Come vi racconto Caparezza

Come vi racconto Caparezza

“Contributi” è la sezione di Vulcano dove vengono pubblicati gli articoli, le riflessioni e gli spunti che ci giungono da studenti e studentesse che non fanno parte della redazione. Con un fine: allargare il dibattito.


Que­sto arti­co­lo costi­tui­sce la pri­ma par­te di un’a­na­li­si che si con­clu­de­rà con la pub­bli­ca­zio­ne di un secon­do con­tri­bu­to, con­sul­ta­bi­le al seguen­te link.


Miche­le ha set­te let­te­re, Capa­rez­za ne ha nove. Nul­la lascia­to al caso. Stra­na e miste­rio­sa intro­du­zio­ne, vero?
Oggi par­lia­mo di Miche­le Sal­ve­mi­ni, meglio cono­sciu­to come Capa­rez­za, rapper/cantautore mol­fet­te­se tra i più intel­let­tua­li e inte­res­san­ti ad aver con­qui­sta­to negli ulti­mi anni il pano­ra­ma musi­ca­le italiano.

Partiamo dall’inizio però, e partendo dall’inizio, la figura di Caparezza viene esclusa.

Sì, per­ché Capa­rez­za pri­ma non era una capa rez­za (‘testa ric­cia’ in dia­let­to mol­fet­te­se). Ei fu Miki­mix duran­te gli anni ‘90, ciò di più lon­ta­no da quel che sarà in futu­ro. Can­zo­ni estre­ma­men­te pop e una par­te­ci­pa­zio­ne nel ‘97 a San­re­mo con il pez­zo E la not­te se ne va. Per l’artista, il pas­sa­to è spes­so dif­fi­ci­le da dige­ri­re se si è svol­to come non lo si vole­va, e per Capa­rez­za fu così. Riu­sci­rà a per­do­nar­si e ad accet­ta­re la figu­ra di Miki­mix solo con l’ultimo disco Exu­via (usci­to lo scor­so 7 mag­gio a distan­za di quat­tro anni da Pri­so­ner 709).

Per capi­re il decli­no di Miki­mix e la con­se­guen­te nasci­ta di Capa­rez­za, però, biso­gna geo­lo­ca­liz­zar­si in un posto ben pre­ci­so, Mila­no. A ini­zio anni ‘90, fini­to l’istituto di ragio­ne­ria, Miche­le si spo­sta nel capo­luo­go lom­bar­do per stu­dia­re all’accademia di comu­ni­ca­zio­ne. Ma dure­rà poco, per­ché nel men­tre ini­zia la sua car­rie­ra musi­ca­le. Ben pre­sto si ren­de con­to che Mila­no e Miki­mix gli stan­no stret­ti, non fan­no per lui, non sono ciò che vole­va esse­re. Cesti­na il tut­to e ritor­na a Molfetta.

1998, 99, 2000. 3 anni, 3 demo. Un numero dantesco per raccontarne l’evoluzione. Ricordare Dante, come detto precedentemente, poiché per questo artista nulla è lasciato al caso.

Rico­min­cio da Capa. Nes­sun erro­re orto­gra­fi­co: con que­sto tito­lo, nel 1998, esce la pri­ma demo di Capa­rez­za. La pri­ma exu­via è com­ple­ta.
Fol­ti capel­li e piz­zet­to riem­pio­no quel­la fac­cia pre­ce­den­te­men­te con­for­me al cano­ne este­ti­co del mer­ca­to musi­ca­le com­mer­cia­le, mer­ca­to da cui si disco­sta il nostro da ades­so in poi. In un’ora e poco più si può capi­re che le inten­zio­ni del signor Rez­za Capa sono serie, un hip-hop old school fede­le alle sono­ri­tà del tem­po (sono­ri­tà alla qua­le però non biso­gna abi­tuar­si, per­ché se c’è una cosa che il nostro ado­ra fare è evol­ver­si in tut­to). In que­sta demo, non tut­te le can­zo­ni sono impor­tan­ti: solo Mea Cul­pa, Mi è impos­si­bi­leTi clo­ne­rò ver­ran­no inse­ri­te nel pri­mo disco ?! che vedrà la luce nel 2000. 

La secon­da demo, Con Capa­rez­za… nel­la mon­nez­za in real­tà non è una demo impor­tan­tis­si­ma, se non per il fat­to che come per la pre­ce­den­te inte­ra­men­te auto­pro­dot­ta, in essa sono con­te­nu­ti solo tre pez­zi scrit­ti e can­ta­ti da lui: gli altri pez­zi sono scrit­ti e esi­bi­ti da altri rap­per del­la sce­na pugliese.

Zap­pa. Frank Vin­cent? Zap­pa agri­co­la? Chi lo sa. La ter­za ed ulti­ma demo, del 2000, por­ta que­sto nome, nome non scon­ta­to dato che sono due i riman­di a cui si può pen­sa­re. Uno è Frank Vin­cent Zap­pa, musi­ci­sta ita­lo ame­ri­ca­no con­si­de­ra­to tra i più gran­di geni del ‘900 e gran­de fon­te d’ispirazione, su opi­nio­ne del­lo stes­so Sal­ve­mi­ni (“Dio si chia­ma Zap­pa Frank Vin­cent” in La rivo­lu­zio­ne del Ses­sin­tut­to). Il secon­do richia­mo è la zap­pa sui pie­di (nome del pri­mo pez­zo del­la demo): quel­la che si tirò pre­ce­den­te­men­te col per­so­nag­gio di Miki­mix, quel­la che si sta dan­do ades­so? Iro­nia e miste­ro, da sem­pre capi­sal­di del suo trat­to sti­li­sti­co. Tra le tre demo Zap­pa è la più matu­ra ed è l’apripista per il suo pri­mo disco uffi­cia­le.

Il pri­mo disco uffi­cia­le ?! esce a fine mag­gio 2000. Mol­ti dei pez­zi sono quel­li del­le demo pre­ce­den­ti, ma risul­ta un otti­mo disco di debut­to. È anco­ra un Capa­rez­za grez­zo ma sicu­ro di una cosa: non omo­lo­gar­si ed esse­re una alter­na­ti­va a quel rap gret­to e mate­ria­li­sta di ini­zio 2000.

Il successo però non arriva con questo disco. Il successo arriva nel modo più inaspettato possibile, nel 2003. 

Ed ecco­ci a un pun­to cru­cia­le: le can­zo­ni più famo­se di Capa­rez­za sono quel­le meno capi­te. Dato di fat­to. Sia­mo nel 2003, con Veri­tà sup­po­ste, disco che lo por­ta alla fama. Disco incre­di­bil­men­te più matu­ro, musi­ca­le e anco­ra più sati­ri­ca­men­te pun­gen­te, Veri­tà sup­po­ste con­tie­ne i due pez­zi che lo han­no ini­zia­to a quel­la che sareb­be sta­ta una fama espo­nen­zia­le in con­ti­nuo aumen­to: Ven­go dal­la luna e Fuo­ri dal tun­nel. Se la pri­ma, can­zo­ne di for­te matri­ce anti­raz­zi­sta, è sta­ta capi­ta, per la secon­da è il con­tra­rio. Fuo­ri dal tun­nel diven­ne un pez­zo da disco­te­ca. Disco­te­che che pro­prio in quel­la can­zo­ne cri­ti­ca defi­nen­do­le diver­ti­men­ti­fi­ci: il pez­zo è una cri­ti­ca ai modi di diver­tir­si dei gio­va­ni e di come lui sia estra­neo a tut­to ciò, non è una can­zo­ne che par­la di droga. 

Concludiamo la prima parte di questa discografia di Capa con due curiosità.

Nel libret­to del cd, pre­ci­sa­men­te nel­la can­zo­ne Fol­lie pre­fe­ren­zia­li si può nota­re un gio­co di paro­le nel ritornello:

Pre­fe­ri­sco cari­ca­re la sve­glia
Pre­fe­ri­sco pun­ta­re alla rou­let­te
Pre­fe­ri­sco il fuo­co di un obiet­ti­vo
.

back­sta­ge del­la regi­stra­zio­ne di Veri­tà sup­po­ste con interviste

Ogni pre­fe­ri­sco è capo, appun­to per­ché il sen­so è cari­ca­re, pun­ta­re fuo­co — finen­do con «pre­fe­ri­sco che tu riman­ga vivo». Ma tran­quil­li, è solo una del­le mil­le curio­si­tà che si incontreranno. 

back­sta­ge del­la regi­stra­zio­ne di Veri­tà sup­po­ste con interviste 

L’altra curio­si­tà: paral­le­la­men­te alla sua car­rie­ra, Capa­rez­za assie­me a due suoi ami­ci, tra il 2005 e il 2006 fon­da un grup­po rag­gae­muf­fin chia­ma­to Sun­ny­co­la con­nec­tion (che è anche il nome del­lo stu­dio di regi­stra­zio­ne che ha den­tro casa) col qua­le, sot­to il nome M‑keal (slang gio­co­so che ricor­da Miche­le, il suo nome, det­to in puglie­se), rap­pa in dia­let­to mol­fet­te­se. Il disco è tutt’ora repe­ri­bi­le su inter­net, non esi­sto­no copie fisi­che in quan­to masterizzabile. 

Arti­co­lo di Nic­co­lò Mau­ce­ri.

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