Del: 22 Novembre 2021 Di: Andrea Marcianò Commenti: 0
Strappare lungo i bordi, l’essenza di Zerocalcare

Esce dopo una trepidante attesa la nuova serie TV animata di Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech, in collaborazione con Netflix che l’ha prodotta e distribuita. Scritta, diretta e animata dal fumettista stesso, Strappare lungo i bordi è al pari di ogni storia autobiografica di qualsiasi altro regista autore. Certo, il Nostro è abituato a raccontarsi attraverso i suoi fumetti e la sua arte in generale e, in un certo senso, tutta l’espressività si concentra nel narrare la sua vita e le persone che la circondano; ma Strappare lungo i bordi è il lavoro attualmente più lucido di Zerocalcare, il quale si racconta qui in una storia che inizia con la solita commedia incalzante, ma che finisce (ci perdonerete il mezzo spoiler) in un totale dramma riflessivo.

“Zero” ci racconta, attraverso gli aneddoti di una vita, un viaggio inaspettato con gli amici Sara e “Secco”; la paura di partire e di affrontare il percorso mettono a dura prova il gruppo che quindi sarà impegnato nel fare i conti con una difficile realtà.

Zerocalcare non è il classico fumettista, ovvero un comico che fa ridere in quanto tale, Zerocalcare è uno di noi per davvero. Prima dei fenomeni di Tik Tok alla Mario De Lillo, l’artista della periferia romana ci porta in uno scenario intimo fatto di molti temi in comune con la vita di tutti i giorni: dai piccoli drammi quotidiani, come per esempio il difficile compito di scegliere un film o una serie Netflix tra tutto l’immenso catalogo a disposizione; ai grandi drammi personali, quelli psichici e paranoici, passando attraverso una narrazione fatta di flashback e paure ritmate anche dalla classica presenza dell’Armadillo, coscienza di Zero, qua doppiata dal bravissimo Valerio Mastandrea.

In sole sei puntate, Strappare lungo i bordi affronta temi di tutti i tipi, in un percorso d’accettazione che letteralmente si compie durante il viaggio verso una tappa (inizialmente) sconosciuta. Il personaggio di Zerocalcare cresce e prende consapevolezza della situazione solo attraverso la narrazione e l’animazione; il rapporto che l’autore instaura con lo spettatore è diretto e di evasione dalla realtà: la serie inizia con il protagonista che comincia a raccontare del viaggio che stanno per intraprendere, la cui narrazione è , però, continuamente interrotta dallo stesso Zerocalcare che inizia infatti a fantasticare sul suo passato e sul rapporto che ha con i personaggi della sua vita, a parlare dei problemi che lo affliggono, creando così un’opera dove vengono a galla le maggiori inquietudini e ansie dello stare al mondo.

Ma Zerocalcare non è un inetto perché la sua storia continua e si assembla magistralmente per arrivare infine a un senso. L’autore è semplicemente spaventato e il racconto si trasforma in un modo per digerire la realtà: all’inizio, infatti, pare distratto ma il proseguo finisce in una risoluzione ben marcata. Per questo Strappare lungo i bordi è un viaggio o, come d’altronde ci viene palesemente spiegato dal protagonista durante la serie TV oppure, ancora, come ci introduce la sigla a ogni puntata, è l’accettazione della realtà e di sé stessi: bisogna imparare a vedere dentro di noi quello che ci caratterizza e che ci forma, senza per forza seguire quei bordi tratteggiati. La vita è un imprevisto dietro l’altro, non esiste il preconcetto, vige solo il qui e ora che forma la nostra esistenza tassello dopo tassello.

Zerocalcare decide quindi di aprirsi ancora ulteriormente al mondo, palesando un’inquietudine del senso di vivere ancora più drammatico ma alla fine risolutivo.

In Italia poco si vede di prodotti del genere e se Netflix sta iniziando effettivamente a far storcere il naso ai più per la sua incoerente presa di posizione distributiva, certamente non si può che spezzargli una lancia a favore per la libertà che lascia agli artisti. Inutile pensare, infatti, cosa sarebbe uscito di Strappare lungo i bordi da una produzione Rai o Mediaset.

Ma tralasciando le polemiche, Strappare lungo i bordi è quindi un capolavoro del fumettista Zerocalcare, sicuramente il più significativo e simbolico che rappresenta appieno la sua attività artistica, fatta di una comicità mai stanca e di una drammaticità funzionale a qualcosa di più grande; quel qualcosa che già hanno tentato di rendere su schermo più volte, riuscendoci purtroppo a metà o senza alcun successo. Al contrario di Strappare lungo i bordi, che ci insegna a non farlo e a ignorare completamente quei limiti.

Andrea Marcianò
Classe '99, nato sul Lago di Como, studente in scienze della comunicazione, amante di cinema e televisione. Mi piace osservare il mondo dall'esterno come uno spettatore.

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