I colori, un balenio che è la vita intera

I colori. Un balenio che è la vita intera

«In que­sto bale­nio di colo­ri è la vita». Paro­le pro­nun­cia­te da Goe­the, gran­de poe­ta, ma anche atten­to scien­zia­to, for­se davan­ti allo spet­ta­co­lo natu­ra­le di un arco­ba­le­no. Paro­le intri­se di voglia di vive­re, di gode­re del pri­vi­le­gio dell’esistenza, espe­rien­za così sfac­cet­ta­ta e così varia, dai mol­te­pli­ci colo­ri. Paro­le che sug­ge­ri­sco­no di coglie­re l’attimo, ere­di­ta­rie del car­pe diem ora­zia­no e dell’hic et nunc lati­no. Il bale­nio sfug­ge, è un lam­po, dura un momen­to soltanto. 

Paro­le ruba­te da Beni­to Mus­so­li­ni, a chiu­su­ra dell’editoriale de Il Popo­lo d’Italia del 3 apri­le 1921; una cita­zio­ne che sem­bra coz­za­re com­ple­ta­men­te con le cami­cie nere, l’uniforme degli squa­dri­sti fasci­sti. Ma nel­la pri­ma­ve­ra del 1921 Mus­so­li­ni non vede anco­ra il nero, vede sol­tan­to l’acco­glien­za vario­pin­ta dei gagliar­det­ti fasci­sti a Bolo­gna, e for­se per la pri­ma vol­ta, un futu­ro nel­la vita poli­ti­ca del Paese. 

Ecco che i colori collegano personaggi diversissimi tra loro, in contesti distinti e distanti storicamente e geograficamente. 

Sono loro a dona­re alla real­tà il suo carat­te­re dal­le mil­le sfac­cet­ta­tu­re; e non sol­tan­to dal pun­to di vista visi­vo. I colo­ri sono (anche) sen­sa­zio­ni psi­co­lo­gi­che: una gior­na­ta gri­gia è una gior­na­ta stor­ta, chi è mol­to arrab­bia­to è nero dal­la rab­bia e il blue mon­day è il gior­no più tri­ste dell’anno. Non sono solo modi di dire o gio­chi di paro­le: quan­ti di voi avreb­be­ro colo­ra­to Tri­stez­za di Insi­de Out di ros­so?

L’associazione di un colo­re ad una spe­ci­fi­ca emo­zio­ne tro­va le radi­ci in com­ples­si pro­ces­si cul­tu­ra­li e psi­co­lo­gi­ci. Se ognu­no pre­so sin­go­lar­men­te può esse­re col­le­ga­to a qual­sia­si tipo di sen­sa­zio­ne, l’insieme di tut­ti i colo­ri si fa por­ta­to­re di sen­sa­zio­ni posi­ti­ve, tant’è che quan­do i colo­ri non ci sono si pas­sa un “perio­do buio”. E in effet­ti, a esse­re rigo­ro­si, bian­co e nero sono non-colo­ri, rispet­ti­va­men­te assen­za di colo­re e pre­sen­za di tut­ti i colo­ri insieme. 

“Il mon­do è bel­lo per­ché è vario” si usa dire; e il mon­do è vario per­ché vasta è la sua gam­ma di colo­ri. I colo­ri diven­ta­no sim­bo­lo del­la diver­si­tà, che è ric­chez­za e inclu­sio­ne. Così la ban­die­ra del movi­men­to LGBT+ si tin­ge dei set­te colo­ri dell’arcobaleno. La diver­si­tà vista allo spec­chio diven­ta pace: alle­go­ri­ca­men­te e con­cre­ta­men­te, nel­la ban­die­ra del­la pace, in cui l’ordine dei colo­ri si scam­bia. Vive­re a colo­ri signi­fi­ca rispet­to e rico­no­sci­men­to di ugua­li dirit­ti per ogni per­so­na, con­di­zio­ni che si pos­so­no rea­liz­za­re solo in un con­te­sto in cui ci si approc­cia agli altri in manie­ra pacifica. 

E così i colori diventano anche un programma sociale, uno stile di vita e un modo di confrontarsi con l’altro.

I colo­ri rie­sco­no a descri­ve­re bene l’esperienza uma­na del­la real­tà anche gra­zie alla loro con­ti­nui­tà. Non c’è un sal­to discre­to dal ros­so all’arancione, ma sem­pre una via di mez­zo. Il pas­sag­gio da una tona­li­tà di colo­re all’altra è gra­dua­le, come si impa­ra fin da pic­co­li mischian­do le tem­pe­re con i pen­nel­li. Tra il bian­co e il nero ci sono sem­pre infi­ni­te tona­li­tà di gri­gio. Que­sto si ricol­le­ga di nuo­vo a un aspet­to psi­co­lo­gi­co: tra il “sì” e il “no” c’è sem­pre il “for­se”, il “maga­ri”, il “nì”.

Non ci sono linee di con­fi­ne ben defi­ni­te, come in un qua­dro impres­sio­ni­sta le linee di con­tor­no dei volu­mi sono abo­li­te, il dise­gno non c’è più, tut­to è det­ta­to dal­le sen­sa­zio­ni. Anzi, dal­le impres­sio­ni. Per­fi­no un ogget­to ver­de non è dav­ve­ro solo ed esclu­si­va­men­te ver­de. Ogni cosa assu­me un cer­to colo­re a secon­da del­la sua capa­ci­tà di riflet­te­re e assor­bi­re la luce visi­bi­le: qual­co­sa che ci appa­re ver­de riflet­te­rà pre­va­len­te­men­te la luce ver­de, assor­ben­do qua­si tut­te le altre fre­quen­ze, ma in pic­co­la par­te maga­ri anche quel­la ros­sa o quel­la blu. 

Que­sto sono i colo­ri: mani­fe­sto poli­ti­co, espres­sio­ne emo­ti­va, assor­bi­men­to di radia­zio­ne, sim­bo­lo cul­tu­ra­le, mostra del­le dif­fe­ren­ze. E tut­to ciò è rac­chiu­so in un solo bale­nio, che sep­pur fug­ge­vo­le e istan­ta­neo, è la vita inte­ra e vale asso­lu­ta­men­te la pena di accoglierlo. 

Arti­co­lo di Giu­lia Maineri.

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Giulia Maineri
Instan­ca­bi­le curio­so­na, ho sem­pre una doman­da sul­la pun­ta del­la lin­gua. Leg­go di tut­to e di tut­ti per capi­re chi sono. Col­ti­vo la pas­sio­ne per la sto­ria del­l’ar­te per capi­re chi sia­mo. Stu­dio fisi­ca per rispon­de­re ai come. Esplo­ro il mon­do in un’esasperata, ma entu­sia­sman­te, ricer­ca dei perché.

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