Didattica digitale integrata, ce ne parla UniSì

Didattica digitale integrata, ce ne parla UniSì

A questo link potete trovare un articolo datato 31 gennaio sul tema della DAD, con cui abbiamo avuto a che fare durante la pandemia, interrogando studentesse e studenti, nonché le diverse liste di rappresentanza presenti in Statale, sul ruolo che questa avrebbe potuto rivestire una volta terminata l’emergenza sanitaria. Ora che questo momento è arrivato, essendo venuto meno dal 1° aprile lo stato di emergenza, ci occuperemo in questo articolo degli sviluppi più recenti a riguardo. 


Il Decre­to ret­to­ra­le di fine emer­gen­za è sta­to pub­bli­ca­to il 29 mar­zo tra­mi­te i cana­li uffi­cia­li del­la Sta­ta­le. Le dispo­si­zio­ni sono sta­te modi­fi­ca­te in segui­to al decre­to-leg­ge n°67, appro­va­to dal Con­si­glio dei Mini­stri ed entra­to in vigo­re poco dopo l’approvazione. Per quan­to con­cer­ne gli stu­den­ti e le stu­den­tes­se del­la Sta­ta­le ci sono alcu­ne novi­tà. Innan­zi­tut­to, le lezio­ni dal 1° apri­le sono tor­na­te in pre­sen­za, con garan­zia del­lo strea­ming sino al 31 luglio. In que­sto caso stia­mo par­lan­do di frui­zio­ne in tem­po rea­le, che lascia la pos­si­bi­li­tà del­la regi­stra­zio­ne a scel­ta del­le sin­go­le Facoltà. 

Il Decreto menziona l’introduzione di “nuove modalità didattiche inclusive e student-centered”, nonchè “l’implementazione degli approcci già messi in atto nell’anno passato.” 

Que­sto al fine di rag­giun­ge­re una “inte­gra­zio­ne di espe­rien­ze di didat­ti­ca onli­ne con la didat­ti­ca in pre­sen­za attra­ver­so l’applicazione di una varie­tà di stra­te­gie atti­ve e par­te­ci­pa­ti­ve”. A que­sto pun­to notia­mo come le novi­tà nel cam­po del­la didat­ti­ca sia­no sta­te defi­ni­te e sem­bra pro­ce­de­ran­no in que­sto modo, sem­pre che non si veri­fi­chi un cam­bio del­la situa­zio­ne epi­de­mio­lo­gi­ca. Si trat­ta poi degli esa­mi, che sia nel caso degli scrit­ti che nel caso degli ora­li si svol­ge­ran­no ordi­na­ria­men­te in presenza. 

Abbiamo avuto modo di confrontarci riguardo al contenuto del decreto rettorale con la lista di rappresentanza studentesca UniSì-Uniti a Sinistra, che rivendica l’inserimento all’interno del decreto stesso delle previsioni riguardanti la didattica digitale integrata (Ddi). 

«Innan­zi­tut­to si deve distin­gue­re tra didat­ti­ca a distan­za, che abbia­mo cono­sciu­to duran­te la pan­de­mia e che con­si­ste nel­la tra­spo­si­zio­ne onli­ne del­le lezio­ni fron­ta­li, e didat­ti­ca digi­ta­le inte­gra­ta, che vuo­le fare un pas­so avan­ti, uti­liz­zan­do i mez­zi digi­ta­li a dispo­si­zio­ne e gli inve­sti­men­ti fat­ti dall’Università, ad esem­pio per la moder­niz­za­zio­ne del­le aule – ha spie­ga­to Bene­det­to Lon­go­bar­di di Uni­Sì – Da que­sto pun­to di vista la Ddi rap­pre­sen­ta sen­za ombra di dub­bio un arric­chi­men­to e con­si­ste nell’aggiun­ge­re alla didat­ti­ca in pre­sen­za una serie di atti­vi­tà qua­li appro­fon­di­men­ti, forum per la discus­sio­ne, oppu­re mate­ria­li per recu­pe­ra­re argo­men­ti più pro­ble­ma­ti­ci, dan­do la pos­si­bi­li­tà allo stu­den­te o alla stu­den­tes­sa di appro­fon­di­re e meta­bo­liz­za­re meglio alcu­ni con­cet­ti che maga­ri con la didat­ti­ca tra­di­zio­na­le ven­go­no lascia­ti indie­tro. I docen­ti e le docen­ti han­no un calen­da­rio acca­de­mi­co da rispet­ta­re, i tem­pi spes­so sono stret­ti e un’implementazione del­la didat­ti­ca con gli stru­men­ti che già si cono­sco­no potreb­be soste­ne­re la frui­zio­ne in presenza. 

Que­sto non vuol dire neces­sa­ria­men­te abban­do­na­re del tut­to la DAD così come l’abbiamo cono­sciu­ta in pan­de­mia. Cer­to, la socia­li­tà per Uni­Sì è fon­da­men­ta­le e sicu­ra­men­te la DAD da que­sto pun­to di vista fa per­de­re qual­co­sa; allo stes­so tem­po, però, può esse­re una pos­si­bi­li­tà per quan­to riguar­da il Dirit­to allo Stu­dio per stu­den­tes­se e stu­den­ti che non pos­so­no o fan­no fati­ca a recar­si in Uni­ver­si­tà, come stu­den­ti con fra­gi­li­tà, stu­den­ti lavo­ra­to­ri, fuo­ri­se­de. Per que­ste cate­go­rie di stu­den­ti, anche con una mino­re buro­cra­zia, rite­nia­mo che sia fon­da­men­ta­le il man­te­ni­men­to del­la pos­si­bi­li­tà di usu­frui­re di strea­ming e registrazioni».

«Duran­te tut­ta la pan­de­mia ci sia­mo con­cen­tra­ti mol­to sul­la didat­ti­ca, coscien­ti del fat­to che lo strea­ming fos­se l’unica solu­zio­ne adot­ta­bi­le in uno sta­to di emer­gen­za, ma abbia­mo sem­pre sot­to­li­nea­to il pro­ble­ma del­la didat­ti­ca fron­ta­le, che impe­di­va una inte­ra­zio­ne con la comu­ni­tà stu­den­te­sca; que­sto aspet­to, già pre­sen­te pri­ma del­la pan­de­mia, con la DAD si è accen­tua­to – ha poi ricor­da­to Pier­fran­ce­sco Pit­ta­lis – Venu­ta meno l’emergenza sani­ta­ria, abbia­mo por­ta­to in Sena­to Acca­de­mi­co il pro­get­to del­la Ddi: ini­zial­men­te vi è sta­ta una reti­cen­za da par­te dell’Amministrazione (si ricor­de­rà quell’intervista risa­len­te a dicem­bre in cui Fran­zi­ni riba­di­va come la nostra non fos­se un’Università tele­ma­ti­ca, affer­man­do la neces­si­tà di un ritor­no total­men­te in pre­sen­za). Nel frat­tem­po, però, abbia­mo por­ta­to pro­get­ti vir­tuo­si che sono sta­ti iscrit­ti nel Decre­to ret­to­ra­le di fine mar­zo: in quest’ottica abbia­mo fat­to inse­ri­re la pos­si­bi­li­tà di por­ta­re avan­ti dei pro­get­ti pilo­ta oltre a quel­li già descrit­ti, come le lezio­ni capo­vol­te, che comun­que ven­go­no già effet­tua­te da alcu­ni pro­fes­so­ri. Il fat­to che que­sto sia sta­to inse­ri­to nel decre­to ret­to­ra­le indi­ca un cam­bio di volon­tà da par­te dell’Amministrazione, secon­do noi indi­ce anche di lun­gi­mi­ran­za e coraggio».

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Jessica Rodenghi
Jes­si­ca, atti­va nel mon­do e nel­le socie­tà, per fare buo­na infor­ma­zio­ne dedi­ca­ta a tut­ti e tutte.

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