La grande sfida delle comunità energetiche

La grande sfida delle comunità energetiche

Tra le gran­di sfi­de glo­ba­li con­tem­po­ra­nee non può man­ca­re quel­la lega­ta ai modi di pro­du­zio­ne più soste­ni­bi­li. Gli effet­ti di un prin­ci­pio eco­no­mi­co basa­to sul­la mas­si­miz­za­zio­ne del pro­fit­to han­no pro­vo­ca­to uno squi­li­brio socia­le, eco­no­mi­co ed ambien­ta­le che ci por­ta­no a ripen­sa­re il nostro modo di vive­re. Anche per que­sto moti­vo sono nate le Comu­ni­tà Ener­ge­ti­che, su impul­so di mol­ti atto­ri pri­va­ti, pub­bli­ci e degli stes­si cit­ta­di­ni, che sono i pro­ta­go­ni­sti di que­sto rin­no­va­men­to. Mol­ti cit­ta­di­ni nel mon­do si stan­no unen­do al mer­ca­to dell’energia come pro­su­mer, ossia un uten­te che non si limi­ta al ruo­lo pas­si­vo del con­su­ma­to­re (con­su­mer), ma diven­ta anche par­te atti­va del pro­ces­so pro­dut­ti­vo (pro­du­cer).

Le forme di prosumption possono essere attuate attraverso le comunità energetiche (CE), ossia una coalizione di utenti che, tramite la volontaria adesione ad un contratto, collaborano con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti energetici locali. 

L’obiettivo prin­ci­pa­le è quel­lo di for­ni­re ener­gia rin­no­va­bi­le a prez­zi acces­si­bi­li ai pro­pri mem­bri, piut­to­sto che dare la prio­ri­tà al pro­fit­to eco­no­mi­co come una socie­tà ener­ge­ti­ca tradizionale.

Negli ulti­mi anni, in Ita­lia, si è deci­so di dare una spin­ta deci­si­va al tema del con­su­mo ener­ge­ti­co attra­ver­so il super­bo­nus del 110% pre­sen­te nel Decre­to Rilan­cio, che intro­du­ce una detra­zio­ne pari al 110% del­le spe­se rela­ti­ve a spe­ci­fi­ci inter­ven­ti di effi­cien­za ener­ge­ti­ca e di misu­re anti­si­smi­che sugli edi­fi­ci, soste­nu­te dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicem­bre 2021. 

Oltre alle age­vo­la­zio­ni fisca­li (come il super­bo­nus), altri bene­fi­ci eco­no­mi­ci riguar­da­no il rispar­mio in bol­let­ta e il gua­da­gno sull’energia pro­dot­ta, men­tre sot­to l’aspetto ambien­ta­le il bene­fi­cio mag­gio­re è quel­lo lega­to alla ridu­zio­ne di CO2, infat­ti dal 1800 ad oggi la con­cen­tra­zio­ne di CO2 in atmo­sfe­ra è aumen­ta­ta con­si­de­re­vol­men­te (oltre 400 ppm) a cau­sa del­le mol­te atti­vi­tà antro­pi­che e dell’uso di com­bu­sti­bi­li fos­si­li come il petrolio.

Tra le comunità energetiche presenti in Italia è presente È nostra, una cooperativa milanese. 

L’energia di cui si ser­ve È nostra pro­vie­ne esclu­si­va­men­te da impian­ti rin­no­va­bi­li qua­li foto­vol­tai­ci, eoli­ci e idroe­let­tri­ci a bas­so impat­to ambien­ta­le, un altro fat­to­re impor­tan­te par­te­ci­pa­zio­ne atti­va del cit­ta­di­no alle scel­te ener­ge­ti­che che com­pie la cooperativa.

Infi­ne, un fat­to­re impor­tan­te da tene­re in con­si­de­ra­zio­ne è il bilan­cia­men­to con altri dirit­ti e inte­res­si che potreb­be­ro entra­re in con­flit­to. Seb­be­ne la ridu­zio­ne ed effi­cien­ta­men­to ener­ge­ti­co sia uno degli obiet­ti­vi pri­ma­ri dell’Agenda 2030 per lo Svi­lup­po Soste­ni­bi­le, è neces­sa­rio con­si­de­ra­re anche altri dirit­ti o inte­res­si che potreb­be­ro entra­re in con­tra­sto, come il dirit­to di ogni sin­go­lo cit­ta­di­no al pro­prio sosten­ta­men­to ali­men­ta­re attra­ver­so la col­ti­va­zio­ne dei pro­pri cam­pi, e quin­di l’impossibilità di costrui­re in quel­lo stes­so cam­po, ad esem­pio, pan­nel­li foto­vol­tai­ci o impian­ti eoli­ci. Lo stes­so discor­so è repli­ca­bi­le in luo­ghi dove sono pre­sen­ti vin­co­li pae­sag­gi­sti­ci o sto­ri­ci. In que­sti casi, sarà deci­si­vo il ruo­lo del legi­sla­to­re che dovrà bilan­cia­re (tal­vol­ta) inte­res­si e dirit­ti di mede­si­mo ran­go costituzionale.

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Riccardo Garosi
Poli­ti­co in erba, mi pia­ce par­la­re di soste­ni­bi­li­tà in manie­ra tra­sver­sa­le. Scru­po­lo­sa­men­te atten­to all’am­bien­te da far invi­dia a Gre­ta Thun­berg. Gran­de aman­te del cibo.

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