Del: 6 Luglio 2021 Di: Jessica Rodenghi Commenti: 0

Come ogni primo luglio, anche quest’anno si è festeggiata in Cina la fondazione del Partito comunista, quest’anno si è giunti al centesimo anniversario e le celebrazioni sono state enormi. L’evento più importante si è svolto a Beijing (Pechino), dove nella piazza di Tiananmen si sono riunite più di 70 000 persone, disposte secondo un ordine particolare che richiama i colori del partito. Un dettaglio interessante è che nessuna di queste persone, almeno dai video riportati, indossava la mascherina, nonostante il grave impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto e sta avendo sul Paese.

Il Presidente in carica Xi Jinping ha fatto trasmettere in televisione un discorso alla nazione, in cui elogia i risultati ottenuti dal Paese, come l’aver posto una soluzione, a suo parere, al problema della povertà assoluta, giungendo ad una moderata stabilità.

Ha poi proseguito sottolineando come la Cina non lascerà che delle forze straniere la soggioghino, in quanto si troveranno contro un muro d’acciaio composto da 1,4 miliardi di persone. Queste affermazioni si inseriscono in un quadro di governo che sta portando la Cina da un lato a costruirsi come potenza mondiale che ha influenza su moltissimi Paesi, dall’altro uno dei luoghi in cui i diritti fondamentali dell’uomo sono continuamente violati nel nome del Partito Comunista.

Il Presidente ha anche aggiunto che vuole risolvere la “questione Taiwan”, giungendo all’obiettivo della riunificazione della Cina. Taiwan è un’isola ad est della Cina costituita da province si considerano secessioniste e quindi indipendenti dal 1949, quando si era dichiarata Taipei capitale di tutta la Cina. L’esistenza di queste realtà separate dal resto del Paese, però, non è mai stata vista di buon occhio dal governo, che infatti ad oggi tratta Taiwan come un insieme di province ribelli che saranno “sistemate” e non ne ha mai parlato come di una realtà indipendente. Negli ultimi giorni il Partito sta provocando sempre di più l’isola, muovendo navi che trasportano armi nucleari e aerei da guerra: la linea repressiva sembra essere sempre più evidente.

Nel discorso del Presidente alla nazione si fa anche riferimento a Hong Kong, come ad un altro punto a favore della riunificazione del Paese, ponendo come obiettivo la stabilità a lungo termine di questo luogo.

Hong Kong è una provincia che nasce come colonia inglese e sulla quale vigevano delle regole amministrative particolari. Un esempio è la libertà di stampa, fino a poco tempo fa esisteva infatti l’ultimo tabloid pro-democrazia, l’Apple Daily, che è stato chiuso seguendo le nuove leggi sulla sicurezza nazionale cinese. A questo punto si ha il forte sospetto, se non la certezza, che ad aver portato alla chiusura dell’Apple Daily sia un’altra mossa del Partito per unificare i territori cinesi, non lasciando spazio, come al solito, alle libertà fondamentali per il cittadino. 

Oltre ai festeggiamenti del centenario, a Hong Kong si è  festeggiato il ventiquattresimo anno del passaggio di sovranità da Londra a Pechino. Il passaggio è storico, i cittadini della città protestano dal 2003 contro il nuovo potere della Cina sulla zona (che avverrà ad ogni modo nel 2047), ma tutte le rivolte, delle quali Vulcano ha raccontato le dinamiche nel 2019, sono state represse e, anzi, l’unificazione è stata accelerata.

Ogni anno durante l’anniversario del passaggio di potere a Hong Kong i cittadini erano soliti riunirsi per una manifestazione pacifica pro-democrazia, ma quest’anno non è stata permessa a causa delle restrizioni legate al Covid-19. Le ultime speranze di democrazia per Hong Kong sono state chiuse in modo definitivo con l’introduzione della nuova legge sulla sicurezza, che ha incrementato il livello dei controlli e, quindi, è aumentata la preoccupazione per i sospetti cospiratori contro il governo. La tensione è in continuo aumento.

Jessica Rodenghi
Jessica, attiva nel mondo e nelle società, per fare buona informazione dedicata a tutti e tutte.

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