ti applau­si e i fischi di disap­pro­va­zio­ne del pub­bli­co, affer­mò di esse­re lì a nome del­lo stes­so atto­re per denun­cia­re il trat­ta­men­to degli india­ni d’America nel set­to­re cinematografico.

Il discor­so di Sacheen Littlefeather

Anche le figu­re fem­mi­ni­li han­no i loro suc­ces­si agli Aca­de­my, anche se sono poco pre­sen­ti rispet­to ai loro col­le­ghi uomi­ni: nel 2010 Kath­ryn Bige­low è la pri­ma don­na a vin­ce­re l’Oscar come miglior regi­sta, con il film The Hurt Loc­ker. Un altro record è quel­lo  del­la regi­sta ita­lia­na Lina Wert­mül­ler che è sta­ta la pri­ma don­na nel­la sto­ria a rice­ve­re una can­di­da­tu­ra nel­la cate­go­ria di Miglior regi­sta nel 1976 per la regia e la sce­neg­gia­tu­ra del film Pasqua­li­no Set­te­bel­lez­ze.

Lina Wert­mül­ler pre­mia­ta.

Ha inol­tre rice­vu­to l’Oscar alla car­rie­ra, il 27 otto­bre 2019 accom­pa­gna­ta dal­la figlia e da Isa­bel­la Ros­sel­li­ni che le face­va da tra­dut­tri­ce, insie­me a Sophia Loren e le regi­ste Gre­ta Ger­wig e Jane Campion.

Anche oggi gli Aca­de­my non ci rispar­mia­no novi­tà: a par­ti­re dal 2025 ver­ran­no intro­dot­te nuo­ve rego­le che han­no l’obiettivo di inclu­de­re tut­te le mino­ran­ze etni­che, raz­zia­li, di gene­re e orien­ta­men­to ses­sua­le, che gene­ral­men­te sono svan­tag­gia­te rispet­to alle clas­si­che cate­go­rie hol­ly­woo­dia­ne. Par­te dei com­men­ta­to­ri non cre­de che que­ste nuo­ve misu­re non baste­ran­no a miglio­ra­re la situa­zio­ne di svan­tag­gio di que­ste cate­go­rie, per altri rima­ne l’inizio di un cam­bia­men­to sostan­zia­le vol­to al rag­giun­gi­men­to dell’uguaglianza; per altri anco­ra que­ste misu­re sono il risul­ta­to di un’at­ten­zio­ne a tema­ti­che poli­ti­co-socia­li che non dovreb­be­ro appar­te­ne­re ad un ambien­te come quel­lo degli Aca­de­my il cui sco­po prin­ci­pa­le è pre­mia­re l’arte del cinema.

In coper­ti­na Hat­tie McDa­niel pre­mia­ta con l’Oscar

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Elisa Letizia
Sono Eli­sa, stu­dio lin­gue, appas­sio­na­ta d’ar­te, musi­ca e cine­ma. Nel tem­po libe­ro scri­vo del pre­sen­te e lavo­ro per costrui­re il mio futuro.

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