Pillole di economia. La concorrenza

Pillole di economia. La concorrenza

Le tematiche di carattere economico rientrano senza dubbio nel ventaglio di argomenti spesso difficili da comprendere a fondo per chi non ne ha mai approfondito lo studio. Abbiamo deciso di dare vita a questa rubrica nella quale cercheremo di sviscerare, con il linguaggio più semplice e accessibile possibile, vari temi economici legati all’attualità. A questo link trovate le scorse puntate.


Sem­pre più spes­so colos­si del­la tec­no­lo­gia come Ama­zon, Goo­gle o Face­book gua­da­gna­no le pri­me pagi­ne dei quo­ti­dia­ni per accu­se riguar­dan­ti vio­la­zio­ni in mate­ria di con­cor­ren­za. Giu­sto poco tem­po fa, ad esem­pio, Apple è sta­ta accu­sa­ta di abu­so di posi­zio­ne domi­nan­te nel pro­prio mercato. 

Cosa si intende per concorrenza in un mercato? Perché è importante tutelarla?

Per con­cor­ren­za si inten­de l’insieme del­le impre­se che pro­du­co­no un’offerta di beni o ser­vi­zi simi­le al fine di sod­di­sfa­re la stes­sa doman­da. Si trat­ta di un fat­to­re con il qua­le devo­no con­fron­tar­si tut­te le impre­se che han­no inten­zio­ne di ope­ra­re in un deter­mi­na­to mer­ca­to, ecce­zion fat­ta per il mono­po­lio. Esi­sto­no infat­ti più tipo­lo­gie di con­cor­ren­za, sta­bi­len­do diver­se for­me di mercato.

La pri­ma tipo­lo­gia è la con­cor­ren­za per­fet­ta, un mer­ca­to nel qua­le acqui­ren­ti e ven­di­to­ri sup­pon­go­no che le loro deci­sio­ni per quan­to riguar­da acqui­sto e ven­di­ta di beni non avran­no effet­ti sul prez­zo di mer­ca­to. Per­ché que­sto sia pos­si­bi­le, la con­cor­ren­za per­fet­ta pre­ve­de un mer­ca­to costi­tui­to da mol­ti acqui­ren­ti e mol­ti venditori. 

A con­trap­por­si alla con­cor­ren­za per­fet­ta tro­via­mo la con­cor­ren­za imper­fet­ta, nel­la qua­le gli acqui­ren­ti ten­go­no in con­si­de­ra­zio­ne il fat­to che le loro azio­ni influi­ran­no sul prez­zo di mer­ca­to. Nel­la con­cor­ren­za imper­fet­ta rien­tra­no tre prin­ci­pa­li strut­tu­re di mer­ca­to: il mono­po­lio, l’oligopolio e la con­cor­ren­za monopolistica.

Il mono­po­lio è il caso estre­mo di con­cor­ren­za imper­fet­ta, vi si tro­va infat­ti un solo ven­di­to­re di un deter­mi­na­to bene nel mer­ca­to, un esem­pio è quel­lo dei tabac­chi. Ope­ra­re in una strut­tu­ra mono­po­li­sti­ca signi­fi­ca che chi pro­du­ce deve tener con­to del fat­to che a pari­tà di altre con­di­zio­ni, ven­di­te mag­gio­ri com­por­ta­no prez­zi minori. 

L’oligopolio, poi, si ha quan­do in un mer­ca­to ci sono pochi ven­di­to­ri, i qua­li devo­no tener con­to degli effet­ti del­le loro deci­sio­ni riguar­do la pro­du­zio­ne sul prez­zo nel settore. 

Infi­ne, la con­cor­ren­za mono­po­li­sti­ca è una situa­zio­ne nel­la qua­le si con­ta­no mol­ti ven­di­to­ri di beni suc­ce­da­nei (ossia beni che pos­so­no sosti­tuir­si, sod­di­sfa­cen­do lo stes­so biso­gno), e ogni ven­di­to­re influen­za in manie­ra limi­ta­ta il prez­zo al qua­le ven­de­re il pro­prio prodotto.

Non sem­pre è faci­le distin­gue­re le varie tipo­lo­gie di mer­ca­to, indi­ca­ti­va­men­te si pos­so­no segui­re i cri­te­ri di nume­ro di ven­di­to­ri, capa­ci­tà di influen­za­re il prez­zo e limi­ta­zio­ni all’entrata del mer­ca­to.

La con­cor­ren­za per­fet­ta e la con­cor­ren­za mono­po­li­sti­ca com­pren­do­no mol­ti ven­di­to­ri, men­tre l’o­li­go­po­lio pochi e il mono­po­lio uno; nel­la con­cor­ren­za per­fet­ta non si ha capa­ci­tà di influen­za­re il prez­zo, capa­ci­tà che aumen­ta via via che si va dal­la con­cor­ren­za mono­po­li­sti­ca, all’oligopolio e al mono­po­lio, dove è con­si­de­re­vo­le; infi­ne, per quan­to riguar­da le limi­ta­zio­ni all’entrata, esse non sono pre­sen­ti nel­la con­cor­ren­za per­fet­ta e nel­la mono­po­li­sti­ca, sono pre­sen­ti nell’oligopolio e nel mono­po­lio è impos­si­bi­le entrare. 

Que­ste dif­fe­ren­ze tra strut­tu­re di mer­ca­to spes­so esi­sto­no per un moti­vo tec­no­lo­gi­co. Pos­so­no infat­ti esser­ci, in un deter­mi­na­to mer­ca­to, del­le eco­no­mie di sca­la che per­met­to­no ad alcu­ne impre­se di poter pro­dur­re dei beni a un costo infe­rio­re rispet­to alle altre.

Quando un’impresa si trova in concorrenza, ma riesce a comportarsi in maniera indipendente rispetto agli altri concorrenti, si è di fronte a un’impresa in posizione dominante. 

Que­sto feno­me­no si veri­fi­ca in par­ti­co­la­re quan­do l’a­zien­da detie­ne un nume­ro ele­va­to di quo­te, ossia un’elevata per­cen­tua­le di ven­di­te rispet­to al tota­le del set­to­re. Si può rag­giun­ge­re que­sto ruo­lo in diver­se manie­re, ad esem­pio ope­ran­do in più mer­ca­ti, o offren­do pro­dot­ti sem­pre miglio­ri. Nel caso del­le Big Tech di cui sopra, que­sto suc­ces­so è sta­to rag­giun­to gra­zie alla velo­ci­tà con la qua­le si sono inse­ri­te in un mer­ca­to all’epoca anco­ra neo­na­to, quel­lo del web, e la loro capa­ci­tà di for­ni­re ser­vi­zi sem­pre più inno­va­ti­vi rispet­to ai concorrenti. 

La posi­zio­ne domi­nan­te che rico­pro­no (solo Goo­gle come moto­re di ricer­ca da mobi­le ha un mar­ket share del 95,9%) non è di per sé dan­no­sa, ma lo è il suo abu­so. Si veri­fi­ca un abu­so di posi­zio­ne domi­nan­te quan­do il pote­re vie­ne sfrut­ta­to impe­den­do ai con­cor­ren­ti di ope­ra­re sul mer­ca­to, dan­neg­gian­do in que­sta manie­ra i con­su­ma­to­ri ai qua­li fon­da­men­tal­men­te vie­ne tol­ta la pos­si­bi­li­tà di sce­glie­re moda­li­tà dif­fe­ren­ti per sod­di­sfa­re un deter­mi­na­to bisogno. 

Affin­ché sia le azien­de con­cor­ren­ti, sia i con­su­ma­to­ri, ven­ga­no tute­la­ti, è quin­di neces­sa­rio garan­ti­re l’efficienza del­la strut­tu­ra di mer­ca­to, attra­ver­so nor­me e con­trol­li da par­te del­le auto­ri­tà Anti­tru­st, spe­cial­men­te in mer­ca­ti nuo­vi, inter­na­zio­na­li e anco­ra non rego­la­men­ta­ti con pre­ci­sio­ne come quel­lo in cui ope­ra­no le Big Tech.

Con­di­vi­di:
Martina Di Paolantonio
Dal 1999 fac­cio con­cor­ren­za all’a­gen­zia di pro­mo­zio­ne turi­sti­ca abruz­ze­se, nel tem­po libe­ro mi lamen­to per qual­sia­si cosa.

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