Gestione dei rifiuti e cittadinanza consapevole

Gestione dei rifiuti e cittadinanza consapevole

Ser­vi­zio di rac­col­ta stra­da­le, domi­ci­lia­re misto, inte­gra­le… sono tan­ti i ser­vi­zi in capo a un gesto­re dei ser­vi­zi di rifiu­ti urba­ni. Spes­so risul­ta dif­fi­ci­le pro­muo­ve­re il miglior ser­vi­zio per la cit­ta­di­nan­za in ter­mi­ni di rap­por­ti tra i ser­vi­zi ero­ga­ti e il costo; tut­ta­via, qual è il con­tri­bu­to del cit­ta­di­no? Esi­sto­no mol­te azio­ni che ogni per­so­na fisi­ca o giu­ri­di­ca può com­pie­re per cer­ca­re di ren­de­re il ciclo dei rifiu­ti sem­pre più soste­ni­bi­le.

Alla base di tut­to il ciclo dei rifiu­ti, e in linea con gli obiet­ti­vi del­l’Agen­da 2030 del­lo svi­lup­po soste­ni­bi­le, vi sono le famo­se “Quat­tro R”: Ridu­zio­ne, Riu­ti­liz­zo, Rici­clo Recu­pe­ro. A que­ste si aggiun­ge una quin­ta “R”, ossia la Rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta, pre­sup­po­sto di ogni poli­ti­ca lega­ta allo smal­ti­men­to dei rifiu­ti. La Rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta vol­ta al rici­clo e al recu­pe­ro por­ta ad una ridu­zio­ne del­la quan­ti­tà di rifiu­ti ed una dimi­nu­zio­ne di mate­rie pri­me ed energia.

Altro pre­sup­po­sto per ren­de­re più soste­ni­bi­le la gestio­ne dei rifiu­ti da par­te dei cit­ta­di­ni è quel­lo di pro­muo­ve­re una comu­ni­ca­zio­ne effi­ca­ce che por­ti il cit­ta­di­no a diven­ta­re un uten­te con­sa­pe­vo­le. Deve esse­re una comu­ni­ca­zio­ne dif­fu­sa e tra­sver­sa­le, che vada dal­le scuo­le alla cit­ta­di­nan­za tut­ta. I pro­mo­to­ri di que­sto cam­bia­men­to cul­tu­ra­le dovran­no esse­re mol­te­pli­ci: dagli inse­gnan­ti, alle Isti­tu­zio­ni, dal­le asso­cia­zio­ni ai sin­go­li cit­ta­di­ni. Ognu­no dovrà dare il pro­prio con­tri­bu­to per il rag­giun­gi­men­to di un obiet­ti­vo comu­ne, quel­lo del­la tute­la dell’ambiente.

Tra le “Quattro R” è importante focalizzarsi sulla prima fase dell’intero ciclo dei rifiuti, la riduzione e il riutilizzo, per cercare di ridurre maggiormente il numero di rifiuti e anche la produzione di beni. 

Per ridu­zio­ne si inten­de una ridu­zio­ne sia degli imbal­lag­gi super­flui, sia dei pro­dot­ti fini­ti. Que­sti, quin­di, pro­vo­ca­no a loro vol­ta una ridu­zio­ne di estra­zio­ne e lavo­ra­zio­ne del­le mate­rie pri­me e la neces­si­tà di smal­ti­men­to. A par­ti­re dagli anni del cosid­det­to “boom eco­no­mi­co”, in Ita­lia e in tut­ta la par­te pri­vi­le­gia­ta del pia­ne­ta, è ini­zia­to un gra­dua­le pro­ces­so di sovrap­pro­du­zio­ne di beni e ser­vi­zi che cau­sa­no rifiu­ti ed inqui­na­men­to. Gli sti­li di vita odier­ni estre­ma­men­te agia­ti di mol­ti Sta­ti del Mon­do por­ta­no le per­so­ne a pos­se­de­re mol­to più del neces­sa­rio, in set­to­ri come quel­lo tec­no­lo­gi­co, ali­men­ta­re e del­la moda.

Pro­prio in rife­ri­men­to all’abbondanza dei beni che pos­se­dia­mo, risul­ta fon­da­men­ta­le il riu­ti­liz­zo di essi e dare loro nuo­va vita. Oltre a sem­pli­ci, ma effi­ca­ci, gesti quo­ti­dia­ni, come quel­lo del­la busta del­la spe­sa riu­ti­liz­za­bi­le, negli ulti­mi anni stan­no spo­po­lan­do del­le appli­ca­zio­ni che pro­muo­vo­no lo scam­bio o ven­di­ta di indu­men­ti, o pro­muo­vo­no cibi inven­du­ti a prez­zi van­tag­gio­si. Si trat­ta di una sor­ta di barat­to 3.0 o di rega­li, for­me di scam­bio che sono sem­pre esi­sti­te soprat­tut­to in pas­sa­to e che soprav­vi­vo­no anco­ra oggi ad esem­pio nel­le zone peri­fe­ri­che del nostro Pae­se. Un altro siste­ma, oggi ormai in disu­so, è quel­lo del “vuo­to a ren­de­re”, che pro­vo­che­reb­be una ridu­zio­ne di una gran­de quan­ti­tà di bot­ti­glie in plastica. 

La rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta in Ita­lia oggi è pari al 73%, in aumen­to rispet­to agli anni pre­ce­den­ti, a dimo­stra­zio­ne del­la cen­tra­li­tà del tema. I van­tag­gi di uno svi­lup­po soste­ni­bi­le e del rici­clo sono fon­da­men­ta­li per tute­la­re pro­gres­si­va­men­te la salu­te del nostro pianeta.

Illu­stra­zio­ne di Miche­le Bet­tol­li­ni.

Riccardo Garosi
Poli­ti­co in erba, mi pia­ce par­la­re di soste­ni­bi­li­tà in manie­ra tra­sver­sa­le. Scru­po­lo­sa­men­te atten­to all’am­bien­te da far invi­dia a Gre­ta Thun­berg. Gran­de aman­te del cibo.
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