Trump, il sito che sfida i colossi dei social

L’idea era già sta­ta lan­cia­ta da Jason Mil­ler a fine mar­zo, quan­do in un tweet ave­va dichia­ra­to che Trump sareb­be tor­na­to con il “suo social media” entro due o tre mesi, piat­ta­for­ma che avreb­be attrat­to milio­ni di nuo­vi uten­ti. Que­sta noti­zia, però, era pas­sa­ta in sordina.

Il 4 maggio l’ex-presidente Donald Trump ha annunciato il suo ritorno sui social.

lo farà attra­ver­so la nuo­va sezio­ne del suo sito “From the desk of Donald J. Trump”. Ad ogni modo que­sto non è il social di cui si par­la­va nel­le dichia­ra­zio­ni, in quan­to l’interazione fra uten­ti è ine­si­sten­te, ma è un avvio ver­so quel­la dire­zio­ne. La sezio­ne del sito nasce con l’idea di pro­muo­ve­re la discus­sio­ne “libe­ra” per quei con­ser­va­to­ri che si sono sen­ti­ti “schiac­cia­ti dal poli­ti­cal­ly cor­rect e che cer­ca­no uno spa­zio sicu­ro entro cui mani­fe­sta­re le pro­prie idee. 

Dal­la home­pa­ge tro­via­mo gli ulti­mi post di Trump, quin­di video, testi, imma­gi­ni, di un uten­te che è anche l’unico che può atti­va­men­te muo­ver­si sul­la piat­ta­for­ma. L’inte­ra­zio­ne, infat­ti, è pos­si­bi­le solo tra­mi­te con­di­vi­sio­ne ester­na sui social Twit­ter e Face­book, non si può com­men­ta­re e quin­di discu­te­re libe­ra­men­te con l’ex-presidente. I con­te­nu­ti del sito sono le bat­ta­glie clas­si­che di Trump e dei Trum­pi­sti, che por­ta­no avan­ti l’idea fal­sa di un’ele­zio­ne pre­si­den­zia­le otte­nu­ta attra­ver­so fro­di e ovvia­men­te non si men­zio­na nul­la riguar­do all’assal­to a Capi­tol Hill, pro­mos­so da Trump stes­so e che ha cau­sa­to la mor­te di 5 persone.

Dopo i fat­ti del­lo scor­so gen­na­io, infat­ti, Trump era sta­to ban­na­to da mol­ti social net­work, accu­sa­to di incen­ti­va­re la vio­len­za, di pro­muo­ve­re il famo­so hate speechYou­tu­be ha deci­so di sospen­der­lo fin­ché il rischio di inci­ta­men­to a vio­len­ze non sarà ridot­to; Red­dit, ha eli­mi­na­to il sub/reddit dei suoi soste­ni­to­ri; Face­book e Insta­gram han­no sospe­so la deci­sio­ne sei mesi per riflet­te­re sul­la scel­ta di ban­na­re l’ex-presidente a tem­po inde­ter­mi­na­to o meno; Twit­ter ha deci­so di sospen­der­lo in modo per­ma­nen­te a cau­sa del­la vio­la­zio­ne del­la loro Glo­ri­fi­ca­tion of vio­len­ce poli­cy e per pre­ve­ni­re che potes­se in altro modo susci­ta­re ulte­rio­ri rea­zio­ni violente.

A questo punto la mossa era stata quella di migrare verso altri social. 

Ini­zial­men­te i suoi soste­ni­to­ri uti­liz­za­va­no Par­ler, che però è sta­to poi rimos­so dagli sto­re Apple e Goo­gle per­ché, non pre­ve­den­do limi­ta­zio­ni di espres­sio­ne, si pre­sta­va a diven­ta­re un covo di vio­len­za, raz­zi­smo e teo­rie di cospi­ra­zio­ne. Si era poi voci­fe­ra­to di un account di Trump sul social media Gab, voci che poi sono sta­te smen­ti­te, anche se non imme­dia­ta­men­te,  in quan­to il pro­fi­lo esi­sten­te non era con­trol­la­to diret­ta­men­te dall’ex-presidente. 

Ad oggi vedia­mo atti­vo il suo sito prin­ci­pa­le , che ha da poco inau­gu­ra­to la nuo­va sezio­ne, e un altro sito, The offi­ce of Donald Trump, nel qua­le i soste­ni­to­ri pos­so­no richie­de­re un salu­to da par­te sua e del­la moglie Mela­nia, oppu­re può “pre­no­ta­re” la cop­pia affin­ché par­te­ci­pi a un even­to per­so­na­le come un bat­te­si­mo o un matrimonio. 

I movi­men­ti dell’ex-presidente sono sem­pre più con­tro­ver­si. Trump sem­bra­va esse­re in una zona d’ombra dopo che i suoi cana­li di comu­ni­ca­zio­ne era­no sta­ti bloc­ca­ti, ma pare stia cer­can­do del­le vie d’uscita. Non biso­gna infat­ti dimen­ti­ca­re la sua pro­mes­sa di “ripren­der­si la Casa Bian­ca nel 2024”. Dopo esse­re sta­to ban­na­to, infat­ti, da azien­de pri­va­te come Twit­ter e Face­book, le qua­li pos­so­no ope­ra­re le pro­prie rego­le nel­le piat­ta­for­me di loro pos­ses­so, ha deci­so di pre­sen­ta­re le sue piat­ta­for­me pri­va­te, uti­liz­zan­do sostan­zial­men­te lo stes­so pote­re di limi­ta­re i con­te­nu­ti che anche Twit­ter e le altre azien­de hanno.

La sua bat­ta­glia, ini­zia­ta da con­si­de­ra­zio­ni sul­la liber­tà di espres­sio­ne, è dege­ne­ra­ta nel­la liber­tà di poter dire qual­sia­si cosa sen­za ren­der­si con­to del­le con­se­guen­ze, come dimo­stra il suo con­ti­nuo nega­re l’incitamento alle azio­ni vio­len­te di Capi­tol Hill. Pre­ste­re­mo atten­zio­ne alle pros­si­me vicen­de, che sicu­ra­men­te non si faran­no attendere. 

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Jessica Rodenghi
Jes­si­ca, atti­va nel mon­do e nel­le socie­tà, per fare buo­na infor­ma­zio­ne dedi­ca­ta a tut­ti e tutte.

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