Del: 18 Maggio 2021 Di: Redazione Commenti: 0

Con cultura dello stupro si intende un sistema sociale, culturale e ideologico estremamente diffuso che consiste nel giustificare e normalizzare una violenza sessuale con il sostegno dei media e della pubblicità. La rape culture è accompagnata da un linguaggio misogino che rende le donne degli oggetti a disposizione dei desideri carnali dell’uomo.

L’origine del termine stesso risulta incerta e la prima a parlarne fu la produttrice e regista americana Margaret Lazarus nel documentario “Rape Culture” degli anni Settanta.

Nei medesimi anni uscì il libro Against our will: Men, women and rape, dove la scrittrice e giornalista Susan Brownmiller riuscì nell’impresa di mettere in luce la dinamica di potere tra i generi e di sganciare lo stupro dalla sola dimensione sessuale. Secondo quanto afferma l’autrice, la violenza sessuale consiste in un’espressione ampia che porta l’uomo a voler esercitare il proprio dominio sulla vittima, tramite un atteggiamento misogino e patriarcale. 

Nel 1993 negli Stati Uniti tramite l’opera Transorming a Rape Culture, le autrici Pamela Fletcher, Emilie Buchwald e Martha Roth fornirono una definizione ampia della cultura dello stupro:

Un complesso di credenze che incoraggia l’aggressività sessuale maschile e sostiene la violenza contro le donne. Questo accade in una società dove la violenza è vista come sexy e la sessualità come violenta. In una cultura dello stupro, le donne percepiscono un continuum di violenza minacciata che spazia dai commenti sessuali alle molestie fisiche fino allo stupro stesso. Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro le donne. Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale è “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse.

La cultura dello stupro raccoglie in sé numerosi aspetti, tra cui lo “slut shaming” che consiste nel colpevolizzare la vittima e nel criticare comportamenti e desideri sessuali femminili.

Frasi ricorrenti che cercano di giustificarne l’atto sono: “Se l’è cercata!”, oppure commenti sul tipo di abbigliamento della vittima, tendenza a minimizzare il problema per l’età dello stupratore o ancora l’allusione alla presenza di alcool nella vittima.

Grazie ai dati dell’Istat possiamo vedere quanto siano alti i numeri di violenze e stupri subite dalle donne, senza contare che stiamo parlando delle sole fonti dichiarate, escludendo tutte quelle taciute per timore del giudizio altrui. Circa il 31,5% delle donne dai 16 ai 70 anni ha subito una forma di violenza fisica o sessuale e circa il 13,6% delle donne da parte di partner o da ex partner, il 24,7% da parte di persone esterne alla relazione di cui il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro. Tra le donne che hanno subìto violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, cioè l’essere toccate o abbracciate o baciate contro la propria volontà (15,6%), i rapporti indesiderati vissuti come violenze (4,7%), gli stupri (3%) e i tentati stupri (3,5%).

La violenza fisica è più frequente fra le straniere mentre quella sessuale più tra le italiane Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri. 

Le donne straniere, contrariamente alle italiane, subiscono soprattutto violenze (fisiche o sessuali) da partner o ex partner e meno da altri uomini. Le donne straniere che hanno subìto violenze da un ex partner sono il 27,9%, ma per il 46,6% di queste, la relazione è finita prima dell’arrivo in Italia.


Donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito nel corso della vita violenza fisica o sessuale da un uomo per tipo di autore, tipo di violenza subita e cittadinanza. Anno 2014 (per 100 donne con le stesse caratteristiche)

TIPO DI VIOLENZAPartner attuale o ex (a)Non partner (b)Totale (b)
 ItalianeStraniereTotaleItalianeStraniereTotaleItalianeStraniereTotale
Violenza fisica o sessuale12,920,413,625,318,224,731,531,331,5
Violenza fisica11,018,211,612,312,612,419,625,720,2
Violenza sessuale5,59,15,818,39,717,521,516,221,0
Stupro o tentato stupro2,24,22,43,34,63,45,17,75,4
Stupro1,83,82,01,12,01,22,85,33,0
Tentato stupro1,02,11,12,52,92,53,34,63,5
(a) per 100 donne con partner attuale o precedente
(b) per 100 donne dai 16 ai 70 anni

Analizzando i dati degli ultimi 5 anni emergono dati alquanto preoccupanti e infatti il numero di donne che hanno subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale ammonta a 2 milioni 435 mila, l’11,3% delle donne dai 16 ai 70 anni. Quelle che hanno subìto violenza fisica sono 1 milione 517 mila (il 7%), le vittime della violenza sessuale sono 1 milione 369 mila (il 6,4%); le donne che hanno subìto stupri o tentati stupri sono 246 mila, (1,2%), di cui 136 mila stupri (0,6%) e circa 163 mila tentati stupri (0,8%). La violenza nelle relazioni di coppia, negli ultimi 5 anni, ha riguardato il 4,9% delle donne (1 milione 19 mila), in particolare il 3% (496 mila) delle donne attualmente con un partner e il 5% (538 mila) delle donne con un ex partner. Considerando solo le donne che hanno interrotto una relazione di coppia negli ultimi 5 anni, la violenza subìta sale al 12,5%.

Per quanto emerga un miglioramento nella sfera delle violenze fisiche e sessuali da parti dei partner o dagli ex partner, stupri e tentati stupri mantengono numeri alti.

Nel corso del tempo sono nati numerosi movimenti tra cui il noto MeToo che hanno cercato di dare voce e spazio a tutte coloro che non avevano il coraggio di aprirsi e raccontarsi apertamente su ciò che avevano subito ma la lotta in corso è storica e lo scopo messo in atto dai molti è quello di sovvertire una lotta di genere che ancora autorizza gli uomini a violenze fisiche e donne a tacere per il timore dell’opinione altrui.

Articolo di Gaia Iamundo.

Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube

Commenta