Chi è Speranza Scappucci, la prima donna a dirigere La Scala di Milano

Speranza Scappucci

Defi­ni­ta come una del­le novi­tà più inte­res­san­ti nel­la dire­zio­ne d’orchestra dal­la stam­pa ita­lia­na e inter­na­zio­na­le, Spe­ran­za Scap­puc­ci è diven­ta­ta la pri­ma diret­tri­ce dell’orchestra del Tea­tro alla Sca­la, debut­tan­do con la tra­ge­dia liri­ca I Capu­le­ti e i Mon­tec­chi di Vin­cen­zo Bel­li­ni, com­po­sta per la Feni­ce nel 1830, quan­do il com­po­si­to­re ha 29 anni: è la sua sesta ope­ra. L’Opera I Capu­le­ti e i Mon­tec­chi man­ca­va dal Tea­tro alla Sca­la dal 1989.

Sce­na da I Capu­le­ti e i Montecchi

Entra in sce­na sosti­tuen­do Eve­li­no Pidò, costret­to a lascia­re la sua par­te­ci­pa­zio­ne alla pro­du­zio­ne dell’operaper moti­vi lega­ti all’emergenza sanitaria.La rap­pre­sen­ta­zio­ne tea­tra­le sarà in sce­na dal 18 gen­na­io al 2 feb­bra­io. Spe­ran­za Scap­puc­ci non sarà la sola novi­tà alla Sca­la, anche Adrian Noble debut­ta alla regia, con sce­ne di Tobias Hohei­sel, costu­mi di Petra Rei­n­hardt, luci di Jean Kal­man e Mar­co Fili­beck, coreo­gra­fia di Joan­ne Pear­ce. In sce­na debut­ta­no come Giu­liet­ta Liset­te Oro­pe­sa e come Romeo Marian­ne Cre­bas­sa, men­tre Tebal­do è Jin­xu Xia­hou, Fra­te Loren­zo Miche­le Per­tu­si e Capel­lio Jong­min Park. Il Coro del Tea­tro alla Sca­la è diret­to da Alber­to Malaz­zi. 

Speranza Scappucci nasce a Roma, inizia a suonare il pianoforte a cinque anni, studia per dieci anni al Conservatorio di Santa Cecilia. 

Suc­ces­si­va­men­te gra­zie ad una bor­sa di stu­dio entra alla Jul­liard School di New York. È rego­lar­men­te invi­ta­ta a col­la­bo­ra­re con alcu­ni dei più gran­di tea­tri nazio­na­li, euro­pei e inter­na­zio­na­li, come l’Opera di Vien­na (in cui rag­giun­ge il pri­ma­to di pri­ma don­na a diri­ge­re L’Opera di Vien­na), Zuri­go, Pari­gi, Bar­cel­lo­na e Washington.

Dal 2017 è diret­to­re musi­ca­le all’Opera Roya­le di Wal­lo­nie a Lie­gi, dove ha recen­te­men­te diret­to un’acclamata pro­du­zio­ne di Euge­nio One­gin e dove tor­ne­rà a giu­gno per Simon Boc­ca­ne­gra. Qui diri­ge anche la cele­bre Mada­ma But­ter­fly, La Cene­ren­to­la e La Son­nam­bu­la nel 2019/20. Nel­lo stes­so anno vie­ne scel­ta come vin­ci­tri­ce del Pre­mio Vit­to­rio De Sica nel­la cate­go­ria musi­ca con la seguen­te moti­va­zio­ne: «Uno dei gio­va­ni talen­ti più apprez­za­ti dell’attuale pano­ra­ma musi­ca­le, pia­ni­sta affer­ma­ta e la pre­fe­ri­ta da Ric­car­do Muti; diret­to­re d’orchestra al regio di Tori­no; pri­ma don­na ita­lia­na a diri­ge­re l’Opera di Vien­na, diret­to­re prin­ci­pa­le dell’Opera di Lie­gi. Vive tra New York e Vien­na. Gesto niti­do, vivi­da musi­ca­li­tà, deter­mi­na­zio­ne pro­fes­sio­na­le, back­ground di stu­di rigo­ro­si, nei tea­tri di Vien­na, Sali­sbur­go, Chi­ca­go, Glyn­de­bour­ne e New York, ha col­la­bo­ra­to con i mas­si­mi diret­to­ri del nostro tempo».

Sempre nel 2017 viene votata dal pubblico come Meilleur Chef d’Orchestre per Forumopera.com, la quale rivista specializzata in opera lirica, l’ha definita come un’artista che ha raggiunto un successo quasi immediato, conosciuta e amata in tutto il mondo, una direttrice con una carriera promettente. 

In Ita­lia ha lavo­ra­to all’Opera di Roma, al Regio di Tori­no, al Festi­val Ros­si­ni di Pesa­ro e con­cer­ti con l’Orchestra del Mag­gio Fio­ren­ti­no e la Tosca­ni­ni di Par­ma. (libret­to di stam­pa). All’estero è sta­ta impe­gna­ta tra l’altro al Liceu di Bar­cel­lo­na, all’Opernhaus di Zuri­go, al Mariin­skij di San Pie­tro­bur­go, al Théâ­tre des Champs-Ely­sées di Pari­gi, al Théâ­tre du Capi­to­le di Tolo­sa, al New Natio­nal Thea­ter di Tokyo e alle ope­re di Washing­ton, Los Ange­les, San­ta Fe, oltre a diri­ge­re tre pro­du­zio­ni e il Bal­lo dell’Opera alla Staa­tso­per di Vien­na. (libret­to) Una car­rie­ra pre­gres­sa ampia e pro­fes­sio­nal­men­te mol­to signi­fi­ca­ti­va per una cate­go­ria come quel­la del­la dire­zio­ne d’orchestra nel­la qua­le i posti di pre­sti­gio sono spes­so occu­pa­ti da uomi­ni. 

Il suo debut­to alla Sca­la vie­ne accol­to da un gran­de e lun­go applau­so dal pub­bli­co alla fine del­lo spet­ta­co­lo, mol­to accla­ma­ta è sta­ta anche l’Opera e gli atto­ri che han­no mera­vi­glio­sa­men­te ripro­dot­to un clas­si­co del tea­tro, imper­so­nan­do Romeo e Giu­liet­ta e tut­ti gli altri per­so­nag­gi dell’opera che han­no magi­stral­men­te ripor­ta­to alla luce dopo 33 anni una del­le più cele­bri tra­ge­die d’amore, un clas­si­co che non stan­ca mai. 

La scenografia semplice, i costumi essenziali ed eleganti hanno lasciato un’ampia e libera scena agli attori: sorprendente la scena finale acclamata all’unisono dal pubblico. 

«Il nostro com­pi­to, come arti­sti, è crea­re e spar­ti­re bel­lez­za ed ener­gia. È il bel­lo del nostro mestie­re. Da musi­ci­sti, abbia­mo anche la respon­sa­bi­li­tà nel cer­ca­re la “veri­tà” nei capo­la­vo­ri che affron­tia­mo.» Que­sto Spe­ran­za Scap­puc­ci affer­ma duran­te un’intervista con La Repub­bli­ca. Quel­lo dell’Opera di Bel­li­ni e il debut­to del­la pri­ma diret­tri­ce d’orchestra del­la Sca­la sono sta­ti un trion­fo per il cele­bre tea­tro sca­li­ge­ro. Spe­ran­za Scap­puc­ci ne è diven­ta­ta una del­le pro­ta­go­ni­ste, insie­me a Liset­te Oro­be­sa e Marian­ne Cre­bas­sa, le attri­ci pro­ta­go­ni­ste del dram­ma, un trio pro­ta­go­ni­sta tut­to al femminile. 

Le imma­gi­ni inse­ri­te nel­l’ar­ti­co­lo sono sta­te dif­fu­se dal­la Sca­la di Milano.

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Elisa Letizia
Sono Eli­sa, stu­dio lin­gue, appas­sio­na­ta d’ar­te, musi­ca e cine­ma. Nel tem­po libe­ro scri­vo del pre­sen­te e lavo­ro per costrui­re il mio futuro.

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