Cina, cento anni di Partito comunista

Come ogni pri­mo luglio, anche quest’anno si è festeg­gia­ta in Cina la fon­da­zio­ne del Par­ti­to comu­ni­sta, que­st’an­no si è giun­ti al cen­te­si­mo anni­ver­sa­rio e le cele­bra­zio­ni sono sta­te enor­mi. L’evento più impor­tan­te si è svol­to a Bei­jing (Pechi­no), dove nel­la piaz­za di Tia­nan­men si sono riu­ni­te più di 70 000 per­so­ne, dispo­ste secon­do un ordi­ne par­ti­co­la­re che richia­ma i colo­ri del par­ti­to. Un det­ta­glio inte­res­san­te è che nes­su­na di que­ste per­so­ne, alme­no dai video ripor­ta­ti, indos­sa­va la masche­ri­na, nono­stan­te il gra­ve impat­to che la pan­de­mia da Covid-19 ha avu­to e sta aven­do sul Paese.

Il Presidente in carica Xi Jinping ha fatto trasmettere in televisione un discorso alla nazione, in cui elogia i risultati ottenuti dal Paese, come l’aver posto una soluzione, a suo parere, al problema della povertà assoluta, giungendo ad una moderata stabilità.

Ha poi pro­se­gui­to sot­to­li­nean­do come la Cina non lasce­rà che del­le for­ze stra­nie­re la sog­gio­ghi­no, in quan­to si tro­ve­ran­no con­tro un muro d’acciaio com­po­sto da 1,4 miliar­di di per­so­ne. Que­ste affer­ma­zio­ni si inse­ri­sco­no in un qua­dro di gover­no che sta por­tan­do la Cina da un lato a costruir­si come poten­za mon­dia­le che ha influen­za su mol­tis­si­mi Pae­si, dall’altro uno dei luo­ghi in cui i dirit­ti fon­da­men­ta­li dell’uomo sono con­ti­nua­men­te vio­la­ti nel nome del Par­ti­to Comunista.

Il Pre­si­den­te ha anche aggiun­to che vuo­le risol­ve­re la “que­stio­ne Tai­wan”, giun­gen­do all’obiettivo del­la riu­ni­fi­ca­zio­ne del­la Cina. Tai­wan è un’isola ad est del­la Cina costi­tui­ta da pro­vin­ce si con­si­de­ra­no seces­sio­ni­ste e quin­di indi­pen­den­ti dal 1949, quan­do si era dichia­ra­ta Tai­pei capi­ta­le di tut­ta la Cina. L’esistenza di que­ste real­tà sepa­ra­te dal resto del Pae­se, però, non è mai sta­ta vista di buon occhio dal gover­no, che infat­ti ad oggi trat­ta Tai­wan come un insie­me di pro­vin­ce ribel­li che saran­no “siste­ma­te” e non ne ha mai par­la­to come di una real­tà indi­pen­den­te. Negli ulti­mi gior­ni il Par­ti­to sta pro­vo­can­do sem­pre di più l’isola, muo­ven­do navi che tra­spor­ta­no armi nuclea­ri e aerei da guer­ra: la linea repres­si­va sem­bra esse­re sem­pre più evidente.

Nel discorso del Presidente alla nazione si fa anche riferimento a Hong Kong, come ad un altro punto a favore della riunificazione del Paese, ponendo come obiettivo la stabilità a lungo termine di questo luogo.

Hong Kong è una pro­vin­cia che nasce come colo­nia ingle­se e sul­la qua­le vige­va­no del­le rego­le ammi­ni­stra­ti­ve par­ti­co­la­ri. Un esem­pio è la liber­tà di stam­pa, fino a poco tem­po fa esi­ste­va infat­ti l’ultimo tabloid pro-demo­cra­zia, l’Apple Dai­ly, che è sta­to chiu­so seguen­do le nuo­ve leg­gi sul­la sicu­rez­za nazio­na­le cine­se. A que­sto pun­to si ha il for­te sospet­to, se non la cer­tez­za, che ad aver por­ta­to alla chiu­su­ra dell’Apple Dai­ly sia un’altra mos­sa del Par­ti­to per uni­fi­ca­re i ter­ri­to­ri cine­si, non lascian­do spa­zio, come al soli­to, alle liber­tà fon­da­men­ta­li per il cittadino. 

Oltre ai festeg­gia­men­ti del cen­te­na­rio, a Hong Kong si è  festeg­gia­to il ven­ti­quat­tre­si­mo anno del pas­sag­gio di sovra­ni­tà da Lon­dra a Pechi­no. Il pas­sag­gio è sto­ri­co, i cit­ta­di­ni del­la cit­tà pro­te­sta­no dal 2003 con­tro il nuo­vo pote­re del­la Cina sul­la zona (che avver­rà ad ogni modo nel 2047), ma tut­te le rivol­te, del­le qua­li Vul­ca­no ha rac­con­ta­to le dina­mi­che nel 2019, sono sta­te repres­se e, anzi, l’unificazione è sta­ta accelerata.

Ogni anno duran­te l’anniversario del pas­sag­gio di pote­re a Hong Kong i cit­ta­di­ni era­no soli­ti riu­nir­si per una mani­fe­sta­zio­ne paci­fi­ca pro-demo­cra­zia, ma quest’anno non è sta­ta per­mes­sa a cau­sa del­le restri­zio­ni lega­te al Covid-19. Le ulti­me spe­ran­ze di demo­cra­zia per Hong Kong sono sta­te chiu­se in modo defi­ni­ti­vo con l’introduzione del­la nuo­va leg­ge sul­la sicu­rez­za, che ha incre­men­ta­to il livel­lo dei con­trol­li e, quin­di, è aumen­ta­ta la pre­oc­cu­pa­zio­ne per i sospet­ti cospi­ra­to­ri con­tro il gover­no. La ten­sio­ne è in con­ti­nuo aumento.

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Jessica Rodenghi
Jes­si­ca, atti­va nel mon­do e nel­le socie­tà, per fare buo­na infor­ma­zio­ne dedi­ca­ta a tut­ti e tutte.

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