Lo strano ritorno di Harry Potter

Dopo ven­t’an­ni, Har­ry Pot­ter, il gio­va­ne mago che ci ha accom­pa­gna­to per l’in­te­ra infan­zia, fa anco­ra par­la­re di sé e por­ta sul­lo scher­mo un even­to uni­co nel suo gene­re. Stia­mo par­lan­do del­l’­Har­ry Pot­ter 20thAnniversary: Return to Hog­warts. Il cast al com­ple­to si rive­de e si fa rive­de­re, in quel­lo che pos­sia­mo defi­ni­re un even­to cinematografico.

A man­ca­re è però la men­te del­l’in­te­ra saga, JK Row­ling che a cau­sa del­le sue for­ti opi­nio­ni ine­ren­ti i dirit­ti del­le don­ne e un atteg­gia­men­to che è sta­to defi­ni­to tran­sfo­bi­co, ha atti­ra­to l’an­ti­pa­tia di Rad­clif­fe, Grint e Watson. Ma a quan­to rila­scia­to dagli agen­ti del­la scrit­tri­ce, tut­to ciò non ha impat­ta­to sul­la sua esi­gua pre­sen­za, affer­man­do inve­ce che la sua com­par­sa, era sem­pli­ce­men­te non necessaria.

La Row­ling appa­re uni­ca­men­te in un’in­ter­vi­sta del 2019 e da quan­to emer­ge pare abbia rice­vu­to l’in­vi­to per la par­te­ci­pa­zio­ne. Le affer­ma­zio­ni del­la scrit­tri­ce ogget­to di cri­ti­ca risal­go­no al 2020, quan­do Row­ling ave­va pub­bli­ca­to un esau­rien­te post sul pro­prio sito, dove rispon­de­va alle accu­se che le era­no sta­te mos­se di tran­sfo­bia, a cau­sa di alcu­ni com­men­ti che lei stes­sa ave­va fat­to riguar­do l’i­den­ti­tà di gene­re e quel­lo che ave­va chia­ma­to come il “nuo­vo atti­vi­smo trans”: «Non mi pie­ghe­rò di fron­te a un movi­men­to che riten­go stia facen­do dan­ni dimo­stra­bi­li nel ten­ta­ti­vo di ero­de­re il con­cet­to di “don­na” come clas­se poli­ti­ca e bio­lo­gi­ca, offren­do pro­te­zio­ne ai mole­sta­to­ri come pochi nel­la storia».

In seguito, aveva rivelato di esser stata vittima di violenze domestiche e abusi sessuali durante il suo primo matrimonio, motivando dunque le proprie idee riguardo l’identità di genere i diritti delle persone trans. 

Le cri­ti­che alla scrit­tri­ce si sono ripe­tu­te quan­do ave­va iro­niz­za­to sull’utilizzo dell’espressione “per­so­ne che han­no le mestrua­zio­ni” nel tito­lo di un arti­co­lo del sito Devex che usa­va l’espressione per inclu­de­re espli­ci­ta­men­te per­so­ne trans e non bina­rie: «Sono sicu­ra che esi­stes­se una paro­la per que­ste per­so­ne» ha scrit­to Row­ling, «Aiu­ta­te­mi… Dan­ne? Done? Dum­ne». Il com­men­to, anda­va a sepa­ra­re net­ta­men­te le per­so­ne con le mestrua­zio­ni e le don­ne, negan­do l’e­si­sten­za di per­so­ne che le han­no ma non si iden­ti­fi­ca­no come donne.

Mol­ti atto­ri famo­si, tra cui il benia­mi­no Daniel Rad­clif­fe, han­no pub­bli­ca­to post in cui pren­de­va­no le distan­ze dal­le paro­le del­la Row­ling, evi­tan­do di attac­car­la per­so­nal­men­te, e in cui espri­me­va­no soli­da­rie­tà ver­so le per­so­ne tran­sgen­der e la volon­tà di “diven­ta­re un miglio­re allea­to”. Com­men­ti simi­li sono sta­ti fat­ti anche dagli atto­ri Eddie Red­may­ne ed Emma Watson. Ma non solo, la scrit­tri­ce ha par­la­to di peri­co­lo, peri­co­lo che lo «sgre­to­la­men­to del­la defi­ni­zio­ne lega­le di ses­so» com­por­te­reb­be per varie cau­se che le stan­no a cuo­re. A soste­gno del­le sue idee, la don­na ha por­ta­to in cau­sa il pro­ble­ma per l’educazione e la tute­la dei bam­bi­ni e nel­la sua rispo­sta ha cita­to uno stu­dio del­la ricer­ca­tri­ce Lisa Litt­mann, basa­to sull’intervista di 256 geni­to­ri che par­la­no del­le loro pre­oc­cu­pa­zio­ni riguar­do alla disfo­ria (sen­sa­zio­ne di ina­de­gua­tez­za del gene­re asse­gna­to alla nasci­ta) rife­ri­ta dai loro figli.

Row­ling dichia­ra inol­tre pre­oc­cu­pa­zio­ne riguar­do alla pro­po­sta di una leg­ge in Sco­zia che ren­de­rà più faci­le per le per­so­ne trans otte­ne­re rico­no­sci­men­to lega­le per la loro iden­ti­tà di gene­re. Row­ling sostie­ne che la leg­ge farà sì che «l’unica cosa che ser­vi­rà a un uomo per “diven­ta­re don­na” sarà dire di esser­lo». La con­se­guen­za, secon­do Row­ling, sareb­be che mol­te don­ne sareb­be­ro costret­te a con­di­vi­de­re spa­zi inti­mi, come i bagni pub­bli­ci, con “uomi­ni”, a disca­pi­to del­la loro sicurezza.

La scrittrice ha voluto mostrare la sua empatia, raccontando come negli anni ‘80 si sentisse inadeguata e colpita dagli stereotipi femminili tra cui il rosa, la frivolezza e l’arrendevolezza.

Le gran­di testa­te gior­na­li­sti­che han­no espres­so il pro­prio pare­re. In una recen­sio­ne il The Tele­gra­ph ha scrit­to: «Quel­lo che alla fine man­ca è una visio­ne genui­na di Har­ry e di cosa c’era in lui che ha amma­lia­to così tan­ti let­to­ri. E, ad esse­re one­sti, solo JK Row­ling avreb­be potu­to offri­re quel tipo di intui­zio­ne. Anche un bab­ba­no avrà con­clu­so che la man­can­za di tem­po dato alla Row­ling in que­sto docu­men­ta­rio ha qual­co­sa a che fare con il rim­pro­ve­ro pub­bli­co da par­te del­le star del­la serie in rispo­sta alle sue opi­nio­ni sul­le per­so­ne trans».

Anche il Times non è sta­to da meno e scri­ve che la reu­nion è una «lun­ga, scin­til­lan­te, nostal­gi­ca festa dell’amore», ma che esclu­de­re un ingre­dien­te chia­ve come la Row­ling è sta­ta una “stra­na omis­sio­ne”. The Inde­pen­dent ha inve­ce nota­to che i mem­bri del cast, in effet­ti, affron­ta­no l’importanza dei libri scrit­ti da JK Row­ling. «Pen­so che sia mol­to faci­le dimen­ti­ca­re che all’epoca la gen­te par­la­va del­la mor­te del­la let­tu­ra», dice Daniel Rad­clif­fe a un cer­to pun­to. Rob­bie Col­tra­ne – aka Hagrid – aggiun­ge:«Uno dei tan­ti moti­vi per cui ammi­ro così tan­to JK è che milio­ni di per­so­ne ora leg­go­no libri che non avreb­be­ro mai let­to nel­le loro vite, e improv­vi­sa­men­te ti ren­di con­to del pote­re del­la scrittura».

Ai più, risul­ta dav­ve­ro stra­na l’assenza del­la scrit­tri­ce per una del­le reu­nion più atte­se e ci chie­dia­mo se dav­ve­ro per la Row­ling bastas­se il mate­ria­le d’archivio a sosti­tuir­la o se alla base di que­sta deci­sio­ne ci sia­no pro­prie le anti­pa­tie che lei stes­sa ha atti­ra­to sul­la sua persona.

Arti­co­lo di Gaia Iamundo.

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