Walter Siti: cosa pensa della letteratura odierna?

Nel 1945 Jean-Paul Sar­tre, pre­sen­tan­do la rivi­sta poli­ti­co-cul­tu­ra­le Tem­pi moder­ni scri­ve­va: «Io scrit­to­re è impli­ca­to qua­lun­que cosa fac­cia, è in situa­zio­ne nel­la sua epo­ca. Ogni paro­la ha i suoi echi e ogni silen­zio anche». La let­te­ra­tu­ra non è mai sta­ta com­ple­ta­men­te auto­no­ma rispet­to alla real­tà, difat­ti da sem­pre con­ti­nua a con­fron­tar­si con essa, anche suo mal­gra­do. Resta da vede­re però in che modo e fino a che livel­lo dovreb­be esserlo. 

Per rispon­de­re a que­sta doman­da, Wal­ter Siti, nel­la sua nuo­va rac­col­ta di sag­gi Con­tro l’im­pe­gno – Rifles­sio­ni sul Bene in let­te­ra­tu­ra (Riz­zo­li) pren­de il discor­so un po’ alla lar­ga, per­ché la que­stio­ne dell’engagement in let­te­ra­tu­ra, come ave­va capi­to Sar­tre, sfo­cia ine­vi­ta­bil­men­te sul sen­so del­la let­te­ra­tu­ra stes­sa. Un’idea por­tan­te nel testo di Siti, mol­to sem­pli­ce ma anche attua­le,  è che un giu­di­zio sto­ri­co serio non può esse­re un pro­ces­so che il pre­sen­te fa al pas­sa­to, ma deve pri­ma di tut­to misu­rar­si con le par­ti­co­la­ri con­di­zio­ni nel­le qua­li gli uomi­ni han­no agi­to e con la loro visio­ne del mondo. 

Ogni epo­ca ha una pro­pria sca­la di valo­ri che col pas­sa­re del tem­po fini­sce per non esse­re più con­di­vi­sa. La let­te­ra­tu­ra occi­den­ta­le, sin dai suoi albo­ri, ci met­te di fron­te a situa­zio­ni del tut­to inac­cet­ta­bi­li secon­do i cri­te­ri eti­ci con­tem­po­ra­nei: ad esem­pio, moto­re prin­ci­pa­le del­la vicen­da dell’Ilia­de di Ome­ro è una vio­len­za per­pe­tra­ta da due uomi­ni, Aga­men­no­ne e Achil­le, nei con­fron­ti di una pove­ra gio­va­ne che si con­ten­do­no, la loro schia­va Bri­sei­de. Per non par­la­re poi del roman­zo fon­da­ti­vo dell’epoca moder­na: Robin­son Cru­soe di Daniel Defoe, in cui gran par­te del­la tra­ma si incen­tra sul ten­ta­ti­vo ben riu­sci­to del pro­ta­go­ni­sta, uomo bian­co, di edu­ca­re un uomo nero incon­tra­to su di un iso­la deserta. 

Que­sto è l’orizzonte che la cul­tu­ra dell’epoca per­met­te­va di con­si­de­ra­re come qual­co­sa di con­di­vi­so con il let­to­re, ma ovvia­men­te le cose cam­bia­no e i con­tem­po­ra­nei riget­ta­no la mag­gior par­te dei pre­sup­po­sti valo­ria­li indi­scus­si nel pas­sa­to. Pur­trop­po que­sto non è un feno­me­no con­te­nu­to, il discor­so può esse­re este­so vero­si­mil­men­te alla stra­gran­de mag­gio­ran­za dei libri mai sta­ti scrit­ti finora. 

Cosa succede allora se ci si accorge che fino all’altro ieri la nostra società, e di conseguenza la nostra letteratura è stata razzista, sessista e omofoba? 

Seguen­do la lezio­ne di Wol­fgang Iser, acca­de­mi­co e cri­ti­co let­te­ra­rio tede­sco, Siti ci invi­ta a tene­re sem­pre in con­si­de­ra­zio­ne la dif­fe­ren­za tra il «let­to­re impli­ci­to» a cui si rivol­ge diret­ta­men­te l’autore e  il «let­to­re empi­ri­co», che oggi si rap­por­ta con il testo scrit­to e fa, come dire, la tara tra i valo­ri del pre­sen­te e quel­li del pas­sa­to. Secon­do Siti infat­ti «nes­sun testo andreb­be mai can­cel­la­to o muti­la­to, ma sol­tan­to spiegato». 

Quel­lo che resta pro­ble­ma­ti­co allo­ra è il cam­bia­men­to più o meno con­sa­pe­vo­le del­le moda­li­tà di giu­di­zio sui clas­si­ci. Ci si doman­da, ovve­ro, se abbia sen­so o meno modi­fi­ca­re quel cano­ne, com­po­sto qua­si esclu­si­va­men­te di auto­ri maschi e bian­chi, che è indub­bia­men­te frut­to di ini­qui­tà, maga­ri inse­ren­do esem­pi di cate­go­rie mar­gi­na­liz­za­te nel cor­so del­la sto­ria con un mec­ca­ni­smo che può esse­re com­pa­ra­to a quel­lo del­le quo­te rosa, in cui per rie­qui­li­bra­re una stor­tu­ra pro­fon­da­men­te radi­ca­ta si è costret­ti ad attua­re un meto­do non pro­prio egualitario. 

Quel­lo che si augu­ra Siti, tut­ta­via, è che pos­sa esi­ste­re una sor­ta di let­to­re idea­le oltre a quel­lo impli­ci­to e quel­lo empi­ri­co, il cui giu­di­zio di valo­re fun­ga da set­tac­cio del­la sto­ria del­le ope­re d’arte. Un let­to­re esper­to, capa­ce di leg­ge­re un testo veri­fi­can­do­ne, in modo ragio­ne­vo­le (non mate­ma­ti­co) il rea­le spes­so­re: sia dal pun­to di vista for­ma­le, sia da quel­lo dei con­te­nu­ti, dei temi e del­la coe­ren­za. C’è una bel­la dif­fe­ren­za tra roman­zi in gra­do di apri­re nuo­vi oriz­zon­ti di sen­so e altri che inve­ce ne sono sola­men­te gli epi­go­ni, anche se scrit­ti da chi appar­tie­ne a qual­che tipo di mino­ran­za socia­le. Espli­ca­ti­vo è l’esempio di Aman­da Gor­man, gio­va­nis­si­ma autri­ce afroa­me­ri­ca­na dive­nu­ta famo­sa per il suo inter­ven­to duran­te l’insediamento di Biden, in cui reci­tò una sua poe­sia con una tale inten­si­tà emo­ti­va da far commuovere. 

Il significato politico della sua opera, oggettivamente, è davvero straordinario, ma il suo valore letterario, bisogna riconoscerlo, non raggiunge affatto una tale altezza.

Se nes­su­no può pen­sa­re seria­men­te di muti­la­re cie­ca­men­te i clas­si­ci del­la let­te­ra­tu­ra in nome del poli­ti­ca­men­te cor­ret­to, la cosa che pre­oc­cu­pa di più Wal­ter Siti in que­sto sag­gio non è che la let­te­ra­tu­ra pos­sa fare del male, ma il suo con­tra­rio, ovve­ro l’idea che deb­ba neces­sa­ria­men­te fare del bene. Siti evi­den­zia come in segui­to a cer­ti even­ti recen­ti, come il crol­lo del Muro di Ber­li­no e le Tor­ri Gemel­le, in cui la sto­ria ha rico­min­cia­to a “cor­re­re”, sia nato una sor­ta di sen­so di col­pa negli scrit­to­ri che, vista la situa­zio­ne emer­gen­zia­le in cui vige l’Occidente, non avreb­be­ro più potu­to riti­rar­si nel­le loro tor­ri d’avorio per son­da­re egoi­sti­ca­men­te la pro­pria inte­rio­ri­tà, ma avreb­be­ro dovu­to schie­rar­si aper­ta­men­te, esse­re militanti. 

L’idea dif­fu­sa soprat­tut­to a sini­stra (Mur­gia, Savia­no, Caro­fi­glio) che la let­te­ra­tu­ra deb­ba ave­re una fun­zio­ne peda­go­gi­ca, e istra­da­re al Bene, o ave­re una fun­zio­ne tera­peu­ti­ca, è tan­to scioc­ca quan­to l’idea dif­fu­sa soprat­tut­to a destra che la let­te­ra­tu­ra deb­ba rispet­ta­re e anzi pro­teg­ge­re i valo­ri eti­co-reli­gio­si di una deter­mi­na­ta comu­ni­tà o Sta­to. Il pro­ble­ma di esse­re costan­te­men­te in trin­cea, secon­do Siti, sacri­fi­ca mol­te cose che fan­no inve­ce la vera for­za del­la let­te­ra­tu­ra. Il dover agi­re imme­dia­ta­men­te per arri­va­re al mag­gior nume­ro di per­so­ne pos­si­bi­li per cam­biar­ne l’atteggiamento, uni­to alla rivo­lu­zio­ne digi­ta­le, ha impli­ca­to una gene­ra­le ten­den­za alla sem­pli­fi­ca­zio­ne e alla fram­men­ta­zio­ne dei mes­sag­gi. Con­se­quen­zia­le a que­sto tipo di ragio­na­men­to è il discre­di­to da par­te di mol­ti del valo­re del­lo sti­le del­la scrit­tu­ra e del­le que­stio­ni pura­men­te for­ma­li di un’opera, pro­prio per­ché con­si­de­ra­to uno spre­co di tem­po in un epo­ca così veloce. 

Pri­vi­le­gia­re l’efficacia, sem­pli­fi­ca­re e fram­men­ta­re han­no por­ta­to ad un impo­ve­ri­men­to del­lo sti­le in let­te­ra­tu­ra che secon­do Siti è inve­ce il suo aspet­to fon­da­men­ta­le; pri­ma di tut­to per­ché la for­ma non è altro che con­te­nu­to soli­di­fi­ca­to (secon­do la for­tu­na­ta for­mu­la ador­nia­na) ma soprat­tut­to per­ché la for­ma è ciò attra­ver­so cui vie­ne por­ta­ta in super­fi­cie la pro­fon­di­tà dell’autore, ciò che nem­me­no colui che scri­ve sa di sape­re. Lo sti­le, così come il lap­sus freu­dia­no, è l’unico modo per far emer­ge­re qual­co­sa che altri­men­ti non ver­reb­be mai allo scoperto.

Allora in che cosa consisterebbe la vera letteratura? 

Di cer­to non la si potreb­be para­go­na­re ad un alto­par­lan­te attra­ver­so cui l’autore comu­ni­ca alla mag­gior par­te del­le per­so­ne cose che sa già, e nem­me­no potreb­be esse­re asso­cia­ta ad una lan­ter­na attra­ver­so la qua­le rischia­ra­re il cam­mi­no ver­so la veri­tà. Ciò a cui più asso­mi­glia la let­te­ra­tu­ra, come emer­ge dal sag­gio di Siti, è un intri­ca­to labi­rin­to per lo smar­ri­men­to inte­rio­re in cui immer­ger­si e spro­fon­da­re. Se inve­ce si vuo­le appiat­ti­re la scrit­tu­ra sola­men­te al suo valo­re tera­peu­ti­co (abu­sa­tis­si­mo oggi il gene­re dell’autopatografia), che di cer­to pos­sie­de ma al qua­le non si limi­ta affat­to, e si ricer­ca a tut­ti i costi il rispec­chia­men­to del let­to­re, si tra­vi­sa lo sco­po dell’arte in generale. 

Cer­ta­men­te la let­te­ra­tu­ra non è total­men­te indif­fe­ren­te alla mora­le, è ovvio, ma la veri­tà è che il signi­fi­ca­to del­le ope­re può esse­re con­tem­po­ra­nea­men­te con­ser­va­to­re e pro­gres­si­sta, dan­no­so e bene­fi­co, deva­stan­te e insie­me tera­peu­ti­co, sen­za che risol­va mai le sue con­trad­di­zio­ni inter­ne. Biso­gna accet­ta­re che den­tro di noi esi­sta­no oppo­sti che non tro­va­no una sin­te­si, è di que­sto che dovreb­be par­la­re la let­te­ra­tu­ra, per­ché la sua essen­za, il suo valo­re prin­ci­pa­le, sta pro­prio nel­la sua ambi­gui­tà. Gior­na­li­smo d’inchiesta, cro­na­ca, bio­gra­fia, sag­gi­sti­ca o discor­si pub­bli­ci sono usi del­la scrit­tu­ra asso­lu­ta­men­te inso­sti­tui­bi­li, ma total­men­te distin­ti dal­la for­ma cono­sci­ti­va pro­pria del­la let­te­ra­tu­ra. Solo quest’ultima è in gra­do di resti­tuir­ci noi stes­si per quel­lo che sia­mo vera­men­te, per­fi­no in quel­la par­te più pro­fon­da, con­trad­dit­to­ria e ambigua.

Sar­tre, pala­di­no del­la mili­tan­za let­te­ra­ria, con­si­de­ra­va l’im­pe­gno qual­co­sa di mol­to diver­so da quel­lo che si inten­de oggi: lo scrit­to­re enga­ged ricer­ca il rove­scia­men­to di qual­sia­si ordi­ne, la sua è una scuo­la di liber­tà, tut­to il con­tra­rio del neo-impe­gno con­tem­po­ra­neo che inve­ce ten­ta di rico­strui­re un nuo­vo ordi­ne espel­len­do le par­ti più inquie­tan­ti e dolo­ro­se del­la vita. La nuo­va rivo­lu­zio­ne vuo­le ripa­ra­re anzi­ché scar­di­na­re le nostre sicu­rez­ze, la vera let­te­ra­tu­ra non può e non deve esse­re imbri­glia­ta nem­me­no dal­le miglio­ri e più cogen­ti istan­ze mora­li, per­ché essa ci rac­con­ta il mon­do così com’è, nel­la sua tre­men­da real­tà, al di là del bene e del male.

Arti­co­lo di Ric­car­do Piccolo

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.