L’Ucraina è a rischio catastrofe ecologica

L'Ucraina è a rischio catastrofe ecologica

Il gial­lo dei gira­so­li e l’az­zur­ro del cie­lo. È un’im­ma­gi­ne mol­to poe­ti­ca del­l’Ucrai­na, immor­ta­la­ta anche nel­la ban­die­ra nazio­na­le qua­le sim­bo­lo del Pae­se. Ma l’U­crai­na è anche mol­to altro: è una diste­sa di impian­ti indu­stria­li, metal­lur­gi­ci, petrol­chi­mi­ci e mine­ra­ri spes­so obso­le­ti ed estre­ma­men­te inqui­nan­ti, la cui atti­vi­tà soven­te mal gesti­ta ha già reso alcu­ne regio­ni ucrai­ne tra le più inqui­na­te d’Eu­ro­pa. Tut­to que­sto, insie­me al peri­co­lo lega­to alla pre­sen­za di cen­tra­li nuclea­ri e ai siti di stoc­cag­gio di mate­ria­le radioat­ti­vo, rischia di diven­ta­re una bom­ba pron­ta a far scop­pia­re una cata­stro­fe eco­lo­gi­ca, ora che l’U­crai­na è vit­ti­ma del­l’ag­gres­sio­ne mili­ta­re russa. 

Spesso non si tratta di problemi nuovi. 

Nel­la regio­ne del Don­bass, con­te­sa dal 2014 tra ucrai­ni e sepa­ra­ti­sti filo­rus­si, una silen­zio­sa cata­stro­fe ambien­ta­le è già in cor­so da cir­ca 8 anni. In quan­to regio­ne mine­ra­ria ric­ca di car­bo­ne, il Don­bass è sede di oltre 900 minie­re sia atti­ve che non, e sen­za ade­gua­to moni­to­rag­gio anche a cau­sa del con­flit­to i tun­nel stan­no pro­vo­can­do peri­co­lo­si smot­ta­men­ti e rila­scian­do peri­co­lo­si inqui­nan­ti nel ter­re­no, nel­le fal­de acqui­fe­re e nel fiu­me Done­tsk. Inol­tre, negli anni ’70 per l’at­ti­vi­tà estrat­ti­va veni­va­no usa­ti esplo­si­vi nuclea­ri, e mol­ti siti, come la minie­ra di Yun­kom, sono anco­ra for­te­men­te irradiati. 

Sia­mo sta­ti tut­ti con il fia­to sospe­so quan­do i com­bat­ti­men­ti si sono avvi­ci­na­ti alla cen­tra­le nuclea­re di Zapo­rižž­ja, ma se i detri­ti radioat­ti­vi che giac­cio­no nel sot­to­suo­lo del Don­bass venis­se­ro por­ta­ti alla luce si rischie­reb­be una cata­stro­fe altret­tan­to gra­ve. Ora che il con­flit­to si è allar­ga­to all’in­te­ro Pae­se, a tut­to que­sto si sono aggiun­ti i dan­ni pro­vo­ca­ti dai bom­bar­da­men­ti su lar­ga sca­la con­dot­ti dal­le for­ze rus­se. Fin dal­le pri­me fasi del­la guer­ra gli impian­ti indu­stria­li sono sta­ti pesan­te­men­te col­pi­ti rila­scian­do nubi di fumi tos­si­ci nel­l’at­mo­sfe­ra, come nel caso dei ser­ba­toi di petro­lio bom­bar­da­ti a Vasyl­kiv, pres­so Kiev, o il gasdot­to fat­to esplo­de­re a Khar­kiv il 26 feb­bra­io. I bom­bar­da­men­ti sugli edi­fi­ci civi­li stan­no, tra l’al­tro, sbri­cio­lan­do note­vo­li quan­ti­tà di amian­to (mate­ria­le ampia­men­te usa­to in Ucrai­na e solo tar­di­va­men­te rego­la­men­ta­to) e sol­le­van­do nubi di par­ti­co­la­to sot­ti­le, una pro­va­ta con­cau­sa di can­cro e malat­tie car­dio­va­sco­la­ri. Sen­za con­ta­re le sostan­ze can­ce­ro­ge­ne e i metal­li pesan­ti pre­sen­ti nel­le muni­zio­ni, a cui sono espo­sti sia sol­da­ti che civili. 

Rispetto ai danni ecologici inflitti finora dalla guerra in Ucraina non è possibile fare stime precise, visto che quasi tutti i sistemi di monitoraggio del Paese ormai non sono più operativi. 

Com­pren­si­bil­men­te, una nazio­ne che lot­ta per soprav­vi­ve­re non ha né il tem­po né le risor­se per pre­oc­cu­par­si del­l’in­qui­na­men­to. Va tut­ta­via ricor­da­to che sarà pro­prio la distru­zio­ne del­l’am­bien­te che oggi la guer­ra pro­vo­ca a con­ti­nua­re ad ucci­de­re anche dopo che le bom­be smet­te­ran­no di cade­re: i soprav­vis­su­ti ucrai­ni si tro­ve­ran­no a vive­re su un suo­lo for­te­men­te avve­le­na­to e a respi­ra­re un’at­mo­sfe­ra inqui­na­ta da sostan­ze can­ce­ro­ge­ne, e nel­l’at­to di rico­strui­re il pro­prio Pae­se ver­ran­no pro­ba­bil­men­te in con­tat­to con sostan­ze estre­ma­men­te peri­co­lo­se. Chi è scam­pa­to agli oltre 600 raz­zi lan­cia­ti da Putin si tro­ve­rà a rischio di con­trar­re malat­tie respi­ra­to­rie, a cau­sa del­la pol­ve­re e del­la cene­re ina­la­ta. Per que­ste ragio­ni, la deva­sta­zio­ne del­l’am­bien­te ucrai­no rap­pre­sen­ta un evi­den­te ulte­rio­re cri­mi­ne di guer­ra per­pe­tra­to duran­te que­sto con­flit­to spor­co sot­to tut­ti gli aspet­ti, un cri­mi­ne che gra­ve­rà a lun­go sul popo­lo ucrai­no, par­te del­l’e­re­di­tà di una guer­ra mai volu­ta se non dal­le bra­me di un tiranno. 

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Simone Santini
Nato nel 1999 e stu­den­te di Bio­tec­no­lo­gia, scri­vo rac­con­ti per entu­sia­sma­re e arti­co­li quan­do la scien­za è il rac­con­to più entusiasmante.

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