Bookadvisor, consigli di lettura di aprile

Bookadvisor, consigli di lettura di aprile

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


La feli­ci­tà del lupo, Pao­lo Cognet­ti (Einau­di) – recen­sio­ne di Rebec­ca Nicastri

Vin­ci­to­re nel 2017 del Pre­mio Stre­ga con Le otto mon­ta­gne (Einau­di 2016), Pao­lo Cognet­ti ci tra­spor­ta tra il pro­fu­mo dei lari­ci e le con­ver­sa­zio­ni dei bosca­io­li del­le mon­ta­gne di Fon­ta­na Fred­da. Tren­ta­sei bre­vi capi­to­li costrui­sco­no imma­gi­ni di luo­ghi puri e auten­ti­ci, in cui a det­tar leg­ge è la natu­ra e in cui l’uomo è costret­to a seguir­ne i rit­mi. Tra il tra­scor­re­re len­to degli inver­ni, il riap­pa­ri­re del­la sta­gio­ne cal­da e poi l’arrivo dei lun­ghi autun­ni, le mon­ta­gne sono luo­ghi d’incontro tra per­so­nag­gi splen­di­da­men­te carat­te­riz­za­ti, le cui vite si intrec­cia­no e si modi­fi­ca­no l’un l’altra: Fau­sto, uomo sul­la qua­ran­ti­na, si abban­do­ne­rà a un’intensa rela­zio­ne con la gio­va­ne Sil­via, ven­ti­set­ten­ne alla ricer­ca di se stes­sa. «Ma cosa ci face­va lì, uno sce­mo di quarant’anni sen­za fami­glia e sen­za lavo­ro, se non inse­gui­re la ridi­co­la uto­pia del vivi-nel-posto-che-ti-fa-feli­ce?». E for­se a ricer­car la feli­ci­tà era anche quel lupo soli­ta­rio che vaga­va da una val­le all’altra, quel “fuo­ri­leg­ge” che sem­bra­va aver fat­to ritor­no tra i suoi anti­chi mon­ti, ritro­van­do “una memo­ria lon­ta­na, un ricor­do rice­vu­to in eternità”. 


La nuo­va mano­mis­sio­ne del­le paro­le, Gian­ri­co Caro­fi­glio (Fel­tri­nel­li) – Recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala 

Quan­to può esse­re gran­de la for­za del­le paro­le? For­se non ci si ren­de pie­na­men­te con­to di quan­to uno stru­men­to, in appa­ren­za così pic­co­lo e inno­cuo, sia l’arma più poten­te che abbia­mo, in gra­do di tra­sfor­ma­re la real­tà in cui sia­mo immer­si. Le paro­le pos­so­no aiu­tar­ci a vede­re più chia­ra­men­te il mon­do ma allo stes­so tem­po, se usa­te in manie­ra erra­ta, a mano­met­ter­lo del tut­to. Il carat­te­re dupli­ce del lin­guag­gio è pro­prio ciò su cui si basa que­sta bre­ve rifles­sio­ne, un “gio­co per­so­na­lis­si­mo”, di Gian­ri­co Caro­fi­glio. Attra­ver­so la scel­ta di alcu­ni voca­bo­li spe­ci­fi­ci, pila­stri del les­si­co civi­le, come ver­go­gna, giu­sti­zia, ribel­lio­ne, bel­lez­za, scel­ta, popo­lo, l’au­to­re ci accom­pa­gna in un viag­gio straor­di­na­rio e for­ma­ti­vo, che ci mostra da una par­te la defor­ma­zio­ne del­le paro­le, soprat­tut­to in ambi­to pub­bli­co e poli­ti­co; dall’altra la pos­si­bi­li­tà di recu­pe­ra­re il loro signi­fi­ca­to auten­ti­co. D’altronde, «sal­va­re le paro­le dal­la loro mano­mis­sio­ne oggi, signi­fi­ca esse­re cit­ta­di­ni liberi».


Sex and the cli­ma­te, Ste­fa­no Case­ri­ni (Peo­ple) – Recen­sio­ne di Lau­ra Colombi

Inda­ga­re il cam­bia­men­to nel­la socie­tà e saper­lo rac­con­ta­re in for­ma pop, ma con rigo­re scien­ti­fi­co, è da sem­pre la mis­sio­ne del­la casa edi­tri­ce Peo­ple. Il cata­lo­go 2022 del­la col­la­na Idee si apre con la fir­ma di Ste­fa­no Case­ri­ni, docen­te di Miti­ga­zio­ne dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci del Poli­tec­ni­co di Mila­no e affer­ma­to divul­ga­to­re. Sex and the cli­ma­te rac­con­ta come i cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci stia­no cam­bian­do le nostre vite, a par­ti­re dal­la nostra vita ses­sua­le. Case­ri­ni dimo­stra, citan­do una serie di pub­bli­ca­zio­ni scien­ti­fi­che, l’effettiva rile­van­za del tema “cli­ma e ses­so” che, se non un tabù, è anco­ra oggi fat­to di costu­me e non tenu­to in con­si­de­ra­zio­ne da alcun rap­por­to dell’ IPCC (Grup­po inter­go­ver­na­ti­vo sul cam­bia­men­to cli­ma­ti­co). Attra­ver­so i capi­to­li del libro, il let­to­re può segui­re un per­cor­so che par­te dal pro­ble­ma cli­ma­ti­co e dal­le sue cau­se per arri­va­re alle con­se­guen­ze più pro­pria­men­te psi­co­lo­gi­che, sem­pre in una chia­ve leg­ge­ra (ma non sem­pli­ci­sti­ca) adat­ta soprat­tut­to ai non addet­ti ai lavo­ri, a chi non è inte­res­sa­to diret­ta­men­te al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co. «Con­vin­ce­re le per­so­ne a impe­gnar­si a ridur­re le emis­sio­ni dei gas cli­mal­te­ran­ti, anche dedi­can­do più tem­po a col­ti­va­re la pro­pria gio­ia di vive­re e di amar­si, richie­de­rà tem­po. […] For­se il pro­ble­ma oggi non sta nel con­vin­ce­re sem­pre più per­so­ne dell’importanza dell’ambiente, del cli­ma e del­la soste­ni­bi­li­tà, ma nell’osare di più, col­let­ti­va­men­te. […] Pas­sa­re all’azione, vin­ce­re la passività».


Ran­da­gi, Mar­co Ame­ri­ghi (Bol­la­ti Borin­ghie­ri) Recen­sio­ne di Arian­na Locatelli

Recen­te­men­te rien­tra­to tra i dodi­ci libri sele­zio­na­ti per il Pre­mio Stre­ga 2022, Ran­da­gi è il secon­do roman­za di Mar­co Ame­ri­ghi. La sto­ria rac­con­ta del­la vita di Pie­tro Bena­ti, ragaz­zo cre­sciu­to a Pisa in una fami­glia su cui gra­va una male­di­zio­ne: tut­ti i maschi Bena­ti pri­ma o poi scom­pa­io­no. Pie­tro è con­vin­to capi­te­rà anche a lui ma, men­tre aspet­ta il suo desti­no, la vita scor­re rego­la­re. Pie­tro dà l’impressione di esse­re smar­ri­to: il fra­tel­lo Tom­ma­so eccel­le in tut­to ciò che fa, la madre è una pre­oc­cu­pa­ta cro­ni­ca e il padre è una figu­ra con­trad­dit­to­ria e noci­va. Duran­te l’università deci­de di recar­si a Madrid per ten­ta­re di smuo­ve­re la sua vita dal­le fon­da­men­ta e qui l’incontro con due per­so­ne segne­rà defi­ni­ti­va­men­te la sua esi­sten­za: Dora, ragaz­za miste­rio­sa e dal pas­sa­to tor­men­ta­to e Lau­rent, coin­qui­li­no di Pie­tro, ex sur­fi­sta dedi­to al vizio. La sto­ria di Ran­da­gi rac­con­ta del­la vita di un ragaz­zo che cer­ca il pro­prio posto nel mon­do pro­van­do a supe­ra­re osta­co­li e dolo­ri che han­no carat­te­riz­za­to la sua gio­vi­nez­za, nel ten­ta­ti­vo di far pace con se stes­so e con un pas­sa­to spes­so rifuggito. 


Il re del­le cica­tri­ci, Lei­gh Bar­du­go (Mon­da­do­ri) – recen­sio­ne di Giu­lia Guadagno

Que­sto è il pri­mo volu­me del­lo spin off di Sei di Cor­vi, per­ciò è con­si­glia­to leg­ger­lo solo se si cono­sce la saga prin­ci­pa­le. I pro­ta­go­ni­sti del­le vicen­de devo­no riu­sci­re a supe­ra­re le loro pau­re per il bene del popo­lo. I capi­to­li del libro seguo­no le vicen­de dei vari per­so­nag­gi per­met­ten­do così di immer­ger­si com­ple­ta­men­te nel­la sto­ria. Lo sti­le di Lei­gh Bar­du­go è sem­pre rapi­do e non dà modo di anno­iar­si un solo istan­te. Il re del­le cica­tri­ci non ha asso­lu­ta­men­te delu­so le aspet­ta­ti­ve e ren­de mol­to curio­si di sape­re come si con­clu­de­rà la sto­ria di Niko­lai, re di Rav­ka e del­la sua maledizione.

Con­di­vi­di:
Rebecca Nicastri
Clas­se 2000. Stu­dio let­te­re, sono inna­mo­ra­ta del mon­do e vor­rei sape­re tut­to di lui. Per me le gior­na­te sono sem­pre trop­po corte.

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