Del: 25 Settembre 2021 Di: Rebecca Pignatiello Commenti: 0

El Salvador è il primo stato al mondo che ha formalmente adottato la criptovaluta bitcoin come valuta legale. Il 7 settembre 2021 rimarrà nella storia del piccolo stato del Centro America. È tutto vero, bitcoin è diventata valuta di stato ed ha affiancato ufficialmente il dollaro statunitense. 

Il Congresso salvadoregno ha approvato una legge per la creazione di un fondo di quasi 150 milioni di dollari per la conversione da bitcoin a dollari statunitensi. In tutto il Paese sono stati installati più di 200 sportelli automatici che serviranno ai cittadini per convertire i dollari in criptovaluta e un’app (il portafoglio digitale Wallet Chivo), che ha già fatto parlare di sé visto il malfunzionamento al suo debutto, accredita il corrispettivo di 30 dollari in bitcoin al momento della registrazione. Questo esperimento monetario è stato fortemente voluto da Nayib Bukele, eccentrico Presidente di El Salvador, che vede nella criptovaluta la risposta ai molti problemi dello stato. 

Innovazione o salto nel vuoto?

L’economia di El Salvador, già precaria, si basa principalmente sugli invii di denaro da parte di salvadoregni residenti all’estero. Secondo fonti ufficiali, più di un quarto del PIL di El Salvador è costituito da rimesse di denaro. Per questo tipo di transazioni le commissioni sono altissime: a volte risultano essere il 20% della somma versata. Secondo i sostenitori, l’introduzione della criptovaluta ridurrà sensibilmente i costi di commissione per i capitali inviati dall’estero. Bukele ha promesso che questo cambio di passo riuscirà a far risparmiare ai cittadini quasi 400 milioni di dollari all’anno. 

Ma i più scettici vedono in questa mossa azzardata un attacco alla già esistente povertà e precarietà dei più comuni cittadini salvadoregni. E così, nelle piazze di El Salvador iniziano le proteste: la maggior parte della popolazione si trova, infatti, in disaccordo con l’adozione della criptovaluta. Le proteste non si sono fermate neanche durante il Giorno dell’Indipendenza del Paese il 15 settembre: la furia dei cittadini di El Salvador contro i bitcoin sembra non placarsi e nella capitale San Salvador alcuni sportelli automatici vengono dati alle fiamme. 

Le proteste contro l’adozione dei bitcoin come valuta di Stato

Sulla questione sono intervenuti la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale: l’adozione di bitcoin da parte di El Salvador sarebbe un azzardo e una mossa potenzialmente molto pericolosa. In concomitanza con il lancio di bitcoin come valuta di stato, il prezzo dello stesso è crollato drasticamente. Secondo i più esperti, però, le proteste non riguarderebbero soltanto questo epocale esperimento monetario, ma sarebbero una presa di posizione verso le azioni, poco democratiche secondo molti, del Presidente Nayib Bukele. 

“Il dittatore più cool del mondo”, così recita la provocatoria bio su Twitter, si dice dal canto suo soddisfatto della manovra adottata e con l’ironia che lo contraddistingue condanna le proteste e scherza sulla presunta mancanza di democrazia nel paese. 

Il presidente Naiyb Bukele

Tempo al tempo: per poter definire il test-bitcoin un flop o al contrario un eclatante successo bisognerà soltanto attendere. E mentre la maggioranza dei cittadini definisce già questo esperimento monetario come fallimentare, i più entusiasti si comprano un hamburger da McDonald’s, pagato in bitcoin naturalmente.

Rebecca Pignatiello
Nata a Milano nel 1997, cresciuta a Bolzano. Torno a Milano per l’università e ritrovo una città completamente diversa, che ha saputo accogliermi a braccia aperte. Studio comunicazione, leggo, scrivo e ascolto musica. Innamorata dell’Asia. Preparo anche buonissimi dolci.

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