12 spettacoli da vedere a novembre nei teatri milanesi

12 spettacoli da vedere a novembre nei teatri milanesi

Ric­chi di spet­ta­co­li, i car­tel­lo­ni di tut­ta Mila­no offro­no una gran­dis­si­ma varie­tà per il mese di novem­bre: Vul­ca­no ne ha sele­zio­na­ti per voi dodi­ci degni di nota e da non perdere.

Piccolo Teatro

La Tra­ge­dia è fini­ta, Pla­to­nov, dal 9 al 14 novem­bre. Rilet­tu­ra ori­gi­na­le di Liv Fer­rac­chia­ti del Pla­to­nov di Čechov, nar­ra la vicen­da di un mae­stro incli­ne all’al­col, tor­men­ta­to e inca­stra­to nel­la scel­ta tra quat­tro don­ne tut­te inna­mo­ra­te di lui. Lo spet­ta­co­lo rac­con­ta del­l’i­na­zio­ne, di una para­li­si tra attra­zio­ne e repul­sio­ne e del dub­bio che non rie­sce ad esse­re abbat­tu­to. Pla­ta­nov è un per­so­nag­gio di mise­rie e pau­re, ma Liv Fer­rac­chia­ti invi­ta a guar­dar­lo con indul­gen­za, poi­ché nei suoi timo­ri si intra­ve­do­no anche i nostri.

Nau­fra­ghi sen­za vol­to, 29 novem­bre. Let­tu­ra tea­tra­le di Rena­to Sar­ti del­l’o­mo­ni­mo libro dell’antropologa Cri­sti­na Cat­ta­neo: la dot­to­res­sa Cat­ta­neo diri­ge il Laba­nof (Labo­ra­to­rio di Antro­po­lo­gia e Odon­to­lo­gia Foren­se del­l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no) e con il suo libro ha cer­ca­to di rac­con­ta­re l’i­den­ti­tà dei nau­fra­ghi e degli scom­par­si nel­le tra­ver­sa­te del Medi­ter­ra­neo. L’o­biet­ti­vo è dare cer­tez­ze ai paren­ti del­le vit­ti­me, dare un cor­po su cui pos­sa­no pian­ge­re. Nel­lo spet­ta­co­lo, che vede in sce­na Ange­la Finoc­chia­ro e Rena­to Sar­ti, si dà voce alla sof­fe­ren­za di chi ha cari di cui non sa più nul­la e al dub­bio costan­te che si uni­sce all’afflizione.

Teatro Carcano

Inna­mo­ra­ti, dall’11 al 14 novem­bre. Ope­ra di Car­lo Gol­do­ni, ria­dat­ta­ta da Davi­de Loren­zo Pal­la e Ric­car­do Mal­lus: il capo­la­vo­ro del com­me­dio­gra­fo vene­zia­no tor­na in sce­na, con le gelo­sie, i liti­gi, il rit­mo e l’al­le­gria in un cre­scen­do di sve­la­men­to dei lati nasco­sti del­la vicen­da di due gio­va­ni vici­ni a ogni epo­ca. Dice Mal­lus, citan­do Gol­do­ni: «poter ride­re di loro per far sì che non si abbia a rider di noi».

Vie­ni avan­ti, cre­ti­na!, dal 18 al 21 novem­bre. Nel varie­tà con­dot­to e idea­to da Sere­na Dan­di­ni si dà luce alla comi­ci­tà al fem­mi­ni­le: si cer­ca di eman­ci­pa­re la “stu­pi­de­ra” del­la don­na ed esal­ta­re la sua spen­sie­ra­ta cre­ti­ne­ria, per­ché oggi sem­pre più si cele­bra­no la for­za e le doti di gran­di don­ne, ma anco­ra poco si rac­con­ta del suo brio.

Teatro Elfo Puccini

Cer­ci­ven­to, dal 15 al 28 novem­bre. Di Car­lo Toz­zi con la regia di Mas­si­mo Soma­gli­no, rac­con­ta le ingiu­sti­zie del­le guer­re in una sto­ria di due gio­va­ni sol­da­ti fuci­la­ti per diser­zio­ne, per­ché rifiu­ta­te­si di com­pie­re un’azione sui­ci­da. Il sin­go­lo schiac­cia­to da un siste­ma che pare insor­mon­ta­bi­le, le emo­zio­ni di chi è iner­me di fron­te a ingiu­sti­zie di cui non può chie­de­re giu­sti­zia, la guer­ra che disin­te­gra tut­to ciò che toc­ca: que­sto è in Cer­ci­ven­to.

Teatro Fontana

A‑Men, dal 10 al 21 novem­bre. Wal­ter Leo­nar­di fir­ma un’opera che è iro­nia, dram­ma e poe­sia, un mix tra tea­tro di imma­gi­ni e mono­lo­ghi in cui si guar­da agli uomi­ni, alle nuo­ve reli­gio­ni e alle nuo­ve cri­si. Con l’ar­te di un clo­wn del­la paro­la e la gra­zia di un comi­co intel­li­gen­te, Leo­nar­di rac­con­ta dub­bi, desi­de­ri mai rea­liz­za­ti, la cri­si di un uomo a cui tut­te le cer­tez­ze son crol­la­te, ma anche con sere­ni­tà e paci­fi­ca­zio­ni, sem­pre alla ricer­ca di un pro­prio posto nel mondo.

Teatro Franco Parenti

Cadu­to fuo­ri dal tem­po, dal 17 al 21 novem­bre. Da un testo di David Gross­man Ele­na Buc­ci e Mar­co Sgros­so rea­liz­za­no uno spet­ta­co­lo che cer­ca di affron­ta­re il dolo­re più gran­de: la per­di­ta di un figlio. Un viag­gio negli abis­si di chi vive e una rifles­sio­ne sull’importanza del­le arti come riti col­let­ti­vi, che pos­so­no esse­re un appog­gio a chi vive que­sta sof­fe­ren­za; lo spet­ta­co­lo è un viag­gio nel­l’in­ti­mi­tà di un lut­to, che si tra­sfor­ma e si dà anche allo spet­ta­to­re, in una catar­si tipi­ca del­lo spettacolo.

Teatro i

Nel­la soli­tu­di­ne dei cam­pi di coto­ne, dal 10 novem­bre al 4 dicem­bre. Di Ber­nard-Marie Kol­tès, un incon­tro tra un dea­ler e un com­pra­to­re in un luo­go iso­la­to por­ta alla ricer­ca su uno sco­no­sciu­to desi­de­rio da sod­di­sfa­re, sul­lo sfug­gi­re dal­la soli­tu­di­ne. I per­so­nag­gi sono lega­ti insie­me nel loro iso­la­men­to, la leg­ge di natu­ra li sovra­sta e così la vio­len­za si dà ovun­que: dai pic­co­li ricat­ti alle parole.

MTM Teatro

Fine fami­glia, dall’11 al 14 novem­bre. Di Mag­da­le­na Bari­le e con la regia di Aldo Cas­sa­no, è la sto­ria di una fami­glia ita­lia­na cir­con­da­ta dal fal­li­men­to, in cui la sua stes­sa isti­tu­zio­ne sta col­las­san­do su se stes­sa: il nucleo fami­lia­re deci­de così di dir­si addio la sera di Nata­le, ma l’evento non va come dovreb­be e tut­ti i nodi esplo­do­no al pettine.

Teatro Colla

Can­to di Nata­le, dal 26 novem­bre al 31 dicem­bre. Dal rac­con­to di Char­les Dic­kens in cui il pro­ta­go­ni­sta, scor­bu­ti­co e ava­ro, rice­ve l’incontro di tre spi­ri­ti che lo faran­no cam­bia­re inti­ma­men­te. In que­sto tea­tro di mario­net­te è pos­si­bi­le tor­na­re bam­bi­ni ammi­ran­do le fia­be che ci han­no incan­ta­to, inter­pre­ta­te da vivi pez­zi di legno, mos­si da mani esper­te e dedi­te a un’ar­te unica.

Teatro Pime

In nome del­la madre, 21 novem­bre. Di Erri de Luca, regia di Chri­stian Pog­gio­ni e con Giu­lia Quer­cio­li. La sto­ria di Maria nar­ra­ta dal suo pun­to di vista di don­na e di madre, un rac­con­to inten­sa­men­te uma­no di una del­le figu­re più essen­zia­li del­la cri­stia­ni­tà, con sono­ri­tà e can­ti ori­gi­na­li dal vivo, in una sce­no­gra­fia sim­bo­li­ca per ricrea­re lo spi­ri­to di un tem­po lon­ta­no e un’u­ma­ni­tà eterna.

Teatro Triennale

Romeo Castel­luc­ci Bros, dall’11 al 14 novem­bre. Pri­ma ita­lia­na per un’opera di for­te spe­ri­men­ta­zio­ne, diret­ta da Romeo Castel­luc­ci: vede­re atto­ri reclu­ta­ti che non san­no la par­te e rice­vo­no ordi­ni por­ta a un’esperienza di alie­na­zio­ne e que­si­ti, in cui una dit­ta­tu­ra invi­si­bi­le ren­de lon­ta­ne azio­ni sem­pli­ci; con una comi­ci­tà che si muta in oscu­ri­tà, l’attore giun­ge ad esse­re spet­ta­to­re di sé stes­so. Castel­luc­ci fon­da un tea­tro che è tota­li­tà del­le arti, in cui è la sce­na il ful­cro di tutto.

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Luca Pacchiarini
Sono appas­sio­na­to di cine­ma e video­gio­chi, sem­pre di più anche di tea­tro e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce sco­pri­re musi­ca nuo­va e in par­ti­co­la­re ado­ro il post rock, ma esplo­ro tan­ti gene­ri. Cer­co sem­pre di tro­va­re il lato inte­res­san­te in ogni cosa e bevo suc­co all’ace.
About Luca Pacchiarini 38 Articoli
Sono appassionato di cinema e videogiochi, sempre di più anche di teatro e letteratura. Mi piace scoprire musica nuova e in particolare adoro il post rock, ma esploro tanti generi. Cerco sempre di trovare il lato interessante in ogni cosa e bevo succo all’ace.

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