Manifestazione No Green Pass di Milano: disordini e denunce

Manifestazione No Green Pass di Milano: disordini e denunce

Il 23 otto­bre, nel­le ore del pome­rig­gio, si è svol­ta a Mila­no l’ennesima mani­fe­sta­zio­ne No Green Pass: si trat­ta­va del quat­tor­di­ce­si­mo cor­teo non auto­riz­za­to. Il cor­teo è par­ti­to da Piaz­za Fon­ta­na ed è con­ti­nua­to ver­so via Lar­ga, pro­se­guen­do duran­te la sera­ta alle spal­le di piaz­za San Babi­la, per diri­ger­si poi in cor­so Vene­zia, pro­vo­can­do la devia­zio­ne di una ven­ti­na di mez­zi di super­fi­cie, tra tram e auto­bus di linea. 

Sugli stri­scio­ni che apri­va­no la mani­fe­sta­zio­ne cam­peg­gia­va la scrit­ta “Lavo­ra­to­ri con­tro green pass… è obbli­go vac­ci­na­le… ora e sem­pre resi­sten­za”; tra gli slo­gan urla­ti “Dra­ghi Dra­ghi dimis­sio­ni” e “Giù le mani dal lavo­ro… Giù le mani dai bambini”. 

A sor­pren­de­re è sta­ta la varie­tà dei suoi par­te­ci­pan­ti, appar­te­nen­ti a poli poli­ti­ci oppo­sti, da espo­nen­ti del­l’e­stre­ma destra neo­fa­sci­sta a ex bri­ga­ti­sti. In par­ti­co­la­re, dei 10mila pre­sen­ti, 12 per­so­ne appar­te­ne­va­no alla Comu­ni­tà dei Dodi­ci Rag­gi (Do.Ra), un movi­men­to di ispi­ra­zio­ne nazi­fa­sci­sta nato nel­la pro­vin­cia di Vare­se che, secon­do la poli­zia, «si sta­va­no lascian­do anda­re ad espres­sio­ni di chia­ro stam­po fascista». 

Nove persone, con un’età tra i 28 e i 45 anni e guidate dal capo Alessandro Limido, sono state accusate di apologia del fascismo, manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico ufficio e violenza privata. 

Il que­sto­re Giu­sep­pe Petron­zi ha emes­so nei loro con­fron­ti anche nove fogli di via obbli­ga­to­rio (8 del­la dura­ta di un anno e uno di sei mesi) dal Comu­ne di Mila­no. Secon­do quan­to emer­so, otto mani­fe­stan­ti era­no ori­gi­na­ri del­la pro­vin­cia di Vare­se ed uno di quel­la di Ber­ga­mo. Duran­te le mani­fe­sta­zio­ni gli espo­nen­ti di Do.Ra indos­sa­va­no sem­pli­ce­men­te una maglia con una sigla ed era­no acco­mu­na­ti teste rasa­te e vari tatuag­gi, per la poli­zia la loro pre­sen­za è sta­ta lam­pan­te e riconoscibile.

I respon­sa­bi­li del­la comu­ni­tà han­no reso chia­re le moti­va­zio­ni del­la loro pre­sen­za: «Essa – si leg­ge – si bat­te nel suo pic­co­lo, per la rina­sci­ta del­l’or­di­ne natu­ra­le, anco­ra­ta sen­za nascon­der­si al fasci­smo e al nazio­nal­so­cia­li­smo qua­li con­ce­zio­ni poli­ti­che che reg­go­no i pila­stri del mon­do, scol­le­gan­do­si dal­le sco­rie del­la destra postbellica». 

Il movi­men­to appar­te­nen­te all’estrema destra por­ta avan­ti la pro­pria lot­ta con­tro il gover­no Dra­ghi da diver­si mesi e la sua pre­sen­za alla mani­fe­sta­zio­ne era l’en­ne­si­ma mani­fe­sta­zio­ne di dis­sen­so nei con­fron­ti del­le scel­te del governo. 

La pre­sen­za dei mani­fe­stan­ti ha aumen­ta­to i già evi­den­ti disa­gi rela­ti­vi al traf­fi­co e al lavo­ro dei com­mer­cian­ti. La situa­zio­ne, comun­que, è sta­ta costan­te­men­te con­trol­la­ta da par­te del­le for­ze dell’ordine, che sono sta­te in gra­do di evi­ta­re l’ingresso alla sede del­la Cgil, a due pas­si dal luo­go del­la pro­te­sta: si è scon­giu­ra­ta, for­se, una situa­zio­ne simi­le a quel­la occor­sa a Roma il 9 otto­bre.

Sono sta­te poi denun­cia­te anche 74 per­so­ne per mani­fe­sta­zio­ne non pre­av­vi­sa­ta, inter­ru­zio­ne di pub­bli­co uffi­cio e vio­len­za pri­va­ta, oltrag­gio a cor­po poli­ti­co e tra­vi­sa­men­to. Infi­ne, sono sta­te inol­tre iden­ti­fi­ca­te altre 40 per­so­ne per com­por­ta­men­ti vio­len­ti: la loro posi­zio­ne sarà appro­fon­di­ta per i prov­ve­di­men­ti del caso. 

Arti­co­lo di Gaia Iamundo.

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