Presunti concorsi truccati, coinvolta anche la Statale

Lo scor­so 5 otto­bre, il mon­do uni­ver­si­ta­rio è sta­to scos­so dall’ennesimo scan­da­lo: nel cor­so del­la mat­ti­na­ta sono sta­ti pre­si diver­si prov­ve­di­men­ti da par­te dei cara­bi­nie­ri del Nas, nell’ambito di un’inchie­sta deno­mi­na­ta Lau­rus pro­prio in ragio­ne del coin­vol­gi­men­to di docen­ti pro­ve­nien­ti da diver­si ate­nei, tra cui la stes­sa Uni­ver­si­tà Sta­ta­le di Mila­no. Tra le tren­ta­tré per­so­ne inte­res­sa­te (pro­fes­so­ri, ricer­ca­to­ri, diri­gen­ti pub­bli­ci), il nome cer­ta­men­te più noto risul­ta esse­re quel­lo di Mas­si­mo Gal­li, pri­ma­rio del repar­to di Malat­tie infet­ti­ve all’ospedale Sac­co di Mila­no e pro­fes­so­re ordi­na­rio pres­so il dipar­ti­men­to di Scien­ze bio­me­di­che del nostro Ateneo. 

Ai diciassette docenti della Statale indagati, a vario titolo, di associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso ideologico e materiale, si devono aggiungere sette professori provenienti dagli atenei di Pavia, Torino e Palermo, nonché dalle Università Tor Vegata e Sapienza di Roma e dalla Bicocca di Milano. 

Al cen­tro dell’indagine vi sono tre­di­ci con­cor­si per l’assegnazione del tito­lo di pro­fes­so­re o ricer­ca­to­re che, secon­do quan­to espres­so nel decre­to fir­ma­to dal­la Pro­cu­ra di Mila­no, sareb­be­ro sta­ti «ogget­to di con­dot­te di addo­me­sti­ca­men­to», nel­lo spe­ci­fi­co «col­lu­sio­ni e altri meto­di di tur­ba­ti­va che han­no inqui­na­to siste­ma­ti­ca­men­te la rego­la­ri­tà del­le pro­ce­du­re di sele­zio­ne in esa­me, sosti­tuen­do logi­che clien­te­la­ri al meto­do meri­to­cra­ti­co e al prin­ci­pio di impar­zia­li­tà, che dovreb­be­ro orien­ta­re le scel­te dell’amministrazione pub­bli­ca per espres­so det­ta­to costi­tu­zio­na­le» (art. 97, 2° com­ma Cost.). 

Nel­lo spe­ci­fi­co, a Mas­si­mo Gal­li è sta­to con­te­sta­to di aver con­tri­bui­to a pilo­ta­re 4 dei 13 con­cor­si al vaglio degli inqui­ren­ti. Egli sareb­be innan­zi­tut­to impu­ta­bi­le del rea­to di fal­so in rela­zio­ne a un epi­so­dio veri­fi­ca­to­si nel feb­bra­io del 2020. In que­sto fran­gen­te, il ver­ba­le rela­ti­vo all’assegnazione dei pun­teg­gi agli aspi­ran­ti pro­fes­so­ri di secon­da fascia in Malat­tie infet­ti­ve (pres­so l’Università Sta­ta­le di Mila­no, nel Dipar­ti­men­to di Scien­ze bio­me­di­che e cli­ni­che del Sac­co) sareb­be sta­to con­cor­da­to suc­ces­si­va­men­te da Gal­li con il can­di­da­to da lui favo­ri­to (Ago­sti­no Riva, che poi otter­rà il posto), e non redat­to e appro­va­to uffi­cial­men­te duran­te una riu­nio­ne tele­ma­ti­ca, come inve­ce affer­ma­to. In que­sto modo, sareb­be sta­to dan­neg­gia­to il can­di­da­to con­cor­ren­te, Mas­si­mo Puoti. 

Quest’ultimo, diret­to­re dell’unità di Malat­tie infet­ti­ve pres­so l’ospedale Niguar­da di Mila­no, nel­le ore imme­dia­ta­men­te suc­ces­si­ve alla dif­fu­sio­ne del­la noti­zia ha dichia­ra­to di aver appre­so la vicen­da dai gior­na­li e di non aver spor­to denun­cia, riba­den­do la pro­pria sti­ma nei con­fron­ti di Gal­li «come pro­fes­sio­ni­sta, medi­co e docen­te». Tan­to che il pro­fes­so­re, inter­vi­sta­to da Repub­bli­ca e inter­ro­ga­to cir­ca la pro­pria respon­sa­bi­li­tà nell’ambito di que­sta vicen­da, in tut­ta rispo­sta ha pro­vo­ca­to­ria­men­te doman­da­to: «Si è mai sen­ti­to di un con­cor­so truc­ca­to, o comun­que con un anda­men­to rite­nu­to scor­ret­to, in cui il dan­neg­gia­to non solo non ricor­re, ma fa una dichia­ra­zio­ne di sti­ma per il commissario?». 

In que­sta stes­sa inter­vi­sta, Gal­li affer­ma di non esse­re anco­ra pie­na­men­te a cono­scen­za dei con­te­nu­ti dell’inchiesta e del mate­ria­le in pos­ses­so degli inqui­ren­ti (tra cui, a quan­to pare, del­le inter­cet­ta­zio­ni). Pro­prio per que­sto moti­vo, secon­do quan­to ripor­ta­to dal­la avvo­ca­ta che lo assi­ste, egli ha deci­so di non recar­si in pro­cu­ra nel­la gior­na­ta del 12 otto­bre, dove avreb­be dovu­to esse­re sen­ti­to dai magi­stra­ti: pur aven­do inte­res­se a chia­ri­re, ha rite­nu­to mag­gior­men­te oppor­tu­no atten­de­re la chiu­su­ra dell’indagine e la for­ma­zio­ne di un più chia­ro qua­dro accusatorio. 

La secon­da vicen­da che vede Gal­li coin­vol­to è risa­len­te all’aprile 2020 e riguar­da il ban­do di un con­cor­so dal qua­le uscì vin­ci­to­re Gian­gu­gliel­mo Zehen­der; secon­do la Pro­cu­ra, però, que­sto sareb­be avve­nu­to a segui­to del­la pre­di­spo­si­zio­ne di un “meda­glio­ne” (cioè la tipo­lo­gia di impe­gno scien­ti­fi­co richie­sta dal ban­do) che potes­se favo­rir­lo, allon­ta­nan­do gli altri can­di­da­ti. In rela­zio­ne a una vicen­da del giu­gno 2020, inve­ce, Mas­si­mo Gal­li è accu­sa­to di tur­ba­ti­va d’asta (art. 353 c.p.) insie­me ad Ales­san­dro Viscon­ti, diret­to­re gene­ra­le del Sacco. 

I due avreb­be­ro in que­sto fran­gen­te con­cor­da­to di pre­di­spor­re un avvi­so pub­bli­co anco­ra una vol­ta model­la­to sul­le carat­te­ri­sti­che di due can­di­da­te favo­ri­te, non­ché cer­ca­to di assi­cu­ra­re la pre­sen­za, nel­la com­mis­sio­ne, di col­le­ghi com­pia­cen­ti e con­sa­pe­vo­li di dover­le pri­vi­le­gia­re. A que­sto si sareb­be però oppo­sta Maria Rita Gismon­do, diret­tri­ce di Micro­bio­lo­gia cli­ni­ca, viro­lo­gia e dia­gno­sti­ca bio­e­mer­gen­ze all’ospedale Sac­co di Mila­no. Da ulti­mo, Gal­li è accu­sa­to di fal­so ideo­lo­gi­co e mate­ria­le (artt. 479 e 476 c.p.) in rela­zio­ne a un con­cor­so per pro­fes­so­re di secon­da fascia all’Università di Tori­no, insie­me ai docen­ti Gio­van­ni Di Per­ri, Mas­si­mo Andreo­ni e Clau­dio Maria Mastroianni. 

Il nome che ricorre più frequentemente nel decreto in esame è però quello di Riccardo Ghidoni, professore ordinario presso il nostro Ateneo, nel dipartimento di Scienze della Salute. 

Egli avreb­be in alcu­ni casi con­vin­to dei can­di­da­ti a non par­te­ci­pa­re al con­cor­so, indi­ca­to i nomi di alcu­ni col­le­ghi affin­ché potes­se­ro far par­te del­la com­mis­sio­ne, oltre che cali­bra­to i cri­te­ri di attri­bu­zio­ne dei pun­teg­gi sul pro­fi­lo del­la per­so­na che avreb­be dovu­to vin­ce­re. A Ghi­do­ni è sta­to con­te­sta­to anche un epi­so­dio di cor­ru­zio­ne. Nel decre­to del­la Pro­cu­ra di Mila­no si leg­ge: «nel­la sua qua­li­tà di Pro­fes­so­re ordi­na­rio in ser­vi­zio pres­so la Facol­tà di Medi­ci­na e Chi­rur­gia dell’Università Sta­ta­le di Mila­no, rice­ve­va nell’arco di alcu­ni mesi dall’odontoiatra Man­na­ri­no Rober­to l’utilità rap­pre­sen­ta­ta dall’esecuzione gra­tui­ta di lavo­ri odon­to­ia­tri­ci per un valo­re di cir­ca 10 mila euro, per com­pie­re atti con­tra­ri ai dove­ri di uffi­cio». In par­ti­co­la­re, si par­la di «sta­bi­le asser­vi­men­to di Ghi­do­ni agli inte­res­si per­so­na­li di Man­na­ri­no, rela­ti­vi alla car­rie­ra uni­ver­si­ta­ria dei figli». 

Al momen­to, il ret­to­re del nostro Ate­neo Elio Fran­zi­ni ha con­fer­ma­to pie­na col­la­bo­ra­zio­ne alle inda­gi­ni in cor­so ed espres­so la pro­pria fidu­cia nei con­fron­ti del lavo­ro di tut­ti i ricer­ca­to­ri. «Pos­so dire a nome dell’intera comu­ni­tà del­la Sta­ta­le che stia­mo seguen­do con un sen­so di scon­cer­to e sgo­men­to pro­fon­di quan­to sta acca­den­do. Si trat­ta di ipo­te­si per ora, ma di una gra­vi­tà sen­za pre­ce­den­ti per la Statale». 

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Angela Perego
Matri­co­la pres­so la facol­tà di Giu­ri­spru­den­za, “da gran­de” non voglio fare l’avvocato. Nel tem­po libe­ro amo leg­ge­re e pro­va­re a fis­sa­re i miei pen­sie­ri sul­la carta.
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Matricola presso la facoltà di Giurisprudenza, “da grande” non voglio fare l’avvocato. Nel tempo libero amo leggere e provare a fissare i miei pensieri sulla carta.

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