Coachella 2022, tornano i grandi festival della musica

Coachella 2022, tornano i grandi festival della musica

L’emergenza pan­de­mi­ca ha ral­len­ta­to l’industria musi­ca­le e ha cau­sa­to l’annullamento di nume­ro­si con­cer­ti e gran­di festi­val come quel­lo di Coa­chel­la, che per la pri­ma vol­ta dopo anni sono sta­ti inter­rot­ti. Da quest’anno le cose sem­bra­no però cam­bia­re, infat­ti il Coa­chel­la ha ria­per­to le por­te alle miglia­ia di fan in tre­pi­dan­te atte­sa di ascol­ta­re i con­cer­ti live dei più famo­si can­tan­ti al mon­do. Ma quan­do nasce que­sto Festival?

La prima edizione del Coachella Valley Music and Arts Festival nasce nel 1999 da un’idea di Paul Tollett e della sua compagnia, la Goldenvoice, ma si hanno tracce precedenti del Festival nel 1993, quando viene introdotto un evento di protesta contro il rincaro del prezzo dei biglietti dei concerti. 

In que­sta occa­sio­ne il noto grup­po musi­ca­le Pearl Jams deci­de di orga­niz­za­re un con­cer­to e distri­bui­re bigliet­ti al di fuo­ri del siste­ma con­trol­la­to dall’azienda Tic­ket­ma­ster, pia­ni­fi­can­do il con­cer­to nel­la nota loca­tion dell’attuale Coa­chel­la, nei pres­si di Indio, un pic­co­lo pae­se nel­la Con­tea di River­si­de, in Cali­for­nia. Il Festi­val dura­va una set­ti­ma­na e pre­ve­de­va l’esibizione di can­tan­ti e grup­pi musi­ca­li di diver­si gene­ri: hip hop, rock, musi­ca alter­na­ti­va e altro, il tut­to ad un prez­zo net­ta­men­te infe­rio­re rispet­to a quel­lo attuale. 

Oggi il Coa­chel­la Val­ley Music and Arts Festi­val è un appun­ta­men­to fis­so che si tie­ne ogni anno, un even­to musi­ca­le che attrae miglia­ia di gio­va­ni arti­sti, can­tan­ti e per­so­nag­gi del­lo spet­ta­co­lo e del­lo sce­na­rio inter­na­zio­na­le e tan­ti altri curio­si che desi­de­ra­no vive­re la cele­bre cal­da atmo­sfe­ra del­la sel­vag­gia cam­pa­gna cali­for­nia­na e i con­cer­ti live che si sus­se­guo­no duran­te la gior­na­ta. Con il tem­po il Coa­chel­la è dive­nu­to impor­tan­te anche per l’indu­stria del­la moda; infat­ti, i pra­ti del Festi­val sono diven­ta­ti come dei red car­pet su cui sfi­la­no le cele­bri­tà che vesto­no uno spe­ci­fi­co sti­le ispi­ra­to dal­la tra­di­zio­ne hip­pie di Wood­stock: un mix tra uno sti­le coun­try, hip­pie, grun­ge, western e rock’n’roll.

Il nuovo anno ha portato con sé delle novità al Festival: i concerti sono tenuti da molti artisti famosi che non hanno soltanto intrattenuto il pubblico con i loro brani più celebri, ma hanno approfittato dell’attenzione di migliaia di fan per condividere un messaggio politico e sociale. 

Un esem­pio è dato da Har­ry Sty­les, che ha esor­di­to urlan­do To boy­friends eve­ry­whe­re, fuck you, una chia­ra cri­ti­ca nei con­fron­ti di una socie­tà patriar­ca­le, maschi­li­sta e anco­ra trop­po lega­ta ai valo­ri tra­di­zio­na­li del clas­si­co Machi­smo. Bil­lie Eilish è diven­ta­ta la più gio­va­ne arti­sta ad esi­bir­si sul pal­co del Festi­val, duran­te la sua esi­bi­zio­ne ha inco­rag­gia­to il gio­va­ne pub­bli­co a non giu­di­ca­re gli altri e a divertirsi. 

Per la prima volta quest’anno anche un gruppo italiano ha fatto la sua apparizione sul palco americano. 

I Måne­skin si sono esi­bi­ti per la pri­ma vol­ta davan­ti a miglia­ia di spet­ta­to­ri can­tan­do i bra­ni che più li stan­no ren­den­do famo­si nel mon­do in lin­gua ingle­se e ita­lia­na. Non meno impor­tan­te è sta­to l’omaggio ade­ren­te alla cam­pa­gna del Glo­bal Citi­zen #Stan­dU­p­Fo­rU­krai­ne del can­tan­te Damia­no David al popo­lo ucrai­no con­tro l’attacco bel­li­co rus­so gui­da­to da Putin, con la can­zo­ne di pro­te­sta We’re Gon­na Dan­ce On Gaso­li­ne, pre­ce­du­ta da un mono­lo­go ispi­ra­to al discor­so di Char­lie Cha­plin ne Il gran­de dit­ta­to­re.

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Elisa Letizia
Sono Eli­sa, stu­dio lin­gue, appas­sio­na­ta d’ar­te, musi­ca e cine­ma. Nel tem­po libe­ro scri­vo del pre­sen­te e lavo­ro per costrui­re il mio futuro.

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