Guardare “The Office” nel 2021

Guardare "The Office" nel 2021

The Offi­ce è la cele­bre serie tv sul­la vita d’ufficio anda­ta in onda sul­la NBC tra il 2005 e il 2012. Rema­ke dell’omonima serie ingle­se idea­ta da nien­te­me­no che Ric­ky Ger­vais e Ste­phen Mer­chant, anco­ra oggi riscuo­te mol­to suc­ces­so, tan­to che è risul­ta­ta la serie tv più vista negli Sta­ti Uni­ti nel 2020. 

The Offi­ce nar­ra la vita dei lavo­ra­to­ri del­la filia­le di Scran­ton del­la Dun­der Mif­flin, impre­sa che si occu­pa del­la ven­di­ta di car­ta. Fin qui nien­te di inte­res­san­te anzi, The Offi­ce può sem­bra­re noio­sa. Ma se si aggiun­go­no per­so­nag­gi uno più stra­no dell’altro, bat­tu­te inop­por­tu­ne, un po’ di roman­ti­ci­smo e un cast di tut­to rispet­to se ne com­pren­de il successo. 

Al cen­tro del­la serie (o per lo meno per gran par­te di essa) c’è Michael Scott, il capo del­la filiale. 

Un per­so­nag­gio che essen­zial­men­te è un idio­ta: fasti­dio­so, distrat­to, infan­ti­le, pas­sa il tem­po a impor­tu­na­re i col­le­ghi con bat­tu­te fuo­ri luo­go che imba­raz­za­no l’intero uffi­cio e gli fan­no pas­sa­re un sac­co di guai. Un per­so­nag­gio che però si fini­sce per ama­re per l’affetto che dimo­stra ver­so i suoi dipen­den­ti (tran­ne Toby) e per i suoi com­men­ti sfacciati. 

Michael è imper­so­na­to da un bra­vis­si­mo Ste­ve Carell, che si cala per­fet­ta­men­te nel­la par­te e nel 2009 defi­ni­va il suo per­so­nag­gio come uno che “clear­ly lacks self-aware­ness”, che “chia­ra­men­te man­ca di auto­con­sa­pe­vo­lez­za”. Michael Scott è una per­so­na che si ritie­ne diver­ten­tis­si­ma ma che non si ren­de con­to di quan­to sia inop­por­tu­no quel­lo che dice. Ste­ve Carell è mol­to affe­zio­na­to al suo per­so­nag­gio, ma nel 2018 ha dichia­ra­to che The Offi­ce, nel con­te­sto socia­le di oggi, potreb­be esse­re impossibile. 

Effettivamente The Office, se presa alla lettera, può risultare offensiva su tutti i fronti: battute omofobe, razziste, misogine, completamente inappropriate per il luogo di lavoro. 

Tut­ta­via, è pro­prio per­ché sono così sba­glia­te che que­ste usci­te fan­no ride­re e allo stes­so tem­po riflet­te­re, dal momen­to che sono lo spec­chio del­la socie­tà. Ogni vol­ta che Michael Scott fa bat­tu­te inap­pro­pria­te l’intero uffi­cio si guar­da intor­no diso­rien­ta­to e fa sen­ti­re lo stes­so spet­ta­to­re a disa­gio. Nien­te di The Offi­ce vie­ne lascia­to al caso. 

Si può pren­de­re come esem­pio l’episodio in cui Oscar fa coming out, o meglio Michael fa coming out per lui, rife­ren­do a tut­to l’ufficio la sua omo­ses­sua­li­tà. La cor­po­ra­te cer­ca di far capi­re a Michael la deli­ca­tez­za del momen­to del coming out per una per­so­na omo­ses­sua­le, ma Michael non cede e pro­ce­de per con­to suo con una riu­nio­ne con i suoi lavo­ra­to­ri a dir poco imba­raz­zan­te. E quan­do gli ver­rà det­to che a scuo­la si dice­va che lui stes­so fos­se gay rea­gi­sce in modo mol­to stra­no: tut­ti si accor­go­no quan­to que­sta noti­zia lo met­ta in imba­raz­zo e quan­do gli fan­no nota­re quan­to sia sba­glia­to quel com­por­ta­men­to, egli nega tutto. 

The Offi­ce mostra quin­di quan­to sia stu­pi­do non solo fare la soli­ta tri­ste bat­tu­ta sull’omosessualità, ma anche il sen­tir­si offe­si solo per­ché qual­cu­no ci defi­ni­sce omo­ses­sua­li. Non avvie­ne que­sto in Friends (pre­ce­den­te a The Offi­ce), dove il per­so­nag­gio di Chand­ler è evi­den­te­men­te a disa­gio quan­do sco­pre che tut­ti i suoi ami­ci, al momen­to del­la sua cono­scen­za, pen­sa­va­no che fos­se omosessuale.

Ci sono poi personaggi che sono detestabili a causa della loro volgarità e della totale assenza di buon senso. 

Uno di que­sti è Todd Pac­ker, gran­de ami­co di Michael e for­se il per­so­nag­gio più insop­por­ta­bi­le del­la serie: ses­si­sta, offen­si­vo, cat­ti­vo e visci­do, vie­ne odia­to dall’intero uffi­cio che cer­ca in tut­ti i modi di libe­rar­se­ne. Il per­so­nag­gio di Pac­ker è esa­ge­ra­to, ma è la mani­fe­sta­zio­ne di una real­tà e un tipo di men­ta­li­tà che nel­la nostra socie­tà sono anco­ra pre­sen­ti e per que­sto moti­vo ven­go­no mostra­ti e ridicolizzati. 

È inte­res­san­te anche vede­re come gli atto­ri stes­si si pre­sti­no alle bat­tu­te, soprat­tut­to quel­li che rap­pre­sen­ta­no una mino­ran­za. Esem­pla­re la sce­na in cui i per­so­nag­gi del­la serie viag­gia­no su un bus e Michael Scott chie­de a Stan­ley, afroa­me­ri­ca­no, di seder­si in fon­do al pull­man se ha inten­zio­ne di con­ti­nua­re a lamen­tar­si, per poi ren­der­si con­to di aver fat­to una figu­rac­cia. E la fra­se, uni­ta alla brut­ta figu­ra e al ten­ta­ti­vo di rime­dia­re di Michael, ha un esi­to comico.

Insom­ma, The Offi­ce è una serie irri­ve­ren­te, che con i suoi momen­ti non­sen­se, assur­di e comi­ci fa diver­ti­re e imba­raz­za­re allo stes­so tem­po. E in que­sti tem­pi, in cui da una par­te vie­ne accu­sa­ta la fan­to­ma­ti­ca dit­ta­tu­ra del poli­ti­ca­men­te cor­ret­to e dall’altra si difen­de la can­cel cul­tu­re, The Offi­ce offre un pun­to di vista inte­res­san­te. Scher­za­re su temi impor­tan­ti diven­ta un’oc­ca­sio­ne per riflet­te­re ma anche per pen­sa­re a cer­ti argo­men­ti con luci­di­tà e sen­so cri­ti­co, sen­za appe­san­ti­re trop­po il dibat­ti­to (atteg­gia­men­to che spes­so sor­ti­sce l’esito oppo­sto a quel­lo voluto). 

Come ha det­to Ste­ve Carell: «Pro­prio non so come potreb­be reg­ge­re ora. Al gior­no d’oggi c’è una con­sa­pe­vo­lez­za mol­to for­te di cosa è offen­si­vo – il che è ovvia­men­te un bene. Ma al tem­po stes­so, quan­do pren­di un per­so­nag­gio del gene­re trop­po alla let­te­ra, dav­ve­ro non funziona.»

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Letizia Bonetti
Sono Leti­zia e stu­dio giu­ri­spru­den­za a Mila­no, anche se dal­l’ac­cen­to ber­ga­ma­sco non si direb­be. Nel tem­po libe­ro mi pia­ce nuo­ta­re, man­gia­re gela­ti e scri­ve­re per Vul­ca­no Statale.

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