Massoneria, una realtà di ieri e di oggi

Massoneria, una realtà di ieri e di oggi

«Noi abbia­mo un grup­po eso­te­ri­co, ci sono mas­so­ni, ammi­ra­to­ri di Hitler…» con­fes­sa Rober­to Jon­ghi Lava­ri­ni (ex can­di­da­to alla came­ra dei depu­ta­ti con Fra­tel­li d’Italia, nel 2018, poi con­dan­na­to a due anni per apo­lo­gia di fasci­smo) nel­la ormai cele­bre inchie­sta con­dot­ta dai gior­na­li­sti di Fan­pa­ge e anda­ta in onda su la7 gli scor­si 30 set­tem­bre e 7 otto­bre. «Poi spes­so, i mem­bri sono gli stes­si» sog­giun­ge, allu­den­do alla fre­quen­te coin­ci­den­za tra mas­so­ni e nostal­gi­ci del­la sva­sti­ca (e che la sva­sti­ca «ce l’hanno tatua­ta sul­la schiena»). 

Già, per­ché in que­sta fan­to­ma­ti­ca lob­by nera ci sareb­be, a suo dire, spa­zio un po’ per tut­ti: dai plu­ri-cita­ti nostal­gi­ci a ex mili­ta­ri e agen­ti segre­ti, da illu­stri per­so­na­li­tà e intel­let­tua­li rus­si a mem­bri del­la “mas­so­ne­ria”. E riec­co­la: in un modo o nell’altro, la mas­so­ne­ria tor­na sem­pre al cen­tro del­le nostre discus­sio­ni, sco­mo­da­ta sen­za sosta da teo­rie del com­plot­to e inda­gi­ni sull’esoterico, ma anche da ricer­che sto­ri­che che si sfor­za­no di far luce su momen­ti cru­cia­li per la Repub­bli­ca Ita­lia­na e su “miste­ri di Sta­to” mai disvelati. 

Ma cosa sappiamo davvero della massoneria? Quando nasce? È ancora così presente e attiva come sembra?

Cer­chia­mo di fare chia­rez­za: secon­do lo spe­cia­li­sta di sto­ria set­te­cen­te­sca Ulrich Im Hof, la mas­so­ne­ria come oggi la inten­dia­mo si intrec­ciò indis­so­lu­bil­men­te alla dif­fu­sio­ne del­la cul­tu­ra illu­mi­ni­sta. La set­ta segre­ta, o meglio, al plu­ra­le, le set­te, che in quel pri­mo Set­te­cen­to si mol­ti­pli­ca­ro­no un po’ in tut­ta Euro­pa, vide­ro la luce in Inghil­ter­ra (del 1717 l’unificazione del­le log­ge lon­di­ne­si nel­la Gran­de Log­gia d’Inghilterra). Si rifa­ce­va­no alle cor­po­ra­zio­ni medie­va­li dei “free-masons”, i libe­ri mura­to­ri, e ne ripren­de­va­no i sim­bo­li (squa­dra e com­pas­so sopra tut­ti) non­ché le espli­ci­te fina­li­tà di mutuo soccorso. 

A que­sto si aggiun­ge­va­no i valo­ri car­di­ne del neo-nato illu­mi­ni­smo: l’uguaglianza, la tol­le­ran­za, la fra­tel­lan­za socia­le (con l’ammissione di appar­te­nen­ti a ogni ceto) così come geo­gra­fi­ca (inter­na­zio­na­li­smo e cosmo­po­li­ti­smo ne carat­te­riz­za­ro­no da subi­to la strut­tu­ra); e anco­ra, una rein­ter­pre­ta­zio­ne del cri­stia­ne­si­mo in chia­ve uma­ni­ta­ria e razio­na­li­sta e lo spa­zio lascia­to a ogni con­fes­sio­ne reli­gio­sa (tra i mem­bri anche angli­ca­ni, dis­si­den­ti, ebrei), che ben pre­sto atti­rò la con­dan­na eccle­sia­sti­ca, riba­di­ta nel 1983 dal­la Con­gre­ga­zio­ne per la Dot­tri­na del­la Fede. Fre­quen­te anche la sop­pres­sio­ne del­le log­ge ad ope­ra degli Sta­ti, sospet­to­si ver­so il giu­ra­men­to di fedel­tà e le note reti inter­na­zio­na­li, nono­stan­te il rego­la­men­to mas­so­ni­co (Costi­tu­zio­ni di Ander­son del 1732) vie­tas­se espli­ci­ta­men­te qual­si­vo­glia cospi­ra­zio­ne ai dan­ni del pote­re costituito. 

A ogni buon con­to, mas­so­ne­ria e poli­ti­ca sono sem­pre anda­ti a brac­cet­to (tra i mem­bri illu­stri anche Fran­ce­sco Ste­fa­no di Lore­na, poi impe­ra­to­re, e Fede­ri­co II di Prus­sia); e foca­liz­zan­do­ci sul con­te­sto ita­lia­no, le log­ge, ben pre­sen­ti duran­te la domi­na­zio­ne napo­leo­ni­ca (Gran Mae­stro il vice­ré Euge­nio di Beau­har­nais), furo­no poi sciol­te dal Con­gres­so di Vien­na per rina­sce­re a Tori­no, in ambien­ti lega­ti a Cavour, e gio­ca­re un ruo­lo nel­la fase di Uni­fi­ca­zio­ne (Gran Mae­stro fu anche Gari­bal­di, nel 1864). Il rap­por­to con il fasci­smo appa­re mol­to più con­tro­ver­so: nono­stan­te mol­ti fasci­sti fos­se­ro mem­bri del­la mas­so­ne­ria e nono­stan­te essa aves­se indi­vi­dua­to in Mus­so­li­ni e nel suo movi­men­to l’incarnazione degli idea­li patriot­ti­ci in cui cre­de­va, nel ‘25-‘26 fu a sua vol­ta col­pi­ta dal­le leg­gi liber­ti­ci­de che ne impo­se­ro lo scioglimento. 

Infine, parliamo del celebre episodio della loggia Propaganda 2 (P2, sorta a metà ‘800).

Essa ha domi­na­to le pagi­ne dei gior­na­li nel 1981, quan­do duran­te le inda­gi­ni intor­no all’omicidio di Gior­gio Ambro­so­li, avvo­ca­to liqui­da­to­re del­la Ban­ca Pri­va­ta Finan­zia­ria di Miche­le Sin­do­na e fat­to ucci­de­re da quest’ultimo, furo­no rive­la­ti i lega­mi di Sin­do­na con Cosa Nostra, non­ché la sua appar­te­nen­za alla P2 e la vici­nan­za al Mae­stro Vene­ra­bi­le Licio Gel­li. E pro­prio pres­so uno dei reca­pi­ti di Gel­li, a Casti­glion Fibo­nac­ci (Are­ti­no), vie­ne ritro­va­ta una lista con 962 nomi di mem­bri del­la log­gia P2, in segui­to a ulte­rio­ri inda­gi­ni rite­nu­ta lar­ga­men­te incom­ple­ta (l’ammontare dei mem­bri effet­ti­vi sareb­be sta­to pari a più del doppio). 

Quei nomi, si sco­pre, cor­ri­spon­do­no a una vasta gam­ma di per­so­na­li­tà: que­sto­ri, pre­fet­ti, par­la­men­ta­ri, due mini­stri, magi­stra­ti, mili­ta­ri e ver­ti­ci del­le for­ze dell’ordine, ban­chie­ri, impren­di­to­ri, gior­na­li­sti. Oltre a Sil­vio Ber­lu­sco­ni, tra gli iscrit­ti c’è anche il capo di gabi­net­to dell’allora Pre­si­den­te del Con­si­glio Arnal­do For­la­ni, costret­to a ras­se­gna­re le dimis­sio­ni; i mem­bri del comi­ta­to di esper­ti nomi­na­to da Cos­si­ga (Mini­stro dell’Interno) duran­te l’arresto di Aldo Moro; i ver­ti­ci inve­sti­ga­ti­vi di Paler­mo (pro­prio dell’anno pre­ce­den­te l’assassinio di Pier­san­ti Mat­ta­ra­rel­la); e anco­ra, qual­cu­no allu­de al coin­vol­gi­men­to (mai con­fer­ma­to) del­lo stes­so Giu­lio Andreotti. 

Infi­ne emer­go­no rami­fi­ca­zio­ni in Ame­ri­ca Lati­na, rap­por­ti tra P2 e dit­ta­tu­ra argen­ti­na, un pro­ba­bi­le coin­vol­gi­men­to nell’attentato del­la sta­zio­ne di Bolo­gna; tant’è che, oltre alla com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re volu­ta dal­la Pre­si­den­te del­la Came­ra Nil­de Iot­ti, inda­ga ben pre­sto anche un’apposita Com­mis­sio­ne Stra­gi, che tut­ta­via non giun­ge­rà mai ad alcu­na condanna. 

Oggi la mas­so­ne­ria (e il miste­ro che la cir­con­da) non smet­te di affa­sci­nar­ci e ali­men­ta­re teo­rie del com­plot­to e scan­da­li poli­ti­ci (l’ultimo intor­no alla “log­gia Unghe­ria”); da par­te loro i prin­ci­pa­li Gran Mae­stri ita­lia­ni non tar­da­no a dichia­ra­re alla stam­pa la loro asso­lu­ta estra­nei­tà ai fat­ti e con­dan­na­re i pre­giu­di­zi nei con­fron­ti del­le log­ge. E se que­sta aper­tu­ra dei mas­so­ni nei con­fron­ti dei media desta stu­po­re, si sap­pia che in effet­ti non crea gran­di dif­fi­col­tà pren­de­re con­tat­ti con loro (si veda­no a pro­po­si­to i siti web del “Gran­de Orien­te d’Italia”, del­la “Gran Log­gia d’Italia” o del­la mino­re “Log­gia Here­dom 1224”, ansio­se di con­di­vi­de­re la pro­pria sto­ria con il vasto pub­bli­co), e guai a pen­sa­re alla mas­so­ne­ria come un sem­pli­ce ana­cro­ni­smo, un gio­co di ruo­lo sgan­cia­to dal­la nostra real­tà quo­ti­dia­na: sol­tan­to il mese scor­so Ste­fa­no Bisi, Gran Mae­stro del Gran­de Orien­te d’Italia, comu­ni­ca­va all’AdnKronos che «Si entra in log­gia solo con il green pass».

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Giulia Riva
Lau­rea­ta in Sto­ria, sto pro­se­guen­do i miei stu­di in Scien­ze Poli­ti­che, per­ché amo tro­va­re nel pas­sa­to le radi­ci di oggi. Mi appas­sio­na­no la poli­ti­ca e l’attualità, la buo­na let­te­ra­tu­ra e ogni sto­ria che val­ga la pena di esse­re rac­con­ta­ta. Scri­ve­re per pro­fes­sio­ne è il mio sogno nel cassetto.

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