Femminicidio e narrazione: a che punto siamo in Italia?

Femminicidio e narrazione: a che punto siamo in Italia?

È di que­sti gior­ni la noti­zia tra­gi­ca del rico­no­sci­men­to del cada­ve­re di Carol Mal­te­si, don­na ita­lo-olan­de­se, che è sta­ta ucci­sa e fat­ta a pez­zi da Davi­de Fon­ta­na. La don­na ave­va 26 anni ed un figlio, che ad oggi ne ha 7. 

Un ele­men­to che vie­ne poco cita­to è il ruo­lo chia­ve di Andrea Tor­tel­li, diret­to­re del gior­na­le Bsnews. Lui avreb­be ten­ta­to di met­ter­si in con­tat­to con Carol, intuen­do poi di ave­re a che fare con l’assassino, che uti­liz­za­va il pro­fi­lo Wha­tsapp del­la don­na. Ad ogni modo, Fon­ta­na è sta­to descrit­to dal­le varie testa­te spe­ci­fi­can­do il suo lavo­ro distin­to in ban­ca, la sua vita tran­quil­la, insom­ma andan­do a deli­nea­re il pro­fi­lo di una per­so­na qualunque. 

I fat­ti par­la­no chia­ro, però. L’uomo la avreb­be ucci­sa, fat­ta a pez­zi e avreb­be poi ten­ta­to di eli­mi­na­re il cada­ve­re. Non riu­scen­do­ci, avreb­be deci­so di occul­tar­lo per mesi, poi lan­cian­do i sac­chi in un diru­po nel­la zona di Bor­no, in pro­vin­cia di Brescia. 

Ora, sembra ancora una persona qualunque? È davvero importante ricordarci che Fontana era un impiegato in banca, foodblogger e uomo tranquillo? 

Fac­cia­mo qual­che esem­pio. La testa­ta pri­ma Ber­ga­mo in un arti­co­lo sce­glie di uti­liz­za­re come imma­gi­ne una in cui Carol è truc­ca­ta e sor­ri­den­te, poi si par­la in modo mol­to det­ta­glia­to di come sia avve­nu­to l’omicidio, spe­ci­fi­can­do che sia avve­nu­to duran­te la ripre­sa di un video hard. 

Il Cor­rie­re del­la sera, inve­ce, ha deci­so di por­re una pano­ra­mi­ca più ampia e, come nel suo sti­le, ha descrit­to ogni det­ta­glio dispo­ni­bi­le al pub­bli­co deli­nean­do il qua­dro com­ple­to del­la situa­zio­ne. Anche qui si par­la del lavo­ro nel mon­do del ses­so, lo si inse­ri­sce anche nel tito­lo clic­k­bait, nono­stan­te nel testo dell’articolo si citi ogni pas­sag­gio del­la sua vita (e non solo l’ultima occupazione). 

La foto­gra­fia scel­ta per l’articolo ha sem­pre un richia­mo al mon­do del­lo spet­ta­co­lo, in quan­to Carol è mostra­ta truc­ca­ta in uno scat­to professionale. 

Repub­bli­ca trat­ta del­la fac­cen­da seguen­do i pas­sag­gi lega­li, dun­que trat­tan­do del­la con­fes­sio­ne di Fon­ta­na, avve­nu­ta il 28 mar­zo. Anche qui tro­via­mo i det­ta­gli dell’omicidio, che sono anche i det­ta­gli del­la con­fes­sio­ne. In que­sto caso si cita un det­ta­glio inte­res­san­te: l’assassino sareb­be anche sta­to un regi­sta di video hard. 

Non è un’informazione data nei tito­li, è inse­ri­ta come un pic­co­lo inci­so; eppu­re, del lavo­ro di Carol se ne è par­la­to mol­to. Il Gior­na­le di Bre­scia por­ta un arti­co­lo citan­do le dichia­ra­zio­ni dell’avvocato Manue­la Sca­lia, che allon­ta­na alcu­ni sospet­ti che cer­ti tito­li susci­ta­no dicen­do che «di cer­to so che Carol non è mor­ta per un gio­co ero­ti­co fini­to male».

Si par­la dell’assassino, del­la sua fol­le luci­di­tà con cui avreb­be pro­gram­ma­to il tut­to e, final­men­te, si cita i video hard sol­tan­to in fun­zio­ne del rap­por­to fra Fon­ta­na e Maltesi. 

Anche tgcom24 ha coper­to la noti­zia, asso­cian­do imme­dia­ta­men­te l’epiteto “por­no­star” al nome di Carol. 

Que­sti sono sol­tan­to alcu­ni esem­pi di una nar­ra­zio­ne che ten­de a por­re l’accento sull’attività di sex wor­ker di Carol, men­tre per quan­to riguar­da Fon­ta­na sot­to­li­nea l’opposizione a lei trat­tan­do del­la sua vita ordinaria. 

Cer­ta­men­te ogni testa­ta com­pie del­le scel­te edi­to­ria­li impor­tan­ti, per cui non esi­ste un’autorità in gra­do di veri­fi­ca­re qua­le sia il modo cor­ret­to di dare cer­te infor­ma­zio­ni. Ogni gior­no abbia­mo sem­pre più infor­ma­zio­ni date dal­le inda­gi­ni, quin­di i gior­na­li lavo­ra­no in modo inces­san­te per poter garan­ti­re una coper­tu­ra media­ti­ca del caso, pro­ba­bil­men­te facen­do capo al loro dove­re di cronaca.

Ad ogni modo, si trat­ta di fem­mi­ni­ci­dio e in Ita­lia sia­mo sem­pre più abi­tua­ti a media che slit­ta­no la nostra atten­zio­ne ver­so det­ta­gli di poco con­to. Ogni pic­co­lo ele­men­to può esse­re impor­tan­te, ma non biso­gna dimen­ti­ca­re la serie­tà dei fat­ti in que­stio­ne. La paro­la “fem­mi­ni­ci­dio” vie­ne usa­ta mol­to poco dai gior­na­li ita­lia­ni, che spes­so pre­fe­ri­sco­no par­la­re di “rap­tus” dovu­to al trop­po amo­re, oppu­re sca­va­no nel­la vita del­la vit­ti­ma per cer­ca­re una sor­ta di giu­sti­fi­ca­zio­ne a ciò che le accade.

Que­sti avve­ni­men­ti tra­gi­ci non sono una novi­tà, dato che il Ser­vi­zio Ana­li­si Cri­mi­na­le del Mini­ste­ro dell’interno dichia­ra come uno dei prin­ci­pa­li pro­ble­mi di cri­mi­na­li­tà in Ita­lia sia costi­tui­to dai fem­mi­ni­ci­di. Dall’inizio del 2022 al 27 mar­zo sono già 23 le don­ne ucci­se in modo volon­ta­rio, di cui 13 per mano dell’ex part­ner o del partner.

Non è un fatto da prendere alla leggera, dunque, eppure sembra che i canali d’informazione possano tralasciare la serietà dei fatti, facendo luce su aspetti totalmente irrilevanti alla narrazione. 

Quan­do deci­dia­mo di sot­to­li­nea­re cer­ti aspet­ti, stia­mo deli­nean­do una nostra posi­zio­ne. Quan­do sce­glia­mo di pub­bli­ca­re tut­ti i det­ta­gli di un omi­ci­dio oppu­re le imma­gi­ni dei cada­ve­ri, stia­mo sicu­ra­men­te descri­ven­do qual­co­sa di vero, ma con un atteg­gia­men­to che si allon­ta­na dal rispet­to per l’accaduto.

Come let­to­ri sia­mo sem­pre più abi­tua­ti ad ave­re visi­va­men­te l’immagine di ciò che acca­de, di qual­sia­si even­to e non ci fer­mia­mo più davan­ti ai lut­ti ed alle tra­ge­die. A que­sto pun­to ci si può chie­de­re se nel par­la­re del caso Carol Mal­te­si si stia seguen­do il dove­re di cro­na­ca o se, piut­to­sto, si stia spet­ta­co­la­riz­zan­do un even­to tragico.

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Jessica Rodenghi
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