In Statale gli orali tornano online, ma è abbastanza?

In Statale il Covid sembra non essere più un problema

Il 3 gen­na­io 2022, insie­me agli augu­ri di buon anno, il Magni­fi­co Ret­to­re del­la Sta­ta­le di Mila­no ha divul­ga­to una comu­ni­ca­zio­ne uffi­cia­le in cui veni­va­no anti­ci­pa­te le pri­me infor­ma­zio­ni riguar­do alle moda­li­tà di svol­gi­men­to degli esa­mi e del­la didat­ti­ca del Secon­do Seme­stre. Suc­ces­si­va­men­te, però, è sta­to fat­to un par­zia­le die­tro­front, intro­du­cen­do nel Decre­to ret­to­ra­le del 7 gen­na­io nuo­ve rego­le. Que­sto a segui­to del­l’a­do­zio­ne di una cir­co­la­re da par­te del MIUR, sen­za la qua­le nien­te di nuo­vo sareb­be sta­to pre­vi­sto rispet­to alla comu­ni­ca­zio­ne del 3 gen­na­io scor­so, in cui era­no sta­te con­fer­ma­te le moda­li­tà del Pri­mo Seme­stre, insi­sten­do nel voler ripor­ta­re la didat­ti­ca ad una moda­li­tà pre-Covid.

Il gior­no suc­ces­si­vo alla comu­ni­ca­zio­ne del Ret­to­re, mar­te­dì 4 gen­na­io, è un nuo­vo gior­no di record: la pan­de­mia non inten­de fer­mar­si, anzi, ricon­fer­ma l’andamento ormai repen­ti­no e pre­oc­cu­pan­te del dicem­bre scor­so. I nuo­vi casi di Covid in Ita­lia, a fron­te di oltre un milio­ne e due­cen­to­mi­la tam­po­ni, sono qua­si 180.000, e nel­la sola Lom­bar­dia se ne con­ta­no oltre 50.000, con un aumen­to ormai evi­den­te e scon­ta­to di casi ospe­da­liz­za­ti. La varian­te Omi­cron sem­bra una minac­cia ormai con­cre­ta che rischia di com­pro­met­te­re total­men­te anche la didat­ti­ca del nostro Ate­neo. È infat­ti impos­si­bi­le pen­sa­re, come auspi­ca­to dal Ret­to­re Fran­zi­ni, a una ripre­sa del­le atti­vi­tà nel­la manie­ra simi­le a set­tem­bre e otto­bre, quan­do i casi di Covid era­no un nume­ro infi­ni­ta­men­te più basso. 

Il 7 gennaio, a seguito di una nuova circolare della Direzione Generale del MIUR, il Decreto rettorale a cui abbiamo già accennato (consultabile sul sito di Unimi) ha confermato la fruibilità delle lezioni a distanza, ma soprattutto ha cambiato parzialmente le regole per lo svolgimento degli esami nella sessione di gennaio. 

Il cam­bia­men­to dra­sti­co è avve­nu­to per quan­to riguar­da gli esa­mi ora­li che, fino al 31 gen­na­io, in via del tut­to straor­di­na­ria, saran­no svol­ti ordi­na­ria­men­te da remo­to (sal­vo even­tua­li richie­ste di dero­ga che dovran­no esse­re for­mu­la­te con le mede­si­me moda­li­tà pre­vi­ste per le dero­ghe agli scrit­ti in presenza). 

Rispet­to allo svol­gi­men­to degli esa­mi scrit­ti, inve­ce, l’Università sem­bra non aver anco­ra tro­va­to una solu­zio­ne. Que­sti ulti­mi, infat­ti, saran­no dispo­ni­bi­li solo in pre­sen­za, con la pos­si­bi­li­tà di recu­pe­rar­li per colo­ro che sono attual­men­te posi­ti­vi al Covid o in qua­ran­te­na, per gli stu­den­ti con fra­gi­li­tà e per colo­ro che risie­do­no all’e­ste­ro. Pur­trop­po, oltre a chi ha la pos­si­bi­li­tà di acce­de­re alle giu­stis­si­me dero­ghe con­ces­se, esi­ste una gran­dis­si­ma par­te di stu­den­ti che avreb­be biso­gno del­le stes­se con­si­de­ra­zio­ni. La lista è lun­ga: pen­do­la­ri, fuo­ri­se­de, stu­den­ti lavo­ra­to­ri e i famo­si care­gi­ver. Par­lia­mo del­la stra­gran­de mag­gio­ran­za degli stu­den­ti, i qua­li con­si­de­ra­no la didat­ti­ca tele­ma­ti­ca come un’opportunità e non come una minac­cia all’inclusione uni­ver­si­ta­ria, come inve­ce è vista a quan­to pare dal Rettore.

La veri­tà è che in pri­mis la DAD e, in secon­do luo­go, gli esa­mi onli­ne, han­no spes­so aiu­ta­to mol­tis­si­mi stu­den­ti. Per que­sto anche Uni­Sì ave­va lan­cia­to pre­ven­ti­va­men­te lo scor­so dicem­bre una peti­zio­ne da oltre 8.000 fir­me, la qua­le si impe­gna­va a chie­de­re al Ret­to­re di per­met­te­re a tut­ti gli stu­den­ti e stu­den­tes­se di lascia­re libe­ra scel­ta alla frui­bi­li­tà degli esa­mi a distan­za per que­sta ses­sio­ne inver­na­le. Pur­trop­po, la peti­zio­ne non è ser­vi­ta a mol­to, dato che non ha distol­to l’am­mi­ni­stra­zio­ne dal­la pro­pria posizione. 

Infat­ti, pri­ma del­la sud­det­ta cir­co­la­re mini­ste­ria­le del 7 gen­na­io, la voce di una gran par­te degli stu­den­ti del­la Sta­ta­le non è basta­ta a deter­mi­na­re la rein­tro­du­zio­ne ecce­zio­na­le degli esa­mi da remo­to. Le cose sono cam­bia­te pro­prio nel momen­to in cui il MIUR, ren­den­do­si con­to del­la situa­zio­ne, ha ben deci­so di costrin­ge­re di fat­to gli Ate­nei ad adeguarsi. 

Il pro­ble­ma prin­ci­pa­le sono le con­trad­di­zio­ni che por­ta con sé la nuo­va fase pan­de­mi­ca che stia­mo viven­do. Se si ha il vac­ci­no si è pro­tet­ti, e infat­ti i nume­ri di oggi, anche se alti, non sono asso­lu­ta­men­te pre­oc­cu­pan­ti come quel­li di un anno fa, perio­do in cui l’intera Ita­lia, tra l’altro, si tro­va­va in zona ros­sa. Ma resta comun­que un’ine­vi­ta­bi­le pau­ra nel­la popo­la­zio­ne che vie­ne sot­to­va­lu­ta­ta, si pen­si sola­men­te alla cri­si dei tam­po­ni che abbia­mo vis­su­to in que­ste feste: è la pro­va con­fu­ta­ta che con il Covid non abbia­mo anco­ra impa­ra­to a con­vi­ve­re, e per gli stu­den­ti di tut­ta Ita­lia che fre­quen­ta­no la Sta­ta­le ciò non è da meno. 

Basare la didattica e, soprattutto, una faccenda delicata come la modalità di svolgimento degli esami, solo sulle disposizioni del Governo, è una grave mancanza di considerazione e, inoltre, segnala una pesante miopia su quella che è effettivamente la reale condizione degli studenti. 

La real­tà dei fat­ti, ini­zial­men­te, non è sta­ta con­si­de­ra­ta per nien­te, e il Ret­to­re Fran­zi­ni in que­sto non è sem­bra­to diver­so dai suoi col­le­ghi del resto degli Ate­nei lom­bar­di, che una­ni­me­men­te ave­va­no deci­so anco­ra una vol­ta di sca­val­ca­re i pro­ble­mi degli stu­den­ti, sen­za con­si­de­rar­li affatto. 

Il Covid esi­ste, ed è anco­ra un pro­ble­ma per mol­tis­si­mi stu­den­ti che nel com­ples­so del­la pan­de­mia non sono per nien­te con­si­de­ra­ti: è moti­vo di stress per tut­ti colo­ro che con­vi­vo­no con paren­ti o ami­ci fra­gi­li, per tut­ti quel­li che lavo­ra­no e che sono pena­liz­za­ti da una cat­ti­va coo­pe­ra­zio­ne tra dato­re di lavo­ro e Uni­ver­si­tà, quest’ultima in teo­ria garan­te del­la vita stu­den­te­sca; è moti­vo inol­tre di disa­gio e ango­scia per tut­te le stu­den­tes­se e gli stu­den­ti, soprat­tut­to in un perio­do come quel­lo del­la ses­sio­ne che, come det­to, è deli­ca­to per­ché già fon­te di ansia. La pan­de­mia pur­trop­po non è fini­ta, e la pau­ra di esse­re con­ta­gia­ti o con­ta­gia­re è anco­ra uno dei pri­mi pro­ble­mi con cui gli stu­den­ti del­la Sta­ta­le han­no inau­gu­ra­to l’anno nuovo. 

È ridi­co­lo par­la­re di ciò nel 2022, ma la visio­ne di una cer­ta ammi­ni­stra­zio­ne dell’Università non sem­bra aiu­ta­re rispon­den­do alle diver­se que­stio­ni sol­le­va­te: igno­ra, anzi, un pro­ble­ma così impor­tan­te e sem­bra osta­co­la­re le richie­ste espli­ci­te degli stu­den­ti, tut­to que­sto dopo qua­si due anni pas­sa­ti den­tro un peren­ne sta­to di emergenza.

Con­di­vi­di:
Andrea Marcianò
Clas­se ’99, nato sul Lago di Como, stu­den­te in scien­ze del­la comu­ni­ca­zio­ne, aman­te di cine­ma e tele­vi­sio­ne. Mi pia­ce osser­va­re il mon­do dal­l’e­ster­no come uno spettatore.

1 Trackback & Pingback

  1. DAD in università, la parola a studenti e liste - Vulcano Statale

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.