Mattarella rieletto: tutti vincono, nessuno ha vinto

Mattarella rieletto: tutti vincono, nessuno ha vinto

Nel­la sera­ta di saba­to, Ser­gio Mat­ta­rel­la è sta­to rie­let­to Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca, diven­tan­do con 759 pre­fe­ren­ze il secon­do Pre­si­den­te più vota­to del­la sto­ria repub­bli­ca­na, alle spal­le di Per­ti­ni. Que­sta ele­zio­ne, pur sem­bran­do un “nul­la di fat­to”, pre­sen­ta inve­ce diver­si esi­ti e impli­ca­zio­ni, su cui è bene riflettere. 

Le trat­ta­ti­ve tra cen­tro­de­stra e cen­tro­si­ni­stra, ini­zia­te a segui­to del for­fait di Ber­lu­sco­ni, sono appar­se sin da subi­to ste­ri­li e carat­te­riz­za­te dal­le ten­sio­ni inter­ne alle coa­li­zio­ni. Duran­te le pri­me gior­na­te, infat­ti, men­tre i capi­grup­po indi­ca­va­no agli elet­to­ri di lascia­re la sche­da in bian­co o di aste­ner­si, sono sta­ti fat­ti diver­si nomi, le cui can­di­da­tu­re si sono tut­ta­via arre­sta­te duran­te le trat­ta­ti­ve stes­se. Da Nor­dio e Cro­set­to, vota­ti da FdI, fino allo spet­tro di Mario Dra­ghi e Casi­ni, le due coa­li­zio­ni non sono riu­sci­te a tro­va­re nem­me­no un prin­ci­pio d’in­te­sa sul can­di­da­to ideale.

Col pas­sa­re degli scru­ti­ni, è emer­so un pro­ble­ma sostan­zia­le, ovve­ro la man­can­za di sche­de bian­che. Inol­tre, tra le deci­ne di sche­de man­can­ti, è ini­zia­to ad appa­ri­re il nome Mat­ta­rel­la, sen­za che que­sto fos­se sta­to indi­ca­to da alcun capo­grup­po. E, se al secon­do scru­ti­nio si pote­va pen­sa­re che i 39 voti fos­se­ro una coin­ci­den­za, i 166 del quar­to scru­ti­nio han­no dimo­stra­to che i capi­grup­po non ave­va­no più il con­trol­lo dei gran­di elet­to­ri. Lo sno­do cru­cia­le di que­sta ele­zio­ne è sta­to for­se il quin­to scru­ti­nio, in cui il cen­tro­de­stra ha lan­cia­to la can­di­da­tu­ra di Casel­la­ti, per pro­va­re a impor­re un nome e per veri­fi­ca­re la com­pat­tez­za dei voti. L’e­si­to è sta­to un disa­stro: la Pre­si­den­te del Sena­to ha infat­ti otte­nu­to sola­men­te 382 voti, cir­ca set­tan­ta in meno dei voti pre­vi­sti. E così, con un cen­tro­de­stra com­ple­ta­men­te fran­tu­ma­to e un cen­tro­si­ni­stra para­liz­za­to, l’u­ni­ca solu­zio­ne all’im­pas­se è sta­ta la can­di­da­tu­ra di Mat­ta­rel­la, che è sta­to così elet­to all’ot­ta­vo scrutinio. 

Il pri­mo dato rile­van­te di que­sta ele­zio­ne è il fat­to che, in assen­za di una lea­der­ship soli­da o auto­re­vo­le, i gran­di elet­to­ri si sia­no coor­di­na­ti “dal bas­so” con un nome pro­prio, col­ti­van­do già dai pri­mi gior­ni di gen­na­io un con­sen­so che è diven­ta­to sem­pre più tra­sver­sa­le. È dif­fi­ci­le imma­gi­na­re come sia­no avve­nu­te le trat­ta­ti­ve per spin­ge­re la can­di­da­tu­ra di Mat­ta­rel­la, ma è sicu­ro che que­sta ope­ra­zio­ne sia par­ti­ta ben pri­ma del­l’i­ni­zio del­le vota­zio­ni, da un asse com­po­sto da alcu­ni sena­to­ri pen­ta­stel­la­ti e altri par­la­men­ta­ri del PD. Se si può par­la­re di un suc­ces­so non è dun­que meri­to dei lea­der di par­ti­to che si stan­no inte­stan­do il meri­to di que­sto esi­to, ben­sì dei gran­di elet­to­ri che, nel silen­zio, han­no ini­zia­to a tes­se­re una tela che si è allar­ga­ta fino agli elet­to­ri di FI e del­la Lega. La capa­ci­tà dei gran­di elet­to­ri di coor­di­nar­si auto­no­ma­men­te e di otte­ne­re un risul­ta­to così impor­tan­te è sicu­ra­men­te un segna­le di vita­li­tà del Par­la­men­to, spes­so bypas­sa­to dal­l’at­ti­vi­tà del Gover­no, non­ché un segna­le di debo­lez­za dei capi­grup­po e dei lea­der di partito. 

Il bilancio di questa rielezione è duplice. Da un lato, è stato eletto uno dei simboli più potenti dell’unità nazionale, dall’altro le forze politiche interne alla maggioranza ne escono ancora più frammentate. 

In ter­mi­ni di sta­bi­li­tà, la scel­ta di for­za­re un secon­do man­da­to di Mat­ta­rel­la è la solu­zio­ne più sen­sa­ta e con­ve­nien­te, poi­ché rap­pre­sen­ta un sostan­zia­le man­te­ni­men­to del­lo sta­tus quo all’in­ter­no del­la mag­gio­ran­za e del­le isti­tu­zio­ni. Ciò signi­fi­ca che il Gover­no potrà, dopo que­sta bre­ve paren­te­si, con­ti­nua­re i pro­pri lavo­ri in meri­to alla gestio­ne del­la pan­de­mia, all’im­ple­men­ta­zio­ne del PNRR e alla revi­sio­ne del Pat­to di Sta­bi­li­tà, sen­za dover per­de­re tem­po in rim­pa­sti o cam­bi di equi­li­bri. È sta­to anche scon­giu­ra­to il rischio di ele­zio­ni anti­ci­pa­te che, aldi­là dei ragio­na­men­ti in ter­mi­ni di con­ve­nien­za, avreb­be por­ta­to a mesi di cam­pa­gna elet­to­ra­le, con un con­se­guen­te e signi­fi­ca­ti­vo ral­len­ta­men­to del­l’at­ti­vi­tà par­la­men­ta­re; in altre paro­le, tan­ti salu­ti al PNRR e ai sol­di del Reco­ve­ry Fund.

Dal­l’al­tro lato, inve­ce, è evi­den­te che le coa­li­zio­ni sia­no più inde­bo­li­te che mai, basti pen­sa­re alla dispu­ta inter­na ai 5Stelle tra Con­te e Di Maio (spe­cie sul nome di Bel­lo­ni nel cor­so del­le trat­ta­ti­ve), o alle dichia­ra­zio­ni di Melo­ni sul rap­por­to tra FdI e gli altri par­ti­ti del cen­tro­de­stra. E, se è sta­to lo stes­so Par­la­men­to a eleg­ge­re pres­so­ché in auto­no­mia il Pre­si­den­te, è pur evi­den­te come il Par­la­men­to stes­so sia ormai com­ple­ta­men­te bal­ca­niz­za­to e fuo­ri con­trol­lo, tan­to da dover ricor­re­re a quel­la che teo­ri­ca­men­te dovreb­be esse­re un’ec­ce­zio­ne, ovve­ro la rie­le­zio­ne del Pre­si­den­te uscen­te. In sostan­za, sarà neces­sa­rio riflet­te­re su un nuo­vo asset­to per tene­re in pie­di la mag­gio­ran­za di gover­no, oltre alla valu­ta­zio­ne di una nuo­va leg­ge elet­to­ra­le che pos­sa risol­ve­re una cri­si isti­tu­zio­na­le evi­den­te sin dal­la rie­le­zio­ne di Napo­li­ta­no nel 2013. Tut­te sfi­de che richie­de­ran­no uni­tà e respon­sa­bi­li­tà, valo­ri di cui Mat­ta­rel­la, for­se suo mal­gra­do, sarà anco­ra sim­bo­lo al Quirinale. 

Con­di­vi­di:
Michele Baboni
Stu­den­te di scien­ze poli­ti­che, sono appas­sio­na­to di filo­so­fia, poli­ti­ca e cal­cio. I temi che ho più a cuo­re sono i dirit­ti civi­li e il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, anche se l’at­tua­li­tà è sem­pre un pun­to di par­ten­za sti­mo­lan­te per nuo­ve rifles­sio­ni. La scrit­tu­ra è il mez­zo per allar­ga­re i miei oriz­zon­ti, la curio­si­tà il ven­to che mi spin­ge alla ricer­ca inces­san­te di nuo­ve risposte.

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