BookAdvisor, consigli di lettura di aprile

BookAdvisor, consigli di lettura di aprile

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


Le madri, Brit Ben­nett (Giun­ti) - recen­sio­ne di Sil­via Bonanomi

Le madri, Brit Bennett (Giunti)

Il roman­zo d’esordio del­la gio­va­ne scrit­tri­ce afroa­me­ri­ca­na Brit Ben­nett, anno­ve­ra­to tra i Best Sel­lers del New York Times, è sen­za dub­bio figlio del­la “gene­ra­zio­ne strea­ming”. La sto­ria di due gio­va­ni ado­le­scen­ti (Nadia e Luke) appar­te­nen­ti alla comu­ni­tà nera del sud del­la Cali­for­nia ha il rit­mo e le carat­te­ri­sti­che prin­ci­pa­li di un pro­dot­to seria­le pen­sa­to per la tele­vi­sio­ne. Una sto­ria d’amore dall’adolescenza all’età adul­ta, con una par­ti­co­la­ri­tà: a rac­con­tar­la non sono i suoi pro­ta­go­ni­sti, o un nar­ra­to­re onni­scien­te, ma Le madri del­la comu­ni­tà: pun­to di ini­zio e d’arrivo di que­sta pia­ce­vo­le lettura. 


La mar­cia di Radetz­ky, Jose­ph Roth (Adel­phi) - recen­sio­ne di Miche­le Pinto

La marcia di Radetzky, Joseph Roth (Adelphi)

Jose­ph Roth è noto soprat­tut­to per aver rac­con­ta­to in modo mira­bi­le la finis Austriae, l’inarrestabile tra­mon­to dell’impero austroun­ga­ri­co che tro­vò il suo com­ple­ta­men­to all’indomani del­la Pri­ma guer­ra mon­dia­le. Nel­la Mar­cia di Rade­tsky, pro­ba­bil­men­te il suo capo­la­vo­ro, rac­con­ta la vicen­da di tre gene­ra­zio­ni dei Trot­ta, gio­va­ne casa­to di ori­gi­ne slo­ve­na che fini­sce per con­di­vi­de­re in modo ine­stri­ca­bi­le il desti­no di asce­sa e cadu­ta del­la Coro­na impe­ria­le. Una sto­ria che si dipa­na a par­ti­re dal pri­mo dei Trot­ta, che sal­va l’imperatore Fran­ce­sco Giu­sep­pe sul cam­po di bat­ta­glia di Sol­fe­ri­no garan­ten­do alla fami­glia un tito­lo nobi­lia­re e un dura­tu­ro rico­no­sci­men­to, fino all’ultimo, che vive gli anni con­ci­ta­ti del­la Gran­de Guer­ra e del­la fine del mito dell’impero asbur­gi­co. Il roman­zo è in fon­do il rac­con­to del gran­de tor­men­to che avreb­be osses­sio­na­to Roth per tut­ta la sua bre­ve vita: l’inaridirsi del­le pas­sio­ni e del­le spe­ran­ze, l’assenza dolo­ro­sa dove pri­ma incom­be­va un impe­ro tota­liz­zan­te, il rim­pian­to di una sta­gio­ne in cui, per dir­la con lo stes­so Roth, «non era anco­ra indif­fe­ren­te se un uomo vive­va o mori­va. Se uno era can­cel­la­to dal­la schie­ra dei ter­re­stri non veni­va subi­to un altro al suo posto per far dimen­ti­ca­re il mor­to ma, dove quel­lo man­ca­va, resta­va un vuoto».


Pri­ma per­so­na sin­go­la­re, Mura­ka­mi Haru­ki (Einau­di)

Prima persona singolare, Murakami Haruki (Einaudi)

L’ultimo libro del­lo scrit­to­re plu­ri­pre­mia­to è il pri­mo scrit­to in pri­ma per­so­na: il pro­ta­go­ni­sta è l’autore stes­so, duran­te un viag­gio ver­so il nord del Pae­se. Si fer­ma in una locan­da e per rilas­sar­si appro­fit­ta del bagno ter­ma­le: qui incon­tra un per­so­nag­gio inu­sua­le, una scim­mia par­lan­te che dichia­ra di aver appre­so il lin­guag­gio da un noto pro­fes­so­re di Tokyo. Tra i due nasce un dia­lo­go a tin­te pro­fon­de e inti­mi­sti­che, un dia­lo­go in cui entram­bi, ma soprat­tut­to lo scrit­to­re, si rive­la­no all’altro: in una serie di rac­con­ti Mura­ka­mi affron­ta la sua vita pri­va­ta, gli esor­di da scrit­to­re, vicen­de sen­ti­men­ta­li e la pas­sio­ne per lo sport. Una scrit­tu­ra lim­pi­da, one­sta e col giu­sto trat­to di liri­smo: un libro che potrà for­se garan­tir­gli il tan­to atte­so Nobel.


Sem­bra­va bel­lez­za, Tere­sa Cia­bat­ti (Mon­da­do­ri)

Sembrava bellezza, Teresa Ciabatti (Mondadori)

La pro­ta­go­ni­sta è una scrit­tri­ce cin­quan­ten­ne, di suc­ces­so ma sepa­ra­ta e con una figlia ven­ten­ne con cui ha un pes­si­mo rap­por­to. La sua vita vie­ne scon­vol­ta quan­do ritro­va all’improvviso una sua ami­ca d’adolescenza, Fede­ri­ca, e la sorel­la Livia: la bel­lis­si­ma Livia, invi­dia­ta dal­la pro­ta­go­ni­sta da ragaz­za, è ora una don­na resa disa­bi­le da un inci­den­te che l’ha lascia­ta men­tal­men­te fer­ma all’età di 18 anni, costan­te­men­te segui­ta dal­le cure del­la sorel­la. Que­sto trian­go­lo di don­ne tro­ve­rà il modo di far leva sull’amicizia reci­pro­ca, ribal­tan­do vec­chi sche­mi ado­le­scen­zia­li e cer­can­do insie­me la poten­za di cui le don­ne sono capaci.


La mia fami­glia e altri ani­ma­li, Gerald Dur­rell (Adel­phi)

La mia famiglia e altri animali, Gerald Durrell (Adelphi)

Un libro auto­bio­gra­fi­co lar­ga­men­te basa­to sul­la zoo­lo­gia: que­sta la for­ma un po’ assur­da che assu­me il libro nel qua­le Dur­rell rac­con­ta i cin­que anni tra­scor­si dal­la sua fami­glia sull’isola di Cor­fù. Umo­ri­smo e divul­ga­zio­ne scien­ti­fi­ca si intrec­cia­no, dal momen­to che il gio­va­ne Dur­rell ha una smi­su­ra­ta pas­sio­ne per gli ani­ma­li di ogni spe­cie, che descri­ve con atten­zio­ne: non a caso l’autore è sta­to mol­to atti­vo nel­la dife­sa del­le spe­cie a rischio estin­zio­ne e ha anche fon­da­to uno zoo. I per­so­nag­gi sono buf­fi, cao­ti­ci, a vol­te odio­si e intol­le­ra­bi­li, tut­ti carat­te­riz­za­ti da per­so­na­li­tà estre­me che ren­do­no la let­tu­ra estre­ma­men­te piacevole.

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Michela La Grotteria
Made in Geno­va. Leg­go di tut­to per capi­re come gli altri vedo­no il mon­do, e scri­vo per dire come lo vedo io. Amo le pal­li­ne di Nata­le, la focac­cia nel cap­puc­ci­no e i tet­ti parigini.

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