Del: 7 Ottobre 2021 Di: Elisa Bragalini Commenti: 0

Il ruolo di capo dell’esecutivo tedesco è ormai da tempo occupato da Angela Merkel, donna forte e ambiziosa, che in queste settimane ha visto la propria importante esperienza alla Cancelleria tedesca terminare dopo quindici anni; il 27 settembre, infatti, è stata annunciata la vittoria alle elezioni federali del candidato del Partito socialdemocratico (SPD) Olaf Scholz. Egli, in particolare, ha intenzione di aprire le trattative per formare il nuovo governo coalizzandosi con i Verdi (Grünen) e i liberal-democratici (FPD). La CDU-CSU, a cui appartiene Merkel, ha ottenuto il peggiore risultato nella storia del partito prendendo il 24,1% dei voti.

Angela Merkel, nonostante la sua formazione scientifica (studiò fisica all’Università di Lipsia), ricoprì in principio ruoli politicamente attivi nel sistema monopartitico della Germania dell’Est (DDR). Il suo reale impegno politico, però, prese forma solo alla fine degli anni Ottanta, quando aderì al nuovo partito della DDR, Demokratischer Aufbruch (Risveglio democratico, DA) diventandone l’addetta stampa nel febbraio 1990. Il DA formò un’alleanza elettorale conservatrice in vista delle vicine elezioni parlamentari con l’Unione sociale tedesca (Deutsche soziale Union, DSU) e l’Unione cristiano-democratica (Christlich-demokratische Union, CDU). Alle prime elezioni federali dopo la riunificazione tedesca del 2 dicembre 1990 la coalizione conservatrice di centrodestra composta dalla CDU, dalla Christlich-soziale Union (CSU) e dal partito liberale Freie demokratische Partei (FDP) si affermò come vincitrice e Merkel venne eletta al Parlamento nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Successivamente, venne nominata per la prima volta Cancelliera a seguito delle elezioni federali del 2005, e da quel momento rieletta per questa carica fino alle elezioni di questo settembre.

È da sottolineare che la carriera intrapresa da Merkel non fu così semplice: infatti è tedesca dell’Est, donna e al momento del suo iniziale coinvolgimento politico, di età relativamente giovane.

Per questi motivi rappresentava, in quel periodo, contemporaneamente i tre gruppi meno rappresentati nella leadership del partito. Grazie alla sua attività ha ben presto smentito i pregiudizi che potevano essere nati durante il suo primo impegno politico. Infatti, ad oggi, si può ben affermare che ha superato, durante i suoi quattro mandati, tre gravissime crisi economiche: quella finanziaria, quella dell’euro e la pandemia. Inoltre, la Germania tra il 2005 e il 2020 è, tra i grandi paesi europei, quello che è cresciuto maggiormente: il reddito reale pro capite dei tedeschi è aumentato perfino più di quello degli Stati Uniti. 

Merkel, fin dai primi mesi del suo mandato come cancelliera, comunicato nel 2005, iniziò a snellire la burocrazia, attuare riforme riguardanti lo sviluppo del federalismo, e in merito alla sanità. Le riforme dei governi Merkel hanno permesso, inoltre, ai länder dell’ex Germania dell’Est di recuperare parzialmente il gap storico con le regioni occidentali, benché ancora non sia stato definitivamente annullato. Anche sul fronte europeo, nel primo mandato, la cancelliera cercò di sfruttare il peso della Germania per introdurre dei temi strategici: politiche climatiche ed energetiche, miglioramento dei rapporti economici UE-USA e la necessità di superare l’impasse creato dalla mancata approvazione della costituzione europea. Dopo la seconda vittoria elettorale nel 2009, il governo Merkel II diede avvio a una serie di trasformazioni anche sul piano sociale e culturale, come il progetto ancora oggi in corso con cui la Germania intende cambiare le sue politiche energetiche, abbandonando progressivamente il nucleare.

In questi quindici anni, Merkel ha rappresentato una leader attendibile e determinata, garantendo alla Germania un’immagine forte nell’ambito europeo, non solo grazie all’impegno dimostrato in ambito delle relazioni tra i Paesi europei, ma anche facendo sì che sul piano nazionale ci fosse una crescita sostenuta nel tempo e uno sviluppo costante, nonostante comunque i livelli di disoccupazione e povertà si mantengano stabili. Infatti, ad oggi la Germania è il terzo esportatore al mondo ed è leader internazionale nei ricchi mercati delle automobili, della componentistica di veicoli e dei medicinali confezionati. Anche a fine mandato, Merkel ha dimostrato la sua tenacia: l’economia tedesca è già pronta a ripartire dopo la pandemia, tanto che si stima che la Germania sarà tra i primi paesi a recuperare i livelli pre-Covid.

La sua continua rielezione è però stata messa a dura prova quando, nel 2018, una serie di risultati negativi della CDU nelle elezioni statali di alcuni länder ha fatto apparire Merkel come una guida ormai vecchia e prossima alla fine; infatti, ne seguì l’annuncio di non ricandidarsi alla guida del partito. 

Dopo questa lunga era, il vincitore delle elezioni Olaf Scholz deve trovare alleati per la formazione di una nuova coalizione che possa guidare il prossimo governo.

Egli ha avuto una serie di incarichi di rilievo nella politica tedesca proprio nei governi di coalizione CDU-SPO guidati da Merkel: al momento è ministro delle finanze e vicecancelliere. Convincere i Verdi e l’FDP a entrare nel nuovo governo non sarà però facile, tanto che si prevede che le trattative si protrarranno fino al prossimo dicembre. Il suo essere attualmente vicecancelliere lo pone in continuità con Merkel, e lui stesso ha sostenuto la necessità di andare oltre senza criticare né contestare il lavoro fatto in questi anni. In campagna elettorale, Scholz è riuscito a destreggiarsi bene tra la necessità di mostrare un’immagine di sinistra (il suo programma è basato soprattutto su temi sociali come patrimoniale, tasse per i più abbienti, aumento del salario minimo e lotta al caro affitti) e quella di offrire un volto rassicurante e competente. In queste settimane si affronterà quindi il nodo della coalizione: fino alla risoluzione della crisi la Germania rimarrà in sospeso, desiderosa di trovare un punto di riferimento come Angela Merkel nei passati quindici anni.

Elisa Bragalini
Ho vent'anni e la passione per le relazioni internazionali. Non sto mai ferma, disordinata patologica, scrivo per passione, ma alle volte sono anche tranquilla.

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