Una nuova frontiera dell’alimentazione: le tarme della farina

Il 3 mag­gio 2021 la Com­mis­sio­ne euro­pea, attra­ver­so il Comi­ta­to per­ma­nen­te per le pian­te, gli ani­ma­li, gli ali­men­ti e i man­gi­mi, ha dato il via libe­ra alla com­mer­cia­liz­za­zio­ne ali­men­ta­re del­la lar­va di tar­ma del­la fari­na, o tene­brio­ne mugna­io (Tene­brio moli­tor): è la pri­ma appro­va­zio­ne for­ma­le alla ven­di­ta e al con­su­mo di un inset­to come cibo in Europa. 

Le larve, unica forma commestibile dei tenebrioni, si potranno consumare per intero, essiccate, come snack o in forma di farina, come ingrediente quindi di altri prodotti alimentari.

Gli inset­ti indi­vi­dua­ti per il con­su­mo uma­no rien­tra­no nei cosid­det­ti novel food, ossia cibi che pri­ma del 15 mag­gio 1997 non veni­va­no con­su­ma­ti in misu­ra signi­fi­ca­ti­va in Euro­pa e che richie­do­no un pro­ces­so di appro­va­zio­ne dif­fe­ren­te, ossia sog­get­to a una scru­po­lo­sa valu­ta­zio­ne scien­ti­fi­ca da par­te del­l’EFSA (Auto­ri­tà euro­pea per la sicu­rez­za ali­men­ta­re) che ha sede a Parma.

A segui­to di una richie­sta da par­te del­la Com­mis­sio­ne Euro­pea, vi è sta­ta una valu­ta­zio­ne scien­ti­fi­ca su que­sto novel food da un grup­po di esper­ti dell’EFSA. Il grup­po rile­va che i com­po­nen­ti prin­ci­pa­li di que­sta lar­va sono pro­tei­ne, gras­si e fibre (chi­ti­na) e il con­su­mo di tale pro­dot­to non è svan­tag­gio­so dal pun­to di vista nutri­zio­na­le. In meri­to agli stu­di sul­la tos­si­ci­tà non vi sono pro­ble­mi di sicu­rez­za, anche se potreb­be­ro esser­ci del­le rea­zio­ni aller­gi­che nei sog­get­ti aller­gi­ci ai cro­sta­cei e agli aca­ri del­la polvere. 

In Ita­lia, sia­mo dav­ve­ro pron­ti a que­sto cam­bia­men­to? Pro­ba­bil­men­te no. Secon­do un’analisi Coldiretti/Ixè il 54% del­la popo­la­zio­ne ita­lia­na è con­tra­rio al con­su­mo di inset­ti, il 24% risul­ta indif­fe­ren­te, men­tre il 16% è favo­re­vo­le. Tut­ta­via, risul­ta deter­mi­nan­te che l’Italia, insie­me a tut­ti gli Sta­ti del mon­do, si impe­gni affin­ché ven­ga­no rag­giun­ti gli obiet­ti­vi di soste­ni­bi­li­tà ali­men­ta­re pre­vi­sti dall’Agen­da 2030 per lo svi­lup­po soste­ni­bi­le. La que­stio­ne del­la soste­ni­bi­li­tà è quin­di un pun­to cru­cia­le per cer­ca­re di offri­re un futu­ro alle pros­si­me generazioni. 

Cercare di adeguarsi a forme di alimentazione sostenibili in virtù di una crescita importante della popolazione mondiale è fondamentale. 

Attual­men­te infat­ti il tota­le del­la popo­la­zio­ne glo­ba­le è di 7,7 miliar­di (nel 1800 era un miliar­do); seb­be­ne la per­cen­tua­le di cre­sci­ta sia pas­sa­ta dal 2,2% annuo di 50 anni fa all’1,05% odier­no, le sti­me di cre­sci­ta per il futu­ro pre­ve­do­no il rag­giun­gi­men­to di qua­si undi­ci miliar­di di per­so­ne nel mon­do entro il 2100. Oggi cir­ca 820 milio­ni di per­so­ne al mon­do sono denu­tri­te e qua­si 2 miliar­di si tro­va­no in una situa­zio­ne di insi­cu­rez­za ali­men­ta­re: dal 2000 al 2016 la fame nel mon­do è pas­sa­ta dal 15% all’11%, in segui­to non ci sono sta­ti miglio­ra­men­ti impor­tan­ti. Gli obiet­ti­vi per il 2030 di estir­pa­re la fame nel mon­do e di incen­ti­va­re un’agricoltura soste­ni­bi­le sem­bra­no sem­pre più complessi. 

A livel­lo euro­peo, in que­sto sen­so, è sta­to redat­to nel 2019 il rap­por­to IPES-food che inten­de pro­muo­ve­re la crea­zio­ne di una Poli­ti­ca ali­men­ta­re comu­ne per l’Unione Euro­pea: una nuo­va dire­zio­ne poli­ti­ca per l’intero siste­ma ali­men­ta­re, che riu­ni­sca le poli­ti­che set­to­ria­li nell’ambito del­la pro­du­zio­ne, tra­sfor­ma­zio­ne, distri­bu­zio­ne e con­su­mo ali­men­ta­re cana­liz­zan­do tut­te le azio­ni ver­so un obiet­ti­vo di tran­si­zio­ne soste­ni­bi­le. Le rifor­me più ambi­zio­se sareb­be­ro rese attua­bi­li gra­zie al recu­pe­ro del pro­ces­so deci­sio­na­le che ades­so è nel­le mani del­le gran­di lob­bies, facen­do inter­ve­ni­re nuo­vi atto­ri, ela­bo­ran­do le poli­ti­che in modo più demo­cra­ti­co e dan­do spa­zio a nuo­ve coa­li­zio­ni d’interessi. In poche paro­le, una poli­ti­ca ali­men­ta­re comu­ne potreb­be otte­ne­re risul­ta­ti che la Poli­ti­ca Agri­co­la Comu­ne (PAC), qua­le mera poli­ti­ca agri­co­la, non ha raggiunto.

In con­clu­sio­ne, avvia­re un alle­va­men­to di inset­ti per pro­dur­re fari­ne ali­men­ta­ri è dun­que una scel­ta eti­ca­men­te cor­ret­ta ed è facil­men­te intui­bi­le per­ché cir­ca il 70% del­la pro­du­zio­ne mon­dia­le di cerea­li è desti­na­ta agli ani­ma­li che a loro vol­ta sfa­ma­no quel­la pic­co­la per­cen­tua­le del­la popo­la­zio­ne uma­na che può per­met­ter­se­lo. In Ita­lia è sta­to così avvia­to il pro­get­to MAIC (Model­lo Ita­lia­no di Alle­va­men­to di Inset­ti Com­me­sti­bi­li) che è il pri­mo ben­ch­mark orgo­glio­sa­men­te ita­lia­no per l’allevamento soste­ni­bi­le di inset­ti commestibili. 

Il MAIC pro­po­ne un model­lo soste­ni­bi­le e inno­va­ti­vo, la sfi­da è tro­va­re pro­du­zio­ni ali­men­ta­ri com­ple­men­ta­ri e soste­ni­bi­li a bas­so impat­to ambien­ta­le. Il pro­get­to è sta­to pre­ce­du­to da una fase di inten­so dia­lo­go e con­fron­to con le azien­de e le Asso­cia­zio­ni di cate­go­ria del set­to­re agroa­li­men­ta­re per tro­va­re una via all’alle­va­men­to di inset­ti com­me­sti­bi­li soste­ni­bi­le a tut­ti i livel­li: ambien­ta­le, di busi­ness e del­la sicu­rez­za alimentare. 

Illu­stra­zio­ne di Miche­le Bettollini

Con­di­vi­di:
Riccardo Garosi
Poli­ti­co in erba, mi pia­ce par­la­re di soste­ni­bi­li­tà in manie­ra tra­sver­sa­le. Scru­po­lo­sa­men­te atten­to all’am­bien­te da far invi­dia a Gre­ta Thun­berg. Gran­de aman­te del cibo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.