Le api, da Platone al 2021

Le api: da Platone al 2021

Le api sono un ele­men­to impre­scin­di­bi­le per il nostro eco­si­ste­ma. A stu­pi­re non è sol­tan­to il loro fon­da­men­ta­le lavo­ro di impol­li­na­zio­ne – dal qua­le dipen­de più del 70% del­le col­tu­re mon­dia­li –, ma anche il loro inge­gno­so modo di comu­ni­ca­re, in par­ti­co­lar modo per segna­la­re la pre­sen­za di cibo.

Con la loro dan­za fat­ta di vibra­zio­ni, for­ma­no pic­co­li cir­cui­ti a for­ma di 8 sui pan­nel­li ver­ti­ca­li dell’alveare: la figu­ra rea­liz­za­ta indi­ca la posi­zio­ne del­la fon­te del cibo rispet­to al sole, men­tre l’intensità del­le vibra­zio­ni ne indi­ca la vici­nan­za. In que­sto modo, se la par­te cen­tra­le del­la figu­ra è per­cor­sa ver­so l’alto, il cibo si tro­va in dire­zio­ne del sole; se ver­so il bas­so, in dire­zio­ne oppo­sta. Ma non fini­sce qui: per segna­la­re tut­te le altre posi­zio­ni del cibo, esse incli­na­no la figu­ra rea­liz­zan­do un ango­lo tan­to ampio quan­to quel­lo che inter­cor­re tra il sole e il pun­to interessato. 

La letteratura, sin dai tempi più antichi, rende giustizia a questi piccoli esseri formidabili attribuendo loro innumerevoli virtù, prime fra tutte eloquenza, poesia e intelligenza. 

Secon­do un’an­ti­ca cre­den­za – ripor­ta­ta da Vale­rio Mas­si­mo nei Fac­to­rum et dic­to­rum memo­ra­bi­lium libri IX –, alcu­ne api inse­ri­ro­no del mie­le in boc­ca a Pla­to­ne, anco­ra fan­ciul­lo e dor­mien­te nel­la sua cul­la, e gli con­fe­ri­ro­no così il dol­ce eloquio. 

Tra le pagi­ne degli auto­ri anti­chi, le api tor­na­no anche in Semo­ni­de. Nel suo Bia­si­mo del­le don­ne, egli elen­ca i vizi fem­mi­ni­li para­go­nan­do­li a quel­li di diver­si ani­ma­li. Le sole don­ne a sal­var­si appar­ter­reb­be­ro al model­lo del­la don­na-ape che, labo­rio­sa, si inte­gra nel siste­ma socia­le ed economico. 

Una vie­ne dal­l’a­pe: for­tu­na­to
chi se la pren­de. È immu­ne da cen­su­re
lei sola; è fon­te di pro­spe­ri­tà;
[…]
E si distin­gue fra tut­te le don­ne
Cir­con­fu­sa d’un fasci­no divi­no.

Ma torniamo ai nostri giorni. Che siano fonte di poesia o laboriose impollinatrici, negli ultimi anni le api stanno vivendo una profonda crisi.

Secon­do un rap­por­to dall’Uni­ted Nations Envi­ron­ment Pro­gram­me (UNEP), il nume­ro degli alvea­ri è cala­to dal 10 al 30% negli ulti­mi anni in Euro­pa, del 30% negli Sta­ti Uni­ti e oltre l’85% in Medio Orien­te. Dai pesti­ci­di all’in­qui­na­men­to atmo­sfe­ri­co, fino alla per­di­ta di diver­si­tà bota­ni­ca, sareb­be­ro più di una doz­zi­na i fat­to­ri che pro­vo­ca­no il decli­no del­le api e degli impollinatori.

Per sen­si­bi­liz­za­re sul pro­ble­ma, l’ONU ha volu­to isti­tui­re il World Bee Day: ogni 20 mag­gio una gior­na­ta inte­ra­men­te dedi­ca­ta a que­ste pic­co­le lavo­ra­tri­ci intelligenti. 

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Rebecca Nicastri
Clas­se 2000. Stu­dio let­te­re, sono inna­mo­ra­ta del mon­do e vor­rei sape­re tut­to di lui. Per me le gior­na­te sono sem­pre trop­po corte.

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