BookAdvisor, consigli di lettura di febbraio

BookAdvisor, consigli di lettura di febbraio

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta. 


Beau­ti­ful world, whe­re are you, Sal­ly Roo­ney (Faber and Faber) – recen­sio­ne di Giu­lia Scolari

Ali­ce è una scrit­tri­ce con un pas­sa­to con cui non vuol più fare i con­ti e Felix è un ope­ra­io che da anni ha smes­so di pen­sa­re al Felix di un tem­po. Eileen è un’editrice che si sfor­za di non esse­re spe­cia­le, ma agli occhi di Simon rima­ne sem­pre un vero e pro­prio mira­co­lo. Le vite di que­sti per­so­nag­gi si intrec­cia­no e si com­ple­ta­no, una sto­ria rac­con­ta­ta con l’alternarsi tra nar­ra­zio­ne diret­ta ed epi­sto­la­rio. Nel­le loro vite si inter­ro­ga­no su erro­ri, difet­ti e pau­re; nei momen­ti di rifles­sio­ne con­di­vi­do­no una visio­ne del mon­do impron­ta­ta sul­la bel­lez­za e la ricer­ca del­la feli­ci­tà, che per la gene­ra­zio­ne di cui Roo­ney scri­ve non è più una pro­mes­sa. Una let­tu­ra scor­re­vo­le e sem­pli­ce, for­se il miglio­re libro dell’autrice: un otti­mo com­pen­dio del meglio di Per­so­ne Nor­ma­li e Par­lar­ne tra ami­ci.


La disci­pli­na di Pene­lo­pe, Gian­ri­co Caro­fi­glio (Mon­da­do­ri) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

A cau­sa di un miste­rio­so inci­den­te, Pene­lo­pe Spa­da, ex pub­bli­co mini­ste­ro, è costret­ta a inter­rom­pe­re la sua car­rie­ra, caden­do così in un for­te sta­to di depres­sio­ne. Quan­do ormai nel­la vita di Pene­lo­pe sem­bra non esser­ci via d’uscita dal suo tor­men­to inte­rio­re, un uomo la con­tat­ta chie­den­do­le di difen­der­lo, in un caso ormai chiu­so, dall’ingiusta accu­sa per la qua­le era sta­to rite­nu­to col­pe­vo­le dell’omicidio del­la moglie. Que­sta per Pene­lo­pe sarà un’occasione di riscat­to, sia lavo­ra­ti­vo che per­so­na­le, gra­zie alla qua­le ritro­ve­rà se stes­sa e usci­rà dall’incertezza. Attra­ver­so una scrit­tu­ra pia­na, scor­re­vo­le e leg­ge­ra, Gian­ri­co Caro­fi­glio ci tra­sci­na nel­le pagi­ne di que­sto enig­ma, non trop­po intri­ca­to o arti­co­la­to, all’apparenza sem­pli­ce, ma che nascon­de una pro­fon­da rifles­sio­ne sull’anima ango­scia­ta e oppres­sa di Pene­lo­pe. Una don­na che, inca­stra­ta nel pas­sa­to, cer­ca pian pia­no di rico­strui­re la pro­pria sto­ria, la qua­le è, infat­ti, anco­ra tut­ta da scri­ve­re, come testi­mo­nia il fina­le aper­to e incer­to del romanzo. 


Rapa­ci, Gio­van­ni Piz­zi­go­ni (Mon­da­do­ri) – recen­sio­ne di Jes­si­ca Rodenghi

Cosa acca­de quan­do una gio­va­ne ragaz­za socia­li­sta par­te­ci­pa a una mani­fe­sta­zio­ne, ma vie­ne tra­vol­ta da even­ti mol­to più gran­di di lei? Il pri­mo filo­ne nar­ra­ti­vo di que­sto roman­zo fan­ta-poli­ti­co è la sto­ria di Bian­ca, che si intrec­cia in modo indis­so­lu­bi­le a quel­le degli altri pro­ta­go­ni­sti. Il Capi­ta­no Sfor­za è un assas­si­no spie­ta­to, che gode del suo pote­re dato dal gra­do, men­tre David Bar­ro­so è un ragaz­zo qual­sia­si, che cer­ca il fra­tel­lo disper­so pro­prio nel­la zona in cui il Capi­ta­no deve con­dur­re i sol­da­ti. Un occhio spie­ta­to, uma­no ma sen­za fil­tri ci per­met­te di entra­re nel­le sto­rie dei tre: non è pos­si­bi­le non esse­re coin­vol­ti. Il back­ground ucro­ni­sti­co per­met­te di tra­sla­re gli even­ti in un lim­bo lon­ta­no dal nostro mon­do, ma si com­pren­de la sot­ti­le iro­nia che cri­ti­ca l’Italia e l’Europa del nostro decen­nio. Piz­zi­go­ni, in fon­do, vole­va but­tar­ci nudi sul­la neve e mostrar­ci una fet­ta di real­tà che mol­to spes­so dimen­ti­chia­mo e, cioè, che il mon­do non è bel­lo come sem­bra e che gli uomi­ni, in fon­do, sono sem­pre degli animali.


Per nien­te al mon­do, Ken Fol­lett (Mon­da­do­ri) – recen­sio­ne di Lau­ra Cecchetto

È pos­si­bi­le evi­ta­re lo scop­pio di una guer­ra non neces­sa­ria? Si può cam­bia­re un futu­ro tra­gi­ca­men­te pos­si­bi­le? L’intrecciarsi di fili nar­ra­ti­vi diver­si, lega­ti magi­stral­men­te l’un l’altro, col­le­ga diver­si ango­li del glo­bo, spin­ti ine­vi­ta­bil­men­te, per moti­vi diver­si, ver­so un pun­to di non ritor­no. Nel Saha­ra, due agen­ti segre­ti met­to­no a repen­ta­glio la loro vita inse­guen­do dei ter­ro­ri­sti isla­mi­ci. A com­pli­ca­re il tut­to, la loro sto­ria d’amore. Intan­to, Kiah scap­pa dal­la care­stia e dal­la guer­ra, met­ten­do­si in viag­gio clan­de­sti­na­men­te ver­so l’Europa insie­me al figlio, con l’aiuto del miste­rio­so Abdul. Dall’altra par­te del mon­do, la pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti cer­ca in tut­ti i modi di allen­ta­re le ten­sio­ni poli­ti­che sem­pre più fre­quen­ti e insi­dio­se, men­tre l’ambizioso vice­mi­ni­stro dei ser­vi­zi segre­ti Chang Kai si scon­tra con­tro i ver­ti­ci comu­ni­sti del gover­no cine­se. In un cre­scen­do di peri­co­li e vio­len­ze, la spe­ran­za sem­bra ormai per­sa. Si può tor­na­re a uno sta­tus quo, a qua­le prezzo?


Il consiglio delle libraie di Colibrì

La sera, il gior­no e la not­te, Octa­via E. Butler (SUR) – recen­sio­ne di Gior­gia Demuro

La mia cosa pre­fe­ri­ta di que­sta rac­col­ta sono le post­fa­zio­ni. Sì, esat­to, non sin­go­la­re ma plu­ra­le: alla fine di ogni rac­con­to Octa­via Butler si pren­de uno spa­zio, di poche righe o qual­che para­gra­fo, per par­la­re con il let­to­re, così spie­ga, chia­ri­sce e illu­mi­na det­ta­gli per indi­ca­re la stra­da su cui vole­va accom­pa­gnar­lo. Per­ché, se è vero che il testo una vol­ta pub­bli­ca­to appar­tie­ne a chi lo leg­ge e non più a chi lo ha scrit­to, a vol­te è bel­lo (e uti­le e impor­tan­te) far­si gui­da­re. E Butler, da incre­di­bi­le e bril­lan­te visio­na­ria qua­le era, non dà mai tre­gua all’immaginazione del let­to­re. Ogni rac­con­to è una sfi­da, le basta­no poche paro­le per sba­ra­glia­re cer­tez­ze (ecco un uomo incin­to, ecco la paro­la che scom­pa­re e lascia il posto alla vio­len­za) e ribal­ta­re pro­spet­ti­ve (cosa chie­de­re­sti a Dio per sal­va­re l’umanità?). Crea uni­ver­si che sono in real­tà ber­sa­gli per doman­de pre­ci­se come frec­ce, van­no sem­pre a segno ma nes­su­no sa rispon­de­re (“Pos­se­dia­mo cin­quan­ta­mi­la geni dif­fe­ren­ti in ognu­no dei nuclei dei nostri miliar­di di cel­lu­le. Se uno tra i cin­quan­ta­mi­la geni può stra­vol­ge­re così tan­to la nostra vita ‒ciò che pos­sia­mo fare e ciò che pos­sia­mo diven­ta­re ‒allo­ra cos’è che sia­mo dav­ve­ro? Cosa, in effet­ti?”). È un’antologia calei­do­sco­pi­ca che offre uno sguar­do sui temi ricor­ren­ti nel­la nar­ra­ti­va di Butler (per que­sto anche un’ottima gui­da per chi non cono­sce l’autrice): la sua peren­ne fasci­na­zio­ne per medi­ci­na, bio­lo­gia e respon­sa­bi­li­tà indi­vi­dua­le, l’essere insie­me una don­na nera, una scrit­tri­ce e sce­glie­re la fan­ta­scien­za in un mon­do che sem­bra aver­ce­la con tut­te que­ste cose.

Con­di­vi­di:
Rebecca Nicastri
Clas­se 2000. Stu­dio let­te­re, sono inna­mo­ra­ta del mon­do e vor­rei sape­re tut­to di lui. Per me le gior­na­te sono sem­pre trop­po corte.

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