Del: 5 Ottobre 2021 Di: Jessica Rodenghi Commenti: 0
L’inchiesta di Fanpage svela i segreti della destra

È di qualche giorno fa l’inchiesta di Fanpage.it che ha al suo centro personalità di spicco di Fratelli d’Italia coinvolte in cori antisemiti, inneggiamento al fascismo e razzismo, ma anche in riciclaggio di denaro e finanziamento illecito delle attività elettorali.

Un giornalista di Fanpage, Salvatore Garzillo, si è finto un sostenitore dei partiti di destra per tre anni, dichiarando di possedere un’azienda con interesse a espandersi: in questo modo ha ottenuto contatti internazionali legati ad ambienti che ricordano un ventennio particolare della storia italiana.

Stando a quanto emerge, ci sarebbe un’organizzazione che ha come obiettivo l’infiltrazione nei partiti di destra per poter arrivare al potere.

In questa si trova Roberto Jonghi Lavarini, conosciuto come “il barone nero”, che si definisce apartitico, ma che in realtà sostiene i partiti di destra e che era già stato condannato a due anni di carcere per apologia al fascismo: ad oggi parla della sua “comunità di patrioti”, di cui è orgoglioso di far parte.

In questa presunta “lobby nera” ci sarebbero anche persone appartenenti alla Massoneria, alcuni ex-impiegati dei servizi segreti, ex-militari, alcuni contatti in Russia e neo-nazisti, uniti a neo-fascisti. Il tutto sembra ordinato in modo perfetto: ci sono i capi e ci sono i sottoposti, ognuno ha il proprio ruolo e rigorosamente nessuno avrebbe dovuto parlare. Lavarini ne parla come di un “gruppo trasversale esoterico” ed evidenzia come abbiano connessioni con tutta la destra italiana, quindi non sono Fratelli d’Italia, ma anche con la Lega e con Forza Italia.

Nello stesso contesto si presenta Carlo Fidanza, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia che lavorava all’interno del Gruppo dei Conservatori Europei: Fidanza è il contatto principale tra il partito e l’organizzazione di Lavarini. con l’aiuto di quest’ultimo, Fidanza, spinge una candidata per le elezioni del Consiglio Comunale di Milano di questo 3 e 4 ottobre, ossia l’avvocatessa Chiara Valcepina, che vediamo salutare i sostenitori con il saluto gladiatorio, tipico degli ambienti fascisti. In questi incontri ci si chiama “camerata”, si fanno battute razziste, barzellette antisemite, ci si definisce “patrioti”, che è l’equivalente che attira meno attenzione di “fascista”.

Nel contesto della campagna elettorale al giornalista infiltrato viene anche chiesto di finanziare i progetti del partito, nel caso servisse anche con il “black”, cioè con soldi in nero. Lavarini in questo caso sottolinea come non sia la prima volta che sostiene progetti con denaro illecito, anzi, parla di aver lavorato così anche con la Regione.

In totale Fanpage.it ha ottenuto 100 ore di girato, che sono diventate famose a causa delle continue richieste della Meloni di poterle visionare per intero, così da poter giudicare i propri collaboratori.

La risposta di Fanpage è stata molto chiara, un “no” secco e l’invio di tutto alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per sospetti riciclaggio di denaro e finanziamento illecito. Questo reportage è stato mandato in onda da Fanpage nel programma televisivo Piazzapulita durante il periodo di silenzio elettorale, cioè la giornata precedente alle votazioni per le elezioni amministrative in cui è vietato fare propaganda elettorale.

Secondo Giorgia Meloni, leader del partito, l’uscita della notizia è stata fatta ad hoc per non permetterle di difendersi dalle accuse. Il Corriere della Sera, invece, ha intervistato Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, che ha dichiarato come non esista una legge che decida quando far uscire un’inchiesta e che, a maggior ragione, avere queste nuove informazioni possa servire all’elettorato appunto per le elezioni amministrative del 3 e 4 Ottobre.

Meloni, poi, ha pubblicato un video-risposta all’inchiesta, in cui parla di Fratelli d’Italia come di un partito enorme, per cui non si può avere il controllo su ogni singolo dirigente; ma sottolineando come le sembri strano mandare in onda un’inchiesta di questo tipo proprio prima delle elezioni. A suo parere tutto quanto è stato organizzato non da Fanpage, ma da un soggetto più in alto, per tentare di mandare a fondo il suo partito, che a quanto dice «fa paura perché non ha padroni».

Ad ogni modo la risposta dell’eurodeputato Fidanza è stata quella di auto-sospendersi dalle azioni del partito, per preservarlo dalla bufera mediatica che si è creata. Allo stesso tempo, invece, Lavarini ha detto chiaramente a Matteo Salvini, leader della Lega, e alla Meloni di «non fingere di non conoscerlo», in quanto questi stavano cercando di negare le correlazioni tra loro.

Per quanto l’inchiesta mostri chiaramente segni di apologia al fascismo e al razzismo da parte di personaggi pubblici, uniti a un dubbio utilizzo del denaro, si aspetterà il giudizio della Procura. Nel frattempo, diamo per certo che Fratelli d’Italia sia al centro della bufera mediatica e che di questa storia ne sentiremo parlare ancora.

In copertina (da sinistra): Carlo Fidanza, Chiara Valcepina e Roberto Jonghi Lavarini.

Jessica Rodenghi
Jessica, attiva nel mondo e nelle società, per fare buona informazione dedicata a tutti e tutte.

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