Parco Amphitheatrum Naturae, un anfiteatro green per Milano

Parco Amphitheatrum Naturae, un anfiteatro green per Milano

Mila­no, come tut­te le cit­tà di anti­ca fon­da­zio­ne, è carat­te­riz­za­ta da una sto­ria stra­ti­fi­ca­ta, che si è deli­nea­ta nel cor­so del tem­po secon­do gli influs­si del­le popo­la­zio­ni, del­le cul­tu­re e del­le epo­che che si sono suc­ce­du­te negli anni. Capi­ta quin­di mol­to spes­so di imbat­ter­si in resti, più o meno recen­ti, del­la sto­ria pre­gres­sa del capo­luo­go lombardo. 

Ad esem­pio, con­cen­tran­do l’attenzione sul perio­do roma­no, si ha la pos­si­bi­li­tà di osser­va­re quan­to rima­sto di alcu­ni degli edi­fi­ci di intrat­te­ni­men­to più dif­fu­si al tem­po, come le Ter­me ercu­lee (III-VI seco­lo), di cui oggi è visi­bi­le la por­ta orien­ta­le nel­la zona di San Babi­la; il Cir­co di Mila­no (286–310), di cui si è con­ser­va­to uno dei car­ce­res da cui usci­va­no i caval­li duran­te le cor­se dei car­ri; e l’Anfi­tea­tro di Mila­no.

Anfiteatro di Milano
Anfi­tea­tro di Milano

Pro­prio quest’ultimo, col­lo­ca­to tra Via De Ami­cis, Via Con­ca del Navi­glio e Via Are­na, è al cen­tro di un pro­get­to di sca­vi e valo­riz­za­zio­ne dell’area ini­zia­to nel dicem­bre 2018, sot­to la dire­zio­ne del­la Soprin­ten­den­te Anto­nel­la Rinal­di e la gui­da dell’architetto Atti­lio Stoc­chi, in accor­do con il Comu­ne di Mila­no e gra­zie ai fon­di pro­ve­nien­ti dal Mini­ste­ro del­la Cul­tu­ra e da spon­sor privati. 

La storia dell’Anfiteatro di Milano inizia nel I secolo a.C. e si presenta fin da subito come uno dei più imponenti anfiteatri del mondo romano.

Con un’el­lis­si di 150 x 120 m e un aspet­to mol­to simi­le al cele­ber­ri­mo Anfi­tea­tro Fla­vio (il Colos­seo), quel­lo mila­ne­se pre­sen­ta una pla­tea che è arri­va­ta a ospi­ta­re tra i 20 e i 35 mila spet­ta­to­ri. L’Anfiteatro cono­sce il suo mas­si­mo gra­do di svi­lup­po e di noto­rie­tà duran­te il perio­do che vede Mila­no capi­ta­le dell’Impero Roma­no d’Occidente (286–402), scel­ta per la sua impor­tan­za eco­no­mi­ca e poli­ti­ca, non­ché per la sua posi­zio­ne strategica. 

Nel cor­so del tem­po, gli spa­zi dell’Anfiteatro cam­bia­no la loro fun­zio­ne e la tipo­lo­gia di spet­ta­co­li ospi­ta­ta. I clas­si­ci e cruen­ti ludi dei gla­dia­to­ri, di gran­de suc­ces­so a Roma, ven­go­no sosti­tui­ti nel­la secon­da metà del IV seco­lo da gio­chi di cac­cia di bel­ve eso­ti­che (vena­tio­nes), come testi­mo­nia­to dal­la Vita Ambro­sii di Pao­li­no, bio­gra­fo del vesco­vo di Mila­no e Padre del­la Chie­sa Ambro­gio: «Nel­la stes­sa epo­ca, […] Ono­rio cele­bra­va il suo con­so­la­to a Mila­no offren­do gio­chi di bel­ve libi­che alla mol­ti­tu­di­ne che era lì accor­sa». Lo stes­so Ono­rio, impe­ra­to­re dell’Impero d’Occidente, però, proi­bi­sce gli spet­ta­co­li nel 404, in con­co­mi­tan­za con la dif­fu­sio­ne del cul­to cri­stia­no, poco incli­ne all’accettare spet­ta­co­li vio­len­ti e pri­vi di fine moralistico.

Da que­sto anno, e in par­ti­co­la­re poi dal­la pri­ma metà del VI seco­lo, l’Anfiteatro vie­ne sman­tel­la­to pez­zo per pez­zo: i bloc­chi di cep­po dell’Adda e il gra­ni­to di seriz­zo ven­go­no da qui pre­le­va­ti per esse­re riu­ti­liz­za­ti nel­la costru­zio­ne del­la basi­li­ca impe­ria­le di San Loren­zo, che sta­va sor­gen­do a 300 m di distan­za dall’Anfiteatro; alcu­ni bloc­chi sono poi reim­pie­ga­ti negli argi­ni del cana­le arti­fi­cia­le del­la Vetra, risa­len­te all’epoca roma­na e attual­men­te rico­per­to dal man­to stra­da­le, e nel­la cin­ta muraria.

Dopo que­sta spo­lia­zio­ne siste­ma­ti­ca e pro­lun­ga­ta nel tem­po e la distru­zio­ne dei resti nel 539 duran­te la Guer­ra Goti­ca, dell’Anfiteatro sono rima­ste solo le fon­da­zio­ni del­le gra­di­na­te e del­le strut­tu­re ipo­gee in opus cae­men­ti­cium, ritro­va­te casual­men­te nel cor­so degli anni Tren­ta, duran­te la posa­tu­ra di alcu­ne tuba­tu­re. Dopo que­ste sco­per­te, sono sta­ti isti­tui­ti un par­co archeo­lo­gi­co e il museo Anti­qua­rium di Mila­no: qui si pos­so­no osser­va­re da un lato i resti dell’anfiteatro, dall’altro i reper­ti del­le cam­pa­gne di sca­vo avve­nu­te tra gli anni Cin­quan­ta e Ses­san­ta del Novecento. 

Dal 2018, è in cor­so il pro­get­to PAN – Par­co Amphi­thea­trum Natu­rae vol­to all’amplia­men­to dell’area archeo­lo­gi­ca (da 12.500 a 22.300 m2) e alla tra­sfor­ma­zio­ne di que­sta con la pian­tu­ma­zio­ne di 105 albe­ri e 1700 m2 di sie­pi seguen­do il pro­fi­lo del­le mura radia­li che for­ma­va­no la coro­na a soste­gno del­le gra­di­na­te e inte­gran­do con la natu­ra i radia­li in pietra.

Rendering del progetto
Ren­de­ring del progetto

Nel 2022, anno in cui si prospetta la fine dei lavori, Milano sarà dotata di un nuovo importante parco archeologico, che ospiterà anche concerti e altri eventi culturali. 

Il par­co è inse­ri­to all’interno di un pro­gram­ma di riqua­li­fi­ca­zio­ne urba­na, con l’articolazione di un per­cor­so a tema archeo­lo­gi­co che attra­ver­sa diver­se tap­pe: dall’Anfiteatro alla basi­li­ca paleo­cri­stia­na di San Loren­zo e suc­ces­si­va­men­te al par­co del­le Basi­li­che, tra San Loren­zo e Sant’Eustorgio; dal Car­rob­bio, lar­go di ori­gi­ni roma­ne, al San Sepol­cro, sede del foro in epo­ca romana. 

Percorso archeologico.
Per­cor­so archeologico

I lavo­ri per la rea­liz­za­zio­ne del­la linea metro­po­li­ta­na M4 han­no di recen­te por­ta­to alla sco­per­ta del­le sopra­ci­ta­te strut­tu­re che for­ma­va­no gli argi­ni dei cana­li, rea­liz­za­te con pie­tre pro­ve­nien­ti dall’Anfiteatro: que­ste ver­ran­no tra­sfe­ri­te all’interno del Par­co dell’Anfiteatro. La linea M4, inol­tre, pre­ve­de­rà due fer­ma­te, De Ami­cis-Anfi­tea­tro e Vetra-San Loren­zo, che ren­de­ran­no la visi­ta archeo­lo­gi­ca più acces­si­bi­le e più green, in linea con il pro­get­to di land art dell’Anfiteatro.

Pier­fran­ce­sco Maran, Asses­so­re all’Urbanistica nel­la pre­ce­den­te con­si­lia­tu­ra del Comu­ne di Mila­no, esal­tan­do l’originalità del pro­get­to e la volon­tà di tene­re insie­me il recu­pe­ro archeo­lo­gi­co e l’attenzione all’ambiente, con­fi­da nel fat­to che il Par­co Amphi­thea­trum Natu­rae sarà uno dei sim­bo­li del­la Mila­no degli anni a venire.

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Costanza Mazzucchelli
Clas­se 2000, stu­den­tes­sa di Let­te­re. Guar­do il mon­do attra­ver­so i miei occhia­li spes­si, ascol­to e leg­go, poi scri­vo di ciò che ho imparato.

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