Terre selvagge. Il Carnevale in giro per il mondo

Terre selvagge. Il Carnevale in giro per il mondo

Viaggi, esplorazioni, vagabondaggi. In questa rubrica, un’indagine intorno al movimento e al desiderio di spostarsi e cercare altri luoghi. 


Le ori­gi­ni del Car­ne­va­le, festi­vi­tà lega­ta al mon­do cri­stia­no e cat­to­li­co, non sono com­ple­ta­men­te chia­re ma sicu­ra­men­te biso­gna far­le risa­li­re a tem­pi ben remo­ti. Due sono le opzio­ni più accre­di­ta­te: una indi­vi­due­reb­be que­sta cele­bra­zio­ne come ere­de del­le feste dio­ni­sia­che del perio­do gre­co clas­si­co, le Ante­ste­rie, men­tre l’altra rin­trac­ce­reb­be la sua ori­gi­ne nei Satur­na­li del­la Roma anti­ca. Il Car­ne­va­le affon­de­reb­be quin­di le pro­prie radi­ci nel paga­ne­si­mo, acqui­si­to solo in un secon­do dal­la tra­di­zio­ne cristiana.

Secon­do fon­ti sto­ri­che, la chia­ve di que­sti gior­ni di festi­vi­tà, sia nel mon­do gre­co che in quel­lo roma­no, era la liber­tà da obbli­ghi e dove­ri: le gior­na­te del­le Ante­ste­rie o dei Satur­na­lia era­no carat­te­riz­za­te dal­la rot­tu­ra dei con­sue­ti sche­mi socia­li e del rigo­re pub­bli­co. «Semel in anno licet insa­ni­re»: que­sto det­to lati­no, asso­cia­to al Car­ne­va­le, ren­de anche l’idea di come doves­se esse­re all’origine que­sta festa. Diven­ta­va leci­to lasciar­si anda­re e, appun­to, “impaz­zi­re”, abban­do­nan­do­si a gio­chi, scher­zi e banchetti. 

Anche le masche­re, che anco­ra oggi costi­tui­sco­no il ful­cro di que­sta festa, diven­ta­va­no mez­zi per ren­der­si irri­co­no­sci­bi­li e abban­do­nar­si di con­se­guen­za a licen­zio­si­tà e diver­ti­men­ti, abbat­ten­do soprat­tut­to le bar­rie­re socia­li e por­tan­do tut­ta la comu­ni­tà allo stes­so livel­lo. Si arri­va­va anche a veri e pro­prio capo­vol­gi­men­ti, in par­ti­co­la­re duran­te i Satur­na­li, quan­do lo schia­vo diven­ta­va il padro­ne e quest’ultimo ser­vi­va gli schiavi.

Anche l’origine del nome non è del tutto chiara, ma è da rintracciare questa volta nel mondo cristiano. 

Pro­ba­bil­men­te deri­van­te dal ter­mi­ne lati­no car­nem leva­re ovve­ro ‘eli­mi­na­re la car­ne’, la locu­zio­ne si rife­ri­reb­be al ban­chet­to che si tene­va l’ultimo gior­no di Car­ne­va­le pri­ma dell’inizio del perio­do di digiu­no e di asti­nen­za del­la Qua­re­si­ma. In que­sto modo il Car­ne­va­le, essen­do lega­to a una festi­vi­tà mobi­le come la Pasqua, non ha gior­ni fis­si duran­te l’anno, ma le festi­vi­tà ricor­ro­no in tut­to il mon­do ogni anno tra il mese di feb­bra­io e quel­lo di marzo.

A que­sta festi­vi­tà non sono sta­ti lega­ti esclu­si­va­men­te moti­vi reli­gio­si. In mol­te tra­di­zio­ni è infat­ti anche il sim­bo­lo dell’abban­do­no dell’inverno per inol­trar­si nel perio­do pri­ma­ve­ri­le, un modo quin­di per cele­bra­re il risve­glio del­la natu­ra con masche­re, tra­ve­sti­men­ti e car­ri colo­ra­ti. Asso­cia­to quin­di alla natu­ra, nei festeg­gia­men­ti anti­chi era­no mol­ti i rife­ri­men­ti ad essa e al ciclo di con­ti­nuo rin­no­va­men­to del cosmo, spes­so rap­pre­sen­ta­to attra­ver­so un fina­le rogo di un fan­toc­cio, ele­men­to anco­ra mol­to pre­sen­te alla fine del­le para­te che vedia­mo attra­ver­sa­re le nostre cit­tà nel perio­do car­ne­va­le­sco. Dal pun­to di vista cri­stia­no è anche sim­bo­lo anche di puri­fi­ca­zio­ne dal­le tra­sgres­sio­ni veri­fi­ca­te­si pro­prio duran­te la festività.

Festi­vi­tà paga­na poi assor­bi­ta nel­la tra­di­zio­ne cri­stia­na, il car­ne­va­le è anco­ra oggi un ele­men­to fol­clo­ri­sti­co di mol­te cul­tu­re. Ma qua­li sono i Car­ne­va­li da vede­re alme­no una vol­ta nel­la vita?

Carnevale di Rio

Sem­bra scon­ta­to, ma ovvia­men­te il pri­mo posto non può che aggiu­di­car­se­lo il sug­ge­sti­vo e spet­ta­co­la­re Car­ne­va­le di Rio. L’origine del Car­ne­va­le di Rio si atte­sta intor­no agli anni Tren­ta del XIX seco­lo, quan­do la bor­ghe­sia bra­si­lia­na impor­tò in Suda­me­ri­ca la moda euro­pea dei bal­li in masche­ra, in par­ti­co­la­re appar­te­nen­ti all’ambiente pari­gi­no. Oggi sono due gli ele­men­ti che ren­do­no il Car­ne­va­le di Rio anco­ra più intri­gan­te: il pri­mo è la divi­sio­ne in Blo­cos, ovve­ro “quar­tie­ri”, grup­pi di per­so­ne acco­mu­na­ti dall’appartenenza allo stes­so quar­tie­re che festeg­gia­no con costu­mi e tra­di­zio­ni dif­fe­ren­ti: se ne con­ta­no più di 100; il secon­do è la sam­ba, dan­za tra­di­zio­na­le bra­si­lia­na: duran­te il Car­ne­va­le tut­te le scuo­le di sam­ba di Rio sfi­la­no esi­ben­do­si e sfi­dan­do­si per le stra­de del­la cit­tà in una vera e pro­pria com­pe­ti­zio­ne. Il car­ne­va­le di Rio è sicu­ra­men­te una del­le più gran­di feste al mon­do a cui assi­ste­re alme­no una vol­ta nel­la vita.

Car­ne­va­le di Rio

Il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife

Per quan­to il Car­ne­va­le di Rio sia sicu­ra­men­te il più famo­so al mon­do, anche il car­ne­va­le di San­ta Cruz de Tene­ri­fe si fa nota­re per la sua spet­ta­co­la­ri­tà e la sua impor­tan­za, atti­ran­do ogni anno nume­ro­sis­si­mi di turi­sti da tut­to il mon­do. La carat­te­ri­sti­ca prin­ci­pa­le del Car­ne­va­le di Tene­ri­fe è la sua bipo­la­ri­tà: un Car­ne­va­le “uffi­cia­le” carat­te­riz­za­to da musi­ca, con­cer­ti e sfi­la­te, e uno “di stra­da”, con gio­chi, bal­li e sfi­la­te popo­la­ri. Il momen­to clou di tut­ti i festeg­gia­men­ti è l’elezione del­la Rei­na del Car­ne­val. Le ragaz­ze dell’isola si agghin­da­no con sfar­zo­si e colo­ra­ti tra­ve­sti­men­ti per con­qui­sta­re il tito­lo di Regi­na del Carnevale.

Carnevale di Venezia

Que­sto Car­ne­va­le (nell’accezione cat­to­li­ca) è pro­ba­bil­men­te il più anti­co d’Italia. La pri­ma atte­sta­zio­ne scrit­ta risa­li­reb­be infat­ti al 1269 ed è un edit­to in cui la festa pub­bli­ca cit­ta­di­na sareb­be sta­ta men­zio­na­ta. I com­ples­si, ele­gan­ti e auste­ri costu­mi vene­zia­ni sono famo­si in tut­to il mon­do e pro­prio a quel perio­do risa­li­reb­be­ro le bot­te­ghe spe­cia­liz­za­te nel­la crea­zio­ne di que­ste masche­re, con l’apice del­la fama atte­sta­ti­le intor­no al Set­te­cen­to, perio­do in cui il Car­ne­va­le di Vene­zia rag­giun­se il suo mas­si­mo splen­do­re. A dif­fe­ren­za di mol­ti altri car­ne­va­li, quel­lo di Vene­zia è carat­te­riz­za­to da mol­ti even­ti pri­va­ti ai qua­li è neces­sa­rio iscri­ver­si per la par­te­ci­pa­zio­ne. Ele­gan­te e rino­ma­to, rima­ne uno dei più famo­si al mon­do e può esse­re anche sem­pli­ce­men­te gusta­to nel sug­ge­sti­vo qua­dro del­le stra­di­ne del­la cit­tà sull’acqua.

Altri carnevali

Que­sti sono solo tre esem­pi di come il Car­ne­va­le ven­ga festeg­gia­to per tut­to il mon­do ma in real­tà sono nume­ro­sis­si­mi quel­li degni di nota. Dal car­ne­va­le di New Orleans a quel­lo di Colo­nia, dal Car­ne­va­le nei Carai­bi a quel­lo di Not­ting Hill, tut­ti meri­te­reb­be­ro una visi­ta per osser­va­re le pecu­lia­ri­tà di ognu­no e per far­si avvol­ge­re dal tur­bi­nio colo­ra­to e festo­so di que­ste gior­na­te. Uno solo il comu­ne deno­mi­na­to­re tra­sver­sa­le nel­lo spa­zio e nel tem­po: il diver­ti­men­to (e qual­che sim­pa­ti­ca trasgressione).

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Arianna Locatelli
Da pic­co­la cer­ca­vo l’origine del mio nome per­ché mi affa­sci­na­va la sto­ria che c’era die­tro. Anco­ra oggi mi pia­ce cono­sce­re e sco­pri­re sto­rie di cui poi rac­con­to e scri­vo. Intan­to cor­ro, bevo caf­fè e pia­ni­fi­co viaggi.

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