DAD in università, la parola a studenti e liste

DAD in università, la parola a studenti e liste

Sul­la base del­le dispo­si­zio­ni con­te­nu­te nel decre­to ret­to­ra­le del 7 gen­na­io, stu­den­tes­se e stu­den­ti del­la Sta­ta­le han­no tra­scor­so que­sto mese di ses­sio­ne soste­nen­do, in linea di mas­si­ma, esa­mi ora­li onli­ne ed esa­mi scrit­ti in pre­sen­za. Que­sto siste­ma è sta­to recen­te­men­te pro­ro­ga­to per l’intero mese di feb­bra­io, man­te­nen­do la pos­si­bi­li­tà di chie­de­re libe­ra­men­te una dero­ga per lo svol­gi­men­to degli ora­li. Per quan­to riguar­da gli scrit­ti, inve­ce, rispet­to alle dero­ghe già pre­ce­den­te­men­te in vigo­re (riguar­dan­ti stu­den­ti posi­ti­vi al Covid-19 o in qua­ran­te­na, con fra­gi­li­tà o resi­den­ti all’estero), si regi­stra la pos­si­bi­li­tà di pre­sen­ta­re un’au­to­cer­ti­fi­ca­zio­ne al pro­fes­so­re tito­la­re del­l’e­sa­me, al fine di otte­ne­re una dero­ga, anche in caso di con­vi­ven­za con sog­get­ti estre­ma­men­te fragili. 

Al momen­to del­la loro intro­du­zio­ne a ini­zio gen­na­io, que­ste misu­re han­no susci­ta­to diver­se rea­zio­ni all’interno del cor­po stu­den­te­sco, che si è sostan­zial­men­te divi­so tra chi ha accol­to con sol­lie­vo la pos­si­bi­li­tà di tra­scor­re­re il mese di gen­na­io in casa, evi­tan­do l’esposizione al con­ta­gio, e chi avreb­be inve­ce pre­fe­ri­to che gli esa­mi onli­ne, a due anni ormai dall’inizio dell’emergenza sani­ta­ria, con­ti­nuas­se­ro a costi­tui­re l’eccezione piut­to­sto che la regola. 

Al di là delle disposizioni introdotte dal Rettore, il tema relativo alla didattica digitale e al ruolo che questa potrebbe continuare a rivestire anche una volta terminata la pandemia è sicuramente meritevole di attenzione. 

Si regi­stra­no a riguar­do posi­zio­ni con­tra­stan­ti: da un lato la situa­zio­ne pan­de­mi­ca ha fat­to emer­ge­re alcu­ne esi­gen­ze cui la DAD è sta­ta in gra­do di rispon­de­re in modo effi­ca­ce; dall’altro vi è chi mani­fe­sta il timo­re che essa pos­sa allon­ta­na­re stu­den­tes­se e stu­den­ti dal luo­go fisi­co dell’Università, facen­do venir meno la dimen­sio­ne essen­zia­le del con­fron­to tra le diver­se com­po­nen­ti del­la comu­ni­tà acca­de­mi­ca e la pos­si­bi­li­tà di intes­se­re rapporti. 

Abbia­mo dun­que deci­so di lascia­re la paro­la alle liste di rap­pre­sen­tan­za stu­den­te­sca e agli stes­si stu­den­ti (cui abbia­mo pro­po­sto la com­pi­la­zio­ne di un que­stio­na­rio), al fine di com­pren­de­re le esi­gen­ze e le dif­fi­col­tà mag­gior­men­te avver­ti­te da colo­ro che fre­quen­ta­no il nostro Ate­neo; esi­gen­ze e dif­fi­col­tà su cui si fon­da­no, tra l’altro, le diver­se opi­nio­ni rela­ti­ve al ruo­lo che la DAD può e potrà gio­ca­re, anche in futuro. 


La pri­ma que­stio­ne su cui abbia­mo chie­sto a stu­den­ti e rap­pre­sen­tan­ti di pro­nun­ciar­si è quel­la rela­ti­va alle dispo­si­zio­ni intro­dot­te con il decre­to ret­to­ra­le del 7 gen­na­io. Rispet­to al man­te­ni­men­to, per tut­to il secon­do seme­stre, del­la didat­ti­ca in moda­li­tà blen­ded, la rispo­sta che abbia­mo rice­vu­to dai 130 inter­vi­sta­ti è sta­ta pres­so­ché una­ni­me: l’89,2% di essi si è dichia­ra­to favo­re­vo­le a que­sta misu­ra. Simi­li anche le moti­va­zio­ni addot­te: mol­ti cita­no l’aumen­to dei con­ta­gi regi­stra­to in que­sto perio­do e dun­que il fat­to che la didat­ti­ca mista per­met­te a chiun­que non si sen­ta al sicu­ro (per­ché costret­to a pren­de­re i mez­zi per recar­si in Uni­ver­si­tà, ad esem­pio) di segui­re comun­que le lezio­ni. Si sot­to­li­nea inol­tre come que­sta moda­li­tà sia mag­gior­men­te inclu­si­va, ren­den­do più age­vo­le la fre­quen­za a per­so­ne con par­ti­co­la­ri esi­gen­ze (come chi lavo­ra o sof­fre di par­ti­co­la­ri pato­lo­gie). Tut­ta­via, alcu­ni tra gli inter­vi­sta­ti fan­no rife­ri­men­to ad una qua­li­tà infe­rio­re del­le lezio­ni ero­ga­te a distan­za rispet­to a quel­le che si svol­go­no in aula, auspi­can­do al più pre­sto un com­ple­to ritor­no alla normalità. 

Anche per quan­to riguar­da lo svol­gi­men­to degli esa­mi ora­li è sta­to regi­stra­to un cer­to con­sen­so, con il 75,8% degli inter­vi­sta­ti che si è dichia­ra­to favo­re­vo­le, citan­do anco­ra una vol­ta l’emergenza sani­ta­ria e in alcu­ni casi espri­men­do la spe­ran­za che que­sta misu­ra potes­se esse­re pro­ro­ga­ta per tut­to il mese di feb­bra­io, come poi è avve­nu­to. Mol­ti han­no però lamen­ta­to lo scar­so pre­av­vi­so con cui a gen­na­io sono sta­te adot­ta­te que­ste dispo­si­zio­ni, met­ten­do in dif­fi­col­tà colo­ro che, risie­den­do in un’altra Regio­ne, ave­va­no già pia­ni­fi­ca­to un viag­gio per soste­ne­re gli esa­mi in presenza. 

Più cri­ti­ci gli stu­den­ti per quan­to riguar­da lo svol­gi­men­to degli scrit­ti, che sono sta­ti man­te­nu­ti in pre­sen­za, sal­vo pos­si­bi­li­tà di dero­ga in alcu­ni limi­ta­ti casi: solo il 62,3% si è det­to d’accordo con la moda­li­tà intro­dot­ta dal Ret­to­re, in par­te a cau­sa del­la situa­zio­ne pan­de­mi­ca (che avreb­be secon­do mol­ti giu­sti­fi­ca­to, anche in que­sto caso, il ricor­so alla moda­li­tà a distan­za), in par­te per­ché le dero­ghe pre­vi­ste sono sta­te con­si­de­ra­te insuf­fi­cien­ti, non pren­den­do ad esem­pio in con­si­de­ra­zio­ne la cate­go­ria dei caregiver. 

Pro­prio per que­sto moti­vo, la lista di rap­pre­sen­tan­za stu­den­te­sca Uni­lab ave­va descrit­to que­ste dispo­si­zio­ni come «caren­ti e incom­ple­te», espri­men­do anche per­ples­si­tà cir­ca il fat­to che comu­ni­ca­zio­ni tan­to impor­tan­ti sia­no giun­te in ritar­do, “a ridos­so del­la ripre­sa del­la didat­ti­ca o del­la ses­sio­ne, con con­se­guen­te caos e disa­gi soprat­tut­to per gli stu­den­ti fuorisede”. 

Sini­stra Uni­ver­si­ta­ria – UDU Sta­ta­le è del­lo stes­so pare­re, affer­man­do che le «dispo­si­zio­ni sul­la didat­ti­ca con­ti­nua­no ad arri­va­re ecces­si­va­men­te in ritar­do e sen­za tene­re mini­ma­men­te in con­si­de­ra­zio­ne le neces­si­tà stu­den­te­sche». Si sot­to­li­nea­no anche man­can­ze, da par­te dell’Ateneo e del Gover­no, per quan­to con­cer­ne la garan­zia di un rien­tro in pre­sen­za sicu­ro: «La man­can­za di impe­gno da par­te dell’Università per garan­ti­re spa­zi suf­fi­cien­ti, uni­ta al disin­te­res­se da par­te del­le isti­tu­zio­ni sta­ta­li nel for­ni­re fon­di per l’aumento di spa­zi e for­ni­tu­ra di mate­ria­le di pro­te­zio­ne indi­vi­dua­le (e.g. masche­ri­ne FFP2), va a rica­de­re tut­ta sul­le spal­le del­la popo­la­zio­ne studentesca». 

L’obiettivo, dunque, dovrebbe essere un rientro in presenza al 100%, ma garantendo a tutte e tutti di frequentare le lezioni e dare esami, senza discriminazioni e tenendo in considerazione le categorie svantaggiate. 

Anche Uni­sì — Uni­ti a Sini­stra ave­va par­la­to di una rispo­sta dell’Ateneo «tar­di­va e insuf­fi­cien­te»: una peti­zio­ne orga­niz­za­ta dal­la lista, che ha rac­col­to oltre 9000 fir­me, ave­va come obiet­ti­vo la pre­vi­sio­ne del­la moda­li­tà mista, a discre­zio­ne del­lo stu­den­te o del­la stu­den­tes­sa, per lo svol­gi­men­to degli esa­mi. «Nono­stan­te que­sto, l’apertura dell’Ateneo è sta­ta solo par­zia­le, man­te­nen­do gli esa­mi scrit­ti sola­men­te in pre­sen­za e facen­do sal­vi i soli casi di stu­den­ti inter­na­zio­na­li, posi­ti­vi o qua­ran­te­na­ti, con evi­den­ti dif­fi­col­tà in que­sto perio­do sto­ri­co per fuo­ri sede e caregiver». 

Lista Aper­ta — Obiet­ti­vo stu­den­ti ha ricor­da­to inve­ce che «la situa­zio­ne degli esa­mi si è com­pli­ca­ta in bre­ve tem­po a cau­sa di una ragio­ne sani­ta­ria e di una ragio­ne giu­ri­di­ca: da un lato la recru­de­scen­za del­la pan­de­mia, e dall’altra la deci­sio­ne del garan­te del­la pri­va­cy di vie­ta­re gli stru­men­ti di proc­to­ring per soste­ne­re le pro­ve. A que­ste con­di­zio­ni, le misu­re adot­ta­te per gli esa­mi scrit­ti era­no obbli­ga­te. Per quan­to riguar­da gli ora­li, inve­ce, rite­nia­mo che pre­clu­de­re la pos­si­bi­li­tà a tut­ti gli stu­den­ti di soste­ne­re gli esa­mi ora­li in pre­sen­za sia un deci­so pas­so indie­tro. Cre­dia­mo che si pos­sa esten­de­re la dero­ga dal­la pre­sen­za alle cate­go­rie più fra­gi­li, sen­za per que­sto toglie­re la pos­si­bi­li­tà a tut­ti di con­fron­tar­si con i pro­pri col­le­ghi e professori». 

Anche la lista Stu­den­ti Indi­pen­den­ti si è mostra­ta cri­ti­ca ver­so le dispo­si­zio­ni ret­to­ra­li, evi­den­zian­do l’importanza di «dare valo­re alla pre­sen­za e cer­ca­re di garan­ti­re il rego­la­re svol­gi­men­to del­le atti­vi­tà, per­ché un’altra chiu­su­ra sareb­be deva­stan­te dal pun­to di vista psi­co­lo­gi­co»; d’al­tro can­to, han­no pre­ci­sa­to, è «asso­lu­ta­men­te neces­sa­rio tene­re con­to dei biso­gni di tut­te e tut­ti e quin­di le moda­li­tà onli­ne devo­no sem­pre esse­re garantite». 


In quan­to a biso­gni ed esi­gen­ze del cor­po stu­den­te­sco, la pan­de­mia ne ha inne­ga­bil­men­te gene­ra­ti di nuo­vi ed ine­di­ti, ma ha anche con­tri­bui­to a por­tar­ne alla ribal­ta alcu­ni altri, ormai di vec­chia data, che fino ad ora non ave­va­no tro­va­to alcun tipo di solu­zio­ne e, for­se, nem­me­no un rico­no­sci­men­to. Basti pen­sa­re alle dif­fi­col­tà, non cer­to irri­so­rie, dei già cita­ti stu­den­ti lavo­ra­to­ri e stu­den­ti fuo­ri sede, che han­no otte­nu­to note­vo­li van­tag­gi dall’erogazione del­le lezio­ni e dal­lo svol­gi­men­to degli esa­mi tra­mi­te piat­ta­for­me onli­ne, soprat­tut­to in ter­mi­ni di tem­po e costi. 

Un campione di 29 studenti lavoratori ha scelto di partecipare al nostro sondaggio: significativamente, l’82,8% di loro ritiene vantaggiosi gli esami online ed il 55% preferisce ascoltare le lezioni a distanza. 

A fron­te di que­sto, abbia­mo pen­sa­to di chie­de­re a stu­den­ti e liste un’opinione in meri­to alla pos­si­bi­li­tà di man­te­ne­re la moda­li­tà a distan­za anche una vol­ta ter­mi­na­ta la fase di emer­gen­za sani­ta­ria, sia per quan­to riguar­da l’erogazione del­le lezio­ni sia per lo svol­gi­men­to degli esami.

In meri­to al man­te­ni­men­to del­la DAD, ben l’86,9% degli inter­vi­sta­ti si pro­nun­cia in favo­re, solo il 13,1% con­tra­rio. I più riten­go­no che l’opzione miglio­re sareb­be quel­la di garan­ti­re sem­pre le lezio­ni in moda­li­tà mista, com­bi­nan­do quin­di la pre­sen­za con l’erogazione onli­ne. Tut­ta­via, c’è anche chi evi­den­zia come l’apprendimento in pre­sen­za risul­ti lar­ga­men­te più pro­fi­cuo. Altro tema di “dibat­ti­to” riguar­da le regi­stra­zio­ni: men­tre alcu­ni riten­go­no impor­tan­te la dispo­ni­bi­li­tà del­le stes­se (a tem­po deter­mi­na­to o inde­ter­mi­na­to) anche allo sco­po di miglio­ra­re la qua­li­tà del­lo stu­dio, altri affer­ma­no che sareb­be suf­fi­cien­te garan­ti­re la diret­ta strea­ming del­le lezioni. 

Deci­sa­men­te più net­ta la divi­sio­ne tra i 130 par­te­ci­pan­ti in rife­ri­men­to agli esa­mi: il 55,4% di loro si è pro­nun­cia­to per il man­te­ni­men­to del­le moda­li­tà onli­ne, soprat­tut­to in caso di neces­si­tà par­ti­co­la­ri (stu­den­ti lavo­ra­to­ri e fuo­ri sede, ma anche con fra­gi­li­tà o pro­ble­mi di salu­te), in caso di scio­pe­ro dei mez­zi e per gli esa­mi ora­li, al fine di evi­ta­re le lun­ghe atte­se in uni­ver­si­tà; non man­ca poi chi ritie­ne che la scel­ta tra l’u­na o l’al­tra moda­li­tà dovreb­be esse­re a discre­zio­ne del­lo studente. 

D’altro can­to, ben il 44,6% si dichia­ra con­tra­rio, anche in ragio­ne del­la dif­fi­col­tà di garan­ti­re cor­ret­tez­za nel­lo svol­gi­men­to degli esa­mi da casa. Signi­fi­ca­ti­va­men­te, sol­tan­to il 35,4% degli inter­vi­sta­ti ha dichia­ra­to di non rite­ne­re che lo svol­gi­men­to a distan­za vada a sca­pi­to di una valu­ta­zio­ne mag­gior­men­te tra­spa­ren­te; ed una per­cen­tua­le comun­que con­si­de­re­vo­le di inter­vi­sta­ti (il 31,5%) ha affer­ma­to di aver assi­sti­to ad una valu­ta­zio­ne non cor­ret­ta di un esa­me per­chè svol­to­si online. 

Non si trat­ta però dell’unico aspet­to nega­ti­vo che è sta­to sot­to­li­nea­to: tra le rispo­ste più fre­quen­ti, infat­ti, vi sono quel­le rela­ti­ve ai pro­ble­mi tec­ni­ci e di con­nes­sio­ne, alla dif­fi­col­tà per alcu­ni stu­den­ti di svol­ge­re gli esa­mi da casa qua­lo­ra non si abbia­no a dispo­si­zio­ne degli spa­zi ade­gua­ti, non­ché all’impos­si­bi­li­tà di con­fron­tar­si dal vivo con i pro­pri com­pa­gni di cor­so e con i docenti. 

Per quan­to riguar­da l’erogazione del­le lezio­ni onli­ne, le opi­nio­ni sono discor­dan­ti: se i van­tag­gi appor­ta­ti dal­le nuo­ve moda­li­tà sono evi­den­ti e riguar­da­no una par­te mol­to signi­fi­ca­ti­va del cor­po stu­den­te­sco, tut­ta­via non pos­sia­mo igno­ra­re il fat­to che ben il 60% degli inter­vi­sta­ti ha affer­ma­to di tro­va­re le lezio­ni in pre­sen­za più pro­fit­te­vo­li sul pia­no del­la didat­ti­ca e dell’apprendimento.

Inoltre, il 30% ammette di aver dovuto fare i conti con un calo del proprio rendimento accademico: un chiaro segnale di come la situazione pandemica e le prolungate chiusure abbiano impattato sul benessere e sul percorso formativo degli studenti.

Tra chi si mostra favo­re­vo­le e chi più osti­le nei con­fron­ti del­la DAD, è sta­to infi­ne rile­va­to un “diva­rio gene­ra­zio­na­le”. Da una par­te, gli stu­den­ti iscrit­ti ai pri­mi anni di cor­so – che quin­di han­no intra­pre­so e vis­su­to tut­to il loro per­cor­so uni­ver­si­ta­rio duran­te la pan­de­mia –, dall’altra le per­so­ne iscrit­te tra il ter­zo e il sesto anno, che ricor­da­no anche l’Università pre-Covid. Il 70% degli inter­vi­sta­ti tra il pri­mo e il secon­do anno ritie­ne più van­tag­gio­so lo svol­gi­men­to degli esa­mi onli­ne, con­tro il 60% degli stu­den­ti dal ter­zo anno in poi. Poco più del 50% tra gli stu­den­ti dei pri­mi due anni pre­fe­ri­sce la didat­ti­ca in pre­sen­za, men­tre “solo” il 32% degli stu­den­ti dal ter­zo anno in poi ha dichia­ra­to di pre­fe­ri­re la didat­ti­ca online.


Facen­do un bilan­cio tra van­tag­gi e aspet­ti nega­ti­vi del­la DAD, anche i rap­pre­sen­tan­ti degli stu­den­ti riten­go­no neces­sa­rio tro­va­re un equi­li­brio tra ricor­so agli stru­men­ti digi­ta­li e dimen­sio­ne del­la pre­sen­za. «Per noi l’Università è sen­za ombra di dub­bio in pre­sen­za», ha dichia­ra­to Uni­sì, «da un pun­to di vista didat­ti­co, ma anche di crea­zio­ne di rela­zio­ni uma­ne. Tut­ta­via, in un mon­do in cui la tran­si­zio­ne digi­ta­le è all’ordine del gior­no è giu­sto che il dirit­to allo stu­dio sia garan­ti­to anche a colo­ro che pos­so­no per­met­ter­si di segui­re sola­men­te con stru­men­ti digi­ta­li». Ci si auspi­ca dun­que l’introduzione di una didat­ti­ca digi­ta­le inte­gra­ta, che pos­sa age­vo­la­re la fre­quen­za di stu­den­tes­se e stu­den­ti fuo­ri sede, pen­do­la­ri, con disa­bi­li­tà, care­gi­ver e non solo. 

La didat­ti­ca digi­ta­le inte­gra­ta è men­zio­na­ta anche da Uni­Lab, la qua­le ricor­da di aver por­ta­to alla Con­fe­ren­za degli Stu­den­ti una mozio­ne in cui si chie­de­va, tra l’altro, la pre­di­spo­si­zio­ne di un tavo­lo di con­fron­to sul­la didat­ti­ca post-pan­de­mi­ca, al fine di indi­vi­dua­re gli aspet­ti posi­ti­vi da man­te­ne­re, imple­men­ta­re e met­te­re al ser­vi­zio di stu­den­tes­se e stu­den­ti nel­la fase suc­ces­si­va a quel­la emergenziale. 

Lista Aper­ta sot­to­li­nea l’urgenza di un rien­tro in pre­sen­za, dato che «l’esperienza di for­ma­zio­ne uni­ver­si­ta­ria si rea­liz­za solo entro una tra­ma di rap­por­ti»; a que­sto sco­po auspi­ca che par­te dei fon­di del PNRR pos­sa­no esse­re inve­sti­ti dall’Ateneo allo sco­po di «ripen­sa­re ed amplia­re i pro­pri spa­zi». Infi­ne, pur soste­nen­do l’efficacia comu­ni­ca­ti­va dei nuo­vi siste­mi di DAD (tant’è che, affer­ma­no, è sta­to richie­sto un tavo­lo di discus­sio­ne con la Pro­ret­tri­ce alla didat­ti­ca allo sco­po di «rin­no­va­re le meto­do­lo­gie di inse­gna­men­to»), l’erogazione onli­ne rischia di crea­re un diva­rio tra chi può e chi non può per­met­ter­si «un’esperienza uni­ver­si­ta­ria in pre­sen­za»: la loro richie­sta è dun­que quel­la di «più dirit­to allo stu­dio, più bor­se, più resi­den­ze e più spa­zi in università». 

Stu­den­ti Indi­pen­den­ti si pro­nun­cia a pro­pria vol­ta in favo­re del­le moda­li­tà onli­ne (soprat­tut­to per quel­le cate­go­rie di stu­den­ti «i cui biso­gni sono sem­pre sta­ti alquan­to igno­ra­ti dall’Ateneo!); evi­den­zia inol­tre l’importanza del­le lezio­ni regi­stra­te, il cui man­te­ni­men­to è richie­sto da gran par­te del cor­po stu­den­te­sco e che «pos­so­no esse­re un otti­mo stru­men­to di pari­tà e con­tri­bui­re alla for­ma­zio­ne di un Ate­neo più acces­si­bi­le a tut­te e tutti».

Sini­stra Uni­ver­si­ta­ria ritie­ne che la pan­de­mia abbia reso evi­den­te l’importanza dell’online per age­vo­la­re diver­se per­so­ne nel loro per­cor­so uni­ver­si­ta­rio. Tut­ta­via, si sot­to­li­nea­no anche le cri­ti­ci­tà por­ta­te alla luce da que­sto stru­men­to, come lo svi­li­men­to del­l’e­spe­rien­za uni­ver­si­ta­ria e del­l’ap­pren­di­men­to cri­ti­co, in favo­re di una didat­ti­ca vol­ta esclu­si­va­men­te al saper fare, non­ché l’in­ca­pa­ci­tà del­le isti­tu­zio­ni di garan­ti­re a tut­ti e tut­te la pos­si­bi­li­tà di fre­quen­ta­re lezio­ni e soste­ne­re esa­mi sen­za discri­mi­na­zio­ni. «Da sem­pre soste­nia­mo che se i lavo­ra­to­ri e le lavo­ra­tri­ci non rie­sco­no a coniu­ga­re lavo­ro e stu­dio, se i fuo­ri­se­de non pos­so­no per­met­ter­si di veni­re a stu­dia­re a Mila­no, se i pen­do­la­ri han­no enor­mi dif­fi­col­tà a recar­si in cit­tà per fre­quen­ta­re le lezio­ni, la solu­zio­ne non è lasciar­li a casa ma fare in modo che abbia­no la pos­si­bi­li­tà di vive­re appie­no l’esperienza uni­ver­si­ta­ria. In que­sto sen­so, man­te­ne­re l’online rischia di esse­re un pal­lia­ti­vo, una misu­ra insuf­fi­cien­te a risol­ve­re le pro­ble­ma­ti­ci­tà mostra­te da que­sto periodo!.

Seb­be­ne nes­su­na lista abbia man­ca­to di sot­to­li­nea­re l’impre­scin­di­bi­li­tà del con­tat­to in pre­sen­za con gli stu­den­ti e del­la dimen­sio­ne uma­na dell’attività asso­cia­zio­ni­sti­ca, che sui social è venu­ta a man­ca­re, la mag­gio­ran­za dei rap­pre­sen­tan­ti ha dichia­ra­to di atte­sta­re un avvi­ci­na­men­to degli stu­den­ti alle real­tà poli­ti­che dell’Università e alla figu­ra del rap­pre­sen­tan­te negli ulti­mi mesi. Avvi­ci­na­men­to che, a quan­to pare, ha por­ta­to ad alcu­ne impor­tan­ti vit­to­rie, come l’aumento del­le aree per lo stu­dio e dei loro ora­ri di apertura. 

Come associazione studentesca, noi di Vulcano non vogliamo smettere di pensare all’Università come un luogo aperto e dinamico. 

Un luo­go in gra­do di acco­glie­re e sfrut­ta­re cor­ret­ta­men­te gli stru­men­ti for­ni­ti dal­le nuo­ve tec­no­lo­gie e allo stes­so tem­po di pro­muo­ve­re la pre­sen­za, la par­te­ci­pa­zio­ne e la vita comu­ni­ta­ria. A nostro avvi­so esse sono par­te essen­zia­le e irri­nun­cia­bi­le del per­cor­so for­ma­ti­vo. Un per­cor­so che non può fare a meno del con­fron­to con il com­pa­gno in aula a fine lezio­ne o con l’a­mi­co del­l’as­so­cia­zio­ne, o dei tan­ti even­ti e con­fe­ren­ze che si ten­go­no in Ate­neo e che ci per­met­to­no di allar­ga­re il nostro sguar­do sul mondo. 

Con­di­vi­di:
Cristina delli Carri
Vege­ta­ria­na, gira­mon­do, stu­dio giu­ri­spru­den­za ma nien­te di serio. Se fos­si un ogget­to sarei una pen­na stilografica.
Angela Perego
Matri­co­la pres­so la facol­tà di Giu­ri­spru­den­za, “da gran­de” non voglio fare l’avvocato. Nel tem­po libe­ro amo leg­ge­re e pro­va­re a fis­sa­re i miei pen­sie­ri sul­la carta.
Giulia Riva
Lau­rea­ta in Sto­ria, sto pro­se­guen­do i miei stu­di in Scien­ze Poli­ti­che, per­ché amo tro­va­re nel pas­sa­to le radi­ci di oggi. Mi appas­sio­na­no la poli­ti­ca e l’attualità, la buo­na let­te­ra­tu­ra e ogni sto­ria che val­ga la pena di esse­re rac­con­ta­ta. Scri­ve­re per pro­fes­sio­ne è il mio sogno nel cassetto.
Laura Colombi
Mi pon­go doman­de e dif­fon­do le mie idee attra­ver­so la scrit­tu­ra e la musi­ca, che sono le mie passioni.

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